DIARIO ROMANO: AGGIORNAMENTO MARZO 2009 —TEMPI FASCISTI
NEL PAESE DOVE FIORISCONO I LIMONI
di Gaither Stewart
3 marzo 2009
“PASSI TRABALLANTI LUNGO IL MARGINE TRA FASCISMO E RIVOLUZIONE”
|
(Roma) L'ISTAT, l'Ufficio Statistico Italiano, ha annunciato che per la prima volta la popolazione nazionale ha superato i 60.000.000. La sconcertante realtà dietro la statistica è che mentre l'Italia invecchia e gli italiani fanno meno bambini, l'immigrazione sta provvedendo alla crescita della nazione che fino a pochi decenni fa era un paese di emigrazione ed i lavoratori italiani si diffondevano nel Nord Europa. Oggi, come al solito, gli immigrati fanno ciò che gli italiani non fanno. Oggi sono in Italia più di 1.000.000 di rumeni, seguiti da vicino da albanesi e marocchini. Gli immigrati fanno notizia in prima pagina. Di solito notizie negative. Non passa un giorno che gli stranieri (fino alla crisi gli immigrati erano la manodopera necessaria all'industria italiana) non vengano accusati di crimini malvagi. Dopo qualunque crimine la regola è cercate lo straniero. La polizia ha accusato immediatamente una banda di albanesi per una serie di furti con scasso notturni in case ed appartamenti vicino a me. Le statistiche che mostrano che proporzionalmente commettono più crimini i rumeni—rapina, stupro e prostituzione—sono regolarmente nei titoli di testa. Inoltre, lo stesso governo rumeno è accusato di mandare i suoi criminali all'estero. Lo stesso per gli albanesi, che fino a non molto tempo fa erano i leader nel crimine. In generale, gli immigranti illegali preferiscono il caos dell'Italia dove possono facilmente eludere la legge. SICUREZZA E POPULISMO Per il regime populista ed autoritario di Silvio Berlusconi è molto facile ottenere elogi dall'opinione pubblica per una piattaforma politica basata sulla sicurezza. Riguardo all'immigrazione ed al crimine, la questione oggi è su chi deve garantire la sicurezza pubblica, la polizia, i militari o le persone stesse. Le due componenti estremiste della coalizione del regime Berlusconi, i protofascisti romani della neofascista Alleanza Nazionale e le Camicie Verdi della folkloristica Lega Nord, hanno organizzato bande di vigilantes per pattuglie di sicurezza fai da te contro gli stranieri in generale e contro gli immigrati clandestini ed i senzatetto in particolare. Incitati da sindaci xenofobi del nord Italia e da ministri del sempre più estremista governo Berlusconi, le cosiddette "ronde" (squadre) eseguono aggressioni esemplari ed anche uccisioni nel nome della "sicurezza", presumibilmente agendo in risposta alla domanda popolare o alla "furia del popolo". Nonostante le obiezioni della stessa polizia, la costernazione da parte di alcuni nell'opinione pubblica, dei partiti di opposizione e dei media liberali, un decreto governativo incostituzionale ha legalizzato i vigilantes. Non soltanto la polizia è contraria ai vigilantes, ma anche la Chiesa Cattolica. Il governo afferma che i cittadini si organizzano militarmente entro un "piano popolare per il controllo del territorio". Cioè, una specie di Sicurezza Interna condotta da privati in un nuovo "sistema di sicurezza partecipatorio" italiano. Nel frattempo, una serie di nuove leggi o di progetti di legge richiedono classi separate per gli stranieri a scuola. Rudimentali campi di tende e baracche per immigrati vengono metodicamente distrutti. Serrature vengono collocati alle porte di campi zingari. I medici vengono incoraggiati a denunciare i pazienti clandestini. La richiesta di castrazione chimica per gli stupratori si diffonde. Insomma, è in moto una epurazione sociale degli elementi sgraditi (zingari, rumeni, albanesi e altri). Sentito su base giornaliera questo suona minaccioso e familiare. Ricordate le leggi razziali della Germania nazista e dell'Italia fascista? Nella sua determinazione di controllare tutto, la destra populista, autoritaria, fascista esagera deliberatamente la percezione dell'insicurezza in Italia, accesa o sostenuta artificialmente dalle politiche del regime. Quindi, le sue componenti più radicali soffiano sul fuoco. Familiari termini fascisti sono tornati nel vocabolario popolare—pattuglie, perquisizioni di case, squadracce (il vecchio termine fascista), ronde—che sotto i regimi fascisti diventano un incubo. In queste nuove milizie violente si mescolano volontari neofascisti e neonazisti (spesso ex poliziotti ed ex militari) e leader di governo. Non