THE GREANVILLE POST

 

 

 

Perché in tempi bui gli insegnanti contano

AutORE Rowan Wolf DatA 11 MAGGIO 2016

Henry A. Giroux
Critico culturale ed intellettuale pubblico

 

Gli americani vivono in un momento storico che annichilisce il pensiero. L'ignoranza ora procura un senso di comunità; il cervello è migrato nella cavità oscura della vista; l'unico discorso che importa è sugli affari; adesso la povertà viene considerata come un problema tecnico; il pensiero insegue un'emozione che può obliterarlo. Il presunto candidato presidenziale del Partito repubblicano, Donald Trump, dichiara che gli piacciono "gli ignoranti" implicando che è meglio che restino ignoranti che agenti criticamente impegnati e si vanta di non leggere libri. Fox News non porge nessuna scusa per suggerire che pensare è un atto di stupidità.

Negli Stati Uniti una cultura di crudeltà ed una norma di vita di sopravvivenza del più forte è la nuova norma ed una conseguenza è che negli Stati Uniti la democrazia è sull'orlo di scomparire o è già scomparsa! Dove sono gli agenti della democrazia e gli spazi pubblici che offrono speranza in simili tempi bui? Molti sono nelle scuole pubbliche a maggior ragione motivo per lodare gli insegnanti delle scuole pubbliche e per difendere l'istruzione pubblica e superiore come bene pubblico.

Per la maggior parte, gli insegnanti delle scuole pubbliche ed il corpo insegnante dell'istruzione superiore sono un tesoro nazionale e può essere una delle ultime difese disponibili per indebolire un autoritarismo crescente, un razzismo pervasivo, la cultura della guerra permanente, l'allargamento della disuguaglianza e la degradata nozione di cittadinanza nella società USA. Non possono risolvere questi problemi ma possono educare una generazione di studenti ad affrontarli. Tuttavia, gli insegnanti delle scuole pubbliche in particolare, sono sottopagati e sovraccarichi di lavoro e mancano di risorse adeguate. Alla fine, sono ingiustamente incolpati da miliardari e politici di destra della condizione delle scuole pubbliche. Allo scopo di assicurare il loro fallimento, le scuole di molte città, come Detroit e Filadelfia, sono state definanziate da legislatori di destra. Queste scuole sono in rovina piene di animali nocivi e con il pavimento rotto e spesso mancano di riscaldamento e delle più fondamentali risorse. Esse rappresentano l'immagine speculare della cultura della crudeltà e della spoliazione prodotte dalla violenza del neoliberalismo.

Sotto il falso appello alle riforme, la legislazione nazionale impone agli insegnanti stili pedagogici di esercitazioni e prove standardizzate che uccidono l'immaginazione degli studenti. I giovani soffrono sotto la tirannia di metodi che sono forme di repressione disciplinare. Gli insegnanti restano impotenti mentre gli amministratori modellano le loro scuole come prigioni e consegnano gli studenti alla polizia. Ed in mezzo a simili spropositati assalti, gli insegnanti come impiegati pubblici vengono denigrati.

Gli insicuri, sovraccarichi di lavoro professori incaricati aggiunti impiegati in massa nella maggior parte delle istituzioni di istruzione superiore non se la passano meglio. Sono stati ridotti ad un esercito di schiavi salariati legati da contratto, con poco o nessun potere, indennità o tempo per compiere le loro ricerche. Alcuni stati, come il Texas, sembrano considerare l'istruzione superiore come una potenziale sona di guerra ed hanno approvato una legislazione che permette agli studenti di portare all'università armi nascoste. Questo è certamente un modo per convincere il corpo insegnante a non impegnarsi con i loro studenti in argomenti controversi. Con l'eccezione delle scuole d'elite, che hanno i loro ambienti criminogeni con cui trattare, l'istruzione superiore è in caduta libera, minata come sfera democratica pubblica e sempre più modellata secondo le corporation e diretta da eserciti di amministratori che desiderano ardentemente essere chiamati amministratori delegati.

Intanto il governo federale utilizza miliardi di dollari per alimentare uno dei maggiori bilanci della difesa e dell'intelligence al mondo. La macchina della morte trabocca di denaro mentre il settore pubblico, le forniture sociali ed i beni pubblici stanno scomparendo. Allo stesso tempo, molti stati stanziano più finanziamenti per le prigioni che per l'istruzione superiore. In tutto il paese i bambini bevono acqua avvelenata con il piombo, mentre le corporation guadagnano enormi profitti, ricevono enormi benefici fiscali, comprano i politici e corrompono assolutamente il sistema politico. La fiducia e la compassione sono considerate una debolezza se non uno svantaggio in un'epoca di massicce iniquità nella ricchezza e nel potere.

