La guerra è incominciata
"Tempesta" georgiana
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Ossezia del Sud: La guerra è incominciata!, di Andrei Areshev, Fondazione Cultura Strategica La notte del 7 agosto, le forze georgiane hanno lanciato un attacco su Tskhinvali, che Tbilisi descrive cinicamente come un tentativo per ristabilire l'ordine costituzionale. Appena poche ore prima, Saakashvili ha dichiarato un cessate il fuoco nella zona del conflitto, ma la mossa era solamente una manovra propagandistica che nascondeva il piano di un'offensiva su vasta scala. Il tempismo è stato scelto attentamente — l'attenzione mondiale è concentrata sull'apertura dei giochi olimpici, il Primo Ministro russo V. Putin è a Pechino ed il Presidente russo D. Medvedev è in una breve vacanza. Le forze georgiane si stanno comportando con estrema ferocia. E' stata riferita la devastazione totale del centro di Tskhinvali, che è stata colpita dal fuoco di missili Grad, artiglieria, mortai e mitragliatrici. Dozzine di esplosioni frantumano la città ogni minuto. Decine di veicoli corazzati e migliaia di soldati si sono spostati nella zona del conflitto. Il vice comandante della Forza di pace russa V. Ivanov ha dichiarato che le posizioni dei peacekeeper non erano direttamente prese di mira o colpite e che continuano ad osservare la situazione nella regione. Comunque, la parte ossetina ed i giornalisti russi affermano che il quartier generale dei peacekeeper è stato colpito. |
Non inaspettatamente, l'amministrazione USA
si schiera apertamente con i teppisti di Saakashvili
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L'offensiva ha già causato la morte di decine se non di centinaia di persone. Tuttavia, pare che l'attività dei peacekeeper rimanga limitata a monitorare la situazione. La loro inerzia aiuta l'aggressore — la parte georgiana dichiara che i peacekeeper russi non stanno intervenendo nel conflitto. L'esercito dell'Ossezia del Sud ha risposto al fuoco, ma non ha nessun potenziale paragonabile a quello delle forze georgiane. Diversi villaggi ossetini sono già stati presi e vi è la possibilità che l'autostrada Zar che collega la repubblica alla Russia verrà bloccata. La dichiarazione resa da Mathew Bryza in collegamento con gli eventi è straordinariamente cinica — appoggiando astutamente la Georgia ed interpretando la posizione di Mosca nel modo di un vero e proprio teppista, ha incolpato l'Ossezia del Sud dell'escalation. Prima a Tbilisi C. Rice ha dichiarato che nel conflitto gli USA erano completamente dalla parte della Georgia, non lasciando così nessun dubbio riguardo alla posizione USA. Il portavoce del Dipartimento di Stato USA Gonzalo Gallegos ha detto che gli USA pretendono che Mosca eserciti pressione sulla leadership della Ossezia del Sud per raggiungere un cessate il fuoco nella zona del conflitto. Allo stesso tempo, la parte georgiana non è più che consigliata ad esercitare limitazione. |
Saakashvili consigliato dalle potenze occidentali di applicare
lo scenario croato per la Krajina serba: "Tempesta" georgiana
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E' simbolico che Tbilisi abbia lanciato l'aggressione nell'anniversario della caduta della Repubblica della Krajina serba. La sua fine diventò il prologo alla fase successiva della guerra balcanica — alla guerra in Kosovo, agli attacchi della NATO alla Serbia ed all'umiliazione e partizione del paese. E' stato molte volte affermato che l'occidente sta riutilizzando lo scenario dei Balcani nel Caucaso e che questa volta la Russia è programmata per recitare il ruolo della Serbia. I politici di Belgrado che 13 anni fa dicevano che vendere i loro connazionali in Croazia e Bosnia avrebbe precluso l'aggressione occidentale ora fingono di essere stati inconsapevoli che dopo i serbi in Croazia e Bosnia sarebbe arrivato il turno della Serbia. Mosca è almeno in grado di imparare qualcosa dal recente passato? Nel 1995, i "peacekeeper" dell'ONU aprirono la strada all'esercito croato che stava uccidendo serbi ed in questi giorni vediamo i peacekeeper russi ed ossetini osservare con un senso di impotenza l'artiglieria georgiana martellare i quartieri residenziali di Tskhinvali. Nel Caucaso, le conseguenze di tale impotenza saranno catastrofiche — non vi sarà nessun rispetto per il debole paese incapace di normalizzare la situazione ai suoi confini e di proteggere i suoi cittadini. La situazione può prolungarsi fuori controllo ed evolvere alle condizioni sotto le quali le autorità federali non saranno in grado di controllare non soltanto le attività di leader ufficiosi e la teppaglia dei loro seguaci, ma anche quelle dei capi delle repubbliche del Caucaso del Nord che — nel caso che l'escalation continui — inizieranno ad agire indipendentemente ed a tentare di stabilire in qualche modo il controllo sul processo. Il Presidente dell'Ossezia del Nord Taymuraz Mamsurov ha già dichiarato che centinaia di volontari stanno per arrivare in Ossezia del Sud. Ha detto: "Non possiamo fermarli". Gente da altre repubbliche del Caucaso del Nord e dall'Abkhazia è pronta a fare lo stesso. Alle 4 del mattino dell'8 agosto, la polizia di frontiera in Ossezia del Nord non ha riferito di forze russe che attraversino il confine. L'aggressione georgiana assesta un colpo pesante alle posizioni della Russia nel Caucaso del Nord. Nel caso venga "appoggiata" da diverse azioni terroristiche (l'esplosione ad una spiaggia di Sochi è stata una sveglia), saranno in gioco molto più delle