I due vincitori delle elezioni presidenziali

del 2008: paura e guerra


di Larry Chin
Condirettore Online Journal

6 marzo 2008

 

 

La farsa presidenziale USA del 2008 è già stata decisa. Arriva novembre, il prossimo occupante della Casa Bianca (che sarà installato tramite prevaricazione politica, furto elettorale computerizzato ed altre "irregolarità" elettorali) sarà il fantoccio che dimostra di essere il più efficace nell'echeggiare le menzogne della "guerra al terrorismo" di Bush-Cheney e nell'ampliare l'agenda della "sicurezza nazionale" di Bush-Cheney.

La popolazione americana si inchinerà al "prossimo Bush" che la "manterrà al sicuro" dai "jihadisti islamici". Di fronte ad un nuovo e sempre più brutale regime (probabilmente sotto McCain), molti americani dal cervello confuso saranno stupiti che "sta accadendo di nuovo", immemori del fatto che la loro remissività ha contribuito a renderlo possibile.

Il consenso bipartitico di Washington per l'inganno della "guerra al terrorismo"

Ampiamente dimostrato dalla retorica di ciascuno dei potenziali candidati presidenziali USA, la menzogna del "terrorismo" è anche la chiave per l'elezione. I candidati sanno che la malinformata popolazione USA rimane pietrificata ed ancora completamente manipolata dalla paura di "un altro 11/9".

Come circostanziato in modo esauriente da Michel Chossudovsky, autore di America’s “War on Terrorism", ed in "Washington's consensus al-Qaeda deception", l'inganno della "guerra al terrorismo" è una manipolazione sostenuta da un consenso dell'elite ed una copertura ugualmente promossa dalle fazioni politiche di Washington e da entrambe i partiti Repubblicano e Democratico.

Questo mito, che riposa sulla perpetua minaccia fabbricata di un nemico esterno, è stata la chiave del potere esercitato da Bush-Cheney. Rimane al centro di tutte le decisioni ufficiali e non ufficiali create da questo criminale regime e dai suoi complici associati bipartitici di Washington. La minaccia "terrorista" alla patria USA e le sue molte varianti propagandistiche ora sono fissazioni incastonate nella psiche degli americani, rafforzate dall'incessante stile ampolloso dei media corporativi.

Il consenso di Washington è rimasto unito dietro alle menzogne e la copertura di 1) le atrocità dell'11/9, una operazione "sotto falsa bandiera" a guida USA, 2) il fatto che "al Qaeda" è una operazione coperta dei militari-servizi segreti angloamericana, e 3) l'utilizzo dell'"antiterrorismo" come un pretesto per invadere e conquistare l'Afghanistan e l'Iraq ed il suo utilizzo come la giustificazione per future guerre attraverso Medio Oriente ed Asia Centrale, Africa ed altre regioni geostrategiche d'importanza vitale.

Quale candidato sarà il più efficace assassino di massa?

La Clinton, McCain ed Obama sono appoggiati da squadre di falchi della sicurezza nazionale dirette da alcuni dei principali criminali di guerra al mondo (Kissinger, Brzezinski, Albright ecc.). Queste connessioni con l'elite, e le loro ramificazioni, che promettono l'intensificazione della guerra, restano non considerate ed ignorate.

John McCain è estremamente corrotto e crudele -- l'estensione perfetta di Bush-Cheney. La partecipazione di McCain allo scandalo risparmi e prestiti degli anni '80, come membro dell'infame Keating Five, è un fatto storico. Sono pure un fatto stabilito le brutali opinioni di McCain su guerra ed uccisioni, che sono meglio esemplificate dal suo editoriale del 2001 War is Hell. Now Let's Get On With It.

Nonostante la loro inspiegabile reputazione di liberali, i candidati per la presidenza Democratici Hillary Clinton e Barack Obama, sono ora serrati in una aspra e distruttiva lotta su chi sia il più simile a Bush/Cheney; chi sia l'"antiterrorista" di prim'ordine e protettore della "sicurezza americana".

La Clinton ed Obama hanno entrambe ripetuto le stesse viscide e troppo familiari falsità della "guerra al terrorismo" preferite dalla fazione neoliberale dell'elite:

  • "L'amministrazione Bush ha fallito nel combattere la 'vera guerra al terrorismo' iniziata dopo l'11/9".

  • "La cattiva amministrazione e le negligenze della guerra in Iraq hanno creato insurrezioni jihadiste radicali che distruggeranno gli Stati Uniti".

