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L'accordo sul tetto del debito USA

1 agosto 2011

 

Domenica notte il presidente Barack Obama ha compiuto una breve apparizione alla Casa Bianca per annunciare che era stato raggiunto un accordo con i leader repubblicani e democratici al Congresso per alzare il limite massimo del debito federale prima della scadenza di martedì stabilita dal Tesoro. Parlando anticipatamente all'apertura dei mercati finanziari in Asia, Obama ha ringraziato "i leader di entrambe i partiti" e ha dichiarato che l'accordo "ci avrebbe permesso di evitare il default".

L'intesa, che deve ancora essere votata dal Senato e dalla Camera dei Rappresentanti, impone tagli senza precedenti alla spesa sociale domestica senza un singolo dollaro di incrementi fiscali sui ricchi.

Chiede l'innalzamento del limite del debito di $2,7 trilioni in due fasi, $1 trilione immediatamente e $1,7 trilioni fra quattro mesi. L'aumento del tetto del debito sarà assorbito dollaro per dollaro da tagli alla spesa nel corso dei prossimi dieci anni, come richiesto da Boehner, il repubblicano più importante del Congresso. Reid ha ammesso che l'accordo "darebbe ai repubblicani tutto ciò che hanno chiesto".

I primi $1 trilione comprenderanno tagli alla spesa già concordati in colloqui bipartisan diretti dal vicepresidente Joseph Biden, principalmente in programmi domestici su diritti non acquisiti, inclusi l'istruzione, gli alloggi, i trasporti e l'ambiente. L'effetto immediato di questi tagli sarà consistente$25 miliardi nell'anno fiscale 2012, che inizia il 1° ottobre, e $47 miliardi nell'anno fiscale 2013ed in seguito in aumento.

Una nuova commissione Camera-Senato di 12 membri, composta da tre democratici e tre repubblicani per ciascun ente, dovrà identificare fino al Giorno del Ringraziamento da $1,7 trilioni a $1,8 trilioni addizionali di tagli alla spesa, compresi programmi nei diritti acquisiti come Medicare, Medicaid e Sicurezza Sociale. Teoricamente, la commissione potrà anche ordinare il termine di certi tagli fiscali per incrementare le entrate governative, ma i leader repubblicani sono noti per essere contrari ad aumenti di imposte anche simbolici sui ricchi e Obama e la leadership dei congressisti democratici hanno abbandonato la loro precedente richiesta che qualsiasi pacchetto di riduzione del deficit includa alcuni incrementi fiscali.

Se la commissione bipartisan non riesce a raggiungere un accordo, la riduzione equivalente sarà attuata attraverso un taglio alla spesa generale in entrambe i programmi sociali domestici e militari, con incrementi di imposte esclusi. Secondo resoconti giornalistici, i tagli automatici innescati dall'insuccesso della commissione di accordarsi su un pacchetto includerebbero Medicare, ma non la Sicurezza Sociale. Esentare la Sicurezza Sociale da tagli in base a questo scenario è stato l'osso gettato ai democratici alla Camera, i cui voti saranno richiesti per bilanciare la prevista defezione di alcuni repubblicani dell'ultra-destra collegati al Tea Party.

I lineamenti dell'accordo emersi dopo il voto di sabato alla Camera dei Rappresentanti scartavano preventivamente un piano proposto da Reid che chiedeva tagli alla spesa ed un aumento del tetto del debito dello stesso ammontare, ma comprendeva più di $1 trilione in ridotte spese militari dall'abbassamento delle guerre in Iraq ed Afghanistan.

I repubblicani alla Camera volevano tagli molto maggiori alla spesa sociale e hanno votato all'unanimità contro il disegno di legge Reid. Quasi tutti i democratici liberali alla Camera, compreso l'ex candidato presidenziale Dennis Kucinich, hanno votato per il disegno di legge Reid ed i massicci tagli alla spesa domestica che chiedeva.

Un piano modificato da Reid, che taglia $2,4 trilioni di spese, è stato sconfitto domenica al Senato quando i democratici hanno potuto mettere insieme soltanto 50 voti contro l'ostruzionismo dei repubblicani. Due senatori democratici hanno votato contro il disegno di legge perché volevano dei tagli ancora maggiori.

