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I governanti USA temono il popolo americano

Lunedì 24 giugno 2013 3:46PM GMT

di Finian Cunningham

 

L'ex impiegato della NSA Thomas Drake afferma che quando stava lavorando come analista durante la Guerra Fredda era assegnato a monitorare le attività di spionaggio della Germania Est stalinista e della sua polizia segreta Stasi. Drake sostiene che la Stasi aveva l'ossessione di "sapere tutto" dei suoi cittadini e teneva un enorme archivio di schedari cartacei. Tuttavia, a causa di internet e della tecnologia digitale questo voluminoso archiviare è una frazione di quello che è depositato ed accessibile dai servizi segreti americani. Drake descrive la NSA americana come una "Stasi su steroidi".

Ciò che le rivelazioni dell'ex contractor della CIA Edward Snowden mostrano forse più di tutto il resto è proprio come siano diventati spaventati i leader degli Stati Uniti - dei comuni cittadini in entrambe gli USA e per il mondo. Quando diciamo "leader" intendiamo l'elite dominante - l'1% al vertice del complesso finanziario-corporativo-militare-industriale ed i suoi politici pagati.


La caccia all'uomo internazionale per Snowden delle autorità USA, che è accelerata con la sua fuga a Mosca per evitare l'estradizione da Hong Kong, è indicativa della disperazione dell'establishment dell'elite di Washington per sopprimere lui e quello che sta rivelando sul suo governo dispotico.

Oggi gli USA si sono sviluppati in una distopia, non una democrazia, dove la ricchezza oscena ed il privilegio stanno di fronte alla povertà ed alla miseria massicce. Un indicatore di questa abissale disuguaglianza è il fatto che i 400 americani più ricchi possiedono più ricchezza materiale di 155 milioni di loro concittadini combinati. Un altro dato: circa 50 milioni di americani - un sesto della popolazione - sopravvivono di elemosine alimentari. Disoccupazione, senzatetto, tassi di suicidio, tossicodipendenza da prescrizione, crimine armato incontrollato parlano tutti in maniere diverse di tracollo sociale.

La società americana sta collassando sotto il peso completo della sua decrepita economia capitalista. Il sistema sociale è insostenibile. E' come un sacco fradicio gonfiato che si sta sfasciando alle cuciture per l'inesorabile pressione che cresce rapidamente. Questo non è unico degli USA. Intorno al mondo la gente si sta ribellando contro l'ingiustizia del capitalismo degli amiconi - vi è soltanto una forma di capitalismo - dall'Europa al Medio Oriente arabo, dalla Turchia al Brasile.

Ma gli USA sono un fenomenale esempio calzante di società capitalista che crolla. E' difficile credere che, non così tanto tempo fa, a memoria d'uomo, gli USA erano considerati come il paradigma economico mondiale. Ora somigliano sempre più un gigantesco ghetto di incessante povertà che si espande disordinatamente che è frammezzato da alcune comunità ricche con cancello, le ultime popolato dall'1% al vertice della società.

E' questo il contesto storico per comprendere pienamente il significato del gigantesco controllo di stato da parte dell'elite contro la cittadinanza, come rivelato dallo spifferatore della NSA Edward Snowden. La classe dominante americana, come per le sue controparti d'elite per il mondo, siede figurativamente entro le sue nicchie privilegiate ed è atterrita del crescente scontento "all'esterno". Attraverso il loro criminale saccheggio e furto della ricchezza, i poteri forti attraverso la loro insaziabile avidità hanno creato un potente nemico potenziale - praticamente l'intera popolazione, sia negli USA che per il mondo.

In questa situazione altamente instabile di elite e di masse che il capitalismo fallito ha prodotto, la "democrazia" non può più essere tollerata dai governanti. E' per questo che i governanti si sono imbarcati nella raccolta massiccia di informazioni, nella sorveglianza, nello spionaggio e nel controllo. E' tutto sul mantenere il "controllo" di uno squilibrio precario ed esplosivo.

Un dovere fondamentale di ogni stato è di proteggere i propri cittadini dai nemici stranieri. Nemici sono ritenuti convenzionalmente essere forze armate di uno stato o gruppi terroristici non statali. Ma dalle rivelazioni di Snowden la sorveglianza del governo USA del governo USA delle telecomunicazioni, la maggior parte dello spionaggio dell'America è sui civili. Le telefonate, le e-mail, le chiacchiere cibernetiche e le fotografie di miliardi di persone di tutto il mondo sono risucchiate e conservate per l'analisi. In un caso Snowden ha svelato come gli ospedali e le università cinesi - non installazioni militari - erano tra i molti bersagli civili internazionali del curiosare del governo americano.

