L'Offensiva del Tet:

Il popolo vietnamita capovolge le sorti della storia

Jim McIlroy

24 gennaio 2008

 

Quaranta anni fa l'Offensiva del Tet cambiò il corso della Guerra del Vietnam e della storia del mondo. Il 31 gennaio 1968, i combattenti dell'Esercito Nord Vietnamita (NVA) e del Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud — irrispettosamente noti come i "Vietcong" — lanciarono un assalto totale su città e villaggi per tutto il Vietnam del Sud occupato dagli USA, prendendo completamente di sorpresa gli USA ed il loro regime fantoccio e sbalordendo il mondo per il loro coraggio e la loro audacia.

Questa offensiva costrinse all'inizio della lunga ritirata degli USA che alla fine portò alla vittoria delle forze di liberazione nazionale contro la maggiore superpotenza mondiale con la caduta di Saigon nell'aprile del 1975.

L'Offensiva del Tet è stato il primo importante avvenimento del rivoluzionario 1968, descritto dallo scrittore Tariq Ali come "l'anno che ha cambiato il mondo". L'offensiva capovolse le sorti dell'iniziativa bellica USA che, se riuscita in Vietnam, minacciava di rovesciare le conquiste delle rivoluzioni anti-imperialiste ed anti-coloniali dell'era post II Guerra Mondiale.

L'eroica lotta del popolo vietnamita per la liberazione nazionale e la trasformazione socialista aprì un periodo di lotta e di cambiamento radicale intorno al mondo, compresi gli USA ed altri paesi capitalisti avanzati.

Assalto totale

Preceduta il 30 gennaio 1968 da un'ondata di attacchi contro basi militari nelle campagne, l'offensiva principale iniziò la mattina del 31 gennaio — in Vietnam la festività del nuovo anno lunare del Tet. Era stata ben coordinata, con più di 80.000 truppe dell'NLF e dell'NVA che colpirono più di 100 villaggi e città, inclusa la capitale nazionale Saigon (ora Ho Chi Minh City).

"A Saigon l'attacco ... fu sferrato da circa 5.000 truppe che avevano infiltrato la città nelle settimane precedenti l'offensiva", ha scritto Douglas Welsh in La storia della guerra del Vietnam.

Welsh ha scritto che i combattenti entrarono a Saigon travestiti da contadini che celebravano la festa del Tet "e non portavano armi o qualsiasi altro oggetto che potesse tradirli. Le armi e le uniformi furono portate di nascosto separatamente in camion da lavanderia, da venditori e persino attraverso la messa in scena di falsi funerali di soldati sud vietnamiti. Una volta all'interno della città i soldati si riunirono in zone predeterminate per formare le loro unità ed essere forniti del loro equipaggiamento.

"I preparativi furono diretti così bene che nessuno sospettò. Un soldato dell'NVA rivelò sotto interrogatorio dopo l'offensiva che molte unità fecero le prove di fuoco delle loro armi di sera durante le esibizioni di fuochi artificiali.

"Quando l'attacco iniziò, Saigon venne presa completamente di sorpresa. L'intera città finì sotto attacco simultaneamente".

Le forze di liberazione presero di mira le istituzioni chiave dell'autorità degli USA e del governo sud vietnamita per avere il maggiore impatto politico, inclusa l'ambasciata USA, come John Pimlott descrisse in Vietnam: le battaglie decisive.

"L'assalto all'ambasciata fu contrastato facilmente, ma non prima che la stampa avesse una giornata campale. Le immagini del personale civile USA che collaborava a scacciare guerriglieri nemici, seguite da fotografie di quegli stessi guerriglieri giacere morti sui ben tenuti prati inglesi del fabbricato dell'ambasciata, arrivarono come uno shock per il pubblico americano.

