Come funziona l'intervento degli Stati Uniti contro il Venezuela

Interventi elettorali della CIA. Il Nicaragua come modello per il Venezuela

di Philip Agee

15 settembre 2005

 

Non è certo un segreto che il governo degli Stati Uniti sta effettuando un programma di operazioni a favore dell'opposizione politica venezuelana per rimuovere dal potere il presidente Hugo Chávez Frías e la coalizione di partiti che lo sostiene. Il bilancio per questo programma, iniziato dall'amministrazione di Bill Clinton ed intensificato sotto George W. Bush, è cresciuto da circa 2 milioni di dollari nel 2001 a 9 milioni di dollari nel 2005 ed è camuffato come attività per "promuovere la democrazia", "risolvere i conflitti" e "rafforzare la partecipazione civile". Esso consiste nel fornire denaro, addestramento, consulenza e guida ad una estesa rete di partiti politici, ONG, mass media, sindacati ed imprenditori, tutti determinati a porre fine al processo rivoluzionario bolivariano. Il programma ha chiari obiettivi a breve, medio e lungo termine e si adatta facilmente ai cambiamenti nel fluido processo politico venezuelano.

Il programma di intervento politico in Venezuela è uno in più dei molti nel mondo diretti principalmente dal Dipartimento di Stato (DS), dalla Agency for International Development (AID), dalla Central Intelligence Agency (CIA) e dal National Endowment for Democracy (NED) assieme alle sue quattro fondazioni associate. Queste sono l'International Republican Institute (IRI) del Partito Repubblicano, il National Democratic Institute (NDI) del Partito Democratico, il Center for International Private Enterprise (CIPE) della Camera di Commercio USA e l'American Center for International Labor Solidarity (ACILS) dell'American Federation of Labor-Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO), la principale confederazione sindacale nazionale USA. In aggiunta, il programma ha il sostegno di una rete internazionale di organizzazioni affiliate.

Le diverse organizzazioni eseguono le loro operazioni attraverso funzionari dell'AID all'ambasciata USA a Caracas ed attraverso tre uffici "privati" a Caracas sotto il controllo dell'ambasciata: l'IRI (costituito nel 2000), l'NDI (2001) ed un appaltatore dell'AID, una ditta USA di consulenze chiamata Development Alternatives, Inc. (DAI) (2002). Questi tre uffici sviluppano operazioni con dozzine di beneficiari venezuelani ai quali contribuiscono con denaro che ha origine dal Dipartimento di Stato, l'AID, il NED e, sebbene ancora non sia disponibile nessuna prova, molto probabilmente dalla CIA. Le operazioni dei primi tre sono enormemente dettagliate in centinaia di documenti ufficiali acquisiti dal giornalista USA Jeremy Bigwood attraverso richieste in base al Freedom of Information Act, una legge che richiede la declassificazione ed il rilascio di documenti governativi, sebbene molti siano censurati quando rilasciati.

Gli associati venezuelani ai programmi di intervento USA hanno partecipato ad un fallito colpo di stato contro il presidente Chavez nell'aprile del 2002, nella serrata/sciopero petrolifero del dicembre 2002-febbraio 2003 ed al referendum di revoca dell'agosto 2004. Avendo fallito nei loro primi tre tentativi, le agenzie USA succitate attualmente stanno pianificando ed organizzando per le elezioni nazionali venezuelane del 2005 e del 2006. Questa analisi cerca di mostrare come funziona questo programma ed il pericolo che rappresenta.

A. Alcuni precedenti storici

L'intervento degli USA nel processo elettorale venezuelano non è nulla più che la continuazione di una pratica che è iniziata con la costituzione della CIA nel 1947. Nell'ottobre di quell'anno, appena un mese dopo che il presidente Truman aveva firmato la legge istitutiva dell'Agenzia, ordinò alla CIA di iniziare le operazioni in Italia per prevenire la vittoria del Partito Comunista Italiano (PCI) nelle elezioni programmate per l'aprile del 1948. Queste sarebbero state le prime elezioni nazionali dalla fine della II guerra mondiale ed i comunisti, che godevano di ampio prestigio per il loro ruolo nella resistenza al fascismo, a Washington erano percepiti come una reale minaccia al controllo USA del paese. In alleanza con il Vaticano, la CIA organizzò operazioni segrete multiple per screditare il PCI ed a sostegno della Democrazia Cristiana. I resoconti stampa indicano che Truman trasferì 10 milioni di dollari alla CIA per questo intervento, a quel tempo molto denaro. Il risultato fu, come desiderato, che i democristiani vinsero con facilità.

