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Durante un'intervista alla radio WOR il 16 settembre, il
sindaco miliardario di
New York City, Michael Bloomberg,
ha dichiarato che le condizioni di alta disoccupazione negli USA
potrebbero portare alla tensione sociale pari a quello che è
accaduto per tutti i paesi del Nord Africa, del Medio Oriente, in
Gran Bretagna, in Spagna, in Grecia ed altrove. Il suo commento
preciso è stato: "Ci sono molti ragazzi che si diplomano che non
riescono a trovare un posto di lavoro. Questo è ciò che è accaduto
al Cairo. Questo è ciò che è accaduto a Madrid. Qui non vogliamo
questo genere di tumulti".
L'insurrezione in Egitto aveva più carattere politico, essendo
la richiesta principale contro il corrotto e brutale regime
Mubarak
che era stato al potere per trent'anni. Ma questa era
sullo sfondo di una crisi economica che ha portato a disoccupazione
su vasta scala intorno al mondo ed a prezzi crescenti degli alimenti
base, del carburante e di altre cose necessarie. Londra è stata una
risposta alla repressione di stato, di nuovo appoggiata sulla tela
dell'attuale crisi economica.
Le crisi in Spagna ed in Grecia sono più generali, sebbene in
quei paesi ed in gran parte dell'Europa industrializzata, vi siano
crescenti popolazioni di immigrati che affrontano dei tassi
sproporzionati di disoccupazione e di povertà, assieme alla
repressione.
Bloomberg ha continuato a
parlare dell'effetto che la crisi dell'occupazione
avrà sulle generazioni future. Coglie, sapendolo oppure no, il
numero in contrazione dei posti di lavoro disponibili e la tendenza
oggettiva dei mezzi di produzione ad essere costantemente
rivoluzionati, che meno lavoratori che sono più produttivi. Questo a
sua volta accelera la crisi principale del capitalismo: la
sovrapproduzione. I tassi di profitto calano, i mercati diventano
saturi, sopravviene la crisi. L'attuale e le future generazioni
crescono in un mondo più denso di incertezza, più pericoloso,
apparentemente più freddo.
Come scrisse
Karl Marx
nel Manifesto del Partito Comunista: "Tutto ciò che è solido si
scioglie nell'aria, tutto quello che è sacro è profano e l'uomo è
l'ultimo costretto ad affrontare i sensi lucidi della sua reale
condizione di vita e le sue relazioni con la sua specie".
Che i problemi principali di questa società siano sistemici
diventa più chiaro ogni giorno. La contraddizione fondamentale della
società, quella le classi sfruttatrici e quelle sfruttate, è anche
più evidente, specialmente mentre le banche continuano a
cannibalizzare le casse pubbliche e richiedono che lo stato a tutti
i livelli diventi più sobrio.
Le osservazioni di
Bloomberg sono cominciate
con la situazione dei recenti laureati del college, che è molto meno
precaria di quella della popolazione generale. I
laureati hanno un tasso di disoccupazione ufficiale del 4,3%,
paragonato al 14,3% delle persone con soltanto un diploma di scuola
superiore. Per quelli che abbandonano la scuola superiore,
nell'aprile di quest'anno era del 42,7%.
La cifra della disoccupazione ufficiale per la popolazione
generale è del 9,1%, che significa 14 milioni di persone. Questa
cifra, per quanto grande sia, esclude i lavoratori scoraggiati che
hanno smesso di cercare un posto di lavoro, come pure le persone che
lavorano soltanto
part-time
mentre desiderano un lavoro a tempo pieno. Non calcolati inoltre
sono più di 2 milioni di prigionieri. Se si aggiungono i lavoratori
di tutte queste categorie il numero è intorno ai 30
milioni.
La crescita della povertà colpisce più duramente le
comunità oppresse
Come con tutti gli altri indicatori di benessere economico e
sociale, le condizioni di disoccupazione, specialmente
disoccupazione cronica, aumentano con le nazionalità oppresse,
specificamente neri, latini e popoli indigeni. L'oppressione
nazionale è una caratteristica permanente del capitalismo USA, così
in tempi di crisi l'impatto disparato della sofferenza rimane ed
aumenta grandemente tra i popoli oppressi.
E' nelle comunità oppresse dove le contraddizioni sono molto
aspre. Mentre i media mainstream parlano di seconda recessione o a
doppio tuffo, le condizioni simili alla depressione esistono da
lungo tempo nelle comunità oppresse.
Dal 2008, i tassi ufficiali di disoccupazione tra tutti gli
oppressi sono rimasti sopra il 10%. Ora, il tasso per i lavoratori
neri in generale è del 16,7%; per i maschi neri è del 18% ed è quasi
del 47% per i giovani neri tra 16 e 19 anni di età.
