L'agenda segreta di Washington: ripristinare il traffico di droga

I profitti della guerra:

il traffico miliardario di eroina dell'Afghanistan

di Michel Chossudovsky

5 aprile 2004

Dall'invasione a guida USA dell'Afghanistan nell'ottobre del 2001 il traffico di oppio della Mezzaluna d'Oro è andato alle stelle. Secondo i media USA, questo redditizio contrabbando è protetto da Osama, i talebani, per non parlare, naturalmente, dei signori della guerra regionali, in spregio della "comunità internazionale".

Viene detto che l'affare dell'eroina  "riempie i forzieri dei talebani". Con le parole del Dipartimento di Stato USA:

"L'oppio è letteralmente una fonte di miliardi di dollari per i gruppi estremisti e criminali... [Tagliare la fornitura di oppio è essenziale per istituire una democrazia sicura e stabile ed anche per vincere la guerra globale al terrorismo", (Dichiarazione dell'Assistente Segretario di Stato Robert Charles. udienza del Congresso, 1° aprile 2004)

Secondo l'Ufficio narcotici e crimine delle Nazioni Unite (UNODC), la produzione di oppio nel 2003 in Afghanistan è stimata in 3.600 tonnellate, con un area stimata sottoposta a coltivazione dell'ordine di 80.000 ettari. (UNODC a http://www.unodc.org/unodc/index.html ). Per i 2004 si prevede un raccolto eccezionale persino maggiore.

Il Dipartimento di Stato suggerisce nel 2004 erano coltivati fino a 120.000 ettari. (Udienza del Congresso, op cit):

"Potremmo essere sulla strada di un aumento significativo. Alcuni osservatori indicano forse una crescita dal 50% al 100% nel raccolto del 2004 sulle cifre già preoccupanti dell'anno scorso". (Ibid)

"Operazione Contenimento"

In risposta all'esplosione nella produzione di oppio del periodo post talebani, l'amministrazione Bush ha incrementato le attività antiterrorismo, assegnando intanto sostanziose somme di denaro pubblico all'iniziativa dell'Asia occidentale della Drug Enforcement Administration, chiamata "Operazione Contenimento".

I diversi rapporti e dichiarazioni ufficiali naturalmente sono sfumati con la solita "bilanciata" autocritica che "la comunità internazionale non sta facendo abbastanza" e che ciò di cui abbiamo bisogno è "trasparenza".

I titoli sono "La droga, i signori della guerra e l'insicurezza offuscano la strada verso la democrazia in Afghanistan". In coro, i media USA accusano il defunto "regime estremista islamico", senza nemmeno riconoscere che i talebani, in collaborazione con le Nazioni Unite, nel 2000 avevano imposto un riuscito bando alla coltivazione dell'oppio. La produzione di oppio declinò di più del 90% nel 2001. Infatti, l'esplosione nella produzione della coltivazione dell'oppio coincise con l'assalto delle operazioni militari a guida USA e la caduta del regime talebano. Dall'ottobre al dicembre del 2001 gli agricoltori hanno iniziato a ripiantare il papavero su vasta scala.

Il successo del programma di sradicamento della droga del 2000 in Afghanistan sotto i talebani era stato riconosciuto alla sessione dell'ottobre del 2001 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (che ebbe luogo appena pochi giorni dopo l'inizio dei bombardamenti). Nessun altro paese membro dell'UNODC è stato capace di attuare un programma comparabile:

"Rivolgendomi dapprima al controllo della droga, pensavo di concentrare le mie osservazioni sulle implicazioni del bando dei talebani alla coltivazione del papavero da oppio nelle aree sotto il loro controllo... Ora abbiamo i risultati del nostro studio annuale sulle coltivazioni di oppio in Afghanistan. La produzione di quest'anno [2001] è di circa 185 tonnellate. Questo è un calo dalle 3.300 tonnellate dell'anno scorso [2000], un decremento superiore al 94%. Paragonato al raccolto record di 4.700 tonnellate di due anni fa il decremento è ben superiore al 97%.

