Black Agenda Report

 

 

Sottoposto da Roger Hollander il Mercoledì, 24/09/2014 - 08:16

Perché il governo USA ha assassinato Malcolm X e Martin Luther King, Jr.

di Roland Sheppard. ReMarx Publishing, 2014.

Recensito da Roger Hollander.

Il governo USA temeva pure la crescente statura internazionale di Malcolm X”.

 

 

La domanda su chi abbia ordinato gli assassini di Malcolm X e do Martin Luther King Jr. è una domanda vitale e sulla questione sono state scritte migliaia di pagine. Quelli che respingono la nozione che il governo degli Stati Uniti si imbarcherebbe in degli assassini (definendo come "matti della cospirazione" quelli che lo credono) ignorano testardamente il Rapporto della Commissione Church del 1975 (che ha rivelato attività segrete ed illegali dello stato) ed i molti assassini e colpi di stato dall'Africa all'America Latina orchestrati dalla CIA.

L'esperienza della CIA negli assassini oltremare le ha dato perizia più che sufficiente per condurre assassini domestici, con il vantaggio aggiunto di avere il controllo sulle agenzie investigative a livello locale, statale e nazionale.

Decidere la colpevolezza penale è basato in gran parte su provare mezzi, movente ed opportunità. Quando si tratta di assassini politici, la questione chiave è il movente.

Delle potenti istituzioni governative possiedono, o possono facilmente ottenere, i mezzi e l'opportunità per eseguire un assassinio e deviare l'attenzione su "un pistolero solitario" o su un capro espiatorio come Lee Harvey Oswald. Convenientemente i media mainstream dimenticano questo fatto mentre si precipitano a legittimare strambe teorie che limitano la pressione su CIA, FBI, NSA e polizia.

"Quando si tratta di assassini politici, la questione chiave è il movente".

In "Perché il governo USA ha assassinato Malcolm X e Martin Luther King, Jr.", Roland Sheppard rivela il movente del governo USA per assassinare Malcolm X nella Audubon Ballroom a New York il 21 febbraio 1965 e Martin Luther King, Jr. al Lorraine Motel a Memphis il 4 aprile 1968. Il fatto che Sheppard sia uno dei pochi testimoni oculari rimasti dell'assassinio di Malcolm X aggiunge una nota di immediatezza e di autenticità alla sua analisi.

Sheppard descrive l'insolita assenza della sicurezza il giorno dell'assassinio di Malcolm X e racconta le sue osservazioni personali di ciò che avvenne nei momenti cruciali. Racconta di un secondo sospetto arrestato quel giorno dalla polizia di New York , un uomo la cui esistenza più tardi scomparve dalla versione ufficiale dei fatti. Tuttavia, quando Sheppard venne interrogato alla stazione di polizia di Harlem, vide quest'uomo camminare liberamente in uno degli uffici. Sheppard lo riconobbe come l'assassino.

Nel 1999, la famiglia King ha avviato una causa civile per esporre i fatti circostanti all'assassinio di Martin Luther King, Jr.

"Dopo avere considerato tutte le prove, una giuria di Memphis ha deciso che il tiratore era stato qualcuno diverso da James Earl Ray ... che agenzie della città di Memphis, dello Stato del Tennessee e del governo federale sono state tutte coinvolte nell'assassinio".

Movente

Il nocciolo del lavoro di Sheppard è la sua analisi sul movente di questi due assassini di stato.

Non vi è nulla di più minaccioso per l'elite imprenditoriale, per il governo, per i militari e per i mass media degli USA che la prospettiva di una rivoluzione. Malcolm X e Martin Luther King, Jr. stavano elaborando oltre le loro originarie filosofie di liberazione dei neri. Stavano emergendo come potenti sostenitori ed organizzatori di un cambiamento rivoluzionario nel sistema economico e politico americano.

Nei suoi ultimi anni, Malcolm X ha esteso la lotta contro il razzismo per includere la lotta contro la povertà e la guerra. Nel 1962, ha sostenuto i lavoratori ospedalieri in sciopero a New York City. Ed è stato il primo leader di massa negli Stati Uniti ad opporsi pubblicamente alla guerra dell'America contro il Vietnam.

Nel suo discorso alla Oxford Union nel 1964, Malcolm X da a Shakespeare una piega rivoluzionaria. Inizia con la famosa domanda: "Se sia più nobil animo sopportar le fiondate e le frecciate d'una sorte oltraggiosa,o armarsi contro un mare di sciagure, e contrastandole finir con esse". La sua risposta "Ed io lo farò. Se ti armi la finirai con esse, ma se ti siedi senza far nulla ed aspetti che chi è al potere si decida che debba finirle, starai ad aspettare molto tempo".

Il governo USA temeva pure la crescente statura internazionale di Malcolm X ed i collegamenti politici che stava costruendo in Africa, Asia ed America Latina.

Sheppard ci ricorda che Malcolm X incontrò nel dicembre del 1964 Che Guevara e la delegazione cubana alle Nazioni Unite a New York. Era stato invitato da Ahmed Ben Bella, il leader della rivoluzione algerina, a partecipare assieme al Che e ad altri leader di movimenti d'indipendenza ad una conferenza a Bandung che iniziava il 3 marzo 1965. Aveva anche preso accordi perché la questione delle violazioni dei diritti umani contro gli afroamericani venisse considerata dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia il 12 marzo 1965. Il suo assassinio pose fine a tutto ciò. (Ben Bella fu assassinato soltanto quattro mesi più tardi).

