American Herald Tribune

 

 

 

 18  FEBBRAIO 2016

DI FINTAN CUNNINGHAM  

Obama ammette il collegamento terroristico USA-ISIS

 

Chiamatelo un lapsus freudiano, il presidente USA Barack Obama pare avere confessato, per una volta, sulla connessione tra la politica estera americana ed il gruppo terroristico del cosiddetto Stato Islamico (ISIS).

In un discorso all'inizio di questa settimana ai leader dell'Associazione dei Paesi del Sud Est Asia (ASEAN), riuniti in California, Obam stava rispondendo alle domande dei giornalisti su vari argomenti internazionali. Sulla questione dei gruppi terroristici che espandono il loro appiglio in Libia, il presidente ha affermato quanto segue: "Rispetto alla Libia...perseguiteremo l'ISIS dovunque appaia, nello stesso modo in cui abbiamo perseguitato al Qaeda dovunque sia apparsa".

Nel linguaggio spontaneo la frase “go after” può significare "distruggere". Ma il significato più letterale e forse quello che Obama si è lasciato inavvertitamente sfuggire è semplicemente "seguire"come un modo per fare coppia.

In questo caso, ciò a cui Obama si riferisce è la reale funzione di politica estera dell'ISIS ed alla sua imparentata rete terrorista al Qaeda. dovunque appaiano questi gruppi, Washington si nomina dunque fare loro coppia con il pretesto di combattere il terrorismo.

Questo pretesto funziona molto efficientemente per annullare i problemi di diritto internazionale. Quando gli USA inviano le loro forze armate in un paese straniero per combattere apparentemente il terrorismo sono quindi senza impicci di obiezioni legali di stare violando la sovranità di altri paesi. Quella che normalmente sarebbe vista come una violazione evidente un'invasione militare da parte degli USA viene abilmente trasformata in un'operazione "antiterrorismo". E se il governo straniero in carica protesta sulla "benevola assistenza degli USA" allora può essere rovesciato perché "sta dalla parte dei terroristi".

Naturalmente, questo è l'intero fondamento logico dietro alla cosiddetta Guerra al Terrorismo che Washington ha creato in seguito agli attacchi dell'11/9. Dire soltanto la frase Guerra al Terrorismo attribuisce a Washington la licenza di invadere e saccheggiare qualunque stato straniero scelga, come n Afghanistan and Iraq, dove sono state uccise dalle forze USA che "danno la caccia ai terroristi" più di un milione di persone.

Prima di questo i pretesti ufficiali erano la "Guerra al Comunismo" o la "Guerra alla Droga". Ma con il crollo dell'"Impero del Male Sovietico" il primo di questi pretesti è divenuto ridondante. Sebbene Washington  ed i suoi alleati della NATO stiano facendo ogni sforzo possibile per rianimare lo "spavento dei Russi" demonizzando Vladimir Putin come il "nuovo Hitler in Europa". Per quanto riguarda la Guerra alla Droga, non possiede l'energia necessaria per pompare il bilancio annuo di $600 miliardi del Pentagono e per entusiasmare il  pubblico americano, gran parte del quale gusta comunque le droghe.

Ma la Guerra al Terrorismo, ora è questo, o almeno era, un trucco soddisfacente Possiede inoltre i beneficio addizionale di permettere alle autorità federali di soffocare i diritti civili e di fare ogni genere di controllo invadente sulla libertà individuale, come nell'ultima controversia sulla richiesta dell'FBI che la Apple dia la chiave digitale che sblocchi telefoni e computer.

Tuttavia, la funzione principale rimane: i gruppi terroristici, che abbiano il nome di al Qaeda o ISIS, danno a Washington la conveniente copertura per invadere militarmente ogni paese del globo. La vera agenda dietro il cambio di regime o l'impossessarsi delle risorse naturali del paese bersaglio per la soddisfazione delle banche di Wall Street e delle altre corporation   è la stessa esatta truffa alla quale si riferiva ai vecchi tempi il maggior generale del corpo dei marines Smedley Butler,  che più tardi confessò di essere uno scagnozzo nell'interesse del capitalismo USA, rovesciando governi in America Centrale e nei Caraibi durante i primi del '900.