c'è dubbio che questi siano tempi fascisti nel paese dove fioriscono i limoni. In un recente programma televisivo, un giornalista rumeno ha detto ad un senatore della Lega Nord che portava la simbolica cravatta verde ed il fazzoletto da taschino verde di quel partito xenofobo folkloristico: "Una volta conoscevamo le vostre ronde, erano chiamate Securitate". Non impressionato dall'essere paragonato alle squadre di vigilantes che terrorizzarono nel criminale regime di Ceausescu in Romania, il senatore verde ha risposto: "Ed a quei tempi in Romania vi era molto meno delinquenza". Come la storia dimostra ancora una volta le azioni delle ronde non terminano con ladri e stupratori. Le squadre di vigilantes sotto il fascismo mussoliniano erano le squadracce che oggi in Italia sono gli annunziatori di una guerra interna. Questo ultimo inverno non passava un giorno che non fossero riportati nuovi attacchi a degli indifesi. Mentre i portavoce del governo sottolineano le statistiche della violenza commessa da rumeni, albanesi e marocchini, i tamburi del governo battono implacabilmente un messaggio anti-immigrazione, vengono assaliti campi zingari e senzatetto che dormono picchiati e persino dati alle fiamme. Nel frattempo, il governo Berlusconi minimizza le nuove realtà. Le ronde NON saranno armate come prima proposto. Le ronde sono meramente simboliche, retrocede il governo. Non avranno nessun effetto reale sulla pubblica sicurezza. Tuttavia, l'estremismo e la violenza prevalgono nei quartieri operai delle grandi città ed attraverso il sud più povero. Già la riduzione dei servizi sociali per gli immigrati legali, che pagano le tasse è in moto. Gli stranieri sono anche i primi a perdere il posto di lavoro nella crisi economica. Il ritorno delle leggi razziali di Mussolini non sono più dietro l'angolo, sono qui. In questi giorni la città del nord Italia di Padova ha visto un episodio di ronde tipo farsa satirico. Dei vigilantes di ronde che portavano identificazioni di partito, uno della Lega Nord, l'altro della neofascista Alleanza Nazionale, sono apparsi alla stazione ferroviaria, scortati dalla polizia. A sua volta, la polizia era scortata dai carabinieri ed i carabinieri dalla guardia di finanza. Inoltre, vi era una ronda di immigrati non europei fuori per difendersi contro tutti, appoggiati da dimostranti anti-ronda e, secondo quanto riferito, più giornalisti ed cineoperatori che vigilantes. Il risultato in generale è stato di molti battibecchi e scazzottature. La situazione sta sfuggendo di mano anche al primo ministro Berlusconi che dovrebbe ricordare che la sicurezza è costituzionalmente nelle mani della polizia e proibita ai privati. LO SCENARIO Nonostante le ridicole pretese di Berlusconi che l'Italia sia in condizioni economiche migliori del resto d'Europa, la situazione economica italiana è particolarmente sinistra. La realtà è che l'Italia è all'estremità finale in ogni categoria economica. I lavoratori sono sottopagati, le scuole sono sottofinanziate ed i suoi creativi e laboriosi ricercatori sono costretti ad andare all'estero per l'impiego. Il sistema ferroviario ad alta velocità italiano è il meno sviluppato in Europa occidentale, escludendola dalla rete ferroviaria rapidamente in espansione che già incrocia l'Europa. La credibilità dell'Italia all'estero è inferiore a zero ed il suo leader Silvio Berlusconi ampiamente considerato un pagliaccio—un pericoloso pagliaccio, comunque—in paesi seri come la Francia e la Germania. Dopo le gaffe e le frecciate del leader italiano, come paragonare il vicesegretario tedesco di sinistra del Parlamento Europeo a Strasburgo al kapò di un campo di concentramento o descrivere Obama come "giovane, bello e abbronzato", il resto d'Europa può ben chiedersi cosa ci sia che non va dell'Italia e degli italiani che continuano ad eleggere Berlusconi. L'ITALIA, L'EUROPA ED IL MONDO Berlusconi, che era più bushista dello stesso Bush, è di fatto isolato. Le sue barzellette e le sue battute di spirito, le sue sfrenate promesse e le vanterie di speciale amicizia con Putin non funzionano più. La nuova amministrazione a Washington ha reso chiaro che non vi è certo tempo o spazio per le sortite di Berlusconi nei nuovi piani dell'America per il mondo. Nessun posto per le sue pretese di speciali aperture all'Iran ed alla Russia e per i suoi tentativi di mediazione di grandi crisi internazionali. Può far parte della squadra