Le tendenze totalitarie degli U.S.A.

di Tafataona P. Mahoso

AFRICAN FOCUS

Sunday Mail (Harare) 8 maggio 2005

 

Quelli che sono cresciuti durante gli anni del culmine della Guerra Fredda sono colpiti dal modello emergente nella politica estera degli USA. Il modello suggerisce che, durante gli anni della Guerra Fredda, gli USA proiettarono sull'Unione Sovietica le loro intenzioni ed inclinazioni, accusando quest'ultima di cercare di costituire un governo mondiale, cercando di diffondere la versione sovietica del comunismo in ogni angolo del globo, quando di fatto erano gli USA che cercavano di imporre a tutto il mondo la loro forma di cannibalismo corporativo.

Adesso che gli USA ed i loro alleati sono invece riusciti a sovvertire ed a causare il crollo dell'Unione Sovietica stessa, ora si vantano di avere raggiunto quello di cui una volta accusavano l'Unione Sovietica di volere raggiungere. E sembra chiaro agli storici della Guerra Fredda che erano stati gli USA ed i loro alleati che cercavano il dominio globale dopo averlo assaggiato durante la lotta contro Hitler.

Una rilettura del libro "Totalitarian Dictatorship and Autocracy" di Carl Friedrich e Zbgniew Brzezinski a questo riguardo è significativa.

Comunque, cominciamo con storie recenti sulla stampa che forniscono indicatori immediati di questa realtà storica.

In cima alla lista dovrebbe esserci il libro di John Perkins "Le confessioni di un killer economico", che è stato riassunto in un intervista che il "consulente economico" USA ha rilasciato alla stazione radio USA chiamata 'Democracy Now!' che il Sunday Mail ha ristampato con il titolo "Il 'killer' economico rivela tutto" il 1° maggio 2005.

Essenzialmente, Perkins dice che, come "consulente" economico USA negli ultimi 50 anni, la sua vera funzione era quella di sabotatore e manipolatore economico per conto dell'impero transterritoriale USA. Dice Perkins nell'intervista:

"Fondamentalmente, siamo stati addestrati a fare il nostro lavoro, che è rafforzare l'impero americano. Portare -- creare situazioni nelle quali far fluire quante più risorse possibile in questo paese (gli USA), alle nostre imprese ed al nostro governo, ed infatti ci siamo riusciti molto bene . . . Questo impero, a differenza di ogni altro nella storia mondiale, è stato costruito primariamente attraverso la manipolazione economica, la frode, l'inganno, il sedurre la gente sul nostro modo di vivere, attraverso i killer economici".

Ma la parte maggiormente significativa dell'intervista a Perkins è quella sulla scala di intensificazione dei metodi di sovversione utilizzati da questo impero. Al più basso livello sembra benigno ed amichevole. Utilizza i mezzi della "società civile" come missionari, ONG, volontari ed altri apparenti benefattori per ammorbidire ideologicamente la società.

Se questo livello non porta a compimento la missione, l'intervento è elevato al livello due, dove "il settore privato" degli USA esegue il mandato del governo USA menzionando molto poco il governo o le intenzioni dello stesso. Alcune persone del settore privato diventano consiglieri economici dei governi protetti. Lo stesso John Perkins salì di posizione per diventare capo economista governativo in alcuni dei paesi che aiutò a sovvertire e distruggere. Anche lo Zimbabwe una volta assunse un capo economista, Norman Raynolds, che adesso viaggia per il mondo facendo propaganda per un intervento militare occidentale in questo paese.

Se il livello due fallisce, il livello tre coinvolge quelli che Perkins chiama gli "sciacalli CIA". Questi sono attivisti spie che stimolano il risentimento e la divisione tra lo stato e le istituzioni sociali per provocare conflitti civili, guerre civili, colpi di stato o insurrezioni.

Se il livello tre fallisce, l'intervento USA sale al livello quattro, che comporta l'utilizzo di assassini prezzolati per eliminare i leader chiave del paese. Questo è ciò che è accaduto in Ruanda nel 1994 ed in Congo nel 1961. Comunque, è fallito a Cuba. Gli assassini di Samora Machel e Chris Hani necessitano forse di ulteriori indagini nei termini degli scenari di Perkins.

Se la trama dell'assassinio fallisce, gli USA ricorrono all'intervento militare diretto nello stile dell'invasione angloamericana in Iraq nel marzo 2003.

Lo stesso lunedì 1° maggio 2005 è apparsa nel The Sunday Mirror un secondo recente articolo. Era intitolato "L'ascesa del capitalismo del disastro". Esso insinuava che il governo USA, come governo mondiale, ha istituito l'Ufficio del Coordinatore per la ricostruzione e la stabilizzazione.

Il suo scopo è di aiutare il governo USA a riciclare le economie che è riuscito a distruggere. Ciò significa che, dopo che i killer economici sono riusciti a demolire un'economia, questo ufficio arriverà per assegnare contratti alle imprese multinazionali USA per cominciare un nuovo ciclo di sfruttamento ed intrappolamento chiamato "ricostruzione e stabilizzazione".

