Strategic Culture Foundation 

 

Operazioni antiterrorismo prodotte per la TV

Wayne MADSEN (USA)

05.04.2011

Come una scena dalla serie "24" della Fox Television, un intenso programma romanzesco che mette agenti della CIA ed alti funzionari del governo USA contro astuti terroristi determinati alla morte ed al disordine in massa, il mondo è stato trattato con fotografie del presidente Obama, del vicepresidente Biden, della squadra della sicurezza nazionale della Casa Bianca e da una chiaramente inquieta segretario di stato Hillary Clinton affollati attorno ad un tavolo della Situation Room della Casa Bianca a guardare un video trasmesso in diretta in tempo reale da Abbottabad, Pakistan. Il video pretende di mostrare membri della SEAL Team 6 della marina militare USA, della Delta Force dell'esercito e della forza paramilitare della CIA che mettono un proiettile attraverso il bulbo oculare di Osama bin Laden dopo uno scontro a fuoco di 45 minuti nel quale la forza di sicurezza di bin Laden ha offerto un'energica resistenza ma è stata presto sopraffatta dalla superiore forza della squadra Operazioni Speciali americana.

In quello che può ben essere un caso di arte di duplicare la vita, il presidente Obama è andato in onda dopo avere guardato la versione di "24" del Pentagono e della CIA e ha annunciato che il Nemico Pubblico Numero Uno dell'America era stato ucciso dalla squadra delle forze armate USA. Presto sono apparse le folle di fronte alla Casa Bianca a gridare “USA! USA!” ed a cantare le lodi di Obama per il suo ordine di sparare per uccidere l'uomo accusato di essere la mente degli attacchi terroristici agli Stati Uniti dell'11/9. Come risultato, i fiacchi numeri di Obama nei sondaggi sono sbalzati verso il cielo. L'America ha finalmente avuto la sua vendetta sul malefico bin Laden che nel corso di diversi anni ha tormentato gli Stati Uniti con minacce audio e video dalla dubbia autenticità da una località sconosciuta. La Casa Bianca ha annunciato che bin Laden era stato preso in trappola in una grande proprietà soltanto a poche centinaia di metri dall'Accademia Militare di Kakuk delle forze armate pakistane, dove sono stati istruiti la maggior parte dei pezzi grossi del Pakistan. Stando alle apparenze bin Laden viveva, non individuato dai militari pakistani e dalla comunità dei servizi segreti, in un accantonamento militare che è servito come luogo per la pensione da parecchi ufficiali pakistani e personale dell'Inter-Services Intelligence (ISI). Abbottabad, 75 miglia a nordest di Islamabad e versione pakistana dell'impregnata dall'intelligence USA McLean, Virginia, è anche ben nota agli interlocutori della CIA e del Pentagono dei militari e dell'ISI pakistani. Tuttavia, bin Laden ha scelto di vivere in "sicurezza" accanto agli odiati "infedeli".

Fine della storia "sparare per uccidere" bin Laden?

No.

Una fotografia che mostra un bin Laden morto con gli occhi mancanti e la bocca aperta è stata mandata attraverso le stazioni televisive di tutto il mondo ed è anche finita nei siti web delle principali pubblicazioni di notizie. Vi era soltanto un problema con le fotografie. Erano contraffatte e sono state smascherate come false mesi prima. Così, se le fotografie di bin Laden morto erano contraffatte, che altro era anche falso su questo magistrale attacco antiterrorismo?

Molto.

Vi erano stati numerosi rapporti sui media pakistani, arabi ed occidentali su bin Laden che era stato ucciso o che era morto della sua malattia renale anni prima che la Casa Bianca tirasse fuori il suo spettacolo di "24".

Nel luglio del 2001, appena poche settimane prima degli attacchi dell'11/9, Le Figaro di Parigi e Radio France International riferirono che il capo stazione della CIA a Dubai, che era noto con il nome di Larry Mitchell, ha visitato un sofferente bin Laden all'Ospedale Americano di Dubai. Il 19 aprile 2002, il direttore dell'FBI Robert Mueller, in un discorso al Commonwealth Club di San Francisco, dichiarò: "Nella nostra indagine non abbiamo scoperto un singolo documento -- sia qui negli Stati Uniti che nel tesoro di informazioni che è stato scoperto in Afghanistan ed altrove -- che accennasse a qualsiasi aspetto del complotto dell'11 settembre. Perciò dove era la pistola fumante dell'FBI che lo portava a bin Laden? Non è mai esistita. Nel novembre del 2001, il presidente Bush affermò: "Non so dove sia bin Laden. Non ne ho nessuna idea e veramente non mi importa. Non è questo importante. Non è la nostra priorità". E nel 2006, la CIA, forse rendendosi conto che lo "spauracchio" bin Laden era difficile da vendere oltre al pubblico, annunciò che stava chiudendo la sua unità bin Laden, nome in codice “Alec Station”. Il 2 novembre 2007, l'ex primo ministro pakistano Benazir Bhutto raccontò a David Frost che Osama era stato ucciso da uno degli scagnozzi di bin Laden. Quasi due mesi più tardi, la stessa Bhutto è stata uccisa in un attentato durante una sosta della campagna elettorale a Rawalpindi, un complotto che è stato riportato sia stato architettato dal dittatore pakistano influenzato dagli americani Pervez Musharraf.

