RedBedHead

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GIOVEDì 17 DICEMBRE 2009

Gli USA vogliono la guerra civile in Pakistan?

 

L'ANNUNCIO QUESTA SETTIMANA CHE LA CASA BIANCA DI OBAMA sta considerando di espandere gli attacchi coni droni nella grande città pakistana di Quetta ha rivelato le linee d'errore della strategia AfPak di Obama. Se non fosse stato chiaro prima, lo sta diventando ogni giorno di più che le pressioni degli USA per altre azioni militari da parte del Pakistan in altre aree sta fratturando le istituzioni pakistane e minacciando la stabilità anche dei potenti esercito e servizio segreto, l'ISI.

Finora gli USA hanno concentrato i loro estremamente impopolari attacchi con droni senza pilota alle zone relativamente rurali delle aree tribali del Pakistan, lungo la frontiera afgana. Già quest'anno circa 50 attacchi con droni hanno ucciso forse 500 persone. E mentre gli USA pretendono che la vasta maggioranza di questi erano dei militanti talibani, alla stampa indipendente è stato proibito l'accesso in queste province, rendendo impossibile una conferma. Ufficialmente il Pakistan è contrario a questa violazione della propria sovranità, comunque è ampiamente noto che il Pakistan sta fornendo le informazioni necessarie per eseguire gli attacchi.

Questo soltanto ha esteso l'alleanza USA-Pakistan ma con il tentativo degli USA di interferire nell'equilibrio delle forze militari/civili in Pakistan, l'odio popolare ed il sospetto ufficiale per le intenzioni degli USA è divenuto forte. All'inizio di quest'anno, gli USA hanno approvato una legge sugli aiuti, la Kerry-Lugar Bill, per fornire al Pakistan $7,5 miliardi in cinque anni, sebbene questi siano basati sull'accettazione dei militari di un ruolo subordinato nella vita politica pakistana. I militari sono stati meno che felici di questo e da allora attuano una campagna per indebolire il presidente pakistano Zardari - l'ultima fase essendo l'eliminazione dell'amnistia concessa ai politici accusati di corruzione. Nel frattempo, alcuni mesi fa, quando il segretario di stato Clinton era in Pakistan per una visita ufficiale, è stata presa in disparte dai militari e le è stato spiegato quale parte del pane ha il burro in quel paese. E' venuta via suggerendo che avrebbe usato il suo potere per annacquare le disposizioni relative al governo civile nella legge. La supremazia dei militari è chiaramente il prezzo che gli USA pagano per mantenere la fedeltà dell'esercito pakistano.

Comunque, se gli USA pensavano che questo sarebbe stato sufficiente per ottenere il genere di carta bianca che avevano con Zardari, hanno provato una delusione. I militari e la classe dominante del Pakistan hanno i loro obiettivi strategici in questa, la loro natia, regione. Era a questo che Obama si riferiva il 1° dicembre quando raccontò agli articolisti di notizie che "la cosa più importante che possiamo fare in Pakistan è di cambiare il loro orientamento strategico". Parlando approssimativamente, il Pakistan vede essere il proprio nemico regionale l'India ed i suoi obiettivi strategici in Afghanistan radicati nella prospettiva di impedire all'India di ottenere là qualsiasi solida posizione. Vi sono vaste congetture che il vero motivo per il quale Abdullah Abdullah si sia ritirato dal secondo turno delle elezioni afgane, quando per lui vi era una discreta possibilità di vincere, sia stato perché il Pakistan lo considerava troppo vicino all'India. Da questa simile prospettiva, il Pakistan non ha nessun interesse nell'annientare i talibani afgani o il consiglio dei talibani con base a Quetta, guidato dal mullah Omar. Omar ha reso chiaro che i talibani afgani non hanno nessun interesse nell'interferire negli affari interni del Pakistan e sono concentrati soltanto nel combattere l'occupazione USA/NATO. Omar è chiaramente immaginato come una risorsa di un qualunque futuro governo afgano di unità nazionale, che deve coinvolgere i talibani. Qualsiasi attacco degli USA al consiglio di Quetta verrà considerato dai militari e dai servizi segreti del Pakistan come un attacco agli interessi nazionali del Pakistan. Questo si applica anche alle pressioni USA sul Pakistan per trattare altri "talibani" basati in Pakistan, che sembra mancare il riconoscimento delle differenze fondamentali tra le diverse milizie tribali.