Ogni decremento nelle coltivazioni illegali è il benvenuto, specialmente in casi come questo dove non ha avuto luogo nessuna dislocazione, localmente o in altri paesi, per indebolire il risultato". (Osservazioni per conto del Direttore Esecutivo dell'UNODC alla Assemblea Generale dell'ONU, ottobre 2001, http://www.unodc.org/unodc/en/speech_2001-10-12_1.html )

La copertura delle Nazioni Unite

Dopo l'invasione USA, cambiamento di retorica. L'UNODC ora agisce come se il bando dell'oppio del 2000 non ci sia mai stato:

"la battaglia contro la coltivazione di narcotici è stata combattuta e vinta in altri paesi ed è possibile farlo qui [in Afghanistan], con un governo forte e democratico, l'assistenza internazionale e migliorate sicurezza ed integrità". (Dichiarazione del Rappresentante dell'UNODC in Afghanistan alla Conferenza Internazionale Antinarcotici del febbraio 2004, http://www.unodc.org/pdf/afg/afg_intl_counter_narcotics_conf_2004.pdf , p. 5).

Infatti, sia Washington che l'UNODC ora pretendono che l'obiettivo dei talebani del 2000 in realtà non era lo "sradicamento della droga" ma un subdolo piano per scatenare "una carenza artificiale nelle forniture" per fare salire il prezzo mondiale dell'eroina.

Ironicamente, questa logica contorta, che ora è parte di un nuovo "consenso ONU", viene confutata da un rapporto dell'ufficio dell'UNODC in Pakistan, che all'epoca confermò che non vi era nessuna prova di accumulazione di scorte da parte dei talebani. (Deseret News (Salt Lake City, Utah. 5 ottobre 2003)

L'agenda segreta di Washington: ripristinare il traffico di droga

Successivamente al bombardamento USA dell'Afghanistan del 2001, al governo britannico di Tony Blair è stato affidato dal gruppo del G-8 delle principali nazioni industrializzate il compito di eseguire il programma di sradicamento della droga, che, in teoria, avrebbe permesso agli agricoltori afgani di sostituire la coltivazione del papavero con raccolti alternativi. I britannici operavano fuori da Kabul in stretto collegamento con la "Operazione Contenimento" della DEA USA.

Il programma di sradicamento dei raccolti garantito dal Regno Unito è una evidente cortina di fumo. Dall'ottobre 2001, la coltivazione del papavero da oppio è salita alle stelle. La presenza delle forze di occupazione in Afghanistan non ha avuto come risultato lo sradicamento della coltivazione del papavero. Proprio l'opposto.

In realtà il divieto dei talebani aveva causato "l'inizio di una carenza di eroina in Europa per la fine del 2001", come riconosciuto dall'UNODC. L'eroina è un affare multimiliardario sostenuto da potenti interessi. Uno degli obiettivi "segreti" della guerra era esattamente di ristabilire il traffico di droga sponsorizzato dalla CIA ai suoi livelli storici ed esercitare il controllo diretto sulle vie della droga. Immediatamente dopo l'invasione dell'ottobre 2001 i mercati dell'oppio vennero ripristinati. I prezzi dell'oppio salirono. Agli inizi del 2002 il prezzo dell'oppio (in dollari/kg) era quasi 10 volte più alto che nel 2000.

Nel 2001, sotto i talebani la produzione di oppiacei era ferma a 185 tonnellate, aumentò a 3.400 tonnellate nel 2002 sotto il regime fantoccio sponsorizzato dagli USA del Presidente Hamid Karzai.