Ora, dopo la presunta uccisione di bin Laden ad Abbottabad, gli USA hanno annunciato di avere preso diversi computer di "al Qaeda" che espongono dettagliatamente dei progettati attacchi terroristici per il mondo. Sembrerebbe che bin Laden, dopo più che mere voci sulla sua precedente morte, sia resuscitato dalla tomba per degli scopi conosciuti soltanto ai gradi superiori della Casa Bianca di Obama e del complesso militare-industriale-intelligence dell'America... Comunque, le sospette selettive fughe di notizie dei cablogrammi del Dipartimento di Stato USA, disseminate dall'estremamente indegno di fiducia WikiLeaks, hanno rivelato che centinaia di interrogatori dei prigionieri di Guantanamo indicavano "al Qaeda" che minaccia di scatenare una "tempesta infernale nucleare" sui paesi occidentali se bin Laden veniva catturato o assassinato. Il mondo ora potrebbe essere in vista di attacchi terroristici false flag cortese concessione della CIA e del Pentagono come nulla visto in passato.

Dopo i documenti contraffatti su "concentrato uranifero" del Niger, le false informazioni di un noto imbroglione iracheno che i furgoni per palloni meteorologici di Saddam Hussein erano laboratori mobili per armi biologiche, documenti falsificati del Ministero del Petrolio iracheno che asserivano di bustarelle di Saddam a politici ed imprenditori occidentali e la più recente storia falsa presentata dall'ambasciatore di Obama alle Nazioni Unite sulle truppe libiche che prendendo il Viagra stupravano le donne in Libia, perché chiunque con un grado qualsiasi di buonsenso dovrebbe credere a qualcosa che viene fuori dall'amministrazione Obama? Come il suo predecessore, l'amministrazione Obama ha dimostrato totale mancanza di scrupoli per mentire ed offuscare. Il crescente programma di guerra psicologica che viene intrapreso dagli Stati Uniti potrebbe essere il tentativo da ultima trincea per salvare un impero morente.

Si è sostenuto che bin Laden è stato seppellito in mare, secondo la "pratica islamica", dalla portaerei USS Carl Vinson nel Mare Arabico del nord. Comunque, nessun osservatore internazionale indipendente ha attestato se il corpo seppellito in mare fosse di fatto quello di bin Laden. Obama e la sua squadra vogliono che tutti credano loro dalle apparenze. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, John Brennan,un architetto del programma di rapimenti e tortura della CIA e del gulag USA a Guantanamo Bay, Cuba, ha dichiarato di avere la certezza aò "99,9%" che il DNA fosse quello di bin Laden. Quando si tratta del governo USA, lo 0,1% di incertezza diventa una chiave di volta enorme nel metter in discussione la partita di propaganda e di guerra psicologica che viene giocata da Washington.

Poiché Obama e i suoi servi ora affermano che l'America e l'occidente ora sono sotto la minaccia di un attacco di rappresaglia di "al Qaeda", la sicurezza sarà inasprita e saranno sacrificati altri diritti civili e alla segretezza. George Orwell sarebbe sbalordito che questa Oceania romanzesca ora esista nella vita reale.

Il Pakistan, che ora sembra essere il nuovo nemico dell'America nella "guerra contro il terrorismo", viene riferito essere dagli esperti americani di propaganda e dagli adulatori dell'amministrazione Obama un paese abbondante di "teorie della cospirazione". Tuttavia, dai membri dei veri e competenti media che lavorano Washington, non i robot blogger di Obama ed i complici dei media corporativi che vomitano in avanti argomenti di conversazione da camere dell'eco fuori della sala stampa della Casa Bianca e la versione di Obama di Joseph Goebbels, lo "zar" dell'informazione Cass Sunstein, proviene una risposta quasi uniforme agli eventi che circondano l'uccisione di bin Laden: "questa storia non sembra proprio plausibile", "perché si sono sbarazzati così velocemente del corpo di bin Laden?", "Bin Laden è morto da otto anni!" e "queste sono soltanto delle stronzate come quelle che vediamo dall'11/9".