Dichiaratamente, talvolta vengono colpiti rumorosamente dal Pentagono. Senza dubbio Obama ed i suoi generali hanno ucciso numerosi operativi collegati ad al Qaeda con assassini mediante attacchi di droni in Afghanistan, Pakistan, Libia, Somalia e Yemen. Anche molti altri civili innocenti sono stati assassinati assieme dai droni USA.

L'assassinio da parte di Washington  di cellule terroriste potrebbe sembrare una contraddizione all'argomento complessivo qui, che vi è una connessione reciproca tra i due. Tuttavia, non dovremmo pensare a Washington come ad un monolito. All'interno dell'establishment USA vi sono senza dubbio delle persone che sono dedicate a combattere in modo autentico il terrorismo e talvolta ci riescono.

Ma questo non nega il punto centrale che gli USA hanno segretamente creato questi stessi gruppi terroristici per facilitare le proprie ambizioni di politica estera e geopolitiche. Non possiamo qui addentrarci nella storia completa, ma è ben documentato che la CIA ha generato, messo in azione e trasformato in arma "il database" al Qaeda per combattere l'Unione Sovietica in Afghanistan durante gli anni '80. Non è stata soltanto la CIA, erano coinvolti il MI6 britannico, il DGSE francese ed il SIS pakistano, come pure il regime saudita che procurò i miliardi di dollari di finanziamento e l'ideologia fondamentalista wahhabita che autorizza in modo perverso i quadri ad uccidere chiunque uomini, donne e bambini che sia designato come "infedele". In altre parole, i perfetti assassini per procura per i poteri costituiti.

Nonostante la propaganda pompata fuori nei media mainstream occidentali di una coalizione guidata dagli USA che "combatte il terrorismo" in Siria, vi sono prove irrefutabili che al Qaeda, ISIS ed una pletora di altre brigate mercenarie di terroristi sono state inviate in Siria dalla stessa coalizione guidata dagli USA allo scopo del cambio di regime contro il governo del presidente Bashar al-Assad alleato di russi ed iraniani. I lettori possono cercare la candida ammissione del ten. generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency USA, quanto ai cinici calcoli che Washington ha compiuto nello scatenare i terroristi in Siria.

Se gli USA stessero realmente combattendo il terrorismo in Siria quindi come spiegate questo titolo di McClatchy News che si riferisce all'enorme discrepanza nelle incursioni di bombardamento dei russi paragonate a quelle degli americani. "La Russia ha colpito in Siria 1.888 bersagli in una settimana, il conto degli USA? Appena 16".

Ammettetelo. Finché la Russia non è intervenuta il settembre scorso, la rete terroristica dell'ISIS sotto i "bombardamenti" degli USA aveva proliferato ad una tale portata che la Siria era in pericolo di essere rovesciata (come secondo il piano di Washington).

Avendo fallito in questa missione in gran parte a causa dell'intervento militare russo nel corso dei cinque mesi passati, l'opzione di protezione fornita dai gruppi terroristi è che potrebbero essere utilizzati per giustificare un'autentica invasione militare della Siria da parte della coalizione guidata dagli USA, sotto la forma del membro della NATO Turchia e dell'Arabia Saudita assieme agli altri regimi arabi fantoccio degli americani.

Come si è lasciato sfuggire questa settimana Obama al vertice dell'ASEAN: "Dovunque l'ISIS e al Qaeda appaiano, noi li seguiremo".

Ben detto, Sig. Presidente. Per una volta, lei racconta la pura verità.

PS. Il luogo del convegno dell'ASEAN dove parlava Obama a Sunnylands, California è chiamato “Rancho Mirage”. Piuttosto adatto, non pensate?

 

Finian Cunningham

Finian Cunningham (nato nel 1963)  ha scritto estesamente di affari internazionali, con articoli pubblicati in diverse lingue. Per più di 20 ha lavorato come redattore e giornalista in grandi organizzazioni dei media di notizie, compresi The Mirror, Irish Times ed Independent.