La pratica delle operazioni elettorali segrete da parte della CIA continuò e divenne una categoria delle operazioni clandestine di routine, assieme alla penetrazione e manipolazione di partiti politici, sindacati, organizzazioni giovanili e studentesche, associazioni culturali, professionali ed intellettuali, organizzazioni femminili e religiose e mezzi di comunicazione. La portata di queste operazioni era globale e praticamente tutte le organizzazioni della società civile erano degli obiettivi, a seconda della situazione politica del momento. Nel 1976, l'indagine della Camera dei Rappresentanti sulla storia della CIA rivelò che gli interventi elettorali erano stati la categoria più numerosa delle operazioni clandestine della CIA.

Dall'inizio delle operazioni clandestine, la CIA era afflitta dalla costante difficoltà alla quale i suoi beneficiari si trovavano di fronte per giustificare o nascondere i fondi che l'Agenzia dava loro. Per risolvere in parte tale problema, la CIA istituì relazioni con fondazioni USA collaboratrici attraverso le quali incanalava i fondi per destinatari stranieri. Creò anche una rete di sue fondazioni che talvolta non erano niente più che entità sulla carta, gestite da avvocati sotto contratto con l'Agenzia.

Nel febbraio 1967, una grande porzione del sistema di finanziamento clandestino della CIA crollò quando la stampa USA rivelò i nomi delle fondazioni utilizzate e di molte delle organizzazioni straniere sovvenzionate. Due mesi dopo questo scandalo, il congressista Dante Fascell di Miami, ben noto per i suoi legami con la CIA e con la comunità degli esuli cubani, propose al Congresso la costituzione di una fondazione privata per finanziare apertamente le organizzazioni private straniere che erano state finora finanziate segretamente dalla CIA. Ma a quell'epoca la proposta di Fascell fallì di conquistare appoggio e la CIA continuò come braccio del governo responsabile delle operazioni clandestine, come quelle che nel 1973 provocarono il colpo di stato militare in Cile.

Quindi, a cominciare dal 1975 con la sconfitta degli Stati Uniti in Vietnam, associata alle indagini sulla CIA che ebbero luogo quell'anno in entrambe i rami del Congresso che risultarono in continui scandali culminanti nel Watergate, emerse una nuova scuola di pensiero tra gli artefici di alto livello della politica estera americana. Durante l'amministrazione di Jimmy Carter (1977-1981), nell'establishment della politica estera si manifestò l'intesa generale che le dittature repressive sostenute in tutto il mondo dagli Stati Uniti (Filippine, Iran, cono sud del Sud America, America Centrale ecc) non erano le soluzioni migliori per sostenere gli interessi a lungo termine del paese. Fondamentalmente, questi interessi erano il libero accesso alle risorse primarie, alla manodopera ed ai mercati mondiali, specialmente quelli del cosiddetto Terzo Mondo. Questo nuovo concetto di favorire la democrazia rispetto ai regimi autoritari divenne noto come il Progetto Democrazia. Nel 1979, venne costituita, sia con finanziamenti governativi che privati e con la partecipazione di entrambe i partiti politici e dei settori imprenditoriale e sindacale, la  American Political Foundation (APF). Il suo scopo era determinare come gli Stati Uniti potevano meglio proteggere i loro interessi esteri attraverso governi civili eletti liberamente fondati sul modello del sistema federale USA o su quello parlamentare europeo.

La APF iniziò studi ed indagini sotto la direzione di un ufficiale di alto grado della CIA assegnato al Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Dopo due anni di lavoro le sue conclusioni furono di adottare qualcosa simile alla pratica della Repubblica Federale tedesca nella quale i partiti Liberale, Socialdemocratico e Cristiano Democratico avevano ognuno fondazioni private che erano finanziate dal governo federale. Queste fondazioni sostenevano i partiti politici ed altre organizzazioni all'estero che condividevano le loro convinzioni politiche. Le raccomandazioni dell'APF furono largamente accettate e, nel novembre del 1983, il Congresso approvò una legge che istituiva il National Endowment for Democracy, assegnandogli 14 milioni di dollari per l'anno fiscale 1984.