E' vero che l'esercito pakistano attualmente combatte i talibani. Ma in Pakistan vi sono quattro talibani e le loro politiche verso il governo di Islamabad si classifica da ostile a neutrale ad amichevole.

L'esercito pakistano si è impegnato in conflitto nel Waziristan meridionale con i talibani di Mehsud, il gruppo talibano che è stato recentemente sbattuto fuori della valle dello Swat e che ha lanciato una campagna di attentati per tutto il Punjab.

Ma l'ala dei talibani del Waziristan settentrionale guidati da Hafiz Gul Bahadur non ha nessun disaccordo con Islamabad ed ha evitato il combattimento. Un altro gruppo talibano del Waziristan meridionale, con base a Wana e guidato dal mullah Nazir, non è coinvolto nella lotta e si considera un alleato del governo pakistano.

Washington vuole che il Pakistan persegua i talibani afgani, guidati dal mullah Omar e con base in Pakistan. Ma Omar si è rifiutato di prestare qualsiasi appoggio ai talibani di Mehsud. "Combattiamo le forze d'occupazione in Afghanistan. Non abbiamo comunque alcuna politica di interferire nelle questioni interne di qualunque altro paese", ha dichiarato il portavoce talibano Qari Yousaf Ahmedi. "Gli USA ed altre forze hanno attaccato il nostro paese e la nostra guerra è soltanto contro di loro. Ciò che sta accadendo in Pakistan non è affare nostro".

Mentre le pressioni sul Pakistan perché persegua i talibani potrebbero non riuscire a raggiungere il loro scopo a questo riguardo, stanno ponendo gravi tensioni nelle relazioni USA-Pakistan. E vi è  qualche suggerimento che stia mettendo tensioni nelle stesse istituzioni di sicurezza pakistane. Dopo tutto, è stato l'ISI che ha contribuito a creare i talibani afgani che sono stati suoi protetti per tutti gli anni '90. Elementi significativi sono risentiti delle richieste degli USA per smantellare questo edificio attentamente costruito, che, viene percepito, indebolirà la posizione del Pakistan rispetto all'India. Basati sulla suddetta intenzione di Obama, gli USA vogliono applicare soltanto una pressione sufficiente sul Pakistan perché veda i propri interessi strategici essere radicati nell'allinearsi con gli obiettivi americani. Sfortunatamente per gli americani, l'elite pakistana è molto consapevole della natura volubile della natura delle alleanze con gli USA fondate sul loro comportamento durante e dopo la guerra afgano-sovietica negli anni '80. Come osserva un articolo sul Long War Journal:

I funzionari pakistani hanno affermato che la linea cronologica degli USA sull''ondata' afgana ed il desiderio del Pakistan di mantenere il mullah Omar e gli Haqqani come profondità strategica contro l'India ed altri attori in Afghanistan rendono conto dell'intransigenza. Ma i militari ed i funzionari dei servizi segreti USA hanno dichiarato che gli ufficiali superiori pakistani temono anche che agire contro l'esercito degli Haqqani e del mullah fratturerà i servizi.

Il funzionario ha affermato che "Anche se volesse muovere contro gli Haqqani, penso che il generale Kiyani sia preoccupato che la mossa causerà che gli elementi nazionalisti dell'esercito e dell'ISI [l'Inter-Services Intelligence] si schiereranno con i pro-islamisti ed accenderà una guerra civile nelle forze armate".

