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EDITORIALI

Il ringraziamento per avere votato Obama

Barack Obama sta attribuendo un significato interamente nuovo alla frase "aggiungere al danno l'offesa".

15 maggio 2013

 

LA GIORNATA Nazionale di Riconoscimento degli Insegnanti, tradizionalmente l'intera prima settimana di maggio, quest'anno è passata senza nemmeno una dichiarazione simbolica di Barack Obama. Invece, la Casa Bianca ha emesso una proclamazione presidenziale che onorava lo stesso periodo lungo una settimana come...Settimana Nazionale delle Scuole Charter.

Si, avete letto bene. Barack Obama--che lo scorso novembre ha ricevuto i voti di milioni di insegnanti ed il cui partito dipende da centinaia di milioni di dollari in spesa politica da parte dei sindacati degli insegnanti e dal resto del lavoro organizzato--non soltanto non ha potuto essere seccato per proferire una simbolica buona parola sugli insegnanti. Ha fatto di tutto per celebrare un'iniziativa dell'amministrazione repubblicana di Bush che mette in luce un vanto del programma di deformazione della scuola anti-insegnanti.

Se siete un lettore regolare di SocialistWorker.org, saprete che vi è una lunga storia dei democratici che parlano populista quando chiedono i voti della loro base di sostegno della classe lavoratrice e liberal--ma agiscono piuttosto diversamente quando "il partito del popolo" è in carica.

Ma Obama and Co. sembrano quasi zelanti nel far sentire peggio per questo i loro sostenitori.

Gli insegnanti non sono l'unico esempio. Nel periodo elettorale, uno degli appelli più affidabili per votare democratico è di sollevare lo spettro dei repubblicani che tolgono alle donne il diritto di scegliere. Nel 2008 e nel 2012 le suppliche pressanti dei sostenitori della scelta di votare per Obama erano in aspro contrasto con la negligenza della sua amministrazione per questa questione.

Comunque, questa settimana l'amministrazione Obama ha agito sui diritti di riproduzione, appellandosi in tribunale per...restrizioni continue. In aprile, un giudice federale ha dichiarato nulla una norma dell'era Obama che esclude le donne più giovani di 17 anni dall'ottenere la pillola "del giorno dopo" del Piano B senza prescrizione. Questo lunedì, il Dipartimento della Giustizia di un presidente democratico pro-scelta ha chiesto a un tribunale superiore di capovolgere quella decisione.

Il suo ragionamento per fermare l'ordine del giudice dall'entrare in vigore--che le donne diventerebbero "confuse" se ottenessero l'accesso senza limitazioni al Piano B, soltanto per per averlo tolto più tardi se l'amministrazione Obama avesse successo nell'appello--è stata un'esposizione vistosa ed esasperante di disprezzo per le donne ed i loro diritti.

Vi è un gran numero di altri esempi. La propensione di Obama e dei democratici a cedere ai repubblicani su questione dopo questione mentre calciano sui denti la loro base questa primavera si è vista in modo particolarmente netto. Vale la pena notare che questi sono anche i mesi d'apertura del secondo mandato di Obama, durante i quali si supponeva che il presidente, secondo alcuni commentatori liberal che scrivevano prima delle elezioni dello scorso anno, provasse che dopo tutto era un vero progressista.

Questa non è una nuova comprensione della natura del Partito Democratico, in nessun modo. Ma l'importanza della lezione che da ciò deriva--chiunque voglia vedere il cambiamento non deve contare su alleati nelle alte sfere, ma sulla forza collettiva delle nostre lotte e dei nostri movimenti--è a maggior ragione cruciale da ricordare mentre gli attivisti si mobilitano intorno alle questioni urgenti che oggi affrontiamo, dai diritti degli immigrati alla giustizia climatica ed altro.

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IL PARTITO Repubblicano ed il Partito Democratico non sono identici. Se lo fossero, non vi sarebbe nessuna ragione di averne due.

Il più delle volte, la maggior parte dei democratici sta a sinistra della maggior parte dei repubblicani.  E' gran parte del perché i democratici sono efficaci nell'attuare un programma che serve lo status quo politico e sociale. Possono ottenere i voti ed il sostegno politico di masse di gente comune ben alla loro sinistra che temono anche peggio dagli altri tipi.