Questa nuova fondazione, il NED, fu posto sotto il controllo del Dipartimento di Stato ed avrebbe diretto i suoi fondi, approvati annualmente dal Congresso, attraverso altre quattro fondazioni associate costituite per questo scopo: l'International Republican Institute (IRI) del Partito Repubblicano, il National Democratic Institute (NDI) del Partito Democratico, il Center for International Private Enterprise (CIPE) della Camera di Commercio USA e l'American Center for International Labor Solidarity (ACILS) della AFL-CIO. Dante Fascell, il congressista di Miami che dal 1967 non aveva mai cessato di promuovere questo programma, fu nominato nel primo consiglio d'amministrazione del NED.

Il NED e le sue fondazioni associate furono concepite come un meccanismo per convogliare finanziamenti verso partiti politici ed altre istituzioni della società civile stranieri che favorivano gli interessi USA, sopratutto l'agenda neoliberista di privatizzazione, deregolamentazione, controllo dei sindacati, riduzione dei servizi sociali, eliminazione delle tariffe e libero accesso ai mercati. L'intero meccanismo era, ed è, niente più che uno strumento di politica estera del governo USA. Nondimeno, il NED e le sue fondazioni associate hanno sempre cercato di mantenere la falsa impressione che le loro operazioni sono private e, infatti, il NED ha lo status legale di una ONG.

Anche la U.S. Agency for International Development (AID) e pure la CIA partecipano pienamente a questo programma "per promuovere la democrazia". Nel 1984, il primo anno di operazioni del NED, la AID istituì un ufficio chiamato Office of Democratic Initiatives (ODI), che nel 1994 venne ribattezzato Office of Transition Iniciatives (OTI), con la funzione, separatamente ed in aggiunta al NED, di trasmettere fondi alla società civile ed ai processi elettorali in altri paesi. Molto probabile che i primi funzionari dell'OTI fossero specialisti di operazioni elettorali e della società civile della CIA che erano stati integrati nell'AID. Qualcosa di simile era avvenuto nei primi anni '60, quando l'Office of Public Safety fu istituito nell'AID per sostenere ed addestrare ufficiali di polizia stranieri. Funzionari della CIA che operavano da anni nei programmi di assistenza alla polizia, con il nome in codice interno CIA di DTBAIL, semplicemente trasferirono la loro copertura al nuovo ufficio dell'AID per estendere questi programmi come "assistenza tecnica". L'AID costituì uffici di “Public Safety” in molti paesi stranieri ed addestrò decine di migliaia di ufficiali di polizia che divennero alcuni dei peggiori autori di abusi dei diritti umani in tutto il mondo.

Dagli anni '80 l'ODI/OTI ha finanziato progetti direttamente attraverso le quattro fondazioni associate al NED ed in anni recenti l'OTI ha convogliato loro molto più denaro di quanto abbia fatto il NED. Queste due fonti di finanziamento, OTI e NED, hanno anche diretto fondi attraverso una vasta rete di fondazioni e ditte di consulenza e pubbliche relazioni USA. Tali meccanismi aiutano i beneficiari finali a nascondere i loro finanziamenti da parte del governo USA che nondimeno mantiene il controllo completo sull'utilizzo di questi fondi.

Inoltre, la CIA può fornire segretamente fondi a quelli "aperti" forniti da NED ed OTI, per esempio nella forma di salari supplementari per assicurare la lealtà e la disciplina dei capi progetto stranieri. Allo stesso modo, certi progetti sono finanziati solamente in parte da NED ed OTI e richiedono che i beneficiari cerchino fondi aggiuntivi. La CIA può fornire questi finanziamenti come se fossero di individui, di imprese o di altre istituzioni private.

