La verità su USA, droga ed Afghanistan

 KCom Journal

 11 luglio 2006

 

Tra le ragioni principali date dall'occidente per invadere l'Afghanistan poco dopo l'11/9 vi era il collegamento tra la droga ed il terrorismo.

"Agiamo anche perché la rete di al Qaeda ed il regime talebano sono finanziati in gran parte dal traffico della droga. Il novanta per cento di tutta l'eroina venduta in Gran Bretagna parte dall'Afghanistan. Fermare questo traffico è, nuovamente, nei nostri interessi". --Il Primo Ministro Blair in un discorso al popolo britannico sugli attacchi in corso contro l'Afghanistan, 7/10/01

Tony Blair recentemente ha utilizzato nuovamente questa scusa per giustificare l'invio di altre truppe in Afghanistan.

Allo stesso tempo negli USA degli annunci pubblicitari enormemente costosi acquistati dal governo USA informavano gli americani che comprare cocaina od eroina significa aiutare il terrorismo.

La verità è che dall'invasione la produzione di oppio dell'Afghanistan è salita alle stelle. Sebbene i talebani avessero potenzialmente estinto la produzione del papavero, adesso il paese conta per i due terzi dell'eroina mondiale.

Un rapporto del Portland Independent Media USA chiarisce la situazione:

"Prima del 1980, l'Afghanistan produceva lo 0% dell'oppio mondiale. Ma dunque entrò la CIA e per il 1986 lì producevano il 40% della fornitura mondiale di eroina. Per il 1999, sfornavano 3.200 TONNELLATE di eroina all'anno - quasi l'80% della fornitura di mercato totale. Ma quindi accadde qualcosa di inaspettato. I talebani salirono al potere e per il 2000 avevano distrutto quasi tutti i campi da oppio. La produzione cadde da 3.000+ tonnellate a solamente 185 tonnellate, una riduzione del 94%!"

Le maggiori aziende di notizie come il Wall Street Journal, la Associated Press ed il Washington Post iniziarono solamente in ritardo a riconoscere, in articoli sistemati ben in fondo al giornale, e con enfasi molto minore, che l'Alleanza del Nord – loro alleati contro i talebani – erano in effettivo controllo del traffico dell'eroina. Le rotte del contrabbando erano variate dal sud attraverso il Pakistan al nord attraverso Uzbekistan, Tagikistan, e Turkmenistan.

Vi è davvero la prova convincente che gli USA e le istituzioni capitaliste occidentali (tramite la CIA) siano direttamente coinvolte nel narcotraffico. Il giornalista investigativo Mike Ruppert ha commentato:

"Fino a febbraio, l'Afghanistan era stato il maggiore produttore mondiale di oppio/eroina, rivendicando il 70% della produzione totale mondiale. Questo oppio, consumato in gran parte in Europa occidentale e contrabbandato attraverso i Balcani, era una fonte diretta di depositi di denaro contante nelle istituzioni e nei mercati finanziari.

... Prima degli attentati al WTC, fonti attendibili, compresi il governo USA, l'FMI, Le Monde ed il Senato USA stimavano l'ammontare del denaro della droga che scorreva a Wall Street e nelle banche USA attorno ai $250-$300 miliardi l'anno".

Tale coinvolgimento degli USA nel narcotraffico suggerisce un irresistibile interesse da parte dell'establishment capitalista (inclusi i grandi dell'energia, le banche, Wall Street ed i venditori di armi) a proseguire la guerra in Afghanistan. Con i giganti dell'industria a bordo, non è una sorpresa che questi abbiano stimolato l'isteria prebellica sulle prime pagine e le TV da una parte all'altra del mondo occidentale. Virtualmente tutte le principali istituzioni della vita americana (compreso il Congresso) sono impegnate in questa nuova crociata.

La realtà è che la CIA ha una storia di coinvolgimento nel narcotraffico da una parte all'altra del mondo, come evidenzia il seguente riassunto dall'opera dello scrittore ed ex funzionario del Dipartimento di Stato USA William Blum.

1947-1951, FRANCIA

Secondo Alfred W. McCoy in The Politics of Heroin in Southeast Asia, le armi della CIA, il denaro e la disinformazione permisero ai sindacati criminali corsi di Marsiglia di prendere il controllo dei sindacati dei lavoratori dal Partito Comunista. I corsi ottennero l'influenza politica ed i controllo delle banchine — e formarono una associazione con i distributori di droga della mafia, che trasformarono Marsiglia nella capitale postbellica dell'eroina del mondo occidentale.

Inizio anni '50, SUDEST ASIATICO

Gli uomini dell'esercito nazionalista cinese, organizzato dalla CIA per fare guerra alla Cina comunista, divennero i baroni dell'oppio del Triangolo d'Oro (parti di Birmania, Thailandia e Laos), la maggiore fonte al mondo di oppio ed eroina. La Air America, la principale compagnia aerea di proprietà della CIA, portava la droga in tutto il Sudest Asiatico. (Christopher Robbins, Air America, Avon Books, 1985, capitolo 9)

Inizio anni '50-Inizio anni '70, INDOCINA

Durante il coinvolgimento dei militari USA in Laos ed in altre parti dell'Indocina, la Air America trasportava oppio ed eroina in tutta l'area. Molti GI in Vietnam divennero assuefatti alla droga. Un laboratorio costruito presso il quartier generale della CIA nel Laos settentrionale veniva utilizzato per raffinare l'eroina. Dopo un decennio di intervento militare americano, il Sudest Asiatico era diventato la fonte del 70% dell'oppio illegale mondiale ed il principale fornitore di materie prime per redditizio mercato dell'eroina americano.

