Uragano in Myanmar

L'ostilità degli U.S.A. impedisce i soccorsi

di Sara Flounders

15 maggio 2008

 

L'amministrazione Bush sta veramente cercando di aiutare il popolo del Myanmar a riprendersi dal disastro naturale che lì ha colpito? Quindi perché insiste che il Pentagono sia addetto ai sui aiuti? E perché ha imposto sanzioni sul paese quando sapeva che l'uragano stava per colpire?

Una delle più violente tempeste del secolo ha colpito violentemente il 2 maggio il Delta dell'Irrawaddy in Myanmar nel Golfo del Bengala, sotto il livello del mare e densamente coltivato. E' una regione fertile ma sottosviluppata, particolarmente suscettibile di inondazione. Il Delta è casa di un quarto dei 57 milioni di abitanti del Myanmar. L'ultimo ciclone tropicale a raggiungere il litorale costiero è stato 40 anni fa.

I meteorologi seguivano da una settimana l'Uragano Tropicale Nargis. Ma quando ha colpito terra ha portato con sé una inaspettata ondata di marea di proporzioni epiche. Un muro d'acqua alto 12 piedi si è gonfiato per sette miglia nell'entroterra.

Più di un milione di persone è rimasto senza casa e decine di migliaia sono dispersi. Le stime dei morti variano da 20.000 a 100.000. Yangon, l'ex capitale e principale porto commerciale, è rimasta nel caos.

I media corporativi USA sono pieni di storie sulla scala del disastro e sull'incapacità del governo di far fronte allo sforzo dei soccorsi. Completamente omessa è qualsiasi menzione dell'abissale risultato passato del governo USA nel fornire soccorsi in caso di calamità.

Ogni articolo di notizie ripete la pretesa che sia dato a Washington completo accesso militare al Myanmar per consegnare rifornimenti di emergenza. Vi è risentimento e sorpresa che il Myanmar non permetta agli aerei militari USA di atterrare o alle navi della marina militare di attraccare. L'accusa che del governo del Myanmar non ci si possa assolutamente fidare per consegnare le vettovaglie viene ripetuta più volte.

Ciò che non viene riportato è che l'amministrazione Bush, con calcolo e pianificazione criminale, ha reso consapevolmente molto più difficili i tentativi di soccorso. Il giorno prima che l'Uragano Nargis colpisse sul serio il Myanmar, ma quando l'avvicinamento della mostruosa tempesta era già stato annunciato e seguito da una settimana, il Presidente George W. Bush ha firmato un nuovo duro livello di sanzioni economiche sul Myanmar. Le sanzioni sono un atto di aggressione, una forma di guerra economica che prende di mira specificamente i più poveri ed i più disperati.

Sanzioni imposte mentre l'uragano colpiva

Con tutti i suoi satelliti spia, Washington era molto più informata di cosa stesse arrivando del popolo del Myanmar. Le sanzioni hanno reso quasi impossibili le donazioni USA ed internazionali di fondi ed aiuti di emergenza. Il 2 maggio Xinhua News ha riferito che l'ordine esecutivo di Bush era formulato per "bloccare tutte le proprietà e gli interessi nella proprietà di individui ed entità designati stabiliti essere posseduti o controllati dal governo della Birmania (Myanmar)".

Il criminale ordine esecutivo che decreta sanzioni ampliate è stato seguito entro pochi giorni da espressioni di profonda preoccupazione per la popolazione disastrata. Il cinismo e l'ipocrisia non potrebbero essere maggiori.

Le nuove sanzioni impediscono ad organizzazioni umanitarie e individui degli USA di donare direttamente denaro a cause all'interno dell'impoverito Myanmar. Le organizzazioni di assistenza USA, come la Croce Rossa Americana, hanno scoperto che potevano fornire soltanto vettovaglie—non personale o denaro—per lo sforzo dei soccorsi in base alle norme delle sanzioni. Mentre i media corporativi USA hanno riportato centinaia di cronache che fanno arrogantemente paternali al Myanmar su ciò che non viene fatto, non accennano neppure all'impatto delle nuove sanzioni USA che sono state imposte mentre la tempesta viaggiava ad alta velocità verso il paese.