Con parole militanti anche Martin Luther King, Jr. stava cominciando a mettere in discussione un sistema politico che si avvantaggia del razzismo. Sheppard cita il discorso di King alla Southern Christian Leadership Conference Convention dell'agosto 1967,

"Perché in America vi sono 40 milioni di poveri? ... quando cominci a porti questa domanda, stai sollevando una questione sul sistema economico, su una più ampia distribuzione della ricchezza ... cominci a discutere l'economia capitalista".

King mise in evidenza che i liberali del Nord, che avevano dato sostegno morale e finanziario per porre fine alle leggi sulla segregazione razziale nel Sud, non avrebbero sostenuto lo sforzo per eliminare la segregazione economica. Come specifica Sheppard, "Martin Luther King, Jr. fu assassinato per sovvertire la Poor People’s Campaign. King stava costruendo un movimento di massa contro la povertà e coloro che profittano della povertà erano determinati a fermarlo".

L'opposizione di King alla guerra degli USA contro il Vietnam mandò brividi giù per la schiena del complesso militare-industriale. Nel suo storico sermone alla Riverside Church di New York il 4 aprile 1967, cui talvolta ci si riferisce come al più grande discorso di MLK che si sia mai ascoltato, King esclamò:

"Il denaro che dovrebbe essere stato speso per la Guerra alla Povertà di Johnson si stava perdendo nei campi della morte in Vietnam ... Un paese che anno dopo anno continua a spendere più denaro nella difesa militare che su programmi di sollevamento sociale si avvicina alla morte spirituale ... Noi prendiamo i giovani neri che erano stati azzoppati dalla nostra società e li mandiamo lontano 8.000 miglia per garantire nel sudest asiatico delle libertà che non avevano trovato nel sudovest della Georgia e a Harlem Est. Così veniamo ripetutamente esposti all'ironia di guardare i ragazzi negri e bianchi sugli schermi TV mentre uccidono e muoiono assieme per un paese che è stato incapace di farli sedere assieme nelle stesse scuole".

King richiese una coalizione di attivisti sindacali, contro la povertà e contro la guerra ed un movimento unito pone la maggiore minaccia allo status quo.

Marxisti?

Nel suo libro su Malcolm X, George Breitman afferma che "Malcolm non era ancora un marxista". Un recensore dell'opera di Breitman ha aggiunto che "Non ancora! Ma era soltanto questione di tempo".

Malcolm X scrisse:

"Per il capitalismo è impossibile sopravvivere, principalmente perché il capitalismo ha bisogno di del sangue da succhiare. Il capitalismo era abituato ad essere come un'aquila, ma ora è più come un avvoltoio. Era abituato ad essere abbastanza forte per andare a succhiare il sangue di chiunque sia forte che no. Ma ora è diventato più codardo, come l'avvoltoio, e può succhiare soltanto il sangue dell'indifeso. Come le nazioni del mondo si liberano, allora il capitalismo ha meno vittime, meno da succhiare e diventa sempre più debole. Secondo me è  soltanto questione di tempo prima che crolli completamente".

Martin Luther King, Jr. può non essere stato così lontano lungo la strada di rifiutare il capitalismo per il socialismo. Nondimeno, credo che anche questo fosse una questione di tempo. In un discorso alla sua squadra nel 1966, King spiegò: "... qualcosa è sbagliato ... con il capitalismo ... Deve esserci una migliore distribuzione della ricchezza e forse l'America deve muoversi verso un socialismo democratico".

“Martin Luther King, Jr. fu assassinato per sovvertire la Poor People’s Campaign”.

Il governo USA era determinato che a nessuno di questi combattenti doveva essere permesso di avere quel tempo. Tuttavia, prima di muoversi per assassinarli, cercò di "neutralizzarli".

Sheppard descrive le attività di COINTELPRO, il programma dell'FBI per infiltrare, scompigliare e distruggere il Movimento per i Diritti Civili, il movimento contro la guerra del Vietnam ed ogni altra minaccia allo status quo.

Il capo dell'FBI, J. Edgar Hoover, chiamava King "il negro più pericoloso" e cercò di ricattarlo per ridurlo al silenzio. Per screditare Malcolm X, l'FBI pagava un informatore all'interno della Nazione dell'Islam. Quando questi tentativi fallirono, l'assassinio fu l'opzione finale.

Il governo USA assassinò Malcolm X e Martin Luther King, Jr. perché arrivarono a capire esattamente ed a mettere in discussione il sistema economico capitalista, il suo impatto sociale (guerra, povertà, ingiustizia, disastro ambientale) ed il suo affidamento al razzismo per dividere e conquistare.

Sheppard conclude con un appello all'azione; dobbiamo apprendere la verità su  Malcolm X e Martin Luther King, Jr. di modo che possiamo portare avanti la loro visione e concludere la lotta che hanno così coraggiosamente iniziato.

Roland Sheppard descrive se stesso come un rappresentante d'azienda in pensione della Painters Local #4 di San Francisco, per tutta la vita attivista sociale e socialista. Prima di essere eletto come funzionario sindacale nel 1994, ha lavorato per 31 anni come imbianchino di case. Il Daily News di Roland Sheppard è accessibile a http://rolandsheppard.com/