1973-80, AUSTRALIA
La Nugan Hand Bank di Sydney era una banca della CIA in tutto eccetto che per il nome. Tra i suoi funzionari vi era una rete di generali USA, ammiragli e uomini della CIA, incluso l'ex Direttore della CIA William Colby, che era anche uno dei suoi legali. Con filiali in Arabia Saudita, Europa, Sudest Asiatico, sud America ed USA, la Nugan Hand Bank finanziava il narcotraffico, il riciclaggio del denaro sporco ed i commerci internazionali di armi. Nel 1980, in mezzo a diverse morti misteriose, la banca crollò, $50 milioni di debiti. (Jonathan Kwitny, The Crimes of Patriots: A True Tale of Dope, Dirty Money and the CIA, W.W. Norton & Co., 1987)

Anni '70 e '80, PANAMA

Per più di un decennio, l'uomo forte panamense Manuel Noriega una risorsa della CIA pagata a caro prezzo ed un collaboratore, nonostante la conoscenza almeno dal 1971 da parte delle autorità antinarcotici USA che il generale era pesantemente coinvolto nel narcotraffico e nel riciclaggio del denaro sporco. Il governo USA si rivoltò contro Noriega, invadendo Panama nel dicembre del 1989 e rapendo il generale, solamente quando scoprì che forniva informazioni e servizi ai cubani ed ai sandinisti. Ironicamente, il traffico di droga attraverso Panama aumentò dopo l'invasione USA. (John Dinges, Our Man in Panama, Random House, 1991; National Security Archive Documentation Packet The Contras, Cocaine, and Covert Operations)

Anni '80, AMERICA CENTRALE

La serie del San Jose Mercury News documenta soltanto un filo delle operazioni intrecciate che collegano la CIA, i contra ed i cartelli della cocaina. Ossessionata con il rovesciamento del governo di sinistra dei sandinisti in Nicaragua, i funzionari dell'amministrazione Reagan tolleravano i narcotrafficanti finché questi davano il loro sostegno ai contras.

 

Un'altra associazione criminale del narcotraffico basata in Costa Rica coinvolgeva un gruppo di cubanoamericani che la CIA aveva assunto come istruttori militari per i contras. Molti erano coinvolti da lungo tempo con la CIA ed il narcotraffico. Utilizzavano aeroplani dei contras ed una società di allevamento di gamberetti del Costa Rica, che riciclava il denaro per la CIA, per trasferire la cocaina negli USA.

Il Costa Rica non era l'unica via. Il Guatemala, il cui servizio segreto militare — stretto collaboratore della CIA — rifugiava molti narcotrafficanti, secondo la DEA, era un'altra stazione lungo l'autostrada della cocaina. Inoltre, il contabile di Miami del Cartello di Medellin, Ramon Milian Rodriguez, testimoniò di avere versato quasi $10 milioni ai contras del Nicaragua attraverso l'agente di vecchia data della CIA Felix Rodriguez, che stava alla base dell'aeronautica militare di Ilopango El Salvador.

 

I contras fornivano sia protezione che infrastrutture (aerei, piloti, piste, depositi, società di facciata e banche) a queste reti della droga collegate alla CIA. Almeno quattro società di trasporti sotto inchiesta per narcotraffico ricevettero contratti con il governo USA per trasportare rifornimenti non letali ai contras. La Southern Air Transport, "ex" proprietà della CIA e più tardi sotto contratto con il Pentagono, era coinvolta anche nel contrabbando di droga. Aeroplani carichi di cocaina andavano in Florida, Texas, Louisiana ed altre località, incluse diverse basi militari. Denominate come 'Contra Craft', queste spedizioni no dovevano essere ispezionate. Se qualche autorità non ne era informata e procedeva ad un arresto, venivano tirati potenti fili per far cadere il caso, assoluzione, sentenza ridotta od espulsione.

Anni '80-Inizio anni '90, AFGHANISTAN

I combattenti afgani appoggiati dalla CIA erano pesantemente impegnati nel narcotraffico mentre combattevano contro il governo sostenuto dai sovietici. I camion ed i muli forniti dalla CIA, che avevano portato armi in Afghanistan, venivano utilizzati per trasportare oppio ai laboratori lungo il confine afgano-pakistano. La produzione forniva più di metà dell'eroina utilizzata annualmente negli Stati Uniti e tre quarti di quella utilizzata in Europa occidentale.

Metà anni '80-Inizio anni '9O, HAITI

Mentre operava per mantenere i leader militari e politici chiave haitiani al potere, la CIA chiudeva un occhio al traffico di droga dei suoi protetti. Nel 1986, l'agenzia aggiunse alcuni altri nomi al suo libro paga creando una nuova organizzazione haitiana, il National Intelligence Service (SIN). Il SIN nominalmente venne creato per combattere il traffico di cocaina, sebbene gli ufficiali stessi del SIN fossero impegnati in quel traffico, un commercio assistito da alcuni dei leader militari e politici haitiani.

 

Tutto quanto sopra porta alla cruda conclusione che vi sia una connessione tra la droga ed il terrorismo - cioè il terrorismo di stato degli USA, che utilizzano i ricavi del narcotraffico per finanziare le sue operazioni clandestine della CIA. Se la Gran Bretagna vuole fermare il diluvio di droga nelle sue strade suggeriamo che non invii le sue truppe in Afghanistan.