Sia l'AID che il NED insistono che è loro proibito finanziare direttamente partiti politici stranieri e così affermano cinicamente che le loro attività non sono di parte ma dedicate al "rafforzamento della società civile". Nondimeno i loro programmi sostengono sempre le forze politiche che favoriscono gli interessi degli USA ed operano contro coloro che vi si oppongono. Nel fare ciò non hanno nessuna difficoltà bel dare sostegno finanziario e di altro tipo ai partiti politici per mezzo delle loro reti di associazioni civili, ditte di consulenza e fondazioni.

B. Nicaragua: la prima operazione del nuovo “Project Democracy”

Una delle principali priorità della politica estera degli USA durante gli anni '80 è stata quella di rimuovere dal potere in Nicaragua il Fronte di Liberazione Nazionale Sandinista (FSLN). L'intervento prese due approcci fondamentali. Una via era la forza di guerriglia paramilitare nota come i “contras”, che è stata organizzata, rifornita e diretta prima dalla CIA e più tardi dalla rete di Oliver North con base alla Casa Bianca ed al Consiglio per la Sicurezza Nazionale. L'altra via era elettorale, con operazioni organizzate da CIA, AID, e NED con le sue quattro fondazioni associate. Per il NED il Nicaragua sarebbe stato il primo test della sua abilità nel convogliare fondi e dirigere lo sviluppo di un movimento di opposizione politica che poteva trionfare alle elezioni. (Questa storia si può trovare dettagliata in modo esauriente in A Faustian Bargain: U.S. Intervention in the Nicaraguan Elections di William I. Robinson, Westview Press, Boulder, Colorado, 1992).

Il terrorismo, la tragedia umana ed il danno economico provocato dai contras in Nicaragua sono ben noti. Nondimeno, i contras furono sconfitti sul campo di battaglia, (In aggiunta a Robinson, op.cit., v. Holly Sklar, Washington’s War on Niaragua, South End Press, Boston, 1988). Durante otto anni di guerra (1980-1987), i contras non riuscirono a prendere ed a tenere nessun villaggio o municipalità del Nicaragua. Ma, come risultato dei disastrosi effetti di questa guerra e di quelle in Guatemala ed in El Salvador nella intera regione, per ottenere la pace nel 1987 i presidenti centroamericani si accordarono su un pacchetto di compromessi chiamato gli Accordi di Esquipulas. Questi accordi cercarono di trasformare i conflitti militari in lotte civico-politiche e crearono una apertura per un massiccio intervento degli USA nel processo elettorale del Nicaragua che risultò nella sconfitta del Fronte Sandinista nel 1990.

La CIA era già intervenuta nelle elezioni nicaraguensi del 1984, quando organizzò la candidatura presidenziale del capo dell'opposizione Arturo Cruz. A quell'epoca l'Agenzia pagava a Cruz uno stipendio mensile di 6.000 dollari. Ma la sua candidatura era fasulla, perché il piano era che corresse e quindi rinunciasse alla candidatura appena prima delle elezioni, insinuando che i sandinisti avevano truccato in loro favore il processo elettorale. Nondimeno parteciparono diversi partiti ed il Fronte Sandinista conquistò il 67% dei voti. Per le elezioni del 1990 gli Stati Uniti provarono nuove tecniche, basate su decenni di esperienza della CIA nei processi elettorali.

Il nuovo intervento elettorale iniziò sul serio nel 1987 dopo gli Accordi di Esquipulas, e consisteva nello sviluppare tre meccanismi principali: 1) Una coalizione dei principali partiti di opposizione che sosteneva gli stessi candidati alla presidenza ed altre posizioni; 2) Un fronte politico di partiti, sindacati, organizzazioni imprenditoriali ed associazioni civili; 3) Una società civile di portata nazionale per promuovere la partecipazione elettorale e monitorare le elezioni, apparentemente non di parte ma in realtà antisandinista. Oltre vedremo che al momento gli Stati Uniti stanno applicando questa stessa formula in Venezuela in preparazione delle elezioni del 2005 e del 2006 in quel paese.