La creazione dell'ufficio significa che nell'era post 1939 il numero delle economie demolite con successo è aumentato in una misura che adesso un piano di ricostruzione è necessario prima che il paese e la sua economia vengano distrutti, cioè che persino le economie di successo a modo loro ma non sotto controllo USA sono viste dal punto di vista USA come economie in attesa di essere distrutte, ricostruite e riciclate a beneficio dell'impero.

La terza storia significativa era sul nuovo presidente di uno degli strumenti della manipolazione e del sabotaggio economico globale, la Banca Mondiale. Era intitolata "La verità sulla Banca Mondiale" ed è apparsa nello stesso Sunday Mirror come la storia numero due di cui sopra. Qui, George Monbiot diceva che era una buona cosa per le vittime del totalitarismo corporativo USA che questi avessero nominato un estremista di destra, Paul Wolfowitz, a dirigere la Banca Mondiale. Perché? Perché, per coloro che hanno occhi, potrebbe essere divenuto chiaro che la Banca Mondiale fa parte dell'infrastruttura globale che rende possibile ai killer economici come John Perkins di sovvertire, demolire, ricostruire e riciclare paesi a beneficio degli USA e dei loro alleati.

Con questo Wolfowitz al timone, non vi sarà più nessuna illusione sulla "riduzione della povertà" come una delle missioni della Banca Mondiale. Essa è prevalentemente una condotta attraverso la quale l'occidente dispiega i suoi killer economici.

La quarta storia che qui vale la pena di menzionare è la storia di copertina del The New African: "Può questo uomo (Tony Blair) salvare l'Africa"? nell'edizione dell'aprile 2005 della rivista. Con questo esempio attraversiamo l'oceano Atlantico dagli USA al suo più fidato alleato, il Regno Unito. Entrambe questi paesi accusavano regolarmente la ex Unione Sovietica di nutrire una mentalità da "salvatore" e cercare di soggiogare il mondo sotto la maschera di salvarlo dall'oppressione e dalla povertà.

L'emergere dell'unipolarismo e del capitalismo neoliberista conferma gli USA ed il Regno Unito come quelli più afflitti dalla mentalità salvatrice. Il partner chiave del Nord America, il Primo Ministro britannico Tony Blair, non soltanto ha messo assieme una cosiddetta Commissione per l'Africa, ma ha anche proceduto a creare una Commissione per il Rapporto sull'Africa che riporti a lui stesso ed ha dichiarato: "Temo per la mia coscienza sull'Africa. Temo il giudizio delle future generazioni, dove la storia valuta correttamente la gravità della sofferenza. Temo che chiedano: ma come ha potuto della gente ricca, così consapevole di una tale sofferenza, così capace di agire, semplicemente voltarsi per occuparsi di altre cose"?

Nondimeno, quando in precedenza visitò l'Africa, Blair ridusse il continente a "uno sfregio nella coscienza del mondo".

Ciò che tutto questo significa è una forma estrema di narcisismo politico, con il quale la coscienza di Blair eguaglia la coscienza del mondo intero ed un comitato costituito al numero 10 di Downing Street a Londra, diventa automaticamente una Commissione per tutti sull'Africa e prosegue nel riferire a se stessa sull'Africa e gli africani.

Cosa significano queste storie? Una spiegazione è che esse rivelano una lotta nord americana e nord atlantica per istituire l'unipolarismo come egemonia, per fare accettare al resto del mondo una dittatura anglosassone su tutto il pianeta è ovvia, inevitabile e di buon senso. L'ideologia era sempre lì e comportava sempre l'anticomunismo degli USA. Ma durante la Guerra Fredda era invertita come una proiezione attraverso la quale gli USA attaccavano l'ex Unione Sovietica di perseguire proprio gli stessi obiettivi totalitari che in realtà gli USA stessi perseguivano con efficacia molto maggiore, compresa la loro efficacia nell'indebolire l'Unione Sovietica come l'unica vera minaccia al totalitarismo USA all'epoca.

Per capire come di fatto l'ideologia proiettata riflettesse le ambizioni e le intenzioni degli USA, guardiamo il Capitolo 7 del libro di Carl J. Friedrich e Zbgniew K. Brzezinski "La dittatura e l'autocrazia totalitaria".

Il Capitolo 7 cerca di spiegare quelli che gli autori consideravano gli aspetti maggiormente tipici di una ideologia totalitaria. Qui suggeriamo che questi aspetti tipici non avrebbero dovuto essere proiettati sull'Unione Sovietica, distante, ma sul complesso militare industriale USA e gli interessi di classe che serve. Questo è divenuto più ovvio dal 1989 di quanto lo fosse così presto dopo le guerre di Hitler.

La prima affermazione fatta da Friedrick e Brzezinski sullo stato totalitario, ma che non hanno associato al loro stato ed alla loro società, è la richiesta e la lotta per l'unità ideologica.