Ma alcune volte, non vi è nemmeno la proverbiale moneta da dieci centesimi di differenza tra democratici e repubblicani. L'agenda deformata delle charter school e delle scuole private è un esempio fondamentale.

La mania delle prove standardizzate, fare degli insegnanti dei capri espiatori e l'invasione di interessi privati nell'istruzione pubblica sono iniziati sul serio sotto George W. Bush con la sua legge No Child Left Behind. Ma Obama ha assunto la direzione del programma Bush per le scuole pubbliche e lo ha spinto al massimo. Tra le altre misure, il programma Race to the Top della sua amministrazione ha ciondolato miliardi di dollari davanti ai governi degli stati, in cambio per approvare leggi di "riforma" che legavano la valutazione dell'insegnante ai risultati delle prove e ha aperto la strada per altre charter school.

Obama ed il suo segretario all'istruzione Arne Duncan parlavano appassionatamente delle charter molto tempo prima della Settimana Nazionale delle Scuole Charter. Il linguaggio della proclamazione di Obama è tipico: "questi laboratori dell'apprendimento danno agli educatori la possibilità di provare nuovi modelli e metodi che possano incoraggiare l'eccellenza in classe e preparare di più i nostri ragazzi per il college e le carriere".

Ogni parte di quella dichiarazione disdegna i fatti. Le charter school preparano meno i nostri ragazzi per qualunque cosa affatto, perché gli operatori privati che gestiscono le scuole con fondi pubblici arrivano ad escludere gli studenti che non vogliono.

Per esempio, uno studio del 2011 su 114 distretti scolastici della Florida ha scoperto che più dell'86% delle charter school non aveva un singolo studente con una disabilità grave, paragonato a più della metà delle scuole pubbliche dei distretti ne aveva. Il modello è simile per gli studenti senzatetto. Come ha riferito ad un'udienza del 2010 l'esperta dell'educazione Diane Ravitch, "New York City ha 50,000 studenti senzatetto, ma soltanto 100 sono iscritti in una charter school. Se un numero proporzionato fosse nelle charter, sarebbero 1.500, non 100.

In altre parole, nel complesso le charter school prendono dalle scuole pubbliche gli studenti che vogliono--preferibilmente quelli senza bisogni speciali che costano più denaro--e lasciano il resto indietro in un sistema che soffre sempre più per mancanza di risorse finanziarie, grazie alle sovvenzioni alle charter.

E, tuttavia, le charter school non riescono a dimostrare di fare meglio nell'educare gli studenti che prendono. Al contrario, uno studio del 2009 della RAND Corporation, per esempio, analizza le scuole charter in cinque grandi città e tre stati e scopre che in tutti i posti gli studenti delle scuole charter nella migliore delle ipotesi non hanno realizzato meglio ed al peggio in modo dimostrabile più scadente.

Così perché lo zelante incoraggiamento per le charter school? La risposta: seguite il denaro.

Seguite il denaro in senso diretto--secondo la National Alliance for Public Charter Schools, a partire dal 2010 più di un terzo delle scuole charter erano dirette da società per il profitto. La privatizzazione delle scuole pubbliche si sta dimostrando essere un filone d'oro persino maggiore in altre aree--società come la News Corp. di Rupert Murdoch si affannano per mettere le mani sui miliardi di dollari da guadagnare dal filone d'oro delle prove standardizzate.

Ma potete seguire il denaro anche in senso indiretto. La crociata delle scuole charter è mirata in pieno al potere dei sindacati degli insegnanti--secondo Diane Ravitch, il 90% delle charter non sono sindacalizzate. La charterizzazione è diventata un modo affidabile per sbarazzarsi di insegnanti ben pagati, veterani e sindacalazzati--e sostituirli con educatori che lavorano sotto le condizioni descritte da un insegnante dell'Ohio in un commento nel sito web di Ravitch:

Sono un educatore a Columbus, Ohio, dall'università. Nel mio ottavo anno, attualmente guadagno $34.000 lorde in una charter school 9-12. Posso essere licenziato in qualsiasi momento. Non ho nessun ruolo, nessun sindacato e scarse risorse per insegnare. La mia famiglia ha bisogno del denaro che guadagno, così devo insegnare, ma prego soltanto che una scuola pubblica mi dia una possibilità.