Vi è già un conflitto di basso grado all'interno di delle forze armate e dei servizi segreti sull'azione dell'esercito pakistano contro la branca Mehsud dei talibani nel Waziristan meridionale e nelle zone tribali.

"La realtà è che i talibani sono stati in grado di condurre con successo attacchi contro bersagli difesi, particolarmente il Q.G. dell'esercito a Rawalpindi, perché avevano aiuto interno", ha continuato il funzionario. "I militari possono almeno dire che il TTP [il Movimento dei Talibani in Pakistan guidato da Hakeemullah Mehsud] esegue attacchi contro il Pakistan; Kiyani non può produrre questo argomento con gli Haqqani o con il Consiglio di Quetta. Sarebbe esagerare troppo".

Un'espressione di questo conflitto "di basso grado" all'interno delle forze armate e dei servizi segreti si può vedere dai recenti rapporti sul trattamento del personale diplomatico USA. Più di 100 del personale diplomatico hanno visto rifiutata la richiesta di visto o di estensione del visto - un atto senza precedenti. Ciò significa che ora in Pakistan non vi è nessun meccanico di elicotteri USA per provvedere alla manutenzione di elicotteri costruiti negli USA attualmente usati per operazioni di controinsurrezione. Significa anche che $1 miliardo di pagamenti degli USA al Pakistan per operazioni di controinsurrezione non sono stati processati perché tutti i contabili USA assegnati all'ambasciata sono stati costretti ad andarsene. Vi sono anche rapporti assai diffusi di molestie, comprese lunghe perquisizioni di veicoli, solitamente un no-no per i diplomatici.

Le molestie sono diventate così frequenti che dei funzionari americani hanno affermato che le considerano come il tentativo concertato di parti delle forze armate e dei servizi di intelligence che erano divenuti risentiti delle richieste americane di aumentare la guerra contro i talibani ed al Qaeda nelle aree tribali del Pakistan.

Sebbene gli Stati Uniti inviino un grande ammontare di aiuti militari all'esercito pakistano e collaborino con la sua principale agenzia di spie, il direttorato dell'Inter-Services Intelligence, la campagna mostra l'ambivalenza, persino l'"odio", verso gli Stati Uniti in quegli ambienti, ha dichiarato il funzionario americano.

Se gli americani procedono ad iniziare unilateralmente delle operazioni a Quetta o ad estendere le operazioni altrove, il conflitto di basso grado potrebbe cominciare a scoppiare apertamente. I due attacchi con droni che giovedì hanno ucciso fino a 20 persone nel Waziristan settentrionale indicano che Obama - che da quando è stato eletto ha drammaticamente incrementato tali attacchi - intende andare avanti con questa strategia. Con la discreta possibilità che il presidente Zardari nel prossimo futuro se ne andrà, dalla carica di presidente se non dal paese stesso e con altri 8.000 politici che affrontano accuse di corruzione, vi è anche la possibilità che la svolta dell'equilibrio verso l'aperto governo militare possa aprire delle fratture, poiché degli elementi vedono questa svolta come un'opportunità per esercitare più indipendenza dalle richieste americane.

In questo impasto volatile deve essere messa anche la difficile situazione dell'economia pakistana, che quest'anno ha dovuto prendere un prestito dall'FMI di $11 miliardi e che ha visto cadere gli investimenti stranieri di quasi il 26% - gli investimenti diretti stranieri sono diminuiti del 52%. Il paese è impantanato nella crescita stagnante nel momento della guerra civile nel Waziristan meridionale - che porta ai maggiori spostamenti di popolazione dalla Partizione - con intense campagne di bombardamenti nelle città, un governo impopolare ed un crescente sentimento anti-USA. Con tutti questi elementi in posizione per un'esplosione, ci si può soltanto domandare se la Casa Bianca voglia che il Pakistan si spezzi o se sia totalmente stupida.

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