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Dieci anni dalla riforma del lavoro Hartz IV in Germania

di Sybille Fuchs
27
agosto 2012

 

Il 16 agosto 2002 un comitato di esperti diretto dal direttore del personale della Volkswagen Peter Hartz ha presentato le sue proposte per la riforma del mercato del lavoro al governo di coalizione Partito Socialdemocratico-Partito dei Verdi guidato dal cancelliere Gerhard Schröder (SPD). Dieci anni più tardi, la società tedesca è stata in gran parte trasformata  a causa delle riforme Hartz.

Uno studio dell'OCSE pubblicato lo scorso hanno ha concluso che la disuguaglianza dei redditi è aumentata più velocemente in Germania che praticamente in ogni altro paese membro.

Dieci anni fa, l'economia tedesca veniva messa alla gogna per pagare salari eccessivi, per possedere un mercato del lavoro rigido ed un sistema sociale che era troppo generoso. Il problema che era di fonte al governo tedesco era come compiere dei cambiamenti al contratto di lavoro ed agli accordi sociali conquistati dai lavoratori nel corso di decenni senza provocare sostanziale resistenza. Il governo scelse un sentiero differente.

Invece di cercare un confronto frontale con settori ben organizzati della classe lavoratrice, ha creato un mercato del lavoro sussidiario dominato da bassi salari e non soggetto ai diritti sociali. Questo è stato il compito della Commissione Hartz.

Come membro sia dell'SPD che del maggiore sindacato tedesco, IG Metall, Hartz possedeva i legami necessari. Sedendo nella sua commissione assieme a consulenti aziendali, dirigenti e scienziati vi erano rappresentanti sindacali come Isolde Kunkel-Weber (Verdi) e Peter Lane (IG Metall). Anche il commissario Harald Schartau, ministro del lavoro e degli affari sociali dello stato del Nord Renania-Westfalia era un ex funzionario sindacale.

I funzionari sindacali non avevano nulla da obiettare ad un settore a basso salario, finché le loro posizioni ed i loro privilegi nelle fabbriche rimanevano intatti. Infatti, risposero entusiasticamente alle proposte di ridurre i costi del lavoro allo scopo di rafforzare la competitività dell'economia tedesca sul mercato mondiale.

La Commissione Hartz sviluppò una moltitudine di proposte per costringere i lavoratori a forme precarie di lavoro sottopagato. La maggior parte sono state dimenticate la molto tempo.

Tra le proposte originali vi era l'istituzione di Agenzie di Servizio del Personale (Hartz I), dove lo stato stesso avrebbe funzionato come agenzia del lavoro. I lavoratori disoccupati dovevano essere esonerati dai benefici sociali attraverso la creazione dei cosiddetti, mini-jobs, midi-jobs e società I (Hartz II). La riorganizzazione dell'Ufficio Federale del Lavoro secondo il principio di "sostegno e domanda" (Hartz III) era rivolto ad accelerare il collocamento nel posto di lavoro e ad aumentare la pressione sul disoccupato perché assumesse qualsiasi genere di lavoro.

Le fonti ufficiali concordarono tutte che Hartz IV, per mezzo del quale i lavoratori disoccupati persero tutti i diritti alla paga di pieno impiego dopo un anno e furono ridotti ad elemosinare per delle briciole sociali, fu un "successo" clamoroso. Dopo un anno i lavoratori potevano far domanda soltanto per il magro sussidio di €347 al mesee questo soltanto dopo che avevano esaurito tutti i loro risparmi e se il loro consorte non era in grado di mantenerli. Devono anche prendere qualsiasi lavoro, senza tenere conto delle loro qualifiche o del reddito precedente.

Chiunque atterri nella trappola Hartz IV ha poche possibilità di sfuggire alla povertà. Secondo uno studio dell'Associazione del Welfare Unita, tre quarti di quelli interessati rimangono permanentemente dipendenti Hartz IV.

La sola minaccia di cadere nella trappola Hartz IV costringe molti disoccupati ad assumere impieghi sottopagati, con orari limitati e senza nessuna sicurezza, diritto alla pensione o altri benefici. In un commento nell'anniversario dell'Hartz, la Süddeutsche Zeitung ha concluso: "Hartz IV ha istituito il principio che è sempre meglio lavorare per meno denaro che una vita di dipendenza permanente dallo stato".

I risultati delle leggi Hartz si possono vedere in innumerevoli statistiche. Soltanto 29 milioni dei quasi 42 milioni di lavoratori della Germania hanno posti di lavoro con benefici sociali completi. Circa 5,5 milioni di uomini e donne lavorano part time e 4,1 milioni guadagnano meno di €7 l'ora. Vi sono 4,5 milioni di persone dipendenti da Hartz IV, compresi 1,4 milioni che hanno un lavoro ma che ancora non possono guadagnare abbastanza per coprire le spese per il sostentamento.

A sua volta il settore a basso salario serve come leva per spingere in giù i salari del resto dell'economia. Nell'ultimo decennio, in Germania gli incrementi dei costi di lavoro unitari sono sati minimi; sotto questo aspetto il paese è in fondo alle tabelle europee.

Le associazioni imprenditoriali, i media ed i partiti politici di primo piano hanno celebrato le riforme Hartz come un grande successo. Sul giornale Bild l'ex cancelliere Schröder ha chiamato le misure un "vantaggio netto per la società" che aveva "saldato un debito del nostro paese".

Se per "nostro paese" si intende il 10% più ricco della società tedesca, allora Schröder ha ragione. Ne ha profittato enormemente. Anche qui le statistiche parlano da sole. Nel 2008 il reddito medio del 10% più ricco era otto volte più alto di quello del 10% più povero. Questa cifra è aumentata nei quattro anni passati dall'inizio della crisi economica. Negli anni '90, questo rapporto era di sei a uno.

Nel 2010, in Germania vivevano 924.000 milionari a fianco a 4,5 milioni di destinatari di Hartz IV. Ora ci si aspetta che il totale superi il milione.

Le misure Hartz e la connessa Agenda 2010 introdotti dall'SPD e dai Verdi ha rappresentato un assalto allo stato sociale tedesco che nessun governo conservatore aveva realizzato. Queste "riforme" sono state possibili soltanto a causa del sostegno attivo dei sindacati.

Lo stesso Peter Hartz non è in grado di godere del suo "successo". Nel 2007 è stato condannato a due anni di carcere in libertà vigilata e ad una pesante multa ed ora viene evitato dalla società. Hartz è stato coinvolto in uno scandalo di corruzione riguardante dei rappresentanti sindacali alla Volkswagen che era così evidente che alla fine anche la magistratura tedesca si è sentita costretta ad agire.