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Gli
americani vivono in
un momento storico che annichilisce il pensiero. L'ignoranza ora procura
un senso di comunità; il cervello è migrato nella cavità oscura della
vista; l'unico discorso che importa è sugli affari; adesso la povertà
viene considerata come un problema tecnico; il pensiero insegue
un'emozione che può obliterarlo. Il presunto candidato presidenziale del
Partito repubblicano, Donald Trump, dichiara che gli
piacciono "gli ignoranti" — implicando che è
meglio che restino ignoranti che agenti criticamente impegnati — e si vanta di non
leggere libri. Fox News
non porge nessuna
scusa per suggerire che pensare è un atto di stupidità.
Negli Stati Uniti una cultura di crudeltà ed una norma di vita di
sopravvivenza del più forte è la nuova norma ed una conseguenza è che
negli Stati Uniti la democrazia è sull'orlo di scomparire o è già
scomparsa! Dove sono gli agenti della democrazia e gli spazi pubblici
che offrono speranza in simili tempi bui? Molti sono nelle scuole
pubbliche
— a maggior ragione
motivo per lodare gli insegnanti delle scuole pubbliche e per difendere
l'istruzione pubblica e superiore come bene pubblico.
Per la maggior parte,
gli insegnanti
delle scuole pubbliche ed il corpo insegnante dell'istruzione superiore
sono un tesoro nazionale e può essere una delle ultime difese
disponibili per indebolire un autoritarismo crescente, un razzismo
pervasivo, la cultura della guerra permanente, l'allargamento della
disuguaglianza e la degradata nozione di cittadinanza nella società USA.
Non possono risolvere questi problemi ma possono educare una generazione
di studenti ad affrontarli. Tuttavia, gli insegnanti delle scuole
pubbliche in particolare, sono sottopagati e sovraccarichi di lavoro e
mancano di risorse adeguate. Alla fine, sono ingiustamente incolpati da
miliardari e politici di destra della condizione delle scuole pubbliche.
Allo scopo di assicurare il loro fallimento, le scuole di molte città,
come
Detroit
e Filadelfia, sono
state definanziate da legislatori di destra. Queste scuole sono in
rovina
— piene di animali
nocivi e con il pavimento rotto
— e spesso mancano
di riscaldamento e delle più fondamentali risorse. Esse rappresentano
l'immagine speculare della cultura della crudeltà e della spoliazione
prodotte dalla violenza del neoliberalismo.
Sotto il falso appello alle riforme, la legislazione nazionale
impone agli insegnanti stili pedagogici di esercitazioni e prove
standardizzate che uccidono l'immaginazione degli studenti. I giovani
soffrono sotto la tirannia di metodi che sono forme di repressione
disciplinare. Gli insegnanti restano impotenti mentre gli amministratori
modellano le loro scuole come prigioni e consegnano gli studenti alla
polizia. Ed in mezzo a simili spropositati assalti, gli insegnanti come
impiegati pubblici vengono denigrati.
Gli insicuri, sovraccarichi di lavoro professori incaricati
aggiunti impiegati in massa nella maggior parte delle istituzioni di
istruzione superiore non se la passano meglio. Sono stati ridotti ad un
esercito di schiavi salariati legati da contratto, con poco o nessun
potere, indennità o tempo per compiere le loro ricerche. Alcuni stati,
come il Texas, sembrano considerare l'istruzione superiore come una
potenziale sona di guerra ed hanno approvato una legislazione che
permette agli studenti di portare all'università armi nascoste. Questo è
certamente un modo per convincere il corpo insegnante a non impegnarsi
con i loro studenti in argomenti controversi. Con l'eccezione delle
scuole d'elite, che hanno i loro ambienti criminogeni con cui trattare,
l'istruzione superiore è in caduta libera, minata come sfera democratica
pubblica e sempre più modellata secondo le corporation e diretta da
eserciti di amministratori che desiderano ardentemente essere chiamati
amministratori delegati.
Intanto il governo federale utilizza miliardi di dollari per
alimentare uno dei maggiori bilanci della difesa e dell'intelligence al
mondo. La macchina della morte trabocca di denaro mentre il settore
pubblico, le forniture sociali ed i beni pubblici stanno scomparendo.
Allo stesso tempo, molti stati stanziano più finanziamenti per le
prigioni che per l'istruzione superiore. In tutto il paese i bambini
bevono acqua avvelenata con il piombo, mentre le corporation guadagnano
enormi profitti, ricevono enormi benefici fiscali, comprano i politici e
corrompono assolutamente il sistema politico. La fiducia e la
compassione sono considerate una debolezza se non uno svantaggio in
un'epoca di massicce iniquità nella ricchezza e nel potere.
