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La disoccupazione in Germania: apparenza e realtà

di Dietmar Henning
12
novembre 2011

 

La scorsa settimana, l'Agenzia Federale per l'Occupazione (BA) ha riportato un ulteriore declino della disoccupazione in Germania. Di fatto, le statistiche della BA hanno relativamente poco a che vedere con la realtà sociale.

Secondo le cifre ufficiali di ottobre, in Germania vi erano 59.000 disoccupati in meno in confronto a settembre e 204.000 di un anno fa. A 2,7 milioni, la disoccupazione ufficiale (6,5% della popolazione attiva) è al suo livello più basso da ottobre del 1991.

Prevedibilmente, i circoli politici ed imprenditoriali hanno gradito i "numeri positivi", sostenendo che il ridotto numero dei senza lavoro era il migliore argomento a favore delle misure proposte dal governo tedesco di tagliare il finanziamento ai disoccupati a lungo termine. Il finanziamento per la formazione ed il sostegno dei disoccupati a lungo termine è stato ridotto quest'anno del 20% e per il prossimo anno è progettato un taglio dello stesso ammontare.

Tuttavia le cifre della disoccupazione ufficiale non rappresentano nemmeno vagamente la situazione reale in Germania.

In primo luogo, la BA è stata costretta ad ammettere che, quando depurate dalla componente stagionale, per la prima volta da febbraio 2010 le cifre hanno rivelato un lieve incremento della disoccupazione. Quando ha presentato le cifre, il capo della BA Frank Jürgen ha ammesso che: "E' sorta una misura di incertezza". Ha quindi rivelato che nell'industria manifatturiera l'occupazione era ancora attorno ai livelli di prima della crisi. "Vi è ancora un deficit di 130.000 opportunità d'impiego", ha dichiarato. Si attendeva anche una rinnovata crescita della disoccupazione nel prossimo anno. In ottobre in Germania la produzione è declinata per la prima volta in due anni.

Uno sguardo più da vicino alle statistiche della BA svela che più di un milione di disoccupati non sono inclusi nelle cifre ufficiali dei senza lavoro. Circa 376.000 persone disoccupate più vecchie di 58 anni non sono incluse nelle statistiche, assieme a quasi 190.000 persone occupate in posti di lavoro da un euro l'ora. Inoltre, più di 300.000 persone impegnate in varie forme di istruzione professionale e di piani di "integrazione professionale" non compaiono nelle statistiche. Lo stesso dicasi per più di 320.000 registrati disoccupati a causa di problemi di salute.

Anche mancanti dalle cifre ufficiali sono quelle persone disoccupate i cui sussidi sono stati tagliati per un motivo o per l'altro. Le cifre attuali risalgono a giugno. In quel mese, a 317.000 disoccupati sono stati negati i sussidi. Quelli interessati sono spesso vittime di vessazioni da parte delle agenzie per l'occupazione governative e dei centri del lavoro. La maggior parte di coloro interessati sono stati puniti per avere trascurato di conformarsi ai limiti di tempo burocratici per le richieste, per la scarsità di documenti per le richieste di sussidio o per contravvenzioni banali simili.

Nel 2010 il numero delle penalità imposte dalle autorità dell'impiego sono aumentate del 14% su scala nazionale paragonato all'anno prima. Quest'anno la BA si aspetta di emanare quasi un milione di queste penalità. Queste misure hanno colpito in modo particolarmente duro le persone sotto i 25 anni. In molti casi, le vittime perdono tutti i diritti acquisiti ai sussidi ed in alcuni casi anche le sovvenzioni per l'affitto. Uno su dieci giovani disoccupati ha ricevuto almeno una sanzione. Nelle statistiche l'impatto di tale vessazione viene valutato positivamente: maggiore il numero di queste vendicative penalità, minore il numero ufficiale di disoccupati.

E' soltanto sulla base di questa frode statistica che la BA arriva al relativamente basso tasso di disoccupazione per la Germania in confronto ad altri paesi. Se si considera il numero totale dei destinatari dei sussidi, le cifre ufficiali si gonfiano enormementetenete a mente che questo totale non include i senza lavoro che, per varie ragioni, non riscuotono nessun sussidio.

Inoltre, secondo la stima preliminare della BA per ottobre, più di 5,1 milioni di persone impiegate tra l'età di 15 e di 65 anni hanno riscosso sussidi di disoccupazione.