Basati sul controllo satellitare del tempo, molti scienziati avevano tracciato la tempesta mentre raggiungeva slancio. Quasi una settimana prima che colpisse terra, il Dipartimento di Meteorologia indiano pubblicava allarmi dettagliati su itinerario, velocità e posizioni. Il governo del Myanmar, mentre a cominciare dal 26 aprile riceveva messaggi di testo di avvertimento dall'India ed annunciava allarmi per la tempesta alla radio statale, non ha radar costieri per scoprire la traiettoria di un uragano e nemmeno questo impoverito paese ha un piano di evacuazione.

Il governo USA insiste che al Pentagono sia dato il diritto di portare assistenza con proprio personale ed equipaggiamento. Evidentemente, questo ricco paese imperialista non ha altro modo di distribuire soccorsi umanitari eccetto che sulla punta di una baionetta.

Many other countries, however, have found non-military ways to provide immediate assistance. The Myanmar state radio has reported that international humanitarian aid has poured in from China, India, Japan, Singapore, Italy, Bangladesh, Laos and Thailand. Arriving at the Yangon International Airport with their respective aircraft were tents, mosquito nets, power generators, medicines, water purifiers, dry potato and pork, instant noodles, biscuits, cloth, zinc sheets, hammers and nails, and candles.

Comunque, molti altri paesi hanno trovato modi non militari per fornire assistenza immediata. La radio di stato del Myanmar ha riferito che aiuti umanitari internazionali sono piovuti da Cina, India, Giappone, Singapore, Italia, Bangladesh, Laos e Tailandia. Arrivando all'aeroporto internazionale di Yangon con i loro rispettivi aeroplani vi erano tende, reti anti-zanzare, generatori di elettricità, medicine, purificatori dell'acqua, patate e maiale secchi, tagliatelle istantanee, biscotti, abiti, lamine di zinco, martelli e chiodi e candele.

Il governo USA esprime risentimento che il Myanmar, mentre accetta aiuti, non consentirà al personale straniero soprintendere alla loro distribuzione. Il 9 maggio il quotidiano governativo Luce Nuova del Myanmar ha spiegato il perché di questo: "Il Pentagono è disperato di collocare nel nostro paese le sue basi militari".

Questa non è una folle paranoia della giunta militare che governa il Myanmar. Il Pentagono non ha affatto nascosto il suo interesse nel rovesciare il regime. Questo arriva mentre sul paese viene messa pressione per aprirsi e consentire l'affitto di basi USA e l'accesso delle società USA ai vasti depositi nazionalizzati di petrolio e di gas del Myanmar.

Qui è come ha detto Shawn W. Crispin in un articolo intitolato "Il motivo per invadere il Myanmar".

"Con le navi da guerra e gli aerei militari USA in posizione ed oltre 1 milione di cittadini del Myanmar lasciati infangati, senza casa e suscettibili di malattie portate dall'acqua dall'Uragano Nargis, il disastro naturale presenta un'opportunità in crisi per gli USA.

"Un intervento militare degli USA unilaterale—e potenzialmente approvato dalle Nazioni Unite— nel nome dell'umanitarismo potrebbe facilmente rovesciare le sorti degli impopolari capi militari dell'impoverito paese e simultaneamente riabilitare l'eredità delle controverse politiche militari preventive dell'anatra zoppa Presidente USA George W. Bush.

"L'aeronautica e le navi militari, compresi gli aerei militari C-130 ora nella confinante Thailandia e le navi da guerra Kitty Hawk and Nimitz, sono attualmente pronti per l'azione in acque vicine. ... I politicanti a Washington senza dubbio stanno ora valutando i pro e contro potenziali di una missione umanitaria preventiva in un paese chiave geostrategicamente ed improvvisamente indebolito". (Asia Times 0nline, 10 maggio)

Dottrina shock

Perfino in mezzo ad un disastro molti paesi temono l'assistenza USA ed occidentale perché arriva così spesso legata a condizioni, comprese condizioni di debito onerose e pretese di riorganizzare la loro economia e privatizzare le risorse nazionali.

Il libro di Naomi Klein "La dottrina shock: l'ascesa del capitalismo del disastro", descrive in grande dettaglio come gli aiuti degli USA, dell'FMI e della Banca Mondiale vengono utilizzati per approfittarsi di un paese sotto shock, anche quando è di fronte ad infrastrutture devastate da una calamità naturale come un uragano, uno tsunami, la siccità o una inondazione. Tali crisi vengono viste come una opportunità per fare accettare una "terapia d'urto" economica impopolare come vendere attività statali e privatizzare le risorse. E' una terapia buona per i banchieri internazionali, non per i paesi interessati.