Gli insegnanti ed i lavoratori dell'istruzione sono una delle ultime rimanenti roccaforti del movimento sindacale--negli USA circa tre su 10 tessere sindacali sono detenute dai membri dell'American Federation of Teachers o della National Education Association. Un torto a quei sindacati attraverso la charterizzazione è un torto inflitto all'intera classe lavoratrice, a vantaggio dei padroni.

In aggiunta, vi è un interesse ideologico. Le scuole charter sono promosse dai fautori del libero mercato, in egual misure liberal e conservatori, che sostengono che il settore privato fa sempre un lavoro migliore del dispendioso, corrotto, eccessivo grande governo.

In realtà, è chiarissimo che il settore privato è un pozzo nero di spreco, corruzione, sproporzione e peggio--è per questo che le charter hanno bisogno di una vigorosa campagna di pubbliche relazioni di distrazione, con il presidente degli Stati Uniti usato come capo della tifoseria locale.

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AI REPUBBLICANI ed ai loro portavoce come Fox News piace ancora ritrarre i democratici come strumenti del lavoro organizzato, ma è difficile credere che qualcuno la beva ancora.

Il potere politico dei lavoratori da decenni si riduce con il numero dei suoi iscritti, mentre la superiorità di spesa delle imprese nelle elezioni ingrandisce ad ogni ciclo. Ma, più pertinente, la leadership del Partito Democratico si è modellata così completamente nel suolo di servitori della Corporate America che non si infastidisce più nemmeno con i vecchi gesti simbolici.

Come scrisse lo storico Van Gosse dopo le elezioni dello scorso anno, "Il partito di massa del centro, originato 20 anni fa da Bill Clinton rendendo triangolare la sua strada nella versione 'socialmente liberal' di neoliberismo (o ciò che era abituato ad essere 'repubblicanesimo liberal' nei giorni di Nelson Rockefeller e George Romney), è stato portato a realizzazione dagli arguti apparatchik di Chicago di Barack Obama".

Così non dovrebbe essere di nessuna sorpresa che le politiche dell'amministrazione Obama siano dirette e volte a qualunque modo sia necessario per servire gli interessi della Corporate America, a spese della gente che costituisce la base principale di sostegno dei democratici.

Ma anche mentre Obama ed i democratici ringraziano i loro sostenitori più devoti con tradimenti ed insulti, non tollereranno la minima critica dalla loro base.

Su questo conto, la Casa Bianca di Obama è in tutto e per tutto tanto bellicosa quanto le amministrazioni democratiche che sono venute prima di essa--forse di più. Così, Joe Biden ha raccontato a chiunque insoddisfatto del salvataggio multitrilionario di Wall Street di "smettere di piagnucolare"; lo stesso Obama ha deriso i critici liberal della sua legge sull'assistenza sanitaria per "vedere il bicchiere mezzo vuoto" ed il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha parlato sonoramente contro la "sinistra professionista" che soltanto "sarebbe soddisfatta se avessimo un'assistenza sanitaria canadese ed eliminato il Pentagono".

In duro contrasto con il loro timido atteggiamento nei confronti con i repubblicani, i democratici conservano il loro vero livore per chiunque alla loro sinistra osi ritenerli responsabili per le politiche ed i principi che pretendono, solitamente in tempo elettorale, di rappresentare.

Non si deve andare lontano su Internet per trovare un commentatore liberal che esali per questo comportamento ipocrita. Ma, fin troppo spesso, anche le voci critiche accettano che la sola rotta "realistica" in un sistema a due partiti sia di cercare l'influenza dei loro "alleati" democratici.

Ma è realistico aspettarsi che la gente che lavora ottenga udienza da un partito che è così intento ad ascoltare soltanto le richieste ed i dettati della Corporate America?

Oppure è più realistico contare--come nella storia le più importanti lotte per il cambiamento hanno sempre fatto--sul potere della mobilitazione di massa e sull'azione contro la Corporate America?