Questi percettori hanno posti di lavoro di un tipo o di un altro, ma i loro redditi sono così scarsi che possono qualificare per sussidi di disoccupazione. Questo gruppo comprende 1,4 milioni di persone che sono part-time, occupati a contratto limitato o cosiddetti "mini-lavoratori" che guadagnano al massimo €400 ($US 550) al mese, 230.000 occupati part-time in altre categorie ed intorno a 320.000 che lavorano realmente a tempo pieno, ma guadagnano meno del misero salario di disoccupazione fondamentale, nonostante lavorino 40 ore la settimana.

Il rapporto della BA rivela una considerevole quantità sugli attuali tassi di sussidi di disoccupazione (salari Hartz IV). In giugno 2011, 6,2 milioni di persone in 3,4 milioni di famiglie hanno ricevuto sussidi Hartz IV. In queste famiglie, una media di 1,9 milioni persone ha ricevuto soltanto €672 ($US 925) per i loro bisogni essenziali, cioè intorno a €340 ($US 468) al mese, a persona.

Anche le "storie di successo" ampiamente riportate che riguardano giovani ai quali viene fornito addestramento adeguato e posti di lavoro ad un serio esame risultano essere immaginarie.

Lunedì scorso la BA ha annunciato che alla fine di settembre vi erano quasi 30.000 posti per la formazione vuoti, ma soltanto 12.000 giovani che cercavano l'apprendistato. Secondo l'agenzia di collocamento governativa, il numero degli aspiranti stava declinando mentre vi era stato un incremento degli apprendistati.

In realtà, la federazione sindacale tedesca (DGB) ha dimostrato che il numero degli aspiranti senza una posizione di formazione sta a 76.800, perché il governo e l'industria escludono dalle loro cifre 65.200 adolescenti che sopravvivono appena in piani di formazione lavoro elementari ed internati.

Allo stesso tempo, la stessa DGB ha ignorato la condizione dei giovani che sono spesso impegnati in piani inutili ed insensati, mirati principalmente a tenerli fuori dalle statistiche. Fino a 350.000 giovani per tutta la Germania non sono in grado di trovare un posto di lavoro o un luogo di formazione e finiscono in piani d'occupazione collegati allo stato che non offrono loro affatto nessuna prospettiva.

L'esperto di istruzione Dieter Munk dell'Università di Duisburg-Essen ha rivelato che approssimativamente il 60% dei giovani registrati in questi piani trenta mesi dopo avere completato il loro corso non sono stati in grado di trovare alcun genere di posto di lavoro regolare.

Un'alta percentuale di coloro che scivolano attraverso le statistiche dell'occupazione sono giovani immigrati o giovani donne. Munk si riferisce a questi giovani come un "esercito di riserva degli svantaggiati nel mercato del lavoro". Questi giovani uomini e donne sono alla fine costretti ad accettare le forme di lavoro peggio pagate.

Non sorprende perciò che in Germania il numero di quelli a basso salario stia crescendo stabilmente. Secondo uno studio pubblicato dalla società di ricerche Prognos AG, circa 1,2 milioni di persone guadagnano meno di €5 l'ora e 5 milioni di persone guadagnano meno di €8,50 l'ora (lorde).

Se si valuta il settore a basso salario secondo gli standard internazionali (che definiscono un "basso salario" come meno di due terzi della media), allora quasi uno su quattro occupati a tempo pieno (22,8%) in Germania guadagna un salario di povertà. Questo ammonta a quasi 10 milioni di lavoratori.

I posti di lavoro a basso salario sono prevalenti particolarmente nell'industria alberghiera e nelle famiglie private. In queste sfere, tre quarti degli occupati a tempo pieno riceve una paga bassa. Le donne ed i giovani sotto i 25 anni sono particolarmente colpiti. Più di una donna su tre e quasi la metà di tutti i lavoratori giovani lavorano a tempo piena sotto la soglia della paga bassa. In numeri assoluti, ciò ammonta a 715.000 giovani ed a quasi 2,6 milioni di donne.

Anche il numero dei poveri in Germania cresce fermamente. Nel 2009 l'Ufficio Statistico Federale ha classificato approssimativamente 12,6 milioni di persone come poveri. Quelli più colpiti dalla povertà sono i disoccupati ed i genitori singoli.

In Germania la crescita della povertà è dovuta in gran parte alle politiche del governo di coalizione socialdemocratici (SPS)-verdi guidato dal cancelliere Gerhard Schröder (SPD), che nel 1998 ha attuato i più grossi tagli sociali in Germania dalla Seconda Guerra Mondiale. Alta disoccupazione, un settore a basso salario crescente rapidamente e grandi tagli alla spesa sociale hanno messo in moto un disastro sociale che soltanto si aggraverà come l'attuale crisi si estende. Le statistiche ufficiali cercano di mascherare e di abbellire questo. Ma, diversamente dalle statistiche, non si possono falsificare le esperienze reali di milioni di persone.