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La lotta contro il TTIP è una questione di classe

del Partito Socialista dell'Uguaglianza (Germania)
10
ottobre 2015

 

La seguente dichiarazione del Partito Socialista dell'Uguaglianza (Partei für Soziale Gleichheit, PSG) è stata preparata per la distribuzione alla manifestazione “Stop TTIP e CETA! Per un commercio mondiale equo" da tenersi sabato a Berlino.

Più di 30 organizzazioni hanno pubblicato un appello per la manifestazione “Stop TTIP e CETA! Per un commercio mondiale equo" da tenersi sabato a Berlino. L'alleanza si estende dalla Federazione Sindacale Tedesca (DGB) e dai suoi sindacati membri, da gruppi ambientalisti, dei consumatori, dei diritti civili e di assistenza allo sviluppo, al Consiglio Culturale Tedesco, ai Verdi, al Partito della Sinistra, al Partito Pirata, ai Giovani Socialisti (organizzazione giovanile del Partito Socialdemocratico, SPD) ed anche alcune associazioni distrettuali sostengono la dimostrazione.

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), che viene attualmente negoziato dalla UE con gli USA ed il completato dalla UE accordo di libero scambio con il Canada (CETA) sono dei trattati reazionari. Sotto il pretesto di smantellare "barriere commerciali" mirano a togliere da parte tutti gli ostacoli che si trovano sulla strada dell'accumulazione sfrenata del profitto: diritti sociali e democratici, livelli ambientali, servizi sociali ecc. Le "merci" che possono essere utilizzate per fare denaro includono non soltanto automobili e macchinario, ma anche istruzione, sanità ed infrastrutture sociali.

TTIP e CETA rafforzano il potere delle banche e delle grandi società a spese dei lavoratori e devono quindi essere respinti e contrastati.

Ma questo solleva la questione del programma e della prospettiva. Fa una grande differenza se si combattono TTIP e CETA dal punto di vista della classe lavoratrice internazionale oppure dal punto di vista degli interessi nazionali tedeschi.

Il primo approccio porta ad una prospettiva socialista. Esso impiega i metodi della lotta di classe. Esso si sforza di unire i lavoratori su entrambe i lati dell'Atlantico, di incoraggiare tutte le forme di resistenza sociale e di impartire loro un orientamento socialista. Il suo scopo è la nazionalizzazione delle banche, delle grandi imprese e delle grandi fortune e la riorganizzazione della società su basi socialiste, cioè nell'interesse del bisogno sociale piuttosto che del profitto.

Il secondo approccio porta al nazionalismo ed alla guerra. Esso offusca gli antagonismi di classe nel nome di una "ampia alleanza" ed identifica "gli americani" come il nemico, piuttosto che la classe dominante nel proprio paese e negli Stati Uniti. Esso sfrutta le legittime preoccupazioni sulla distruzione dei diritti sociali e democratici come pretesto per sostenere l'imperialismo tedesco nella sua lotta economica e militare per diventare una potenza mondiale.

Il ruolo della DGB

Sotto questo aspetto il coinvolgimento nella manifestazione dei sindacati, della SPD, dei Verdi e del Partito della Sinistra è un avvertimento. Il presidente della DGB Reiner Hoffmann ed il politico della SPD Gesine Schwan sono tra i principali oratori al raduno finale.

Per i sindacati, di tutte le organizzazioni, è il culmine dell'ipocrisia lamentarsi delle conseguenze sociali negative del TTIP e del CETA. Un anno fa, in un documento congiunto compilato con il Ministero dell'Economia, la DGB accoglieva il TTIP come una "opportunità per intensificare i rapporti commerciali bilaterali e renderli equi e sostenibili". Richiedeva alcuni cambiamenti cosmetici. In particolare, "il diritto di codeterminazione e rappresentanza dei dipendenti", che forma la base dei privilegi e dell'influenza della burocrazia sindacale, dovrebbe restare "completamente" intatto, dichiara il documento.

Persino adesso la DGB si oppone all'accordo soltanto "nella sua forma attuale", come hanno sottolineato in un articolo scritto congiuntamente il 22 settembre il presidente Reiner Hoffmann ed il consigliere Stefan Körzell.

Nessuna altra organizzazione ha giocato un simile grande ruolo nel creare ed espandere in Germania un massiccio settore malpagato come i sindacati. Sono stati in prima linea nel ridurre le dimensioni i luoghi di lavoro ed i servizi pubblici e nel chiudere intere fabbriche (come lo stabilimento GM Opel di Bochum). Insieme ai padroni, considerano come loro compito principale rendere la Germania "un posto attraente per investire" e farlo abbassando i salari, aumentando la produttività del lavoro e soffocando ogni resistenza da parte dei lavoratori.

I sindacati sostengono pienamente l'Unione Europea e non hanno alzato un dito per difendere i lavoratori greci contro i devastanti dettati di austerità di Bruxelles e Berlino. Lo stesso è vero della SPD, dei Verdi e del Partito della Sinistra. L'ultimo glorifica ancora il primo ministro greco Alexis Tsipras, anche se sta implementando brutali misure di austerità. Partecipare ad un'alleanza contro il TTIP con queste organizzazioni è equivalente a mettersi in linea con la mafia allo scopo di combattere il crimine organizzato.