Mentre mettevano in risalto la lotta patriottica di Karzai contro i talebani, i media tralasciavano di menzionare che Karzai aveva collaborato con i talebani. Era anche stato nel libro paga di una importante società petrolifera USA, la UNOCAL. Infatti, sin dalla metà degli anni '90, Hamid Karzai aveva fatto da consulente e lobbista per la UNOCAL nei negoziati con i talebani. Secondo il quotidiano saudita Al-Watan:

"Karzai è stato un agente coperto della Central Intelligence Agency sin dagli anni '80. Collaborò con la CIA nell'incanalare gli aiuti USA ai talebani nel 1994, quando gli americani avevano segretamente ed attraverso i pakistani [specificamente l'ISI] sostenuto la conquista del potere da parte dei talebani". (citato in Karen Talbot, U.S. Energy Giant Unocal Appoints Interim Government in Kabul, Global Outlook, No. 1, Spring 2002. p. 70. Vedi anche BBC Monitoring Service, 15 dicembre 2001)

Storia del traffico di droga nella Mezzaluna d'Oro

Vale la pena ricordare la storia del traffico di droga nella Mezzaluna d'Oro, che è strettamente collegata alle operazioni coperte della CIA nella regione sin dallo scoppio ed alle conseguenze della guerra sovietico-afgana.

Prima della guerra sovietico-afgana (1979-1989) la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan era diretta a piccoli mercati regionali. Non vi era nessuna produzione locale di eroina. (Alfred McCoy, Drug Fallout: the CIA's Forty Year Complicity in the Narcotics Trade. The Progressive, 1 agosto 1997).

L'economia afgana dei narcotici è stato un progetto attentamente disegnato dalla CIA, sostenuto dalla politica estera degli USA. Come rivelato dagli scandali Iran-Contra e Bank of Commerce and Credit  International (BCCI), le operazioni segrete della CIA a sostegno dei mujahideen afgani erano state finanziate con il riciclaggio del denaro della droga. Il "denaro sporco" veniva riciclato, attraverso diverse istituzioni bancarie (nel Medio Oriente) ed anche attraverso anonime società fantasma della CIA, in "denaro segreto", utilizzato per finanziare diversi gruppi ribelli durante la guerra sovietico-afgana ed in seguito:

"Poiché gli USA volevano rifornire i ribelli mujahideen in Afghanistan di missili stinger ed altro materiale militare pesante, avevano bisogno della piena cooperazione del Pakistan. Alla metà degli anni '80 la centrale della CIA di Islamabad era una delle maggiori stazioni al mondo dell'intelligence USA. 'Se per gli USA la BCCI è un tale imbarazzo che non vengono perseguite vere indagini, questo ha molto a che fare con il fatto che gli USA chiudano un occhio sul traffico di eroina in Pakistan', ha detto un funzionario dell'intelligence USA. ("The Dirtiest Bank of All," Time, 29 luglio 1991, p. 22.)

Lo studio del ricercatore Alfred McCoy conferma che entro due anni dell'avvio dell'operazione segreta della CIA in Afghanistan nel 1979,

"le terre al confine Pakistan-Afghanistan sono diventate il maggiore produttore mondiale di eroina, rifornendo il 60% della domanda USA. In Pakistan, la popolazione assuefatta all'eroina da quasi zero nel 1979 è diventata 1,2 milioni nel 1985, una crescita molto più esorbitante che in ogni altro paese".

"Ancora, agenti della CIA  controllavano questo traffico di eroina. Mentre i guerriglieri mujahideen si impadronivano di territorio in Afghanistan ordinavano ai contadini di piantare oppio come tassa rivoluzionaria. Attraverso il confine in Pakistan, i capi afgani ed i sindacati locali sotto la protezione dell'intelligence pakistana gestivano centinaia di laboratori di eroina. Durante questo decennio di aperto traffico di droga la Drug Enforcement Agency USA a Islamabad trascurava di incitare ad importanti requisizioni od arresti.

