
Lo Stato provocatore:
La CIA dietro gli "insorti" iracheni--ed il terrorismo globale?
WORLD WAR 4 REPORT, 10 maggio 2005
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L'esigenza di un livello di violenza sociale in continua intensificazione per andare incontro alle necessità economiche e politiche dell'insaziabile "complesso antiterrorismo" è l'essenza del nuovo militarismo USA. Quella che ora è apertamente pubblicizzata come "guerra permanente" in definitiva serve i fini geopolitici di controllo sociale negli interessi del dominio delle corporations degli USA, quasi come fece la crociata anticomunista della ormai esaurita Guerra Fredda. Già nel 2002, successivamente al trauma dell'11/9, il Segretario alla Difesa Donald H. Rumsfeld predisse che vi sarebbero stati altri attacchi terroristici contro il popolo americano ed i paesi civili in generale. Come poteva esserne così certo? Forse perché questi attentati sarebbero stati istigati su ordine dell'Onorevole Mr. Rumsfeld. Secondo l'analista militare del Los Angeles Times William Arkin, che lo ha scritto il 27 ottobre 2002, Rumsfeld ha disposto la creazione di un esercito segreto, la rete di "un super Reparto di Supporto all'Intelligence" che "metterebbe assieme le operazioni segrete della CIA e dei militari, la guerra dell'informazione, l'intelligence, la copertura e l'inganno" per agitare la pentola della spirale della violenza globale. Secondo un documento classificato preparato per Rumsfeld dal suo Defense Science Board, la nuova organizzazione, il "Gruppo operazioni attive e preventive (P2OG)", in realtà eseguirebbe missioni segrete intese a provocare i gruppi terroristici nel commettere azioni violente. Il P2OG, circa 100 membri, una organizzazione di cosiddetto "antiterrorismo" con bilancio annuale di 100 milioni di dollari, apparentemente dovrebbe prendere di mira "capi terroristi", ma, secondo i documenti del P2OG ottenuti da Arkin, di fatto eseguirebbe missioni destinate a "stimolare reazioni" tra i "gruppi terroristici", che, secondo la logica del Segretario alla Difesa, successivamente li esporrebbero a "contrattacchi" da parte dei bravi ragazzi. In altre parole, il piano è di compiere operazioni militari segrete (assassini, sabotaggio, "inganno") che risulterebbero intenzionalmente in attacchi terroristici contro persone innocente, compresi americani, essenzialmente, "combattere il terrorismo" provocandolo! Pare che questo concetto venga attualmente applicato al problema della "insurrezione" irachena. Secondo un rapporto del 1° maggio 2005 di Peter Maass sul New York Times Magazine, due dei più importanti consiglieri USA dei commandos paramilitari iracheni che combattono gli insorti sono veterani delle operazioni di controinsurrezione degli USA in America Latina. Prestando fede a recenti speculazioni sui media sulla "salvadorizzazione" dell'Iraq, il rapporto nota che un consigliere attualmente in Iraq è James Steele, che guidò una squadra di 55 consiglieri delle Forze Speciali dell'Esercito USA in El Salvador durante gli anni '80. Maass scrive che questi consiglieri "addestrarono battaglioni di prima linea che sono stati accusati di significativi abusi dei diritti umani". L'attuale maggiore consigliere USA al Ministero degli Interni iracheno, che, scrive Maass "ha il controllo operativo dei commandos", è l'ex alto ufficiale della Drug Enforcement Administration (DEA) USA Steve Casteel, che operò "a fianco delle forze locali" nella "Guerra alla droga" patrocinata dagli USA in Bolivia, Perù and Colombia, "dove è stato coinvolto nella caccia a Pablo Escobar, il capo del cartello della cocaina di Medellin". La "guerra alla droga" degli USA in America Latina serve anche come copertura per la controinsurrezione in corso, impiegando metodi terroristici per raggiungere due scopi: uno, in realtà combattere l'insurrezione autentica; due, far ruotare la "strategia della tensione", accresciuta violenza sociale intesa ad indurre la paura tra i cittadini e la conseguente richiesta di una maggiore "sicurezza". Questa era, per esempio, l'essenza dell'Operazione Gladio, una campagna segreta durata decenni di terrorismo e deviazione di stile provocatorio. L'apparente scopo di Gladio, ufficialmente lanciata come programma segreto della NATO nel 1952, era costituire una rete clandestina di squadre "dietro le linee" che avrebbero dovuto organizzare la resistenza armata ed il sabotaggio nel caso di un'invasione sovietica dell'Europa occidentale. Ma, in realtà, la rete assunse un ruolo molto più attivo. Diretta dai servizi segreti USA/NATO occidentali contro le loro popolazioni, l'Operazione Gladio forse portò alla morte o alla mutilazione di centinaia di persone innocenti in