Nel mezzo di quello che può essere considerato soltanto un colpo
alla democrazia, i repubblicani di destra producono delle politiche di
riduzione e tagli che si traducono in velenose politiche di austerità
per le scuole pubbliche e l'istruzione superiore. Come rileva
Jane Mayer
in
Dark Money,
i fratelli Koch
ed i loro miliardari alleati vogliono abolire il salario minimo,
privatizzare le scuole, eliminare lo stato sociale, inquinare il pianeta
a piacimento, stroncare i sindacati e promuovere delle politiche che
risultano nella morte non necessaria di milioni di persone che mancano
di assistenza sanitaria adeguata, posto di lavoro ed altre cose
indispensabili. I beni pubblici come le scuole, secondo questi politici
e lobbisti delle corporation, sono degli investimenti finanziari,
considerati come opportunità per affari. Per i miliardari, che sono
degli antiriformisti, insegnanti, studenti e sindacati danno
semplicemente fastidio e devono essere puniti.
Le scuole pubbliche e l'istruzione superiore sono "pericolose"
perché detengono il potenziale per servire come laboratori per la
democrazia dove gli studenti imparano a pensare criticamente. Gli
insegnanti sono minacciosi perché si rifiutano di combinare l'istruzione
con l'addestramento o di trattare le scuole come se fossero delle
concessionarie di automobili. Molti educatori hanno chiarito che
considerano l'insegnamento per le prove standardizzate e per definire la
responsabilità soltanto in termini numerici come degli atti che
intorpidiscono la mente ed uccidono lo spirito degli studenti. Tali
requisiti repressivi indeboliscono la capacità degli insegnanti di
essere creativi, impegnati con le comunità nelle quali lavorano ed
insegnano allo scopo di creare sapere critico e trasformativo.
L'affermazione che abbiamo troppi cattivi insegnanti è troppo spesso un
espediente per nascondere cattive politiche e per scatenare assalti alle
scuole pubbliche da parte di ideologi guidati dalle corporation e da
gestori di
hedge fund che considerano la
scuola rigorosamente come
opportunità d'investimento per grandi profitti.
Dobbiamo elogiare gli insegnanti,
reputarli a livelli elevati, pagare loro lo stipendio che meritano, dare
loro il controllo delle loro classe, ridurre la dimensione delle classi
ed investire nell'istruzione tanto, se non di più, di quanto investiamo
nel complesso militare-industriale. E' proprio per questo che dobbiamo
celebrare e richiamare l'attenzione a quelli di
Chicago, Detroit
e Seattle che stanno
lottando collettivamente contro simili attacchi alle scuole pubbliche.
Dobbiamo elogiarli, imparare da loro ed organizzarci con loro perché
rifiutano di trattare l'istruzione come una merce e riconoscono che la
crisi dell'educazione riguarda la crisi della democrazia,
dell'uguaglianza economica e della giustizia. Questa non è una lotta
minore perché nessuna democrazia può sopravvivere senza dei cittadini
informati.
L'istruzione neoliberale viene sempre più espressa in termini di
misure d'austerità e di ideologie guidate dal mercato che minano ogni
nozione d'immaginazione, riducono il corpo insegnante ad un esercito di
lavoratori legati da contratto ed opprimono gli studenti con
un'educazione che intirizzisce la mente o con un debito paralizzante
oppure con entrambe. Se il corpo insegnante e gli studenti non resistono
a questo assalto, non avranno più nessun controllo sulle condizioni del
loro lavoro e le istituzioni dell'istruzione pubblica e superiore
degenereranno ulteriormente in un puro accessorio delle corporation e
dell'elite finanziaria.
E' chiaramente tempo di rivisitare il
famoso discorso di Mario Savio a Berkeley
nel 1964, quando domandò di chiudere un sistema educativo che era
diventato odioso. Con le sue parole:
Arriva quindi il momento in cui l'operazione della macchina diventa
così odiosa, vi demoralizza tanto, che non potete partecipare, non
potete partecipare nemmeno passivamente e dovete mettere i vostri corpi
sopra i meccanismi e sopra gli ingranaggi, sopra le leve, sopra tutto
l'apparato e dovete farlo fermare. E dovete indicare alla gente che lo
dirige, alla gente che lo possiede, che a meno che non siate liberi alla
macchina sarà impedito affatto di funzionare.
L'appello di Savio alla resistenza è più rilevante oggi di quanto
lo fosse allora. Le scuole pubbliche non soltanto imitano le ingiustizie
di un sistema economico oppressivo, ma anche incanalano i giovani poveri
di colore nel sistema penale legale. La buona notizia è che vi è una eco
dell'oltraggio e della resistenza che ora emergono negli Stati Uniti,
specialmente tra i giovani come quelli del movimento
Black Lives Matter.