I funzionari USA si erano rifiutati di investigare su accuse di spaccio di eroina relative ai loro alleati afgani, perché la politica dei narcotici degli USA in Afghanistan era stata subordinata alla guerra contro l'influenza sovietica laggiù. Nel 1995, l'ex direttore alle operazioni afgane della CIA Charles Cogan ammise che in realtà la CIA aveva sacrificato la guerra alla droga per combattere la Guerra Fredda. 'La nostra principale missione era di fare quanti più danni possibili ai sovietici. In realtà non avevamo le risorse od il tempo da dedicare ad una indagine sul traffico di droga, non penso che dobbiamo scusarci per questo. Ogni situazione ha le sue ricadute. VSi, vi è stata una ricaduta in termini di droga. Ma il risultato principale venne realizzato. I sovietici lasciarono l'Afghanistan.'"(McCoy, op cit)

Il ruolo della CIA, che è ampiamente documentato, non viene menzionato nelle pubblicazioni ufficiali dell'UNODC, che sono incentrate su fattori sociali e politici interni. Non vi è bisogno di dire che le radici storiche del traffico di oppio sono state distorte grossolanamente distorte.

(Vedi UNODC http://www.unodc.org/pdf/publications/afg_opium_economy_www.pdf

Secondo l'UNODC, in Afghanistan la produzione di oppio è aumentata più di 15 volte dal 1979. Dopo alla guerra sovietico-afgana, la crescita dell'economia dei narcotici è continuata senza soste. I talebani, che erano sostenuti dagli USA, inizialmente erano strumentali nell'ulteriore crescita della produzione di oppiacei fino al bando dell'oppio del 2000.

(Vedi UNODC http://www.unodc.org/pdf/publications/afg_opium_economy_www.pdf

Il riciclaggio del denaro della droga è stato utilizzato per finanziare le insurrezioni del dopo Guerra Fredda in Asia centrale e nei Balcani, compresa al Qaeda. (Per i dettagli, vedi Michel Chossudovsky, War and Globalization, The Truth behind September 11, Global Outlook, 2002,  http://globalresearch.ca/globaloutlook/truth911.html )

Il traffico di narcotici: secondo solamente al commercio del petrolio e delle armi

Le entrate generate dal traffico della droga afgana sponsorizzato dalla CIA sono misurabili. Il traffico afgano di oppiacei costituisce una grande parte del giro d'affari annuo dei narcotici, che viene stimato dalle Nazioni Unite essere nell'ordine dei 400-500 miliardi di dollari. (Douglas Keh, Drug Money in a Changing World, Technical document No. 4, 1998, Vienna UNDCP, p. 4. Vedi anche United Nations Drug Control Program, Report of the International Narcotics Control Board for 1999, E/INCB/1999/1 United Nations, Vienna 1999, p. 49-51, e Richard Lapper, UN Fears Growth of Heroin Trade, Financial Times, 24 febbraio 2000).

L'FMI stima il riciclaccio globale di denaro essere tra 590 miliardi e 1,5 trilioni di dollari l'anno, che rappresenta il 2-5% del PNL globale. (Asian Banker, 15 agosto 2003). L'FMI stima che una grande quota del riciclaccio globale di denaro sia collegata al traffico di narcotici.

In base a cifre recenti (2003), il traffico di droga costituisce "la terza maggiore merce globale in termini di denaro contante dopo il commercio di petrolio e di armi". (The Independent, 29 febbraio 2004).

Inoltre, le cifre suesposte incluse quelle sul riciclaggio, confermano che il grosso delle entrate associate con il traffico globale di narcotici non sono assegnate ai gruppi terroristici ed ai signori della guerra, come suggerito dal rapporto dell'UNODC.

Vi sono potenti interessi industriali e finanziari dietro ai narcotici. Da questo punto di vista, il controllo geopolitico e militare sulle rotte della droga è strategico quanto quello sul petrolio e le pipeline.

Comunque, ciò che distingue il narcotraffico dal commercio di merci legali è che il narcotraffico costituisce la fonte principale per la formazione della ricchezza non soltanto per il crimine organizzato ma anche per l'apparato dell'intelligence USA, che costituisce in modo crescente un potente attore nei settori finanziario e bancario.

A sua volta, la CIA, che protegge il traffico di droga, ha sviluppato complessi e segreti collegamenti di affari con i maggiori sindacati criminali coinvolti nel narcotraffico.