attentati "terroristici" dei quali vennero poi incolpati i "sovversivi di sinistra" o altri rivali politici. Il maggiormente noto di tali attentati fu quello del 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, che provocò 85 morti. Inizialmente accusati radicali di sinistra, in seguito ad indagini si scoprì che l'esplosione era opera di una rete di estrema destra collegata alla squadra italiana di Gladio; alla fine vennero condannati per il crimine quattro neofascisti italiani. Lo scopo era nuovamente duplice: demonizzare i nemici designati (i "comunisti") ed intimorire il pubblico per fargli appoggiare poteri sempre crescenti per lo stato di sicurezza nazionale. Pare che il Pentagono stia attuando operazioni stile Gladio da diverso tempo, e forse tra queste è compresa quella dell'11/9. Una esagerazione? Forse no. Ne è testimonianza già nel 1962 la discussione dei Capi di S.M. riuniti dell'"Operazione Northwoods", un piano per fare saltare in aria "beni" USA, compresi cittadini USA, per giustificare l'invasione di Cuba. Più tardi, il Manuale di campo dell'Esercito USA 30-31B, intitolato "Informazioni operazioni di stabilità - Settori speciali", datato 18 marzo 1970 e firmato dal Gen. William C. Westmoreland, promuoveva attacchi terroristici (e l'impianto di false prove) in luoghi pubblici dei quali dovevano poi essere incolpati i "comunisti" ed i "socialisti". Esso evocava l'esecuzione di attentati terroristici in Europa occidentale, eseguiti da una rete di eserciti segreti USA/NATO, per convincere i governi europei della "minaccia comunista". Quello che è impressionante è che durante questo periodo la sorgente primaria di informazioni del governo USA sulla "minaccia" russa proveniva dall'Organizzazione Gehlen, l'apparato di intelligence di Hitler sul fronte orientale, che immediatamente dopo la II Guerra Mondiale aveva stretto un accordo con Allen Dulles della CIA ed operava a Fort Hunt, appena fuori Washington DC, prima di essere trasferita a Monaco. Diretta dalla super spia nazista Generale Reinhard Gehlen, la perizia nelle "operazioni speciali" dell'organizzazione fu tenuta in conto, finanziata e ben protetta dai dollari dei contribuenti USA fino a buona parte degli anni '70. Che la Gehlen Org possa avere avuto influenza nella produzione del FM 30-31B? Secondo l'FM 30-31B, "vi possono essere tempi nei quali i governi dei paesi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista e, secondo l'interpretazione dei servizi segreti USA, non reagiscono con sufficiente efficacia. Più spesso simili situazioni capitano quando i rivoluzionari rinunciano temporaneamente all'uso della forza e così sperano di guadagnare un vantaggio, appena i leader del paese ospite erroneamente considerano la situazione tranquilla. L'intelligence dell'esercito USA deve avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convinceranno i governi dei paesi ospiti e l'opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale". Ora l'Esercito USA asserisce che il documento era un falso russo. Il giornalista della BBC Allan Francovich nel suo documentario su Gladio ed il terrorismo delle "operazioni speciali" USA/NATO, chiese a Ray Cline, vicedirettore della CIA dal 1962 al 1966, se egli pensava che l'FM 30-31B fosse vero, e questi replicò: "Bene, sospetto sia un documento autentico. Non ne dubito. Non lo ho mai visto ma è il tipo di operazioni militari delle forze speciali che sono descritte", da attuare a discrezione del presidente e del Dipartimento della Difesa nella "occasione appropriata". Potrebbe essere che in Iraq, ed altrove in tutto il mondo, l'"occasione appropriata" sia arrivata. La guerra al terrorismo di Bush potrebbe essere la manifestazione suprema dello stato provocatore; l'esecuzione di "azioni esecutive" clandestine e di "operazioni speciali" dirette contro le popolazioni, compresa la nostra, che sono veramente ignare del vero "nemico" di fronte a quello fabbricato onnipresente, traumatizzate dal terrore strategico progettato per generare paura e remissività per favorire "misure di sicurezza", quindi arricchire i militari, le agenzie di polizia e le aziende di armamenti e del nucleare. RISORSE: Peter Maass, "The Salvadorization of Iraq?," New York Times Magazine, May 1, 2005. A.K. Gupta, "Unraveling Iraq's Secret Militias," Z Magazine, May 2005 Lila Rajiva, "The Pentagon's 'NATO Option'," CommonDreams, Feb. 10, 2005. Statewatch Briefing on Operation Gladio
US Joint Chiefs of Staff,
"Operation Northwoods", 1962 Frank Morales, "John Negroponte and the Death Squad Connection," WW4 REPORT #108 © Copyright wworld war belongs to the author 2005. Reprinted for fair use only
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