I tassi crescenti di povertà negli USA, che sono legati alla
disoccupazione, sono un'indicazione ancora maggiore delle declinanti
condizioni e del sollevamento dello spettro della tensione sociale
o, espresso più correttamente, delle ribellioni.
Negli USA un totale di 46,3 milioni di persone ora vivono in
povertà ufficiale
— 2,6 milioni in
più di appena due anni fa. Analizzando, un bambino su
cinque vive in povertà. Il tasso totale di povertà è del 15,1%, il
peggiore dal 1993. In analisi, il 27,4% dei neri vive in povertà, il
26,6% dei latini ed il 18% di tutte le donne.
E questo nonostante il fatto che negli USA la soglia di povertà
sia tragicamente bassa
— a $22.314
l'anno per una famiglia di quattro persone ed a
$11.319
per singolo individuo.
Per metterlo in prospettiva, il Dipartimento dell'Agricoltura
USA ha spaccato in quattro categorie gli acquirenti di alimentari:
parsimoniosi, a basso costo, moderati e liberali. Una famiglia di
quattro è stata considerata parsimoniosa se ha speso non più di $464
al mese. Questo era nel 2009. Questo arriva a $5.568 per anno
— esattamente il
25% del limite di reddito che definisce come vivente in povertà una
famiglia di quattro. Secondo
agri-pulse.com, i prezzi del
cibo nel terzo trimestre del 2011 sono rimasti alti.
Negli USA addietro nel 2008 l'affitto medio lordo era di $24 al
mese, ovvero di $9.888 l'anno, secondo l'Ufficio del Censimento. Se
una famiglia di quattro pagava l'affitto medio ed era un compratore
parsimonioso, $15.456 del suo reddito sarebbero andati da soli in
cibo ed alloggio. Ciò lascia $6.858 per ogni altra cosa: assistenza
sanitaria, trasporti, vestiario ecc.
La tariffa media per il trasporto pubblico per un biglietto di
sola andata per un adulto è di $1,50, secondo l'American Public
Transportation Association 2011 Transportation Fact Book.
Nel 2009, il costo annuo medio dell'assistenza sanitaria per
una famiglia di quattro persone era di $16.771. Ciò significa che
una famiglia di quattro persone che incontri la soglia di povertà
non sarebbe in grado di permettersela.
Ron Haskings
del Brookings
Institute riguardo alla povertà ha
dichiarato: "I programmi della rete di sicurezza gestiti dai governi
federale e statali stanno aiutando milioni di famiglie a sfuggire
alla povertà, ma i programmi potrebbero essere soggetti a dei tagli
a livello federale e statale a causa dei continui problemi del
deficit e del debito".
Lo scorso anno, il
Supplemental
Nutritional Assistance Program è stato tagliato
di più di $10 miliardi a cominciare dal 2014. I tagli allo SNAP
vengono discussi di nuovo. La Camera dei Rappresentanti ha già
votato di cambiare i sussidi per i buoni alimentari ad
un'assegnazione in blocco, che sarebbe una somma ammucchiata che
potrebbe esaurirsi.
L'affermazione di
Bloomberg che alla fine vi
sarà una risposta soggettiva alla obiettiva realtà in peggioramento
è corretta. La storia lo dimostra. Anche le ribellioni
degli anni '60, mentre erano indirizzate alla repressione
politica che era furiosa, erano anche una risposta alle condizioni
impoverite nelle comunità nere, latine ed indigene, assieme alla
rabbia contro la leva e la guerra in Vietnam.
La repressione non è andata via. Dagli assassini di
Ayanna Jones, Oscar Grant,
Sean Bell, Alonzo Ashley, Bresnia Flores
e James Craig
Anderson
all'occupazione delle comunità oppresse ed agli assalti ed alle
deportazioni, la repressione razzista esiste, sia legale che
extralegale.
Recentemente, numerose città, comprese
Center City
di Filadelfia e
Cleveland, hanno attuato
dei coprifuoco selettivi
a causa di rivolte lampo di giovani, principalmente neri. Altre
città stanno minacciando di fare lo stesso. Circa 50 giovani neri
sono stati rastrellati la prima notte di coprifuoco di
Center City.
Le risposte di alcuni giovani oppressi aumenteranno soltanto.
Ma la crisi è sistemica ed ingovernabile, così la sofferenza
aumenterà e continuerà ad incidere sproporzionatamente sui più
oppressi. Lo stato diventerà più repressivo. I semi della rivolta
sono piantati e le prospettive di ribellione crescono ogni giorno.
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