Nel mezzo di quello che può essere considerato soltanto un colpo alla democrazia, i repubblicani di destra producono delle politiche di riduzione e tagli che si traducono in velenose politiche di austerità per le scuole pubbliche e l'istruzione superiore. Come rileva Jane Mayer in Dark Money, i fratelli Koch ed i loro miliardari alleati vogliono abolire il salario minimo, privatizzare le scuole, eliminare lo stato sociale, inquinare il pianeta a piacimento, stroncare i sindacati e promuovere delle politiche che risultano nella morte non necessaria di milioni di persone che mancano di assistenza sanitaria adeguata, posto di lavoro ed altre cose indispensabili. I beni pubblici come le scuole, secondo questi politici e lobbisti delle corporation, sono degli investimenti finanziari, considerati come opportunità per affari. Per i miliardari, che sono degli antiriformisti, insegnanti, studenti e sindacati danno semplicemente fastidio e devono essere puniti.

Le scuole pubbliche e l'istruzione superiore sono "pericolose" perché detengono il potenziale per servire come laboratori per la democrazia dove gli studenti imparano a pensare criticamente. Gli insegnanti sono minacciosi perché si rifiutano di combinare l'istruzione con l'addestramento o di trattare le scuole come se fossero delle concessionarie di automobili. Molti educatori hanno chiarito che considerano l'insegnamento per le prove standardizzate e per definire la responsabilità soltanto in termini numerici come degli atti che intorpidiscono la mente ed uccidono lo spirito degli studenti. Tali requisiti repressivi indeboliscono la capacità degli insegnanti di essere creativi, impegnati con le comunità nelle quali lavorano ed insegnano allo scopo di creare sapere critico e trasformativo. L'affermazione che abbiamo troppi cattivi insegnanti è troppo spesso un espediente per nascondere cattive politiche e per scatenare assalti alle scuole pubbliche da parte di ideologi guidati dalle corporation e da gestori di hedge fund che considerano la scuola rigorosamente come opportunità d'investimento per grandi profitti.

Dobbiamo elogiare gli insegnanti, reputarli a livelli elevati, pagare loro lo stipendio che meritano, dare loro il controllo delle loro classe, ridurre la dimensione delle classi ed investire nell'istruzione tanto, se non di più, di quanto investiamo nel complesso militare-industriale. E' proprio per questo che dobbiamo celebrare e richiamare l'attenzione a quelli di Chicago, Detroit e Seattle che stanno lottando collettivamente contro simili attacchi alle scuole pubbliche. Dobbiamo elogiarli, imparare da loro ed organizzarci con loro perché rifiutano di trattare l'istruzione come una merce e riconoscono che la crisi dell'educazione riguarda la crisi della democrazia, dell'uguaglianza economica e della giustizia. Questa non è una lotta minore perché nessuna democrazia può sopravvivere senza dei cittadini informati.

L'istruzione neoliberale viene sempre più espressa in termini di misure d'austerità e di ideologie guidate dal mercato che minano ogni nozione d'immaginazione, riducono il corpo insegnante ad un esercito di lavoratori legati da contratto ed opprimono gli studenti con un'educazione che intirizzisce la mente o con un debito paralizzante oppure con entrambe. Se il corpo insegnante e gli studenti non resistono a questo assalto, non avranno più nessun controllo sulle condizioni del loro lavoro e le istituzioni dell'istruzione pubblica e superiore degenereranno ulteriormente in un puro accessorio delle corporation e dell'elite finanziaria.

E' chiaramente tempo di rivisitare il famoso discorso di Mario Savio a Berkeley nel 1964, quando domandò di chiudere un sistema educativo che era diventato odioso. Con le sue parole:

Arriva quindi il momento in cui l'operazione della macchina diventa così odiosa, vi demoralizza tanto, che non potete partecipare, non potete partecipare nemmeno passivamente e dovete mettere i vostri corpi sopra i meccanismi e sopra gli ingranaggi, sopra le leve, sopra tutto l'apparato e dovete farlo fermare. E dovete indicare alla gente che lo dirige, alla gente che lo possiede, che a meno che non siate liberi alla macchina sarà impedito affatto di funzionare.

L'appello di Savio alla resistenza è più rilevante oggi di quanto lo fosse allora. Le scuole pubbliche non soltanto imitano le ingiustizie di un sistema economico oppressivo, ma anche incanalano i giovani poveri di colore nel sistema penale legale. La buona notizia è che vi è una eco dell'oltraggio e della resistenza che ora emergono negli Stati Uniti, specialmente tra i giovani come quelli del movimento Black Lives Matter.