In altre parole, le agenzie di intelligence e potenti sindacati economici alleati con il crimine organizzato, competono per il controllo strategico sulle rotte dell'eroina. Le entrate multimiliardarie vengono depositate nel sistema bancario occidentale. La maggior parte delle grandi banche internazionali, assieme alle loro affiliate nei paradisi fiscali offshore, riciclano grandi somme di narcodollari.

Questo commercio può prosperare solamente se i principali attori coinvolti nel narcotraffico hanno "amici politici in alte posizioni". Le imprese legali ed illegali sono sempre più intrecciate, la linea divisoria tra la "gente degli affari" ed i criminali è offuscata. A sua volta, la relazione tra criminali, politici e membri delle istituzioni di intelligence ha inquinato le strutture dello stato ed il ruolo delle sue istituzioni.

Dove va il denaro? Chi beneficia del traffico d'oppio afgano?

Questo traffico è caratterizzato da una complessa ragnatela di intermediari. Vi sono vari stadi nel traffico della droga, diversi mercati interdipendenti, dall'impoverito coltivatore del papavero in Afghanistan ai mercati all'ingrosso ed al dettaglio dell'eroina nei paesi occidentali. In altre parole, per gli oppiacei c'è una "gerarchia dei prezzi".

Questa gerarchia dei prezzi viene riconosciuta dall'amministrazione USA:

"L'eroina afgana si vende sul mercato internazionale dei narcotici per 100 volte il prezzo che i coltivatori ottengono per il loro oppio giusto fuori del campo". (Dipartimento di Stato USA, citato dalla Voice of America (VOA), 27 febbraio 2004).

Secondo l'UNODC, nel 2003 l'oppio in Afghanistan ha prodotto "un reddito di un miliardo di dollari USA per gli agricoltori e di 1,3 miliardi di dollari USA per i trafficanti, equivalente a più della metà del suo reddito nazionale".

In armonia con queste stime dell'UNODC, il prezzo medio dell'oppio recente era di $ 350 al kg. (2002); la produzione del 2002 è stata di 3.400 tonnellate. (http://www.poppies.org/news/104267739031389.shtml ).

La stima dell'UNODC, basata sui prezzi locali di fattoria ed all'ingrosso costituisce comunque una percentuale molto piccola del giro d'affari totale del multimiliardario traffico di droga afgana. L'UNODC stima "il giro d'affari annuale totale del traffico internazionale" di oppiacei afgani in 30 miliardi di dollari annui. Un esame dei prezzi dell'eroina all'ingrosso ed al dettaglio nei paesi occidentali suggerisce comunque che le entrate totali prodotte, comprese quelle a livello di dettaglio,  sono sostanzialmente più alte.

Prezzi all'ingrosso dell'eroina nei paesi occidentali

Viene stimato che un kg di oppio produce approssimativamente 100 grammi di eroina (pura). La DEA USA conferma che "l'eroina SWA [Sud Ovest Asia cioè Afghanistan] a New York City alla fine degli anni '90 veniva venduta dagli 85.000 ai 190.000 dollari al kilogrammo all'ingrosso con un tasso di purezza del 75% (National Drug Intelligence Center, http://www.usdoj.gov/ndic/pubs/648/ny_econ.htm ).

Secondo la Drug Enforcement Administration (DEA) degli USA "il prezzo dell'eroina SEA [Sud Est Asian] varia da 70.000 a 100.000 dollari per unità (700 grammi) e la purezza dell'eroina SEA varia dall'85 al 90%" (ibid). L'unità SEA di 700 grammi (purezza dell'85-90%) si traduce in un prezzo all'ingrosso per kg. per l'eroina pura che varia da 115.000 a 163.000 dollari.

Le cifre della DEA succitate, mentre riflettono la situazione negli anni '90,  sono ampiamente corrispondenti alle cifre recenti britanniche. Secondo un rapporto pubblicato dal Guardian (11 agosto 2002), il prezzo all'ingrosso dell'eroina (pura) a Londra (UK) era nell'ordine delle 50.000 sterline, approssimativamente 80.000 dollari USA (2002).

