USA-NATO invadono la Libia per combattere terroristi di loro creazione
Si inviano fino a 6.000 truppe per occupare ed occupare la Libia, prendere possesso dei giacimenti petroliferi
presumibilmente minacciati da terroristi che la NATO ha armato e messo al potere nel 2011.
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Si sospetterebbe che una forza militare straniera che viene inviata in Libia sarebbe una notizia da titolo principale, con dibattiti che infuriano prima che l'operazione sia stata persino approvata. Tuttavia, sembra che con nessun dibattito, nessuna approvazione del pubblico e poca cronaca dei media, delle truppe USA, britanniche ed europee, comprese quelle dell'ex governanti coloniali della Libia - gli italiani - siano portate avanti ancora una volta con l'intervento militare diretto in Libia. Il "SAS spearhead coalition offensive to halt Islamic State oil snatches in Libya" del Mirror sostiene che i 6.000 soldati dell'occidente affrontano fino a 5.000 terroristi dell'ISIS - sollevando delle domande sulla sincerità sia sulle reali intenzioni dell'intervento militare occidentale sia sulla natura del nemico contro qui stanno presumibilmente intervenendo per combattere. Generalmente la dottrina militare prescrive una superiorità numerica schiacciante per le forze d'invasione contro i difensori. Per esempio, durante la battaglia del 2004 per la città irachena di Fallujah gli USA schierarono più di 10.000 truppe contro 3.000-4.000 difensori. Questo significa che grandi, ampie operazioni per affrontare direttamente e distruggere l'ISIS in Libia non sono intese e, come interventi occidentali altrove, viene progettato per perpetuare la minaccia dell'ISIS e quindi perpetuare la giustificazione occidentale per l'intervento militare extraterritoriale in Libia ed oltre. Con un appiglio
iniziale in Libia intenzionalmente progettato per durare, esso sarà
inevitabilmente ampliato, appoggiando le operazioni dell'AFRICOM USA per
tutto il resto del Nord Africa. Come spiegano dal 2011 gli analisti geopolitici, le organizzazioni terroristiche come al Qaeda ed i suoi svariati cambi di marchio sono lontane dall'essere i veri avversari dell'occidente. Oltre ad essere finanziate, armate ed appoggiate dai più stretti ed antichi alleati mediorientali dell'occidente - particolarmente i sauditi ed il Qatar - queste organizzazioni terroristiche servono ad un duplice scopo. In primo luogo, servono come esercito mercenario con cui l'occidente combatte per procura contro i paesi presi a bersaglio. In secondo luogo, servono come pretesto per l'intervento militare diretto quando la guerra per procura fallisce oppure non è un'opzione.
A partire dal 2011, proprio letteralmente questi
stessi terroristi
sono stati organizzati, armati, finanziati e provvisti
di copertura aerea della NATO per rovesciare il governo della Libia. Da
lì, sono stati riarmati e trasportati via mare in Turchia, membro della
NATO, da dove hanno poi invaso la Siria settentrionale e, più
specificamente, Idlib e la città di capitale importanza di Aleppo. L'amministrazione ha dichiarato che l'operazione CIA di Bengasi in precedenza segreta riguardava trovare, riacquistare e distruggere armamento pesante saccheggiato dagli arsenali del governo libico, ma in ottobre abbiamo riportato le prove che indicano che agenti USA — in particolare l'ambasciatore assassinato Chris Stevens — erano almeno informati di armamento pesante in trasferimento dalla Libia ai ribelli jihadisti siriani. In Siria vi sono state diverse individuazioni risalenti già all'inizio dell'estate 2012 e vi sono indicazioni che almeno alcuni dei 20.000 missili portatili a ricerca ad infrarossi di Gheddafi erano stati prima d'ora spediti via mare.
La menzione da parte di Business Inside di Abdelhakim Belhaj che operava direttamente con l'ambasciatore Stevens è particolarmente importante. Belhaj era proprio letteralmente il capo del Gruppo Combattente Islamico Libico (LIFG) - al Qaeda in Libia, organizzazione terroristica straniera elencata dal Dipartimento di Stato USA. Nonostante i suoi ovvi legami ad al Qaeda, è stato apertamente appoggiato dagli USA durante la Guerra Libica del 2011 ed in seguito posava per fotografie con dei senatori USA, compreso il senatore dell'Arizona John McCain dopo le operazioni di cambio di regime della NATO. Secondo quanto riferito, ora il capo del LIFG Abdelhakim Belhadj è anche un capo autorevole dell'ISIS in Libia.
Fox News, i Herridge ha riferito che uno dei presunti capi dell'ISIS in Nord Africa è il libico Abdelhakim Belhadj, che veniva visto dagli USA come un volonteroso partner nel rovesciamento del dittatore libico Muammar Gheddafi nel 2011.
Proprio le stesse attrezzature - autocarri armati
utilizzati in combattimento - che portano l'insegna dei "ribelli"
libici, sono stati letteralmente verniciati sopra con immagini della
bandiera dell'ISIS, come i costumi su un set di
Hollywood vengono usati in una brutta sequenza. Con l'intervento
degli angloamericani ed europei in una Libia distrutta ed inondata da
terroristi - una Libia dove ci era stato promesso che l'intervento della
NATO nel 2011 avrebbe portato pace, stabilità, "libertà" e
"democrazia", vediamo pienamente il pericolo di affidare altri paesi ad
un destino simile modellato dall'intervento occidentale - più
particolarmente in Siria.
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