Olimpiadi del 2014. L'intero sistema di amministrazione in Russia può esser fatto divenire traballante da vari attacchi mirati con precisione, essendo il risultato una minaccia diretta all'esistenza dello stato russo. Tristemente, gli avvertimenti sulle conseguenze negative a lungo termine della passività della diplomazia russa nell'occuparsi della questione delle repubbliche non riconosciute non ha avuto nessun effetto nonostante l'essere reiterato da anni. L'ovvia verità che l'autorità georgiana così pesantemente armata dall'occidente non sarà sincera ed un qualche giorno andrà fino in fondo è stata semplicemente ignorata. Come nel 1992 e nel 1993, è la Russia che dovrà affrontare i problemi risultanti, essendo la differenza che l'esercito georgiano di oggi è qualcosa di molto più serio delle bande guidate da Kitovani e Ioseliani. |
La Russia deve essere assertiva
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Finora Mosca ha reagito alle aggressive intenzioni della Georgia unicamente con indecisi appelli alla pace e con inviti a firmare un accordo per non usare la forza, rendendo così praticamente il compito più facile per Tbilisi. Le speranze che "in qualche modo le cose si sistemeranno" e che il non riconoscimento di Mosca dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud ritarderà l'integrazione della Georgia nella NATO — che era una questione decisa — non si sono materializzate. Tbilisi ha apertamente ridicolizzato tali aspettative ed è rimasta pienamente consapevole dei suoi compiti e dell'appoggio dei suoi alleati. Sfortunatamente, la Russia non ha fornito un appoggio ugualmente decisivo ai suoi amici nel Caucaso. Al momento, solamente misure urgenti possono rimediare alla situazione. La Russia dovrebbe rompere immediatamente le relazioni diplomatiche con la Georgia e, in caso che l'aggressione continui, vibrare attacchi aerei contro le forze georgiane in Ossezia del Sud (includendo il corridoio di Liakhv che è la principale risorsa strategica della Georgia nella di fatto repubblica). Solamente una risposta pronta e risoluta può arrestare l'aggressione ed impedire simili sviluppi anche in Abkhazia, che destabilizzerebbero irreversibilmente il Caucaso. Dichiarazioni come "non staremo soltanto ad aspettare" e "abbiamo una risposta adeguata" non sono più sufficienti. Come aspetto informativo della risposta risoluta, la Russia dovrebbe dichiarare che inizia un'operazione antiterrorismo rivolta a contrastare l'atto di terrorismo di stato ed a proteggere le vite dei civili. Seguente il ritorno allo status quo — questa volta assicurato dalla forza — la Russia dovrebbe formare immediatamente un'alleanza difensiva con l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia ed il parlamento russo dovrebbe stabilire lo status delle due repubbliche come soggetti associati entro alla Federazione Russa. |
Il fetore di un inganno familiare
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Prendendo la pagina direttamente dalle guerre sporche di croati, musulmani bosniaci ed albanesi del Kosovo -- internazionalizzare il problema e richiedere l'aiuto occidentale mentre si attaccano gli altri -- il presidente georgiano "si è direttamente appellato alla comunità internazionale, affermando che il conflitto riguardava l'America, i valori e la libertà". Qualcuno si ricorda del KLA? "Saakashvili ha detto che la sua nazione di cinque milioni di abitanti, con il suo comparabilmente piccolo esercito, non ha nessuna possibilità di sconfiggere la potenza della Russia. E' per questo che si è rivolto al mondo esterno perché intervenga e fermi ciò che ha chiamato l'esplicita aggressione di Mosca". Così, anche se Saakashvili è ben consapevole di non potere assolutamente affrontare la Russia, nondimeno attacca ed uccide peacekeeper e civili russi in Ossezia del Sud. Questo potrebbe essere solamente perché sa di poter contare sulla NATO a guida USA per combattere la sua guerra sporca. Proprio come Tudjman, Izetbegovic e Thaci prima di lui. Ora gli Stati Uniti diventeranno fortemente coinvolti nella guerra con la Russia? Ora la NATO bombarderà Mosca? Se sostengono che la Russia è un "aggressore" per cercare di proteggere 75.000 sventurati russi in Ossezia del Sud, quindi dovrebbero provare ad attaccare la Russia come la Serbia, vediamo come va questa... se giungono a sorvolare l'Europa occidentale prima di fracassarsi i denti. O, più probabilmente, faranno "soltanto" marciare la NATO nell'Ossezia del Sud popolata da russi sotto la veste di "peacekeeper", per permettere al Thaci della Georgia di sterminare tutti i russi ed avere quel pezzo strategico di Caucaso sotto i loro stivali, esattamente come la provincia serba del Kosovo e Metohija? Se tutto va bene, i russi saranno più scaltri e meno ingenui dei serbi, ora che sanno bene del tutto come vengono fatte queste cose, in dalla ex Jugoslavia e dalla Serbia in particolare. Raccomandato: La Georgia riprende il bombardamento dell'Ossezia del Sud: "Le forze georgiane hanno ripreso il cannoneggiamento in Ossezia del Sud, terminando un cessate il fuoco dichiarato giovedì da Tbilisi. Viene riferito che quindici persone sono state uccise in attacchi durante la notte. Su richiesta della Russia, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU sta tenendo un dibattito d'emergenza sull'intensificazione della violenza". (Russia Today); La Georgia inizia la guerra contro l'Ossezia del Sud Postato da BBlog Staff l'8 agosto 2008
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