Prezzi al dettaglio

USA

"La NYPD nota che i prezzi al dettaglio dell'eroina sono calati e la purezza è relativamente elevata. L'eroina era venduta precedentemente per circa 90 dollari al grammo ma ora si vende da 65 a 70 dollari al grammo o meno. Informazioni aneddotiche della NYPD indicano che la purezza di una borsa di eroina varia comunemente dal 50 all'80% ma può essere anche modesta al 30%. Informazioni del giugno del 2000 indicano che i pacchi (10 borse) acquistati da compratori dominicani da venditori dominicani in grande quantità (circa 150 pacchi) sono venduti per appena 40 dollari l'uno, o 55 dollari l'uno a Central Park. La DEA riporta che un oncia di eroina usualmente si vende da 2.500 a 5.000 dollari, un grammo da 70 a 95 dollari, un pacco da 80 a 90 dollari ed una borsa a 10 dollari. Il DMP riporta che la purezza media dell'eroina a livello di strada nel 1999 era di circa il 62%". (National Drug Intelligence Center, http://www.usdoj.gov/ndic/pubs/648/ny_econ.htm ).

Le cifre del prezzo al dettaglio del NYPD e della DEA sembrano corrispondere. Il prezzo della DEA di 70-95 dollari, con una purezza del 62%, si traduce in 112-153 dollari al grammo di eroina pura. Le cifre del NYPD sono approssimativamente simili, forse con stime più basse per la purezza.

Dovrebbe notarsi che, quando l'eroina viene acquistata in quantità molto piccole, il prezzo al dettaglio tende ad essere molto più alto. Negli USA l'acquisto è spesso alla "borsa"; la tipica borsa, secondo Rocheleau e Boyum, contiene 25 milligrammi di eroina pura.  (http://www.whitehousedrugpolicy.gov/publications/drugfact/american_users_spend/appc.html )

Una borsa da 10 dollari a NYC (secondo le cifre della DEA succitate) sarebbe convertita in un prezzo di 400 dollari al grammo, ogni borsa contenendo 0,025 g. di eroina pura. (op cit). In altre parole, per acquisti molto piccoli immessi sul mercato da spacciatori di strada, il margine al dettaglio tende ad essere significativamente più alto. Nel caso dell'acquisto della borsa da 10 dollari, è approssimativamente da 3 a 4 volte il corrispondente presso al dettaglio per grammo. (112-153 dollari)

UK

In Gran Bretagna, il prezzo al dettaglio in strada per grammo di eroina, secondo fonti della polizia britannica, "è sceso da 74 sterline nel 1997 a 61 sterline [in 2004]." [cioè da approssimativamente 133 a 110 dollari, in base al tasso di cambio del 2004] (Independent, 3 marzo 2004). In alcune città era sceso a 30-40 sterline per grammo con un basso livello di purezza. (AAP News, 3 marzo 2004). Secondo Drugscope (http://www.drugscope.org.uk/ ), il prezzo medio per grammo di eroina in Gran Bretagna è tra 40 e 90 sterline (72-162 dollari al grammo) (Il rapporto non menziona la purezza). Secondo il National Criminal Intelligence Service il prezzo in strada dell'eroina era di 60 sterline al grammo nell'aprile del 2002.

http://www.drugscope.org.uk/druginfo/drugsearch/ds_results.asp?file=%5Cwip%5C11%5C1%5C1%5Cheroin_opiates.html

La gerarchia dei prezzi

Abbiamo a che fare con una gerarchia dei prezzi, dal prezzo di fattoria nel paese produttore in su, al prezzo finale al dettaglio in strada. L'ultimo spesso è 80-100 volte il prezzo pagato all'agricoltore.

In altre parole, il prodotto oppiaceo transita attraverso diversi mercati dal paese produttore al(i) paese(i) si transito ai paesi consumatori. Negli ultimi, vi sono ampi margini tra il "prezzo di sbarco" al punto di entrata chiesto dai cartelli della droga ed i prezzi all'ingrosso ed al dettaglio in strada, protetti dal crimine organizzato occidentale.