Praticamente, dal trionfo sandinista su Somoza nel luglio del 1979, l'opposizione, compreso il quotidiano La Prensa, aveva ricevuto finanziamenti segreti dall'amministrazione Carter attraverso la CIA. Il nucleo di questa opposizione era il Consiglio superiore dell'impresa privata (Consejo Superior de la Empresa Privada, COSEP), un gruppo di imprenditori, finanzieri e proprietari terrieri di destra. Nel 1981 l'amministrazione Reagan offrì al COSEP 1 milione di dollari in finanziamenti AID per costituire e rafforzare il Coordinamento Democratico Nicaraguense (Coordinadora Democrática Nicaragüense, CDN), che, in aggiunta al COSEP, avrebbe incluso quattro partiti conservatori e due gruppi sindacali affiliati ai programmi dell'AFL-CIO. Il CDN sarebbe stato il veicolo per la fallita campagna presidenziale di Arturo Cruz del 1984 e per il mantenimento dell'opposizione politica fino alle elezioni del 1990. Questo programma di propaganda-politico, parallelo al terrorismo ed alla distruzione economica dei contras, fu agevolato da fondi per 14 milioni di dollari dalla CIA nel 1983 e di almeno 10 milioni di dollari l'anno da CIA, AID, e NED (che iniziò nel 1984, il suo primo anno di operazioni) fino al 1988 quando cominciò la campagna elettorale.

Il compito più difficile per la troika interventista di CIA, NED e AID era unire l'opposizione politica. In questo processo il NED giocò un ruolo chiave agendo attraverso le sue fondazioni associate: l'NDI (il Partito Democratico), l'IRI (il Partito Repubblicano) e l'ACILS (la fondazione dell'AFL-CIO) ed utilizzò come strumento principale il CDN. NDI ed  IRI costituirono un ufficio a Managua per dirigere le loro operazioni. Utilizzando sempre come principale incentivo il denaro, NDI, IRI ed ACILS per il 1988 riuscirono a costituire fronti uniti delle donne, della gioventù e dei sindacati dei lavoratori antisandinisti. Nel luglio dell'anno seguente, solamente 6 mesi prima delle elezioni, furono in grado di ottenere finalmente una coalizione politica di 14 dei più di 20 partiti di opposizione. Il fronte venne chiamato Unione Nazionale di opposizione (Unión Nacional Opositora—UNO). Un mese dopo la sua formazione, la UNO nominò come candidato presidenziale Violeta Chamorro. La Chamorro, proprietaria del quotidiano di opposizione finanziato dalla CIA La Prensa, di fatto era già stata preselezionata come suo candidato dall'amministrazione Bush.

Il terzo meccanismo politico necessario, dopo il CDN e la UNO, era un vasto fronte civico, apparentemente non di parte ma totalmente antisandinista, per incoraggiare la gente a registrarsi per votare e per assicurare la più alta partecipazione di votanti possibile il giorno delle elezioni. Un altro compito per questo fronte sarebbe stato monitorare i processi di registrazione ed elettorale, specialmente il giorno delle elezioni, per assicurare elezioni limpide e trasparenti. Il CDN giocò ancora il ruolo chiave. Nell'agosto del 1989, un mese dopo la formazione della UNO e dopo più di un anno di attività organizzative, venne lanciata Vía Cívica come un'organizzazione per l'"educazione" ai doveri civici, per assicurare il voto su vasta scala, per monitorare le condizioni del voto il giorno delle elezioni, per denunciare ogni indizio di frode e per condurre indagini e conta dei voti paralleli alle conte ufficiali del Consiglio Elettorale Supremo. Gli attivisti di Vía Cívica erano volontari pagati e le sue organizzazioni membri includevano le associazioni di donne, dei giovani e dei lavoratori che il CDN aveva costituito a quello scopo.

Per raggiungere tutti questi obiettivi nel 1987 il NED portò in Nicaragua una ditta di consulenza USA, il Delphi International Group. Il NED impiegava questa ditta per compiti politici in America Latina dal 1984 ed in Nicaragua il Delphi procurò organizzatori e propagandisti, diventando il maggiore destinatario di fondi del NED mentre eseguiva compiti chiave nell'utilizzazione del CDN per formare la coalizione politica di fronti di giovani e donne, Via Civica ed UNO. Il Delphi era senza dubbio il principale attore USA in queste operazioni e per di più era a capo della pubblicità elettorale della UNO attraverso La Prensa e diverse stazioni radio e televisive.