La DGB è saltata sul carro dell'anti-TTIP soltanto in giugno di quest'anno. Il quotidiano Die Welt l'ha accusata di "essere impazzita" e di essere colpevole di "diserzione". Effettivamente, la DGB mira a portare sotto il suo controllo la crescente opposizione ai trattati e di dirigerla verso una direzione reazionaria. Sta utilizzando il movimento come un mezzo per accrescere il potere di contrattazione del governo tedesco ed articola il punto di vista di un settore dell'elite tedesca, che è scettica del TTIP perché teme una crescente dipendenza dagli USA.

La dimensione geo-strategica

E' caratteristico che gli organizzatori della dimostrazione non sollevino la dimensione geo-strategica del TTIP. Questa dimensione è illustrata dalla sua controparte del Pacifico, la Trans Pacific Partnership (TPP), che è stata finalizzata questa settimana. Sotto la leadership degli Stati Uniti, il TTP collega assieme 12 stati del Pacifico, responsabili del 40% della produzione mondiale ed è rivolta direttamente contro la Cina.

Il Financial Times si riferisce al TPP come alla "spina dorsale" del "perno verso l'Asia" del presidente Obama, rivolto all'accerchiamento militare della Cina in preparazione di una possibile guerra. Il capo negoziatore americano per il TPP, Michael Froman, ha scritto sul giornale Foreign Affairs, "la politica commerciale è la politica della sicurezza nazionale" e "i mercati possono avere altrettanta influenza delle forze armate".

In Germania ed Europa il completamento del TPP ha innescato timori di avere perso un'occasione. Vi sono preoccupazioni che il potente nuovo blocco commerciale potrebbe spingere gli europei fuori dei loro mercati asiatici se non seguono con un rapido accordo sul TTIP.

Tuttavia, vi è anche la reazione opposta, preoccupazioni che gli USA, rafforzati dal loro nuovo blocco commerciale del Pacifico, imporranno la loro volontà all'economia ed alla politica estera europea attraverso il TTIP. Quindi, si sostiene che l'Europa deve adottare un orientamento differente e sviluppare la sua politica di grande potenza sotto la leadership tedesca.

Lo scorso anno la Fondazione Friedrich Ebert, il think tank della SPD, ha pubblicato un documento che sostiene che IL TTIP è svantaggioso per l'economia tedesca. E' stato steso dall'economista Heiner Flassbeck, il più stretto consigliere di Oskar Lafontaine quando l'ultimo era ministro delle finanze tedesco.

I vantaggi del commercio con gli USA, che conta soltanto il 5% del commercio estero tedesco, sarebbero superati dagli svantaggi per la Germania in altre regioni del mondo, sostiene Flassbeck. Scrive che "Se le barriere commerciali attraverso l'Atlantico vengono smantellate, ma questo allo stesso tempo influisce avversamente contro la Cina o altri paesi emergenti,per l'economia tedesca ed europea il risultato complessivo dell'accordo bilaterale può essere assolutamente negativo".

Se gli interessi economici globali della Germania possono essere meglio perseguiti indipendentemente dagli USA, piuttosto che in un'alleanza con loro, lo stesso si applica ai loro interessi di politica estera e militari. I rappresentanti di primo piano dell'elite tedesca fanno da lungo campagna per il risveglio del militarismo tedesco. La Germania non può "commentare la politica mondiale dalle linee laterali" e deve giocare un ruolo "adeguato alla sua importanza", hanno dichiarato due anni fa il presidente tedesco Joachim Gauck ed il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier.

Vi sono dei disaccordi se questo ritorno alla politica tedesca di grande potenza venga meglio intrapresa a fianco o a parte degli Stati Uniti. Alla fine entrambe le traiettorie portano al militarismo ed alla guerra. Coloro che si oppongono seriamente al TTIP, al CETA ed alle loro devastanti conseguenze non dovrebbero permettere che vengano usati da quelli che, sulla base di anti-americanismo, promuovono il rafforzamento dell'imperialismo tedesco, che ha gettato due volte il mondo nel disastro.

Una prospettiva internazionale socialista

L'unica forza che può contrastare la guerra, il militarismo e gli attacchi ai diritti sociali e democratici è la classe lavoratrice internazionale. La cooperazione tra lavoratori europei ed americani è di significato cruciale.

La resistenza attraverso sta crescendo il globo. Negli USA i lavoratori si stanno ribellando alla burocrazia sindacale. Per la prima volta in tre decenni i lavoratori della Fiat Chrysler hanno respinto un contratto, che la società ha cercato di imporre in stretta cooperazione con il sindacato United Auto Workers. In questo conflitto la DGB si trova in pieno con la UAW, che mantiene stretti collegamenti con la IG Metall.

Il PSG e la sua organizzazione sorella americana, il Partito Socialista dell'Uguaglianza, lottano per l'unificazione della classe lavoratrice internazionale sulla base di un programma socialista. Invitiamo tutti i partecipanti seri alla manifestazione a leggere su base quotidiana il World Socialist Web Site, a contattare il PSG e ad unirsi a noi in questa lotta.