I ricavi globali del narcotraffico afgano

In Afghanistan la produzione riportata di 3.600 tonnellate di oppio nel 2003 permetterebbe la produzione di approssimativamente 360.000 kg di eroina pura. Le entrate lorde accumulate dagli agricoltori afgani sono grosso modo stimate dall'UNODC essere dell'ordine di 1 miliardo di dollari, con 1,3 miliardi conseguiti dai trafficanti locali.

Quando viene venduta nei mercati occidentali ad un prezzo all'ingrosso per l'eroina dell'ordine di 100.000 dollari al kg (con un tasso di purezza del 70%), i ricavi all'ingrosso globali (corrispondenti a 3.600 tonnellate di oppio afgano) sarebbero dell'ordine di 51,4 miliardi di dollari. L'ultima costituisce una valutazione cauta, basata sulle varie cifre per i prezzi all'ingrosso della sezione precedente).

Gli incassi totali del narcotraffico afgano (in termini di valore aggiunto totale) sono stimati utilizzando il prezzo finale al dettaglio dell'eroina. In altre parole, il valore al dettaglio del commercio è in definitiva il criterio per misurare l'importanza del traffico di droga in termini di produzione di entrate e di formazione della ricchezza.

Comunque, una stima significativa del valore al dettaglio è quasi impossibile da accertare a causa del fatto che i prezzi al dettaglio variano considerevolmente entro le aree urbane, da una città all'altra e tra i paesi consumatori, per non parlare delle variazioni di purezza e qualità (vedi sopra).

Le prove sui margini al dettaglio, cioè la differenza tra i valori all'ingrosso ed al dettaglio nei paesi consumatori nondimeno suggerisce che una grande quota dei ricavi totali (denaro) del narcotraffico venga prodotta al livello del dettaglio.

In altre parole, una porzione significativa dei ricavi del traffico di droga è accumulata dai sindacati criminali e di affari nei paesi occidentali coinvolti nei mercati locali dei narcotici all'ingrosso ed al dettaglio. E le varie bande criminali coinvolte nel commercio al dettaglio sono invariabilmente protette dai sindacati "societari" del crimine.

Il 90% dell'eroina consumata nel Regno Unito viene dall'Afghanistan. Utilizzando la cifra del prezzo al dettaglio britannico delle fonti della polizia del Regno Unito di 110 dollari al grammo (con un livello di purezza ritenuto del 50%), nel 2003 il valore totale al dettaglio del narcotraffico afgano (3.600 tonnellate di oppio) sarebbe dell'ordine di 79,2 miliardi di dollari. L'ultimo dovrebbe considerarsi come una simulazione piuttosto che una stima.

Con tale presupposto (simulazione), un miliardo di dollari di entrate lorde per gli agricoltori in Afghanistan (2003) produrrebbero guadagni globali dei narcotici, accumulati ai vari stadi ed in diversi mercati, dell'ordine di 79,2 miliardi di dollari. Questi ricavi globali sono conseguiti dai sindacati d'affari, dalle agenzie di intelligence, dal crimine organizzato, dalle istituzioni finanziarie, dai grossisti, dai dettaglianti ecc. coinvolti direttamente od indirettamente nel traffico di droga.

A loro volta, gli incassi di questo redditizio commercio vengono depositati nelle banche occidentali, che costituiscono un meccanismo essenziale per il riciclaggio del denaro sporco.

Agli agricoltori ed ai trafficanti del paese produttore ne deriva una percentuale molto piccola. Tenete in mente che il reddito netto che viene conseguito dagli agricoltori afgani non è che una frazione dello stimato ammontare di 1 miliardo di dollari. Questo non comprende i pagamenti dei fattori della produzione agricola, gli interessi sui prestiti ai finanziatori, la protezione politica ecc. (Vedi anche UNODC, The Opium Economy in Afghanistan,  http://www.unodc.org/pdf/publications/afg_opium_economy_www.pdf , Vienna, 2003, p. 7-8)

La quota dell'eroina afgana nel mercato globale della droga

L'Afghanistan produce più del 70% dell'offerta globale di eroina e l'eroina rappresenta una considerevole frazione del mercato globale dei narcotici, stimato dall'ONU essere dell'ordine di 400-500 miliardi.

