Terroristi Made in USA

I fondamentalisti islamici sauditi appoggiano l'occupazione USA dell'Iraq

di Michel Chossudovsky

16 novembre 2004

 

Il "fondamentalismo islamico" associato con il clero wahabita dell'Arabia Saudita viene presentato con disinvoltura alla pubblica opinione degli USA come una minaccia per la sicurezza dell'America.    

Viene detto che gli insorti in Iraq sono sostenti da ricchi donatori sauditi ed associazioni di beneficenza islamiche. Secondo i media occidentali, le stesse organizzazioni e fondazioni religiose dell'Arabia Saudita e degli stati del golfo che hanno sostenuto i talebani ed al Qaeda, compreso il "nemico numero uno" Osama bin Laden, adesso sostengono i "terroristi" in Iraq.

Questi resoconti distorcono la natura del movimento di resistenza iracheno. La campagna di propaganda dell'amministrazione consiste nel ritrarre quelli che combattono contro l'occupazione USA come dei "terroristi islamici".

Il fatto che conta è che il "fondamentalismo islamico", compresa la sua serie di fondazioni e associazioni di beneficenza fuori dell'Arabia Saudita, non sostengono il movimento di resistenza in Iraq. Infatti, è proprio il contrario.

Il capo della commissione suprema degli ulema e muftì dell'Arabia Saudita, Shaykh Abd-al-Aziz Bin-Abdallah Al al-Shaykh,  recentemente ha emesso una fatwa (decreto religioso islamico) che proibisce ai giovani sauditi di unirsi al movimento di resistenza iracheno:

In precedenza, l'ambasciatore saudita a Londra, principe Turki al-Faysal, ha fatto delle dichiarazioni rigettanti la dichiarazione emessa da ulema sauditi che esprimeva simpatia verso i difensori di Al-Fallujah. Egli ha veementemente criticato questi ulema.

E qui entra in gioco Shaykh Abd-al-Aziz Bin-Abdallah Al al-Shaykh, capo della commissione suprema degli ulema e muftì dell'Arabia Saudita, emettendo una fatwa (decreto religioso islamico) con il quale proibisce la lotta in Iraq contro gli occupanti ed avverte i giovani sauditi dall'unirsi ai loro fratelli che resistono con il pretesto che andare in Iraq non serve a niente ed è denso di rischi.  (Editoriale di Al-Quds al-Arabi,  Londra 14 novembre 2004).

Questa decisione del muftì saudita e della commissione degli ulema non dovrebbe essere una sorpresa. Il "fondamentalismo islamico" è stato coerentemente utilizzato per sostenere gli interessi della politica estera degli USA.

L'intervento militare USA in Afghanistan negli anni '80 è stato sostenuto dai missionari wahabiti provenienti dall'Arabia Saudita, che addestrarono i talebani ("diplomati") nelle madrassas sponsorizzate dagli USA in Pakistan ed Afghanistan. La dottrina wahabita non si sarebbe diffusa nel modo nel quale lo è stata senza l'appoggio dei servizi segreti USA.

Dagli anni '80 la CIA ha fornito addestramento alla guerriglia in Pakistan, che veniva integrato con gli insegnamenti dell'Islam.

Al Qaeda era una creatura dei servizi segreti USA che è stata messa assieme con il sostegno dei servizi segreti pakistani e sauditi:

"E' stato il governo degli Stati Uniti a sostenere il dittatore pakistano Generale Zia-ul Haq nel creare migliaia di scuole religiose dalle quali sono emersi i germi dei talebani". ((Revolutionary Association of the Women of Afghanistan (RAWA), Dichiarazione della RAWA sugli attacchi terroristici negli USA, Centre for Research on Globalisation (CRG), http://globalresearch.ca/articles/RAW109A.html , 16 settembre 2001)

La "jihad", in questo caso, è stata montata per conto di Washington per destabilizzare il governo secolare afgano che al tempo era appoggiato dall'Unione Sovietica. L'Arabia Saudita operò intimamente con Washington nel reclutamento dei mujahideen (guerrieri santi) per combattere contro l'Unione Sovietica. La monarchia saudita utilizzò il sostegno delle autorità religiose. Vennero emesse delle fatwa;

"spronare i giovani sauditi e non ad andare in Afghanistan e lì attuare la jihad. Ed essa lodava colore che sacrificavano la propria vita per nell'interesse delle cause della nazione islamica". (Al-Quds al-Arabi, op cit)

Confermato dall'Afghan Project (http://nsarchive.chadwyck.com/afintro.htm ), che ha raccolto centinaia di documenti della CIA e del Dipartimento di Stato, cablogrammi e memorandum, dalla fine degli anni '70 la CIA ha sviluppato legami con diverse organizzazioni islamiche. L'obiettivo era utilizzare la dottrina "fondamentalista islamica" per spodestare il secolare governo del Partito Democratico del Popolo dell'Afghanistan (PDPA) filosovietico e scatenare una guerra con l'Unione Sovietica. La stessa strategia di sostegno ai movimenti politici islamici è stata utilizzata da Washington nell'era post guerra fredda nelle repubbliche musulmane dell'ex Unione Sovietica ed anche in Bosnia and Kosovo.

Nell'editoriale di Al-Quds al-Arabi, Londra (14 novembre 2004) ci si chiede umilmente:

"Qual'è la differenza tra la jihad in Afghanistan e la jihad in Iraq? Qual'è la differenza tra l'occupazione sovietica dell'Afghanistan e l'occupazione USA dell'Iraq?

Qual'è la differenza tra i gruppi jihadisti in Afghanistan ed i loro equivalenti ad Al-Fallujah, Samarra e Al-Ramadi? 

Poniamo queste domande e conosciamo le risposte in anticipo. La differenza è chiara. La jihad in Afghanistan era sostenuta dagli americani in base ad un piano di rivincita sui sovietici per compensare la sconfitta in Vietnam. Perciò, questa jihad era legittima dal punto di vista degli ulema e dei funzionari in Arabia Saudita. Comunque, la jihad in Iraq è illegittima perché le forze occupanti sono americane e l'America è un alleato strategico della famiglia regnante in Arabia Saudita.


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