L'Onu è complice del massacro
di Israele a Gaza?
Omar Barghouti, The
Electronic Intifada, 1° gennaio 2009
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Un amico mi ha inoltrato i saluti più originali per il nuovo anno: "Desidero che il 2009 sia un anno orribile per tutti i criminali di guerra e per i loro complici". Non posso pensare altro che alcuni funzionari delle Nazioni Unite possono essere annoverati tra tali "complici". Negli ultimi due anni, svariati funzionari dell'ONU hanno dichiarato che la percentuale di civili tra quei palestinesi uccisi nell'attuale guerra di aggressione israeliana a Gaza è di circa "il 25%" ed è "probabile che aumenti". Presunta la migliore delle intenzioni, dichiarare una dolorosamente bassa cifra riflette scadente studio o scandalosa incompetenza. Al peggio, rivela inganno intenzionale e disinformazione che può giovare solamente alla già massiccia e ben oliata macchina delle pubbliche relazioni israeliana. La complicità dell'ONU nella propaganda bellica di Israele è l'ultima, sebbene raramente menzionata, dimensione dell'assoluto fallimento dell'organizzazione internazionale nel difendere i suoi principi, primi tra i quali sono la prevenzione della guerra e la promozione della pace, quando realizzando tale compito ci si aspetta di destare la collera dei padroni USA e della singolarmente influente lobby israeliana. Non soltanto il Segretario Generale dell'ONU ha tradito la stessa Carta dell'ONU e tutti i relativi principi del diritto internazionale trascurando persino di condannare il massacro di civili, l'obiettivo di istituzioni civili ed i quartieri residenziali da parte di Israele; l'intero sistema dell'ONU finora lo ha trattato come una "guerra" tra due forze relativamente simmetriche, dove la parte più potente ha giustificazione sufficiente per "difendere se stessa", ma dovrebbe farlo più proporzionalmente, mentre la parte più debole principalmente responsabile di avere dato l'avvio al "conflitto armato". Ora, gli alti funzionari dell'ONU, escludendo il particolarmente coraggioso e basato su principi Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nel territorio palestinese occupato, Richard Falk, e pochi altri, si concentrano solamente su "donne e bambini" vittime del massacro, implicando, anche se non intenzionalmente, che tutti gli uomini palestinesi di Gaza siano selvaggina per la macchina assassina israeliana. Le decine di poliziotti civili palestinesi che sono stati massacrati nelle ore di apertura del massiccio attacco israeliano da dozzine di aerei da caccia sono stati, di conseguenza, accantonati da tali irresponsabili personaggi dell'ONU come vittime in quanto "combattenti" di Hamas, più o meno, che possono essere presi a bersaglio con impunità. Questo per non menzionare i molti masch insegnanti, medici, operai, agricoltori e disoccupati che sono stati uccisi dal bombardamento indiscriminato di Israele nel loro posto di lavoro, negli uffici pubblici, nelle case o nelle strade e non sono stati considerati delle vittime civili della bellicosa furia omicida di Israele. Sopra ogni altra cosa, questa trattazione dell'ONU non soltanto riduce quasi mezzo milione di uomini palestinesi in quella disgraziata, tormentata ed occupata striscia costiera a dei "militanti", "combattenti" radicali o qualsiasi altro nome in circolazione oggi nella sorprendentemente, ma tipicamente, prevenuta cronaca dei media occidentali sui crimini di guerra israeliani ed i crimini contro l'umanità a Gaza, come li hanno descritti alcuni esperti di diritto internazionale; li tratta anche come dei criminali già condannati che meritano la punizione capitale che Israele ha ripartito per loro. Non sono un esperto di storia dell'ONU, ma sospetto che ciò stabilisca un nuovo minimo, un precedente nel deumanizzare un'intera popolazione maschile adulta in una regione di "conflitto", giustificando di conseguenza la loro fatale presa a bersaglio o, almeno, condonandola silenziosamente. Ma questo non dovrebbe sorprendere nessuno dal momento che gli stessi leader dell'ONU per 18 mesi hanno guardato in pauroso silenzio o persino giustificato indirettamente, in un modo o nell'altro, l'assedio israeliano di Gaza che è stato descritto da Falk come un "preludio al genocidio" e da lui paragonato ai crimini nazisti. Se si vuole essere veramente magnanimi e dare a quei funzionari ONU il beneficio del dubbio -- qualcosa che non raccomanderei affatto, data la scala del massacro e la loro verificabile complicità -- si deve ritenere che siano piuttosto confusi su come meglio classificare le migliaia di vittime palestinesi della guerra di Israele su Gaza, sia quelle ferite che uccise. Comunque, un esame generale superficiale delle dichiarazioni stampa dell'esercito israeliano e dei rapporti delle organizzazioni per i diritti umani, allontanerà immediatamente la possibilità che la cifra ONU del 25% sia stata il prodotto di incompetenza obiettiva o di inettitudine tecnica, marchi ampiamente riconosciuti dell'organizzazione. Per esempio, un recente articolo pubblicato su The Washington Post, citava un alto ufficiale israeliano che ha affermato: "Vi sono molti aspetti di Hamas e noi stiamo cercando di colpire l'intero spettro, perché tutto è collegato e tutto sostiene il terrorismo contro Israele". Una portavoce