Se l'indice maggiore di ogni democrazia viene misurato da come una società tratta i suoi figli, gli Stati Uniti stanno fallendo. Fortunatamente, sempre più persone si stanno svegliando e si rendono conto che la lotta per l'istruzione pubblica non riguarda soltanto stipendi più alti per gli insegnanti; riguarda investire nei nostri figli e nella democrazia stessa. Allo stesso tempo, viviamo in quello che lo scrittore Carl Boggs ed altri hanno chiamato uno stato di guerra permanente, uno in cui ogni spazio sembra essere un campo di battaglia ed i più vulnerabili vengono considerati non soltanto come una minaccia di guerra permanente, ma anche come oggetto di potenziale violenza. Questa è una lotta che collega gli assalti all'istruzione con la più ampia guerra ai giovani, alla violenza poliziesca con la militarizzazione della società e casi specifici di brutalità razzista con l'esercizio incontrollato del potere sistemico del capitale finanziario. Ma la lotta non sarà facile.

Sotto tutta l'attuale brutalità, razzismo e predazione economica, vi è qualche speranza ispirata dalla generazione di giovani che protestano contro la violenza della polizia e l'attacco all'istruzione pubblica e superiore e che stanno lavorando duramente per inventare una politica che arrivi alla radice delle questioni. Vi è inoltre un barlume di possibilità in quei giovani che hanno sostenuto Bernie Sanders ma che stanno domandando realmente una definizione nuova e radicale della politica: La loro visione sorpassa di molto quella del centro-sinistra e dei liberali del Partito Democratico.

Le elezioni sono l'inganno del capitalismo e questo non è mai stato più chiaro che nell'attuale momento. Da un lato abbiamo Hillary Clinton, una guerrafondaia, una forte sostenitrice dell'elite finanziaria ed una rappresentante di un neoliberalismo che è tanto brutale quanto crudele. Dall'altro lato, abbiamo Donald Trump, un imbonitore da circo che invita gli americani in un antro degli orrori. E queste sono le scelte che costituiscono la democrazia? Non lo penso.

L'autoinganno collettivo andrà soltanto tanto lontano in assenza di un sistema dell'istruzione che offra uno spazio per l'apprendimento critico ed il dissenso e che funzioni da laboratorio per la democrazia. In un'era dominata dalla celebrazione neoliberale dell'interesse personale e dell'individualismo incontrollato vi è la tendenza a dimenticare che i beni pubblici contano, che il pensiero critico è essenziale per un opinione pubblica informata e che l'istruzione proprio come minimo dovrebbe fornire agli studenti delle rotture sconvolgenti che espongano la feroce energia dell'oltraggio e la speranza in un mondo migliore.

Ma un'educazione critica possiede la capacità di fare di più. Essa ha anche il potere non soltanto di impedire che la giustizia in noi stessi e nella società più ampia finisca morta, ma anche, nei termini poetici di George Yancy, di insegnarci come "amare con coraggio". Fiduciosamente, mentre l'istruzione non risolve tali problemi, può produrre le culture formative necessarie per permettere ad una generazione di giovani di creare un terzo robusto partito un partito alimentato da dei movimenti sociali che domandano la giustizia economica e politica che possa permettere di ad una democrazia radicale di venire alla luce.

 

Henry A. Giroux, direttore aggiunto

Attualmente detiene la carica del professorato di Global TV Network alla McMaster University nel Dipartimento di Inglese e Studi Culturali ed il professorato ordinario invitato  alla Ryerson University. I suoi libri comprendono: Zombie Politics and Culture in the Age of Casino Capitalism (Peter Land 2011), On Critical Pedagogy (Continuum, 2011), Twilight of the Social: Resurgent Publics in the Age of Disposability (Paradigm 2012), Disposable Youth: Racialized Memories and the Culture of Cruelty (Routledge 2012), Youth in Revolt: Reclaiming a Democratic Future (Paradigm 2013). I libri più recenti di Giroux sono America’s Education Deficit and the War on Youth (Monthly Review Press, 2013), sono Neoliberalism’s War on Higher Education, America’s Disimagination Machine (City Lights) e Higher Education After Neoliberalism (Haymarket) sarà pubblicato nel 2014). E' inoltre direttore aggiunto di Cyrano’s Journal Today / The Greanville Post, e membro del consiglio di amministrazione di Truthout e ha la propria pagina The Public Intellectual. Il suo sito web è www.henryagiroux.com.

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