"Qualunque fiducia nella recente pretesa di Westmoreland [generale comandante supremo dell'esercito USA] che si stava vincendo la guerra svanì rapidamente mentre la gente cominciò a porre una ovvia domanda: 'Se stiamo vincendo, come mai i comunisti sono ancora attivi nel centro di Saigon'? Il presidente [Lyndon] Johnson non aveva nessuna risposta pronta e, mentre apparivano immagini ancora più scioccanti — come quella di un sospetto VC che veniva giustiziato sommariamente in strada o di elicotteri USA che gettavano razzi nelle zone residenziali della città — il 'divario di credibilità' tra l'amministrazione ed il popolo si allargò".

Effetto sensazionale

L'Offensiva del Tet cambiò la direzione della lotta di liberazione nazionale vietnamita, mirando ad attirare l'intera popolazione del sud. Steve Forrest in un articolo su Marxist.com spiegò che la campagna era stata "in preparazione da quando uno studio eseguito dal generale Giap [comandante militare nord vietnamita] nel settembre del 1967 aveva concluso che la guerra aveva raggiunto una situazione di 'stallo' e che doveva essere fatto qualcosa ... i leader Vietcong avevano eseguito una vigorosa campagna di propaganda per preparare le loro forze".

"Come minimo l'insurrezione del Tet avrebbe obbligato all'arresto del bombardamento aereo del Vietnam del Nord e costretto gli americani ai negoziati", ha scritto Forrest. "Al massimo l'offensiva poteva scacciare dal Vietnam tutti gli americani, aprendo la strada alla liberazione ed all'unificazione".

Mentre non raccolse i suoi principali obiettivi, l'offensiva fu una svolta importante. "Secondo il segretario di stato USA, Henry Kissinger, ‘D'ora in avanti, non importa quanto efficace la nostra azione, la strategia prevalente non potrà più realizzare i suoi obiettivi entro un periodo entro livelli di forza politicamente accettabili per il popolo americano.'"

"I Vietcong”, spiegò Forrest, "speravano che la liberazione di villaggi e città avrebbe portato ad una insurrezione contro gli americani; credevano che gli stanchi soldati del Sud, i contadini dislocati, giovani ribelli e strati ampiamente scontenti della società sud vietnamita fossero pronti per unirsi alla lotta. Comunque, ciò accadde soltanto su base sporadica".

Sebbene gli USA e le forze sud vietnamite riuscissero a riprendere entro pochi giorni la maggior parte di Saigon, la zona principalmente cinese di Cholon venne occupata per settimane dai combattenti dell'NLF e dell'NVA. Gli USA furono costretti a distruggere l'intero sobborgo per scacciare le forze della resistenza e molte migliaia di civili furono uccisi e feriti.

L'invasione di Hue

Il secondo principale obiettivo dell'Offensiva del Tet era l'antica città di Hue verso il nord, che era stata la capitale storica della civiltà Annam. Al contrario di Saigon, Hue venne invasa e catturata dal'NLF e dall'NVA entro poche ore il 31 gennaio.

Secondo Welsh, "Per il pomeriggio del primo giorno, il NVA/VC aveva alzato la sua bandiera sulla Cittadella della città ed aveva liberato più di 2.000 prigionieri politici e 400 dei suoi soldati dalle prigioni".

Per tutto il sud vennero fatte trasmissioni radio che incitavano il popolo ad insorgere contro gli USA ed il loro regime fantoccio. "Fu a Hue che fu data la più grande dimostrazione di sostegno all'NVA/VC”, ha scritto Welsh. "Studenti e professori si radunarono per appoggiare i loro 'liberatori', mentre la maggior parte della popolazione locale cercava di fuggire dalla città prima che americani e sud vietnamiti iniziassero il contrattacco. Come a Saigon, i buddisti, che sentivano di non avere nessuna rappresentanza nel governo sud vietnamita, si schierarono con le forze comuniste".

Le forze di liberazione a Hue resistettero per un mese, finché vennero spinte fuori dalla massiccia potenza di fuoco e concentramento di truppe. La lotta per Hue diventò una delle più lunghe e sanguinose battaglie della Guerra del Vietnam.

Un'altra importante battaglia ebbe luogo alla base strategica USA di Khe Sanh, vicino al confine con il Laos. Sebbene l'NVA cominciò l'assalto lì il 21 gennaio, prima che iniziasse la completa Offensiva del Tet, la lotta continuò fino ad aprile, immobilizzando un gran numero di truppe, aeroplani ed equipaggiamento USA.