I funzionari della sicurezza nazionale USA difende il suo metodo di rete a strascico globale come un modo necessario per pescare dei terroristi. La settimana scorsa, il capo della National Security Agency, generale Keith Alexander, ha dichiarato al Senato americano che erano stati sventati dall'intercettazione della NSA di comunicazioni civili più di 50 complotti terroristici contro gli USA. Le prove dei presunti attacchi terroristici impediti citati dal generale Alexander nella migliore delle ipotesi erano abbozzate, così siamo obbligati ad accettare la dubbia parola della NSA sulle sue egoistiche pretese di successo.

Persino se accettiamo questa pretesa al valore facciale, un conto di 50 asserite minacce terroristiche, racimolate da miliardi di archivi di comunicazione, è un rapporto trascurabile, equivalente a un ago in un pagliaio. Questo significa due cose. In primo luogo, la minaccia terroristica statistica contro i cittadini USA è altrettanto trascurabile al punto di essere praticamente inesistente. Come ha messo in evidenza lo stesso Snowden, le probabilità di americani che muoiano per scivolamento nella loro vasca da bagno sono molto maggiori che per terrorismo. La seconda cosa è che il pretesto ufficiale per la violazione su scala globale, industriale della vita privata - vale a dire, la sicurezza nazionale dei suoi cittadini - è grottescamente sproporzionato e perciò ingiustificabile.

In seguito a queste rivelazioni, il presidente USA Barack Obama ed i suoi funzionari della sicurezza pretendono che le violazioni della vita privata individuale siano secondarie. "Nessuno sta ascoltando le vostre telefonate", ha affermato Obama. Ha anche aggiunto che vi deve essere un compromesso tra la sicurezza nazionale e quelli che ha chiamato "abusi secondari" ai diritti civili.

Queste assicurazioni di Obama e del direttore della National Intelligence degli USA James Clapper, tra gli altri, sono respinte da Snowden e da altri spifferatori della NSA, come pure dalla American Civil Liberties Union, che è in causa contro il governo americano sulle recenti rivelazioni. Le pretese ufficiali di sorveglianza e violazioni limitate sono rifiutate anche da vari difensori della privacy digitale, come la Electronic Frontier Foundation, come pure dalla conoscenza comune dei diritti costituzionali americani.

Edward Snowden afferma che quando lavorava alla NSA aveva l'autorizzazione di accedere illecitamente nella e-mail di chiunque "inclusa quella del presidente". Questo è lontano dal "secondario".

Un altro ex vecchio impiegato della NSA, Thomas Drake, che nel 2011 è stato perseguito secondo la US Espionage Act per rivelazioni simili, sostiene che il governo americano e le sue agenzie segrete hanno sistematicamente "sovvertito la costituzione" arrogandosi il potere di intercettare ogni comunicazione che desiderano. In senso stretto, Obama potrebbe avere ragione che "nessuno sta ascoltando le vostre telefonate". Almeno non ancora, ma i poteri esecutivi e la tecnologia sono in ordine perché questo sistema totalitario di ascoltare di nascosto diventi operativo.

Scrive Drake che "La presunta supervisione, combinata con la legislazione che conferisce il potere - il tribunale [Foreign Intelligence Surveillance Act], le commissioni congressuali - è tutto una danza kabuki, predicata sulla pretesa della sicurezza nazionale che abbiamo bisogno di trovare una minaccia. La realtà è: vuole proprio tutto [il governo USA], fine". Ha aggiunto che "Hanno questo sistema straordinario: infatti, un panopticon 24 ore al giorno 7 ore la settimana su vasta scala che vi fissa con occhio onniveggente".

Sembra una incredibile mancanza di giudizio tra alcuni commentatori alternativi che abbiano respinto le rivelazioni di Snowden come futili. Cosa ancora peggiore, alcuni commentatori hanno persino insinuato che l'ex analista della NSA sia un attore intenzionale o involontario in un elaborato imbroglio della CIA rivolto ad intimidire i cittadini dall'utilizzare le comunicazioni di massa.

Queste opinioni sottovalutano grandemente l'estensione della criminalità del governo americano verso la propria sacrosanta costituzione e le implicazioni di profonda corruzione che questo ha per la democrazia.

Il giornalista del Guardian Glenn Greenwald, che all'inizio di questo mese ha reso pubblica la storia di Snowden, ha dichiarato che "La gente che ha appreso cose che già non sapeva sono i cittadini americani che non hanno nessuna connessione con il terrorismo o l'intelligence straniera, come pure centinaia di milioni di cittadini per il mondo per i quali è vero lo stesso. Ciò che hanno appreso è che la maggior parte di questo apparato di sorveglianza è diretto non ai governi cinese o russo o ai terroristi, ma a loro".

Greenwald aggiunge che "Ed è precisamente per questo che il governo USA è così furioso e porterà la sua piena influenza a dirigersi contro queste rivelazioni. Quella che è stata 'danneggiata' non è la sicurezza nazionale degli USA ma la capacità dei suoi leader politici di operare contro i loro cittadini ed i cittadini per il mondo nell'oscurità, conzero trasparenza o vera responsabilità".