Se l'indice maggiore di ogni democrazia viene misurato da come una
società tratta i suoi figli, gli Stati Uniti stanno fallendo.
Fortunatamente, sempre più persone si stanno svegliando e si rendono
conto che la lotta per l'istruzione pubblica non riguarda soltanto
stipendi più alti per gli insegnanti; riguarda investire nei nostri
figli e nella democrazia stessa. Allo stesso tempo, viviamo in quello
che lo scrittore
Carl Boggs ed altri hanno
chiamato uno stato di guerra permanente, uno in cui ogni spazio sembra
essere un campo di battaglia ed i più vulnerabili vengono considerati
non soltanto come una minaccia di guerra permanente, ma anche come
oggetto di potenziale violenza. Questa è una lotta che collega gli
assalti all'istruzione con la più ampia guerra ai giovani, alla violenza
poliziesca con la militarizzazione della società e casi specifici di
brutalità razzista con
l'esercizio incontrollato del potere sistemico del capitale
finanziario. Ma la lotta non sarà facile.
Sotto tutta l'attuale brutalità, razzismo e predazione economica,
vi è qualche speranza ispirata dalla generazione di giovani che
protestano contro la violenza della polizia e l'attacco all'istruzione
pubblica e superiore e che stanno lavorando duramente per inventare una
politica che arrivi alla radice delle questioni. Vi è inoltre un barlume
di possibilità in quei giovani che hanno sostenuto
Bernie Sanders
ma che stanno domandando realmente una definizione nuova e radicale
della politica: La loro visione sorpassa di molto quella del
centro-sinistra e dei liberali del Partito Democratico.
Le elezioni sono l'inganno del capitalismo e questo non è mai stato
più chiaro che nell'attuale momento. Da un lato abbiamo
Hillary Clinton, una guerrafondaia,
una forte sostenitrice dell'elite finanziaria ed una rappresentante di
un neoliberalismo
che è tanto brutale quanto crudele. Dall'altro lato, abbiamo
Donald Trump,
un
imbonitore da circo
che invita gli
americani in un antro degli orrori. E queste sono le scelte che
costituiscono la democrazia? Non lo penso.
L'autoinganno collettivo andrà soltanto tanto lontano in assenza di
un sistema dell'istruzione che offra uno spazio per l'apprendimento
critico ed il dissenso e che funzioni da laboratorio per la democrazia.
In un'era dominata dalla celebrazione neoliberale dell'interesse
personale e dell'individualismo incontrollato vi è la tendenza a
dimenticare che i beni pubblici contano, che il pensiero critico è
essenziale per un opinione pubblica informata e che l'istruzione proprio
come minimo dovrebbe fornire agli studenti delle rotture sconvolgenti
che espongano la feroce energia dell'oltraggio e la speranza in un mondo
migliore.
Ma un'educazione critica possiede la capacità di fare di più. Essa
ha anche il potere non soltanto di impedire che la giustizia in noi
stessi e nella società più ampia finisca morta, ma anche, nei termini
poetici di
George Yancy, di insegnarci
come "amare con coraggio".
Fiduciosamente, mentre l'istruzione non risolve tali problemi, può
produrre le culture formative necessarie per permettere ad una
generazione di giovani di creare un terzo robusto partito
— un partito
alimentato da dei movimenti sociali che domandano la giustizia economica
e politica che possa permettere di
ad una democrazia radicale di venire alla luce.
Henry A. Giroux,
direttore aggiunto
Attualmente detiene la carica del professorato di Global TV
Network
alla
McMaster
University nel Dipartimento
di Inglese e Studi Culturali ed il professorato ordinario invitato
alla
Ryerson
University.
I suoi libri
comprendono:
Zombie Politics and Culture in the Age of Casino
Capitalism (Peter Land 2011), On Critical Pedagogy (Continuum, 2011), Twilight of the
Social: Resurgent Publics in the Age of Disposability (Paradigm 2012),
Disposable Youth: Racialized Memories and the Culture of Cruelty (Routledge
2012), Youth in Revolt: Reclaiming a Democratic Future (Paradigm 2013). I libri più recenti di Giroux sono
America’s Education Deficit and the War on Youth (Monthly Review
Press, 2013),
sono
Neoliberalism’s War on Higher Education, America’s
Disimagination Machine (City Lights)
e Higher Education After Neoliberalism
(Haymarket) sarà pubblicato
nel 2014). E' inoltre direttore aggiunto di
Cyrano’s Journal
Today /
The Greanville Post,
e membro del consiglio di amministrazione di
Truthout
e ha la propria
pagina
The Public Intellectual.
Il suo sito web è
www.henryagiroux.com.
Postato
simultaneamente su
TruthOut
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