Fu durante Offensiva del Tet che un maggiore dell'esercito USA, stando in mezzo ad una città di provincia spianata dal bombardamento USA, rese l'ignobile dichiarazione: "E' stato necessario distruggere la città per salvarla". Trasmessa globalmente, questa osservazione contribuì ad erodere ulteriormente il sostegno del pubblico per la guerra degli USA.

L'Offensiva del Tet seguiva a cinque anni di continua intensificazione dell'invasione USA e dell'occupazione del Vietnam del Sud. Agli inizi del 1964, gli USA lanciarono l'"Operazione Tuono Rotolante" — la maggiore campagna di bombardamento della storia, durante la quale furono sganciate sul Vietnam del Nord più bombe di quelle consumate nell'intera II Guerra Mondiale". Nei cinque anni seguenti, gli USA sganciarono 7 milioni di tonnellate di bombe e di defolianti. Furono uccisi circa 2,6 milioni di vietnamiti.

Nel 1963, lo spiegamento USA in Vietnam era di 23.300 soldati. Questo balzò a 184.000 nel 1966 ed arrivò all'apice di 542.000 nel gennaio 1969. Durante la Guerra del Vietnam furono uccisi circa 50.000 soldati USA e circa 250.000 feriti.

Durante l'Offensiva del Tet, furono uccisi circa 6.000 soldati USA e del regime fantoccio sud vietnamita e vi furono 30.000-50.000 morti stimati dell'NVA e dell'NLF. Le morti di civili furono molto più alte.

Mentre il Vietnam del Nord e l'NLF soffrirono perdite enormi durante la campagna del Tet e furono in gran parte incapaci di avviare una insurrezione popolare nelle città meridionali, l'impatto politico sugli USA ed i loro alleati fu devastante.

Johnson fu costretto a ritirarsi dalle elezioni presidenziali USA del 1968. La strada era aperta per l'inizio di colloqui di pace con il Vietnam del Nord, che cominciarono nel 1969 sotto la presidenza di Richard Nixon.

Gli USA iniziarono una ritirata lunga cinque anni, che terminò con una sconfitta totale.

Le lezioni per oggi

Oggi, gli USA sono ancora impantanati in guerre che non possono essere vinte in Iraq ed in Afghanistan. L'amministrazione del presidente George Bush ha rilanciato l'antico sogno imperialista USA di un "Secolo Americano" di dominazione mondiale neocoloniale, questa volta sotto la maschera della "guerra al terrore".

La resistenza popolare irachena all'occupazione USA ci ricorda ancora che i popoli del Terzo Mondo si solleveranno sempre e combatteranno risolutamente contro l'aggressione imperialista. La guerra a guida USA per il petrolio in corso in Medio Oriente sarà sconfitta, proprio come il popolo vietnamita sconfisse la potente macchina bellica USA quattro decenni fa.

In America Latina, la rivoluzione Bolivariana del Venezuela sta lottando contro l'imperialismo USA ed ispirando sollevamenti popolari in Bolivia ed altrove nel continente e dimostrandosi di crescente ispirazione ai popoli in lotta in tutto il mondo.

Quaranta anni dopo gli impressionanti risultati del popolo vietnamita nell'Offensiva del Tet e la sua implacabile lotta che mandò in frantumi l'iniziativa bellica USA degli anni '60 e dei primi anni '70, dobbiamo imparare dal suo esempio. Il movimento contro la guerra di oggi farsi coraggio dal Tet, proprio come al movimento contro la Guerra del Vietnam degli anni '60 venne dato enorme impeto da quegli eventi.

Proprio come l'Offensiva del Tet in Vietnam cambiò il corso della storia moderna, la lotta contro l'imperialismo USA in Medio Oriente ed in America Latina oggi può aprire una nuova era di cambiamento sociale radicale nel 21° secolo.

 


Da: International News, Green Left Weekly numero #
737 30 gennaio 2008.