Il nuovo Nuovo Ordine Mondiale:
Una NATO da attacco preventivo Über Alles
di Chris Floyd
Martedì 22 gennaio 2008
|
I Sovrani dell'Occidente hanno
richiesto ai loro i loro maggiori condottieri di guerra di tracciare
una rotta che preservi il loro potere e la loro autorità di fronte
ad un futuro sempre più incerto. La risposta? Una NATO più modesta,
più scarna, apertamente impegnata per una strategia di attacco
nucleare preventivo e rimossa di tutta la spazzatura
sull'"unanimità" che talvolta ha ostacolato i capi americani
dell'organizzazione. I Potenti Cinque – che hanno scritto il loro rapporto "in seguito a discussioni con comandanti in sevizio attivo e consiglieri governativi, molti dei quali non sono in grado o non sono disposti ad esprimere pubblicamente le loro opinioni" – sono stati inflessibili nell'insistere che "una politica di prima bombarda con le atomiche , più tardi fa le domande" era "indispensabile" per proteggersi da qualsiasi razza inferiore che voglia una fetta della torta. "L'utilizzo preventivo delle armi atomiche deve rimanere nel fremito dell'escalation", dicono gli alti gradi. (Chi mostra un delizioso talento per trasformare una frase, per inciso. "Nel fremito dell'escalation"! Roba veramente eccellente, che cattura entrambe l'immagine minatoria di armi pronte per l'utilizzo immediato – ed il brivido psicosessuale che avvertono tutti i militaristi al pensiero di una buona ondata di ostilità). Per "prevalere" sulle orde dalla pelle scura, i capi richiedono pure: "una revisione dei metodi decisionali della NATO"; eliminando i voti all'unanimità ed i veti nazionali; sbarazzandosi del diritto delle nazioni membri di regolare come le loro truppe saranno utilizzate in un'operazione; "l'utilizzo della forza senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU" e costituendo una "nuova direzione" di leader che possa ignorare le "ostruzioni della UE" (cioè, le obiezioni alla volontà dell'America) e "rispondere rapidamente" quando Washington fischia. Naturalmente, i nostri poetici condottieri non enunciano l'ultimo punto proprio così rozzamente, ma è ovviamente uno degli obiettivi principali dell'esercizio. Una NATO "semplificata", che operi senza la necessità di un ampio consenso tra i membri – e libera anche dal pretesto di cercare l'approvazione dell'ONU – sarà inevitabilmente uno strumento più duttile per il suo membro dominante in modo più schiacciante, gli Stati Uniti. E con "obiettivi imperiali troppo ambiziosi" che sforzano gravemente le forze USA in Iraq, Afghanistan e per il mondo, una NATO "riformata" sarebbe uno strumento molto funzionale per estendere la portata del Pentagono. I grandi e buoni dietro il manifesto sono il Gen. John Shalikashvili, capo degli Stati Maggiori sotto Bill Clinton; Lord Inge (Peter Inge, così com'é), ex capo dello stato maggiore del Regno Unito; il Gen. Klaus Naumann, ex capo di stato maggiore delle forze armate tedesche; l'Ammiraglio Jacques Lanxade, ex capo di stato maggiore francese ed il Gen. Henk van den Breemen, ex capo di stato maggiore olandese (del quale il Guardian in maniera piuttosto irrilevante ci informa essere "un esperto organista"). Hanno già presentato il loro compito per casa ai capi al Pentagono; il "piano per una riforma urgente della strategia e delle strutture militari occidentali" di 150 pagine verrà probabilmente esposto al summit della NATO in aprile, riferisce il quotidiano. E quali sono i pericoli ai "valori e stile di vita occidentali" ai quali i capi di guerra vogliono puntare i missili nucleari? Bene, tanto per cominciare "il fanatismo politico ed il fondamentalismo religioso". (Devo supporre che la NATO lancerà le atomiche sul prossimo dibattito presidenziale del GOP?) Il "lato oscuro della globalizzazione" è un altro; apparentemente questo copre il crimine organizzato, il terrorismo e la proliferazione della armi di distruzione di massa. Quindi vi è il "cambiamento climatico e la sicurezza dell'energia" che comporterà "una lotta per le risorse e la potenziale migrazione 'ambientale' su vasta scala", come la presenta il Guardian. Un altro pericolo per il quale vale la pena di utilizzare l'arma nucleare è "la debolezza dello stato-nazione, come anche di organizzazioni come l'ONU, la NATO e la UE". Ma come si rivolgono realmente a questi problemi le "riforme" del manifesto? Per esempio, come abbiamo visto negli anni, l'azione militare unilaterale, non sanzionata, da parte dell'occidente soltanto inasprisce "il fanatismo politico ed il fondamentalismo religioso". In aggiunta, la carneficina di massa di civili innocenti in questi interventi – per non parlare della repressione, del caos e della corruzione che inevitabilmente si lasciano dietro – soltanto discredita i "valori dell'occidente" agli occhi del mondo, che vede gli assalti, del tutto giustamente, come prese brutali per il bottino e la dominazione dietro uno schermo di chiacchiere pie ed ipocrite. E se la NATO prepara le sue atomiche ed i suoi carri armati per l'azione sul "lato oscuro della globalizzazione" - le mafie, i terroristi, i trafficanti di armi ecc. - certamente colpirà molte delle stimate risorse della sicurezza e delle forze armate dell'occidente, che hanno a lungo creato, cooptato, penetrato e manipolato questi materiali oscuri. (Una storia che abbiamo spesso qui raccontato: vedi questo e questo per esempio). Così neppure questo è un serio obiettivo. Per quanto riguarda l'indebolimento dello stato-nazione, è difficile capire come creare una super-NATO che possa ignorare la volontà di una nazione membro su come dovrebbero essere utilizzate le sue truppe - e persino non tenere in nessun conto il rifiuto di una nazione di una per una data avventura sulla quale si è deciso a Washington - rafforzerà in qualche modo il ruolo dello stato-nazione. (Bene, potrebbe rafforzare uno stato-nazione). E pure l'idea che difendere apertamente il diritto di lanciare azioni militari senza l'approvazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU rinforzi l'efficacia delle Nazioni Unite è una bella barzelletta. Ma quando gli autori del Manifesto arrivano a "sicurezza dell'energia" ed alla "lotta per le risorse" in un mondo surriscaldato e sovrappopolato, iniziano a prestare seria attenzione al cuore della materia. Sanno che i "valori" che la NATO ha realmente promosso negli anni - non democrazia, diritto o libertà, ma mantenere agiatamente i Sovrani dell'Occidente - sono davvero sotto minaccia da parte delle immense, schiaccianti ed in continuo aumento differenze economiche e sociali (all'interno ed all'estero) causate dalle avide elite. Ed essi mirano a difendere quei valori fino all'ultima goccia di sangue di qualcun altro. Ciò che qui è concepito è una comunità residenziale in forma esagerata, o forse più accuratamente un castello feudale brulicante di tecnologia moderna: una Fortezza Occidente, dove pochi privilegiati (sostenuti da leali cortigiani e da una intimorita e confusa classe inferiore locale) godono della generosità della terra e lasciano il resto fuori a litigare per le briciole. Se gli altri arrivano troppo vicini o tentano di afferrare troppo dalla tavola del padrone - bene, allora per loro c'è il "fremito dell'escalation".
|
![]()