oppure non giocare nessun ruolo. Berlusconi sostiene che l'Europa è in una condizione migliore degli USA e l'Italia migliore del resto d'Europa. E' vero il contrario. La bolla est europea finanziata dai paesi della UE sta per scoppiare. L'Europa ha bisogno di 200 miliardi di euro per sorreggere l'Europa dell'est nella crisi. L'alternativa è il crollo di una catena di banche europee, specialmente in Austria ed in Svezia, che hanno in gran parte finanziato i nuovi paesi dell'Europa orientale, alcuni già nell'Unione Europea: i tre paesi baltici di Lettonia, Estonia e Lituania, l'Ucraina, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Romania, la Bulgaria, la Serbia, la Croazia, la Macedonia. La realtà è che l'Italia non è in condizione di persino considerare la partecipazione in tale gigantesco salvataggio. Nel frattempo, l'Italia, separata dal resto dalla cortina della catena alpina delle Alpi e dal suo governo populista, non trova alcuna pace politica. Questo fine settimana 300 militanti dell'organizzazione neonazista Forza Nuova sono andati in autobus nella fiorente città di Bergamo vicino Milano per l'apertura della sua nuova sede. I nazisti erano scortati e protetti dalla polizia contro dimostranti di sinistra. D'altra parte, l'opposizione politica di sinistra oggi esiste appena nel paese che fino agli anni '80 vantava il più grande partito comunista d'Europa con un terzo dei voti. La sinistra è stata schiacciata tanto dalle leggi elettorali dirette da Berlusconi che intralciata dalla discordia interna. La capitale italiana nelle mani di Alleanza Nazionale, erede diretta del fascismo e principale alleato di Berlusconi, è un'anomalia, come lo è la nuova geografia politica del paese: il nord con la sua capitale Milano appartiene all'autonomista Lega Nord, il sud compresa la Calabria e la Sicilia ai neo fascisti ed al Movimento Autonomista Meridionale, Roma ai neofascisti e l'Italia a Berlusconi. Come in molti paesi europei, in Italia il voto di destra è entrambe nazionalista ed a volte anti-Unione Europea, xenofobo, anti-immigrazione ed oggi anti-globalizzazione. E' la voce dello spirito populista che percorre rapidamente da una parte all'altra il continente. Quella nuova destra ha un'ideologia—le radici cristiane dell'Europa, basso livello di tolleranza per gli altri, enfasi sulla sicurezza. I vecchi blocchi sociali sono crollati, il ruolo della classe indebolito, i gruppi d'interesse intrecciati. Queste sono le componenti del populismo moderno. La destra borghese è trionfante sul continente e nel Regno Unito mentre la sinistra italiana continua a barcollare e traballare in disordine, divisa tra vari piccoli partiti, non mostrando nessun segno di superamento della sua sindrome minoritaria e del complesso d'inferiorità elettorale. Nell'Italia di oggi uno di sinistra vive come in esilio nel proprio paese. Non gioca nessun ruolo nella politica nazionale. Inoltre, la necessaria unità della sinistra resta una chimera. INVERSIONE DI TENDENZA Tuttavia, la crisi economica, la disoccupazione crescente ed il continuo allontanamento dell'Italia dalle industrie tradizionali in cerca di manodopera a basso costo stanno creando una nuova consapevolezza dei lavoratori che accade come risultato della paura della perdita del posto di lavoro. La crisi sta producendo un nuovo tipo di resistenza, una resistenza che attraversa le tradizionali linee di classe e politiche. Recentemente un popolare programma televisivo ha presentato le donne di una piccola società di successo nella moda in Italia centrale che è stata venduta ad un gruppo di San Francisco che aveva licenziato le 130 donne impiegate e che ha annunciato che stava spostando la società in Europa orientale. Le previsioni per il 2009 sono sinistre: 75.000 posti di lavoro saranno perduti ogni mese, 1.000.000 quest'anno—operai dell'industria, impiegati e professionisti vari. Un operaio italiano su due teme per il proprio posto di lavoro. Specialmente le donne sotto i 40 anni. L'incertezza tocca tutti, dirigenti inclusi.
Sembra che
l'Italia abbia riacquistato la sua posizione di area vulnerabile
post II Guerra Mondiale e della Guerra Fredda. I terroristi delle
Brigate Rosse degli anni '70 ed '80 sono emersi troppo presto. Di
tutti i paesi europei, l'atmosfera in Italia, nonostante la forza
della destra, sembra essere pre-rivoluzionaria. Un altro milione di
posti di lavoro perduti e potrebbe esplodere. |
![]()