Non vi è nessuna stima attendibile sulla distribuzione del traffico globale di narcotici tra le principali categorie: cocaina, oppio/eroina, marijuana, stimolanti anfetaminici (ATS) ed altre droghe.

Il riciclaggio del denaro della droga

I ricavi del narcotraffico vengono depositati nel sistema bancario. Il denaro della droga viene riciclato nei numerosi paradisi bancari offshore in Svizzera, Lussemburgo, Isole del Canale Britanniche, Isole Cayman e circa 50 altre località attorno al globo. E' qui che i sindacati criminali coinvolti nel traffico della droga ed i rappresentanti delle maggiori banche commerciali mondiali interagiscono. Il denaro sporco viene depositato in questi paradisi offshore che sono controllati dalle principali banche commerciali occidentali. Le ultime hanno un interesse acquisito nel mantenere e sostenere il traffico di droga. (Per ulteriori dettagli, vedi Michel Chossudovsky, The Crimes of Business and the Business of Crimes, Covert Action Quarterly, Autunno 1996)

Una volta che il denaro è stato riciclato, può essere impiegato in investimenti legali, non soltanto in proprietà immobiliari, alberghi ecc., ma anche in altri settori come l'economia dei servizi e la produzione industriale. Il denaro sporco e segreto viene anche incanalato verso diversi strumenti finanziari, compresi lo scambio di derivati, merci primarie, azioni e titoli di stato.

Osservazioni conclusive: la criminalizzazione della politica estera USA

La politica estera degli USA sostiene il funzionamento di una florida economia criminale nella quale la linea di demarcazione tra capitale organizzato e crimine organizzato è divenuta sempre più sfocata.

L'affare dell'eroina non sta "riempiendo i forzieri dei talebani" come affermato dal governo USA e dalla comunità internazionale; proprio l'opposto! I ricavi di questo traffico illegale sono la fonte della formazione della ricchezza, largamente raccolti da potenti interessi affaristici e criminali all'interno dei paesi occidentali. Questi interessi sono sostenuti della politica estera USA.

Prendere le decisioni al Dipartimento di Stato USA, alla CIA ed al Pentagono è strumentale nel sostenere questo traffico multimiliardario altamente redditizio, terzo tra i valori delle merci dopo il commercio del petrolio e delle armi.

L'economia afgana della droga è "protetta".

Il traffico di eroina è stato parte dell'agenda di guerra. Ciò che questa guerra ha ottenuto è stato di restaurare un compiacente narcostato, capeggiato da un fantoccio nominato dagli USA.

I potenti interessi finanziari dietro ai narcotici sono sostenuti dalla militarizzazione delle principali triangoli mondiali della droga (e delle rotte di transito), comprese la Mezzaluna d'Oro e la regione Andina del Sud America (con la cd Iniziativa Andina).

 


Tabella 1

Coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan

 

Anno                        Coltivazione in ettari               Produzione (tonnellate)

1994                                 71,470                                    3,400

1995                                 53,759                                    2,300

1996                                 56,824                                    2,200

1997                                 58,416                                    2,800

1998                                 63,674                                    2,700

1999                                 90,983                                    4,600

2000                                 82,172                                    3,300

2001                                  7,606                                      185

2002                                 74 000                                    3400

2003                                 80 000                                    3600

 

Fonte: UNDCP, Afghanistan, Opium Poppy Survey, 2001, UNOCD, Opium Poppy Survey, 2002. http://www.unodc.org/pdf/afg/afg_opium_survey_2002.pdf

Vedi anche Dichiarazione Stampa: http://www.unodc.org/unodc/press_release_2004-03-31_1.html , and 2003 Survey:  http://www.unodc.org/pdf/afg/afghanistan_opium_survey_2003.pdf

 

Figura 1

Fonte: UNODC  http://www.unodc.org/pdf/afg/afghanistan_opium_survey_2003.pdf

Notare la flessione del 2001

 


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