dell'esercito israeliano è andata oltre, dichiarando che "Quasiasi cosa affiliata a Hamas è un bersaglio legittimo". Dato che nel ghetto di Gaza Hamas è efficacemente il partito "di governo" -- dopo tutto, è stato eletto democraticamente -- e la sua rete di organizzazioni sociali e di beneficenza è la maggiore fornitrice di servizi sociali alla popolazione impoverita ed assediata, tutte le infrastrutture civili di Gaza, le scuole pubbliche, gli ospedali, le università, gli organi di legge ed ordine, la polizia stradale, il trattamento delle acque di scolo e le stazioni di depurazione dell'acqua, i ministeri che forniscono servizi vitali al pubblico, le moschee, i teatri pubblici e molte istituzioni non governative tecnicamente possono essere considerati "affiliati" a Hamas. Per timore che il lettore pensi che questa sia una un'esagerazione, oggi, nelle prime ore del primo giorno del nuovo anno, l'aeronautica israeliana ha già bombardato i seguenti "obiettivi" a Gaza: il Consiglio Legislativo della Palestina, il Ministero dell'Istruzione ed il Ministero della Giustizia. Prima erano state polverizzate diverse moschee. Così molti principali edifici dell'Università Islamica di Gaza, che serve 20.000 studenti. Nemmeno ambulanze e case private sono state risparmiate. Anche B'Tselem, la principale organizzazione per i diritti umani israeliana che spesso emette rapporti sterilizzati, "equilibrati" o selettivi concentrati sul comportamento meno criminale di Israele nel Territorio Palestinese Occupato, è stata obbligata a concludere che l'esercito israeliano sta bersagliando intenzionalmente "ciò che appaiono essere dei chiari obiettivi civili" che non sono "impegnati nell'azione militare contro Israele", senza fare distinzione tra civili maschi e femmine. Una dichiarazione del 31 dicembre dell'organizzazione affermava: Per esempio, i militari hanno bombardato il principale edificio della polizia a Gaza ed ucciso, secondo dei rapporti, 42 palestinesi che erano ad un corso di addestramento e stavano in formazione al momento del bombardamento. Partecipanti al corso di studio di pronto soccorso, trattamento di disordini pubblici, diritti umani, esercizi di pubblica sicurezza e così via. Successivamente al corso, gli agenti di polizia vengono assegnati ai diversi corpi della forza di polizia responsabile per il mantenimento dell'ordine pubblico a Gaza. Un altro esempio del bombardamento di ieri degli uffici governativi. Questi uffici comprendono il Ministero degli Affari Esteri ed il Ministero del Lavoro, Costruzioni ed Alloggi. Un annuncio reso dall'Ufficio del portavoce [dell'esercito israeliano] riguardante questo attacco dichiarava che 'l'attacco è stato eseguito in risposta al fuoco di razzi e mortai in corso attuato da Hamas sul territorio israeliano e nello schema di operazioni [dell'esercito israeliano] per colpire le infrastrutture governative di Hamas ed i membri attivi dell'organizzazione'. Giusto per sospingere l'interesse più vicino a casa per un lettore occidentale medio che potrebbe avere interiorizzato negli anni una percezione degli israeliani -- inaccuratamente e del tutto deliberatamente presentati dalla propaganda israeliana ed occidentale come parte dell'"occidente" -- come esseri umani in pieno ed i palestinesi, assieme a quasi tutti quelli del sud del globo, come umani relativi, forse è necessario il seguente esercizio illustrativo. Immaginate se la resistenza palestinese, nell'esercitare il suo altrimenti perfettamente legittimo, sancito dall'ONU diritto di combattere l'occupazione e l'apartheid israeliani, dovesse considerare tutte le istituzioni "affiliate" con il governo israeliano come bersagli legittimi, giustificando il bombardamento di università, ospedali, ministeri civili, sinagoghe pubbliche, quartieri dove vivono o lavorano ufficiali governativi o dell'esercito, ed altri "obiettivi" civili, uccidendo solamente in cinque giorni 1.600 israeliani e ferendone 8.000 (quattro volte l'attuale numero a Gaza, dato che la popolazione israeliana è quattro volte più numerosa). Cosa farebbe l'ONU? I funzionari dell'ONU conterebbero solamente le donne ed i bambini israeliani come vittime? Inviterebbero entrambe le parti ad "esercitare limitazione" o a terminare "la violenza"? Moralmente, ed anche legalmente, questo non è nemmeno un giusto capovolgimento dei ruoli, perché Israele, non importa cosa, resta l'occupante ed un oppressore colonizzatore-coloniale, mentre i palestinesi indigeni restano i colonizzati e gli oppressi.
La verità è che la leadership
dell'ONU, nel mondo unipolare nel quale ancora viviamo e che forse è
sulla strada di essere trasformato in uno spazio multipolare, si è
completamente trasformato in un ufficio timbri per i dettati degli
USA. Ban Ki-moon sarà ricordato nella storia come il più servile e
moralmente incompetente Segretario Generale che abbia mai guidato
l'organizzazione internazionale. L'unico interrogativo che rimane è
se un giorno lui ed i suoi alti funzionari subiranno un processo per
essere complici dei crimini di guerra israeliani, assieme ai leader
degli USA, della UE e di molti regimi arabi. In un mondo più giusto,
governato dalla regola della legge, non dalla legge della giungla
dominata dagli USA, dovrebbero subirlo. |
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