  •  "L'errore in Iraq ci ha distolto dal combattere la 'vera' guerra al terrorismo".

  • "Dovremmo dichiarare guerra all'Arabia Saudita ed al Pakistan, che proteggono i veri 'terroristi' che ci hanno attaccato l'11/9".

  • "La distrazione dell'Iraq ci ha impedito di catturare Osama".

  • "Dopo l'11/9 il mondo era unito, Bush ha sciupato tutto".

Altre varianti popolari nei campi della Clinton e di Obama comprendono:

  • “"Al Qaeda si sta riformando in Afghanistan, a causa dei fallimenti della politica di Bush e bisogna occuparsene".

  • "L'Iran è diventato sempre più radicale e pericoloso a causa della politica di Bush in Iraq ed ora bisogna occuparsene".

Entrambe la Clinton ed Obama ripetono volgari bugie sul "portare a casa le truppe", quando è chiaro l'agenda di nessuno di loro due lo farà. Le basi degli USA in Iraq sono permanenti. Alcune truppe potrebbero essere ridistribuito, ma il punto d'appoggio geostrategico USA nella regione è permanente -- e loro lo sanno.

Entrambe sostengono entusiasticamente la guerra sotto lo stendardo della NATO, il criminale apparato sostenuto dagli USA in Kosovo (creato dall'amministrazione di Bill Clinton) ed altre atrocità

In un significativo scambio di opinioni durante un recente dibattito, la Clinton ed Obama hanno ognuno baciato i piedi (ed altre parti del corpo) della potente lobby bellica AIPAC, dichiarando la sicurezza di Israele e degli israeliani "sacrosanta", non lasciando nessun dubbio che una presidenza sotto l'uno o l'altro di loro promette la continuazione della genocida politica in Medio Oriente.

Le tattiche da bassifondi di Hillary Clinton

Le recenti vittorie di Hillary Clinton alle primarie in Texas e Ohio sono state il risultato di politiche da bassifondi uscite direttamente dal manuale di Karl Rove. La Clinton si è abbassata a tutti i trucchi in questo libro ed ai maggiori attacchi sotto la cintura ed aperte bugie nella memoria recente.

La propensione della Clinton all'utilizzo della paura è esemplificato dall'ora infame Annuncio pubblicitario del "Telefono rosso". In questo disdicevole lavoro, approvato dalla destra ed acclamato come un formidabile successo dai corrotti strateghi della Clinton, l'abilità di Obama di occuparsi di una crisi della "sicurezza internazionale" alle 3 del mattino e stata messa in discussione.

Qui ancora, la menzogna sul "terrorismo" dell'11/9 è posta in prima linea, cancellando ogni altro problema.

Gli irritabili Clinton sono così assetati di potere che distruggono il Partito Democratico e consegnano la Casa Bianca ai Repubblicani ed a Bush-Cheney-McCain per raggiungere il loro obiettivo. Chiaramente, i beneficiari sono i Repubblicani e Bush-Cheney-McCain.

Non è neanche una sorpresa che il successo della Clinton in Texas e Ohio sia stato assistito da una orchestrata complicità del radio presentatore di destra Rush Limbaugh. Provvisto della certezza che McCain sia già il nominato dei Repubblicani, Limbaugh ed altri fanatici di destra hanno sciamato per dare voti alla Clinton in stati "a voto accavallato". L'obiettivo dichiarato di Limbaugh era di "far sanguinare" Obama (percepito dalla destra essere più liberale e più pericoloso), costringere i Democratici più a fondo all'auto-distruzione "per divertimento" rendendo molto più sicura la vittoria di McCain.

Questa non è la prima volta che la Clinton ha beneficiato degli inganni (e dell'aiuto dei Repubblicani) e non sarà neppure l'ultima. I suoi risultati alle primarie del New Hampshire sono stati manipolati, dandole una vittoria a sorpresa nonostante gli exit poll favorissero Obama di notevoli margini. La Clinton ha continuato ad intimorire e minacciare i suoi colleghi al Congresso (i suoi "super delegati) ed a costringere il Partito Democratico a darle i delegati di Florida e Michigan, nonostante le regole del partito non permettano delegati da quegli stati non contesi.

Naturalmente, non è una coincidenza che l'attività criminale salvi un Clinton o un Bush tutte le volte che affronta una sconfitta politica. La connessione politica e criminale che la fazione Clinton condivide con i Bush è questione di fatto storico, risalente alle loro attività criminali in Arkansas. Il milieu Bush-Clinton domina in cooperazione gli Stati Uniti da decenni.

