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Come una scena dalla serie "24" della
Fox Television,
un intenso programma romanzesco che mette agenti della CIA ed
alti funzionari del governo USA contro astuti terroristi determinati
alla morte ed al disordine in massa, il mondo è stato trattato con
fotografie del presidente Obama, del vicepresidente Biden, della
squadra della sicurezza nazionale della Casa Bianca e da una
chiaramente inquieta segretario di stato
Hillary Clinton affollati attorno ad un tavolo della
Situation Room della Casa Bianca a guardare un video trasmesso in
diretta in tempo reale da
Abbottabad, Pakistan. Il video pretende di
mostrare membri della
SEAL Team 6 della marina militare USA, della
Delta Force dell'esercito e della forza paramilitare della CIA che
mettono un proiettile attraverso il bulbo oculare di
Osama bin Laden dopo uno scontro a fuoco di 45 minuti nel quale la
forza di sicurezza di bin Laden ha offerto un'energica
resistenza ma è stata presto sopraffatta dalla superiore forza della
squadra Operazioni Speciali americana.
In quello che può ben essere un caso di arte di duplicare la
vita, il presidente Obama è andato in onda dopo avere guardato la
versione di "24" del Pentagono e della CIA e ha annunciato che il
Nemico Pubblico Numero Uno dell'America era stato ucciso dalla
squadra delle forze armate USA. Presto sono apparse le folle di
fronte alla Casa Bianca a gridare
“USA! USA!” ed a cantare le lodi di Obama per il suo ordine di
sparare per uccidere l'uomo accusato di essere la mente degli
attacchi terroristici agli Stati Uniti
dell'11/9. Come risultato, i fiacchi numeri di Obama nei sondaggi
sono sbalzati verso il cielo. L'America ha finalmente avuto la sua
vendetta sul malefico bin Laden che nel corso di diversi anni ha
tormentato gli Stati Uniti con minacce audio e video dalla dubbia
autenticità da una località sconosciuta. La Casa Bianca ha
annunciato che bin Laden era stato preso in trappola in una grande
proprietà soltanto a poche centinaia di metri dall'Accademia
Militare di Kakuk delle forze armate pakistane, dove sono stati
istruiti la maggior parte dei pezzi grossi del Pakistan. Stando alle
apparenze bin Laden viveva, non individuato dai militari pakistani e
dalla comunità dei servizi segreti, in un accantonamento militare
che è servito come luogo per la pensione da parecchi ufficiali
pakistani e personale dell'Inter-Services Intelligence (ISI). Abbottabad, 75 miglia a nordest di
Islamabad e versione pakistana dell'impregnata dall'intelligence
USA
McLean, Virginia,
è anche ben nota agli interlocutori della CIA e del
Pentagono dei militari e dell'ISI pakistani. Tuttavia, bin Laden ha
scelto di vivere in "sicurezza" accanto agli odiati "infedeli".
Fine della storia "sparare per uccidere" bin Laden?
No.
Una fotografia che mostra un bin Laden morto con gli occhi
mancanti e la bocca aperta è stata mandata attraverso le stazioni
televisive di tutto il mondo ed è anche finita nei siti web delle
principali pubblicazioni di notizie. Vi era soltanto un problema con
le fotografie. Erano contraffatte e sono state smascherate come
false mesi prima. Così, se le fotografie di bin Laden morto erano
contraffatte, che altro era anche falso su questo magistrale attacco
antiterrorismo?
Molto.
Vi erano stati numerosi rapporti sui media pakistani, arabi ed
occidentali su bin Laden che era stato ucciso o che era morto della
sua malattia renale anni prima che la Casa Bianca tirasse fuori il
suo spettacolo di "24".
Nel luglio del 2001, appena poche settimane prima degli
attacchi dell'11/9,
Le Figaro
di Parigi e Radio France International
riferirono che il capo stazione della CIA a Dubai, che era noto
con il nome di
Larry Mitchell, ha visitato un sofferente bin Laden all'Ospedale
Americano di Dubai. Il 19 aprile 2002, il direttore dell'FBI
Robert Mueller, in un discorso al
Commonwealth Club di
San Francisco, dichiarò: "Nella nostra indagine non abbiamo scoperto
un singolo documento
-- sia qui negli Stati Uniti che nel tesoro
di informazioni che è stato scoperto
in Afghanistan ed altrove
-- che accennasse a
qualsiasi aspetto del complotto dell'11 settembre. Perciò dove
era la pistola fumante dell'FBI che lo portava a bin Laden? Non è
mai esistita. Nel novembre del 2001, il presidente Bush affermò:
"Non so dove sia bin Laden. Non ne ho nessuna idea e veramente non
mi importa. Non è questo importante. Non è la nostra priorità". E
nel 2006, la CIA, forse rendendosi conto che lo "spauracchio" bin
Laden era difficile da vendere oltre al pubblico, annunciò che stava
chiudendo la sua unità bin Laden, nome in codice
“Alec Station”. Il 2 novembre 2007, l'ex primo ministro pakistano
Benazir Bhutto
raccontò a David Frost che Osama era stato ucciso da uno degli scagnozzi di
bin Laden. Quasi due mesi più tardi, la stessa Bhutto è stata uccisa
in un attentato durante una sosta della campagna elettorale a
Rawalpindi, un complotto che è stato riportato sia stato
architettato dal dittatore pakistano influenzato dagli americani
Pervez Musharraf.