Per completare e sostenere le attività eseguite in Nicaragua, nel 1988 il Dipartimento di Stato, l'AID, la CIA ed il NED costituirono dei centri operativi a Miami, Caracas e San José. Questi servivano principalmente a convogliare fondi verso beneficiari in Nicaragua e per incontri fuori del paese. Carlos Andrés Pérez, che iniziò la sua seconda presidenza in Venezuela nel febbraio 1989, agevolò queste operazioni attraverso due fondazioni a Caracas sotto il sue controllo. A San José il NED aveva già costituito nel 1984 il Centro di Consultazione Democratica (Centro para la Asesoría Democrática, CAD) per promuovere movimenti civici in tutta l'America Centrale, ma nel 1987 il Nicaragua divenne il suo obiettivo principale. Il CAD incanalava fondi e materiali pubblicitari a Managua ed organizzava corsi di addestramento per gli attivisti di opposizione. Per la campagna pre-elettorale, che iniziava nel 1988, il CAD divenne la principale base di retroguardia per assicurare la logistica e le comunicazioni tra le diverse organizzazioni dell'opposizione.

Quando nell'autunno del 1989 iniziò la campagna elettorale, la nuova amministrazione Bush assegnò al NED 9 milioni di dollari per sostenere la UNO ed i gruppi associati. Questi fondi risultarono da uno strano patto negoziato dall'ex presidente Jimmy Carter con la dirigenza sandinista, nel quale agli Stati Uniti sarebbe stato permesso finanziare "apertamente" l'opposizione attraverso il NED, ma il 50% dei fondi sarebbero dovuti andare al Consiglio Elettorale Supremo per finanziare le elezioni. In compenso, gli Stati Uniti promisero di non intervenire con fondi segreti aggiuntivi della CIA. La CIA immediatamente violò segretamente questo impegno, ma la distribuzione dei fondi "aperti" dal NED alla UNO proseguì. L'ammontare totale che gli Stati Uniti investirono nella campagna elettorale nicaraguense del 1989-90 non è mai stato rivelato ufficialmente, ma è stato stimato in più di 20 milioni di dollari.

Quando nel febbraio 1990 ebbero luogo le elezioni, il Nicaragua aveva già sofferto 10 anni di guerra terroristica ed enorme devastazione economica. Per peggiorare la situazione, nel 1985 gli Stati Uniti avevano imposto un embargo economico e, in violazione degli accordi di Esquipulas, che comprendevano un cessate il fuoco, i contras non furono smobilitati. Rimasero intatti e minacciarono costantemente il ritorno della guerra. Durante la campagna elettorale i contras eseguirono costanti azioni di propaganda armata per ricordare la loro presenza alla popolazione. La minaccia di altra guerra, la rovina economica che interessò la grande maggioranza della popolazione e la promessa degli Stati Uniti di un grande ammontare di aiuti alla ricostruzione per un governo della UNO -- tutti questi fattori presero il loro dazio al momento del voto. La UNO vinse con il 54% dei voti sui 42% del Fronte Sandinista.

E' impossibile speculare con certezza su quali sarebbero stati i risultati di queste elezioni se non fosse stato per il massiccio intervento degli Stati Uniti. Nondimeno, non si può negare che l'intervento ebbe un importante impatto, soprattutto nella formazione della coalizione UNO e nel concentramento degli attivisti dell'opposizione in Vía Cívica.  Non può nemmeno essere sottostimata l'importanza del ruolo considerevole giocato dalla ditta di consulenza Delphi International Group. Quel che è certo è che le operazioni combinate del NED, dell'AID e della CIA, come della rete di appaltatori privati USA, furono visti a Washington come un grande successo. Era una formula che sarebbe stata ripetuta in futuri interventi elettorali stranieri, compreso ancora il Nicaragua per assicurarsi che il Fronte Sandinista non ritornasse al potere. Infatti, un mese dopo le elezioni, l'amministrazione Bush chiese al Congresso di approvare 300 milioni di dollari in sostegno al Nicaragua che includevano 5 milioni di dollari per l'AID, assieme al NED, per sostenere per un uso futuro le organizzazioni utilizzate nella campagna elettorale del 1990. In seguito vedremo come questa formula viene ora applicata in Venezuela.

Tradotto dallo spagnolo da Dawn Gable

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