Infatti, un'accoppiata McCain-Clinton, con Jeb Bush ed altri neocon collegati all'intelligence nella loro amministrazione, offrirebbe la più onesta rappresentazione di ciò che è realmente l'impero americano.

Il sostegno di Obama alla guerra ed alle squadre della morte

Nonostante la sua entusiasmante retorica, l'acuto intelletto e la figura tremendamente attraente, l'agenda di politica estera di Barack Obama è in pratica identica a quella di Bush-Cheney-McCain e della Clinton, compreso il suo approccio alla "guerra al terrorismo". Le differenze di sfumatura, sulle quali viene combattuta una aspra campagna, sono esigue.

Obama ha reiterato la sua iniziale promessa di intraprendere azione militare unilaterale per "asportare i terroristi" dovunque nel mondo, dove "informazioni perseguibili" identifichino i terroristi ed i governi (dove questi terroristi siano scoperti) trascurino di agire. Questo non è diverso dall'esistente politica Bush-Cheney. In un recente dibattito, Obama ha dichiarato che rimanderebbe le truppe in Iraq (dopo un ipotetico ritiro) se, ipoteticamente, "al Qaeda si ricostituisse in Iraq".

Come riferito da Jeremy Scahill, autore di Blackwater: The Rise of the World’s Largest Mercenary Army, Obama ha anche espresso sostegno per continuare ad affidare all'esterno attività relative alla guerra alla Blackwater USA. Solamente questo dovrebbe eliminare qualsiasi idea che Obama sia in qualche modo "contro la guerra", ovvero contro la criminalità.

Una presidenza Obama offrirebbe una rassicurante e momentanea illusione di falsa speranza a molti americani.

Ma se i recenti avvenimenti sono di qualche indizio, anche le false speranze saranno stroncate, ben prima che cominci la disputa per le elezioni nazionali.

Tutte le elezioni nella moderna storia degli USA sono state una manipolazione criminale, orchestrate e truccate dalle elite politiche e rappresentate da fantocci scelti attentamente dall'elite, ciascuno appoggiato dalla sua squadro di corrotti criminali di guerra, "consiglieri" di intelligence/sicurezza e risorse dei think tank. L'affare del 2008 non sarà diverso.

E' ancora un fatto che delle corporation (collegate principalmente all'apparato politico dei Repubblicani) controllino il voto degli americani e con sempre maggiore sofisticazione tecnologica: Diebold, ESS, Sequoia, e SAIC. Infatti, nel 2008 saranno utilizzate nuove generazioni delle loro macchine.

La complicità al Congresso del Partito Democratico nella "guerra al terrorismo"

In attività che corrispondono a false piste diffuse dalle campagne presidenziali, il consenso bipartitico nel Congresso USA dimostra (di nuovo) che non agirà per fermare Bush-Cheney sulla sorveglianza interna. I Democratici al Congresso non sono pure in grado di mettere insieme una minima opposizione di qualsiasi tipo alla guerra in Iraq di Bush-Cheney.

La Legge di Nuovo Spiegamento in Iraq , spinta  dal Senatore Russ Feingold, è un perfetto esempio dell'ignoranza e della complicità del Partito Democratico. La legge di Feingold limita i finanziamenti, eccetto che per "dare la caccia ai terroristi di al Qaeda" e per "addestrare le truppe irachene a combattere al Qaeda".

Dato che la "caccia ad al Qaeda" è stato l'eterno pretesto del consenso bipartitico alla geostrategia degli USA e dato che "al Qaeda" viene incolpata per l'ostia dei problemi dell'Iraq (incluse, ma non limitato alle, "insurrezioni"), la legge Feingold sostanzialmente favorisce il finanziamento continuato per guerra senza fine.

La legge Feingold, come il resto della retorica della "guerra al terrorismo" del Partito Democratico è la definizione di una farsa a somma zero.

Al diavolo la campagna presidenziale

Senza una fine della menzogna del "terrorismo", non vi sarà nessuna fine della "guerra al terrorismo".

Data l'intensità con la quale la menzogna viene adoperata dalla Clinton, da McCain e da Obama e con in gioco proprio la sopravvivenza dell'impero angloamericano, chiaramente non vi sarà nessun limite alla guerra, non importa chi sia il prossimo occupante della Casa Bianca.