Ora, dopo la presunta uccisione di bin Laden ad
Abbottabad,
gli USA hanno annunciato di avere preso diversi
computer di "al Qaeda" che espongono dettagliatamente dei progettati
attacchi terroristici per il mondo. Sembrerebbe che bin Laden, dopo
più che mere voci sulla sua precedente morte, sia resuscitato dalla
tomba per degli scopi conosciuti soltanto ai gradi superiori della
Casa Bianca di Obama e del complesso
militare-industriale-intelligence dell'America... Comunque, le
sospette selettive fughe di notizie dei cablogrammi del Dipartimento
di Stato USA, disseminate dall'estremamente indegno di fiducia
WikiLeaks, hanno rivelato che centinaia di interrogatori dei
prigionieri di
Guantanamo indicavano "al Qaeda" che minaccia di scatenare una
"tempesta infernale nucleare" sui paesi occidentali se bin Laden
veniva catturato o assassinato. Il mondo ora potrebbe essere in
vista di attacchi terroristici false flag cortese concessione della
CIA e del Pentagono come nulla visto in passato.
Dopo i documenti contraffatti su "concentrato uranifero" del
Niger, le false informazioni di un noto imbroglione iracheno che i
furgoni per palloni meteorologici di
Saddam Hussein erano laboratori mobili per armi biologiche,
documenti falsificati del Ministero del Petrolio iracheno che
asserivano di bustarelle di Saddam a politici ed imprenditori
occidentali e la più recente storia falsa presentata
dall'ambasciatore di Obama alle Nazioni Unite sulle truppe libiche
che prendendo il Viagra stupravano le donne in Libia, perché
chiunque con un grado qualsiasi di buonsenso dovrebbe credere a
qualcosa che viene fuori dall'amministrazione Obama? Come il suo
predecessore, l'amministrazione Obama ha dimostrato totale mancanza
di scrupoli per mentire ed offuscare. Il crescente programma di
guerra psicologica che viene intrapreso dagli Stati Uniti potrebbe
essere il tentativo da ultima trincea per salvare un impero morente.
Si è sostenuto che bin Laden è stato seppellito in mare,
secondo la "pratica islamica", dalla portaerei
USS Carl Vinson
nel Mare Arabico del nord. Comunque,
nessun osservatore internazionale indipendente ha attestato se
il corpo seppellito in mare fosse di fatto quello di bin Laden.
Obama e la sua squadra vogliono che tutti credano loro dalle
apparenze. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale di Obama,
John Brennan,un architetto del programma di rapimenti e tortura
della CIA e del gulag USA a
Guantanamo Bay, Cuba,
ha dichiarato di avere la certezza aò "99,9%" che il
DNA fosse quello di bin Laden. Quando si tratta del governo USA, lo
0,1% di incertezza diventa una chiave di volta enorme
nel metter in discussione la partita di propaganda e di guerra
psicologica che viene giocata da
Washington.
Poiché Obama e i suoi servi ora affermano che l'America e
l'occidente ora sono sotto la minaccia di un attacco di rappresaglia
di "al Qaeda", la sicurezza sarà inasprita e saranno sacrificati
altri diritti civili e alla segretezza.
George Orwell
sarebbe sbalordito che questa Oceania romanzesca
ora esista nella vita reale.
Il Pakistan, che ora sembra essere il nuovo nemico dell'America
nella "guerra contro il terrorismo", viene riferito essere dagli
esperti americani di propaganda e dagli adulatori
dell'amministrazione Obama un paese abbondante di "teorie della
cospirazione". Tuttavia, dai membri dei veri e competenti media che
lavorano
Washington,
non i robot blogger di Obama ed i complici dei media
corporativi che
vomitano in avanti argomenti di conversazione da camere
dell'eco fuori della sala stampa della Casa Bianca e la versione di
Obama di
Joseph Goebbels,
lo "zar" dell'informazione
Cass Sunstein,
proviene una risposta quasi uniforme agli
eventi che circondano l'uccisione di bin Laden: "questa storia non
sembra proprio plausibile", "perché si sono sbarazzati così
velocemente del corpo di bin Laden?", "Bin Laden è morto da otto
anni!" e "queste sono soltanto delle stronzate come quelle che
vediamo dall'11/9".
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