Nondimeno, si può capire che anche questa è proprio una richiesta USA. La massima di Bush "siete con noi o con i terroristi" è il culmine di questa offensiva ideologica. Lo storico Howard Zinn si è anche riferito ad una ideologia simmetrica negli USA tra il Partito Democratico ed il Partito Repubblicano. Le idee del Programma per un Nuovo Secolo Americano fanno riferimento a quella insistenza sull'unità ideologica ben oltre i confini degli USA stessi.

Il trattamento simmetrico dello Zimbabwe da parte di Gran Bretagna, USA, Australia ed Unione Europea dimostra l'unità ideologica alla quale Gerald Horne si è riferito come "purezza sintetica", che pretende di essere molto superiore all'apartheid e ad altre forme di nazionalismo bianco a base etnica. Veniva utilizzato l'anticomunismo per dare a questa supremazia bianca sintetica il suo rigore. Senza l'anticomunismo, la natura razzista dell'egemonia USA è divenuta più evidente.

La seconda affermazione fatta da Brzezinski e Friedrich era lo stato totalitario manipola e ordina le idee come strumenti ideologici ed armi senza molto contenuto storico e locale per renderle credibili, palpabili, coerenti e tangibili nella vita reale delle persone.

Tuttavia, la stessa asserzione può essere sostenuta contro gli USA ed i loro alleati dopo avere osservato i modi nei quali hanno selettivamente e incoerentemente schierato la retorica dei diritti umani, il buon governo, la democrazia, la libertà di espressione, la stampa libera, la responsabilità e la trasparenza contro gli stati presi di mira per la demonizzazione, la stigmatizzazione, l'isolamento, la distruzione ed il riciclaggio.

Nel giugno del 2000 il Professor Raymond Kent dell'Università della California a Berkeley fece notare che la dottrina USA-NATO dei diritti umani trattava come esseri umani soltanto quelle persone che servivano gli interessi strategici degli USA e della NATO e quelli che sono visti come potenzialmente utili ai piani USA per il potere globale. Kent intitolò il suo contributo "Una tragi-commedia in toghe (giudiziarie)".

E' vero che gli USA hanno racchiuso la loro propaganda sui diritti umani selettivamente e diversamente per ogni regione. In Sud Africa la propaganda cercherà di minimizzare il ruolo USA nella storia dell'apartheid e del razzismo dei coloni bianchi. Nel Medio Oriente cercherà di minimizzare il terrorismo di stato di Israele, l'illegalità dell'occupazione angloamericana dell'Iraq ed il ruolo degli USA nel puntellare monarchie corrotte in paesi come l'Arabia Saudita.

Per ogni regione, gli USA cercheranno di elaborare una letteratura separata. Per l'Europa orientale hanno elaborato un libretto chiamato "I diritti umani e voi" che dichiara chiaramente di essere per l'Europa orientale.

In breve, oggi sono gli USA, che impiegano le idee come meri strumenti ed armi, che servono a contenere, fermare o indebolire chiunque altro eccetto gli USA stessi. La terza importante affermazione che Friedrich e Brzezinski fecero sull'ideologia totalitaria era che:

"Definitivamente, un'ideologia totalitaria sarebbe una interessata alla totale distruzione ed alla totale ricostruzione, che tipicamente coinvolgono una accettazione ideologica della violenza come unico mezzo praticabile per tale distruzione totale. Di conseguenza, essa potrebbe essere definita come 'un corpo ragionevolmente coerente di idee riguardanti i mezzi pratici di come totalmente cambiare e ricostruire una società con la forza, la violenza, basato sulla comprensiva o totale critica di quanto sbagliato nella esistente o precedente società'. Questi totali cambiamento e ricostruzione nella sua reale natura costituiscono una 'utopia' e quindi le ideologie totalitarie sono tipicamente utopiche nella loro natura".

Questi autori credevano di descrivere l'ideologia di un strano paese piuttosto estraneo al "modello americano".

Notiamo che l'aspetto dell'ideologia qui descritto cerca di indebolire altri stati, facendoli diventare quelli che ora vengono chiamati "stati falliti" ed utilizzando il percepito fallimento per invaderli e distruggerli prima di impegnarsi nella loro "ricostruzione". E, secondo Friedrich e Brzezinski gli USA non sono colpevoli per tale comportamento.

Quando gli USA invasero Grenada ed il Libano all'inizio degli anni '80 e sponsorizzarono i terroristi contro il Nicaragua, lo storico Michael Parenti pubblicò un articolo dal titolo "L'intervento USA: il mondo è la nostra ostrica". Quell'articolo faceva notare che gli interventi armati degli USA al di fuori dei loro confini erano stati 215 dal 1° gennaio 1946 al 31 dicembre 1975. Per il 1984 gli USA erano intervenuti violentemente più di 265 volte ad di fuori dei confini dal 1° gennaio 1946.

Recentemente, gli USA sono intervenuti violentemente in Colombia, Haiti, Yugoslavia, Afghanistan ed Iraq. Il mito che l'orgia di violenza e la carneficina che continua in Iraq sia un'operazione di sradicamento del fanatismo islamico per rimpiazzarlo con una democrazia trapiantata chiaramente si adatta alla topologia dell'ideologia totalitaria di Friedrich e Brzezinski.


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