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Il capo dei sindacati europei appoggia le misure di austerità

16 giugno 2010

 

Un'intervista con John Monks, il segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati (CES), data venerdì scorso all'agenzia di informazioni online EUobserver, fornisce un'occhiata significativa sulle discussioni che hanno luogo dietro le scene tra personaggi importanti dell'establishment politico europeo.

Nell'intervista, il capo della Confederazione Europea dei Sindacati dichiara che le misure che vengono imposte dai governi da una parte all'altra del continente minacciano un ritorno agli anni '30. Monks descrive la situazione attuale in Europa come "estremamente pericolosa". Continua: "Questo è il 1931, ci stiamo dirigendo indietro agli anni '30 con la Grande Depressione e siamo andati a finire con la dittatura militare. Non dico che ci siamo già, ma potenzialmente è molto serio, non soltanto economicamente, ma anche politicamente".

Monks rivela che riferisce i timori sulla stabilità politica in Europa espressi da niente meno che il presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso.

Indicando l'intima relazione tra il leader della CES ed il capo conservatore dell'organismo europeo, Monks approfondisce: "Lo scorso venerdì ho avuto una discussione con Barroso su cosa si può fare per Grecia, Spagna, Portogallo ed il resto ed il suo messaggio è stato franco: 'Guarda, se non attuano questi pacchetti di austerità, questi paesi potrebbero praticamente scomparire nel modo nel quale li conosciamo come democrazie. Non hanno nessuna scelta...E' molto, molto preoccupato. Ci ha scossi con una visione apocalittica di democrazie in Europa che crollano a causa dell'indebitamento statale".

Essendo stato informato da Barroso che le dittature sono l'unica alternativa se non vengono attuate politiche di austerità, Monks rende chiaro che farà tutto quanto in suo potere per garantire che le draconiane misure richieste dalla UE e dal Fondo Monetario Internazionale siano implementate con successo.

Monks dichiara che la Grecia ed altri paesi europei non hanno nessuna scelta che accettare i termini disposti dalla UE e dall'FMI per il rimborso dei prestiti, cioè, l'esecuzione di drastici programmi di austerità.

Racconta all'EUobserver: “Ovviamente la Grecia deve cambiare. Deve tirare la cinghia...i termini del salvataggio UE-FMI sono i soli termini che la Grecia ha ricevuto. Non ha avuto scelta, la Grecia. Deve conformarsi a ciò che le è stato dato".

Secondo Monks, l'unica luce all'orizzonte per la Grecia è la prospettiva di una ristrutturazione dei suoi prestiti "se la Grecia dimostra che sta facendo un valido tentativo per attenersi ai termini UE-FMI..."

Altri paesi che, nell'opinione di Monks, "non hanno nessuna scelta" che accordarsi ai duri termini di rimborso disposti dalla UE e dall'FMI sono Irlanda, Ungheria e paesi Baltici.

Il tempismo delle osservazioni di Monks è significativo. Nelle ultime settimane diversi governi da una parte all'altra dell'Europa hanno annunciato ampi pacchetti di austerità che saranno attuati nei mesi a venire. Le caratteristiche comuni delle misure sono enormi tagli ai salari ed alle pensioni, combinati con vasti attacchi ai sistemi di welfare sociale.

Lo scopo principale dei tagli è di liberare risorse per ulteriori infusioni da parte dei governi europei nelle camere blindate delle principali banche ed istituzioni finanziarie del continente. All'inizio di questa settimana è stato rivelato che le banche francesi e tedesche avevano prestato quasi un trilione di dollari alle più deboli delle economie europee, come Spagna, Grecia, Portogallo ed Irlanda. Questa cifra è molto più alta di quella che avevano anticipato gli analisti. Con la lista crescente in Europa di economie sofferenti sempre più incapaci di pagare i debiti, salvataggi statali delle banche supplementari sono inevitabili.

Le misure di austerità già imposte nei paesi occidentali ed orientali europei sono state affrontate con una serie di scioperi e di proteste. In Romania, dove il governo progetta tagli del salario del settore pubblico generalizzati del 25% e riduzioni delle pensioni del 15%, i lavoratori hanno risposto con le più grandi manifestazioni dal crollo del regime stalinista del paese. Martedì, i dipendenti statali hanno intrapreso una ulteriore azione di sciopero e hanno manifestato davanti al palazzo del parlamento a Bucarest per protestare contro i tagli salariali proposti.

E' questo movimento da parte di vasti strati della popolazione lavoratrice contro le misure di austerità in molti paesi europei che fa squillare campanelli d'allarme a Bruxelles e porta a serrare le file tra la Commissione UE ed i sindacati del continente.

Barroso avverte che l'unica alternativa a tagli feroci negli standard di vita della classe lavoratrice è la dittatura, che implica o severe restrizioni o la chiusura dei sindacati. Monks risponde segnalando alla borghesia europea che utilizzerà tutte le risorse dell'apparato sindacale per smobilitare l'opposizione ai tagli.

Come la storia ha ripetutamente dimostrato, la sconfitta della resistenza della classe lavoratrice agli attacchi ai posti di lavoro ed agli standard di vita, lungi dall'impedire la dittatura, è il preludio alla dittatura. Non vi è nessuna soluzione "democratica" alla crisi globale del capitalismo al di fuori della mobilitazione rivoluzionaria della classe lavoratrice per porre fine al capitalismo ed instaurare il socialismo. A questo Monks è immutabilmente opposto e parla per i sindacati a livello internazionale. Data la scelta tra la rivoluzione della classe lavoratrice e la dittatura capitalista, vogliono scegliere tutti l'ultima.

Avendo ammesso che l'Europa affronta il maggiore pericolo di dittatura dagli anni '30, Monks passa a rendere chiaro che la CES progetta di stare a guardare il più a lungo possibile. Ha escluso qualsiasi ampia azione da parte dei lavoratori europei. Invece, la CES progetta un "giorno di azione" a livello europeo per il 29 settembre (cioè fra tre mesi!) per coincidere con una riunione dei ministri delle finanze della UE a Bruxellesin altre parole, una protesta innocua.

Monks continua per assicurare il suo intervistatore che questa faccenda da un giorno non comporterà un'azione di sciopero di massa. "Incoraggiamo i membri ad intraprendere un'azione di sciopero come parte di un menù di diversi tipi di attività, ma non è uno sciopero generale", sottolinea Monks.

La manifesta dichiarazione di solidarietà di Monks con la UE e l'FMI è un devastante atto d'accusa di tutte quelle organizzazioni politiche, come il Nuovo Partito Anticapitalista in Francia, il Partito di Sinistra in Germania, il Partito Socialista dei Lavoratori in Gran Bretagna, Rifondazione Comunista in Italia e SYRIZA ed Antarsya in Grecia, che dichiarano che la resistenza dei lavoratori ai tagli deve essere lasciata nelle mani dei sindacati.

Nei sindacatitotalmente corrotti, antidemocratici e di destrai lavoratori affrontano un nemico non meno ostile dei banchieri e dei loro portavoce politici.

Una lotta efficace contro i programmi di austerità inizia con una ribellione a livello europeo contro le burocrazie sindacali ed i loro tirapiedi piccolo borghesi e la formazione di organizzazioni nuove e democratiche della classe lavoratrice che combattano per il potere dei lavoratori ed il socialismo.

Stefan Steinberg