Per il tempo al quale stava prendendo forma all'accordo finale, come ha osservato un analista, il disegno di legge dei democratici per alzare il tetto del debito avrebbe "tagliato $752 miliardi dalla spesa domestica non della difesa nel corso del prossimo decennio", mentre l'alternativa repubblicana "avrebbe tagliato $756 miliardi dagli stessi forzieri nel corso di quel periodo". In altre parole, la differenza tra i due partiti del grande capitale d'America è un errore di arrotondamento.

La cronaca dei mass media sulla crisi del tetto del debito non può più nascondere il drammatico spostamento a destra del Partito Democratico e dell'amministrazione Obama. Il New York Times riportava nella prima pagina della sua edizione domenicale un resoconto intitolato la "pendenza a destra" della Casa Bianca di Obama e scriveva che Obama "ha adottato il linguaggio dei repubblicani ed in alcuni casi le loro politiche...".

Tuttavia, questa osservazione è essa stessa ingannevole. Non è che Obama sia saltato dalla parte dei repubblicani. L'accordo sui tagli di bilancio è l'espressione del consenso bipartisan di entrambe i partiti capitalisti, i democratici tanto proprio quanto i repubblicani. E' stato Obama che ha insistito su legare l'incremento del tetto del debito ad una massiccia riduzione del deficit, abbandonando la posizione iniziale dell'amministrazioneseguendo tutti i suoi predecessoriche un incremento del tetto del debito dovrebbe essere considerato separatamente da qualsiasi questione di politica sociale.  (Vedi “Obama and the debt ceiling”.)

Comparendo domenica in diversi programmi di interviste televisive, il senatore Charles Schumer di New York, il terzo democratico più elevato in grado, si è vantato dell'abbraccio del suo partito ai tagli drastici alla spesa sociale, che ha ritratto come "una buona disposizione al compromesso". Schumer ha dichiarato che "A sinistra vi sono delle persone che probabilmente direbbero 'niente tagli', ma non sono state in grado di avere quello che volevano all'interno dei nostri comitati organizzativi".

Nei mass media o da qualunque altro dei rappresentanti del grande capitale, democratici o repubblicani, non vi è praticamente nessuna discussione sull'effettivo costo umano dei tagli che vengono discussi. Tre trilioni di dollari nella spesa domestica nel corso di dieci anni sono una somma gigantescaa $300 miliardi l'anno, coprirebbe i deficit annuali di tutti i 50 stati, più di due volte. E' più dei bilanci annuali combinati dei dipartimenti dell'Istruzione, dell'Edilizia e Sviluppo Urbano, del Lavoro, dei Trasporti, dell'Agricoltura e degli Affari dei Veterani.

L'impatto iniziale dei tagli sarà sull'infrastruttura sociale di istruzione, edilizia pubblica, trasporto di massa e protezione ambientale, come pure sul programma Medicaid per i poveri, i disabili e i ciechi. Nel lungo terminein altre parole, non appena le elezioni del 2012 sono passate senza pericoloi tagli cominceranno ad essere avvertiti da parte dei più di 50 milioni di anziani coperti da Medicare.

E deve essere chiaro: questi tagli sono soltanto l'inizio. I portavoce dell'elite finanziaria, come il comitato di redazione del Wall Street Journal, stanno facendo pressione per trilioni di dollari di tagli aggiuntivi, compresa la distruzione totale di Medicare e Sicurezza Sociale, che saranno privatizzate e completamente abolite. Obama ed i democratici differiscono soltanto sui mezzi tattici per attuare questo assalto storico alla classe lavoratrice.

In ultima analisi, questa controrivoluzione sociale è un'espressione della crisi storica e del fallimento del capitalismo americano. La classe dominante è determinata a distruggere ogni vestigia delle conquiste ottenute dai lavoratori americani in un secolo di lotta allo scopo di difendere le sue proprietà ed i suoi profitti.

I lavoratori possono attuare una seria lotta contro questo assalto soltanto riconoscendone la fonte economica fondamentale. La difesa di Sicurezza Sociale, Medicare, Medicaid e degli altri programmi sociali richiede una lotta politica contro il sistema del profitto. La classe lavoratrice deve rompere con i democratici, mobilitarsi in opposizione all'amministrazione Obama e costruire un movimento politico indipendente da sola, basata su un programma socialista ed internazionalista.

Patrick Martin