Il record degli USA a New Orleans ed in Iraq

Dalle lezioni di tutti i media corporativi su cosa il Myanmar dovrebbe e potrebbe fare manca qualsiasi cenno al record disastroso della classe dominante USA nella pianificazione di emergenza, evacuazione e soccorso durante e dopo che gli uragani Katrina e Rita colpirono New Orleans e la Costa del Golfo.

Il mondo intero ha osservato la criminale negligenza, il razzismo, la mancanza di pianificazione e la totale confusione mentre le inondazioni e gli argini rotti affogavano la città di New Orleans il 28 agosto 2005.

A questo seguì l'arrogante rifiuto di accettare assistenza da organizzazioni ed individui che cercavano di offrirsi spontaneamente e lo scandaloso rigetto degli aiuti internazionali. Le offerte di aiuto da Cuba e Venezuela, che avevano approvvigionato completamente squadre di medici disponibili per l'utilizzo immediato ed offerto tonnellate di cibo, acqua e milioni di barili di petrolio supplementare, furono rifiutate. Anche un aeroplano  ed una nave ospedale francesi che si tenevano pronti ai Caraibi, assieme all'aiuto tedesco e russo, furono rimandati.

Le troupe internazionali di fotografi passarono in volo filmando gente disperata che si aggrappava ai tetti. Più di 20.000 persone senza acqua potabile, cibo o misure sanitarie stipate al Superdome e decine di migliaia di altre passarono giorni al Convention Center con un caldo rovente. A squadre di emergenza da ogni parte degli USA venne impedito di raggiungere New Orleans.

Fu ordinato di mettere a terra gli elicotteri dell'aeronautica militare di una base vicina, sebbene i piloti si fossero offerti volontari ed implorassero di essere utilizzati per evacuare la gente. Secondo molti rapporti dei media, la FEMA e la Sicurezza Interna effettivamente bloccarono gli aiuti ed i volontari. Cisterne d'acqua e tonnellate di materiale inviati da tutto il paese non furono mai dispensati.

Due anni e mezzo più tardi, decine di migliaia di evacuati non sono ancora in grado di tornare alle loro case.

Il Pentagono in Iraq e Somalia

Il record del Pentagono in Iraq è molto peggiore. Più di cinque anni dopo avere fatto irruzione in un Iraq paralizzato ed indebolito dalle sanzioni, le forze armate USA si sono dimostrate incapaci di provvedere ai più fondamentali bisogni umani per la sopravvivenza come acqua potabile, alimentazione di base, elettricità, assistenza sanitaria di emergenza ed istruzione.

Se più di 160.000 truppe USA, 100.000 mercenari privati e la maggiore serie di equipaggiamento militare sul pianeta non forniscono elettricità ed acqua potabile sicure a Baghdad, qualcuno dovrebbe aspettarsi che farebbero meglio a Yangon?

Utilizzando la scusa di una missione umanitaria nella Somalia colpita dalla carestia, gli USA hanno fatto passare una risoluzione ONU che nel dicembre del 1992 ha permesso ai marines di occupare la capitale Mogadiscio. La popolazione oltraggiata l'anno seguente ha scacciato i marines. Il Pentagono aveva totalmente non calcolato il sentimento popolare anti-imperialista, perfino tra una popolazione disperata.

In Myanmar, l'opposizione di massa alla dominazione britannica e poi USA è una corrente forte nella popolazione. Qualsiasi intervento potrebbe incontrare una risoluta resistenza, nonostante le sofferenze provocate dal ciclone.

In tutti gli attacchi dei media USA al governo del Myanmar come una dittatura, è importante ricordare che il Pentagono ha sostenuto, armato e finanziato brutali dittature militari intorno il mondo-dall'Arabia Saudita e Indonesia al Pakistan, al Cile ed al Congo.La loro opposizione alla dittatura in Myanmar non è dovuta alle sue misure repressive ma al fatto che non abbia annullato la nazionalizzazione delle risorse naturali imposta attraverso il sentimento anti-coloniale di massa decenni fa. Questo è quello che le corporations USA sono determinate a rovesciare.

Il movimento contro la guerra e progressista dovrebbe essere sospettoso della campagna dei media reazionari intorno al Myanmar. Quel popolo ha il diritto all'assistenza internazionale immediata libera da pretese o sanzioni degli USA.


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