Da quando quasi un secolo fa nel 1917 è stato introdotta la US Espionage Act, vi sono stati un totale di 10 procedimenti giudiziari contro dipendenti governativi americani che si riteneva avessero infranto la legge e compromesso la sicurezza nazionale attraverso rivelazioni. Uno di quelli era l'ex dipendente del Dipartimento di Stato Daniel Ellsberg che nel 1971 rilasciò al New York Times i Documenti del Pentagono, rivelando l'illegittima base legale per la guerra genocida americana in Vietnam.

Sette procedimenti giudiziari contro spifferatori su un totale di 10 - il 70% - sono avvenuti sotto l'amministrazione Obama. Questa cifra da sola ci racconta della crescenti apprensione all'interno della classe dominante americana. Questa apprensione è collegata ai suoi sempre più criminali poteri segreti ed alla sovversione della democrazia in corso. I governanti americani stanno proteggendo gelosamente il loro comportamento criminale ed è per questo che stanno dando furiosamente la caccia a gente come Snowden che viene vista esporre la loro criminalità. E' qualcosa di ironico che questa settimana Snowden sia dovuto fuggire in Russia (l'ex "impero del male" con le parole dello scomparso presidente americano Ronald Reagan) allo scopo di evitare l'estradizione negli USA dove è accusato di crimini secondo la Espionage Act.

L'ex impiegato della NSA Thomas Drake afferma che quando stava lavorando come analista durante la Guerra Fredda era assegnato a monitorare le attività di spionaggio della Germania Est stalinista e della sua polizia segreta Stasi. Drake sostiene che la Stasi aveva l'ossessione di "sapere tutto" dei suoi cittadini e teneva un enorme archivio di schedari cartacei. Tuttavia, a causa di internet e della tecnologia digitale questo voluminoso archiviare è una frazione di quello che è depositato ed accessibile dai servizi segreti americani. Drake descrive la NSA americana come una "Stasi su steroidi".

Negli anni '70, il senatore USA Frank Church condusse una rivoluzionaria indagine nelle operazioni clandestine illecite del governo americano. Church avvertì quindi che se i poteri segreti della NSA dovevano mai divenire spiegati contro il pubblico americano - rispetto a "nemici stranieri" - allora la democrazia di quel paese sarebbe finita. Questo è precisamente l'attuale risultato abissale dei poteri segreti dello stato USA.

Vi sono due corollari del sistema capitalista che implode, del quale per ragioni storiche gli USA restano ancora il perno. Il primo è il crescente militarismo degli USA e dei loro alleati occidentali per compensare questo decesso economico. Questo militarismo si è sviluppato nel corso del passato decennio dai pretesi attacchi terroristici dell'11/9 sugli USA nei 2001 per diventare una condizione di "guerra permanente". L'attuale guerra clandestina a guida USA in Siria ed in cammino contro l'Iran sono parte di un continuum di guerre imperialiste che collegano Afghanistan, Iraq, Libia, come pure Pakistan, Somalia, Yemen e Mali. Questo stato di guerra permanente è necessario per le declinanti potenze capitaliste per cercare di asserire il controllo di risorse naturali, mercati, finanza ed investimenti contro dei rivali percepiti, come Russia e Cina.

L'altro corollario del fallimento storico del capitalismo, ed in particolare negli USA, è l'imperativo di imporre il controllo sul collasso sociale e la ribellione. E' per questo che la crescita del militarismo all'estero è andato in combutta con l'intensificazione dei poteri di sorveglianza e di repressione contro i cittadini all'interno. La democrazia americana, ed occidentale, in ogni senso pratico, è un cadavere morto. Soltanto guerre criminali e repressione dei propri cittadini stanno mantenendo in vita con il respiratore artificiale il sistema moribondo.

Come ha osservato Thomas Drake, "Poiché dopo l'11/9 il governo USA si è liberato della costituzione, sta mangiando viva la nostra democrazia dal di dentro".

I governanti dell'America sono delle elite dispotiche che vivono nella paura e nell'apprensione del loro popolo e della potenza del popolo   per il mondo che insorga in rivolta contro il malgoverno del capitalismo.


FC/HGH

 

Finian Cunningham, originariamente di Belfast, Irlanda, è nato nel 1963. E' un insigne esperto di affari internazionali. Lo scrittore e commentatore di media nel giugno 2011 è stato espulso dal Bahrain per il suo giornalismo critico con il quale ha evidenziato le violazioni dei diritti umani da parte del regime appoggiato dagli occidentali. Ha un master in chimica agricola e ha lavorato come redattore scientifico per la Royal Society of Chemistry, Cambridge, Inghilterra, prima di perseguire la carriera nel giornalismo. E' anche musicista e compositore di canzoni. Ha lavorato per molti anni come redattore e giornalista nei media di notizie mainstream, inclusi The Mirror, Irish Times e Independent. Ora è residente in Africa orientale dove sta scrivendo un libro sul Bahrain e la Primavera Araba. E' co-presentatore di un programma di attualità settimanale, domenica alle 15 GMT su Bandung Radio.