The B u l l e t

Socialist Project • E-Bulletin No. 647
6 giugno 2012

 

La minaccia del buon esempio del Quebec

Peter Hallward

 

La straordinaria mobilitazione studentesca in Quebec ha già il più lungo e più grande sciopero studentesco nella storia del Nord America e ha già organizzato il più grande singolo atto di disobbedienza civile nella storia canadese. Ora sta crescendo rapidamente in una delle più potenti ed inventive campagne anti-austerità in qualsiasi parte del mondo.

Naturalmente, ogni situazione è differente e gli studenti del Quebec traggono da una storia particolare di lotta sociale e politica, radicata nella Rivoluzione Tranquilla degli anni '60 e nelle diverse successive e stupefacenti campagne per l'istruzione superiore gratuita o a basso costo. Inoltre, il sostegno al governo provinciale che a loro si oppone è stato indebolito in anni recenti da accuse di corruzione e bustarelle. Nondimeno, quelli di noi che lottano contro tagli e tasse in altre parti del mondo hanno molto da imparare dal modo in cui la campagna organizzata e sostenuta. E' arrivato il momento che gli attivisti dell'istruzione nel Regno Unito, in particolare, comincino a fare i più sonori complimenti ai quebecois: quando in dubbio, imitate!

La prima ragione del successo degli studenti si trova nella chiarezza di entrambe il loro scopo immediato e nei suoi collegamenti ad una vasta gamma di scopi strettamente associati. Gli studenti di tutte le convinzioni politiche sostengono l'attuale 'programma minimo', bloccare il piano del governo liberale di aumentare le tasse scolastiche dell'82% nel corso di diversi anni. La maggior parte degli studenti e le loro famiglie si oppongono anche alle molte misure similari introdotte dai governi federale e provinciali in anni recenti in Canada, che rappresentano collettivamente un attacco neoliberista senza precedenti alla sicurezza sociale (nuove tasse per gli utenti dell'assistenza sanitaria, eliminazione di servizi e posti di lavoro del settore pubblico, chiusura di fabbriche, sfruttamento sfrenato delle risorse naturali, aumento dell'età pensionabile, restrizioni ai sindacati e così via). E, a parte i banchieri ed alcuni datori di lavoro, la maggior parte della gente attraverso il Canada si duole già del fatto che il debito medio per i laureati sia attorno a $27.000.

La crescita di CLASSE

Un numero crescente di studenti ora sostiene il principio fondamentale dell'istruzione universale gratuita, a lungo difesa dai gruppi studenteschi più militanti (generalmente coordinati nell'eccezionale nuova coalizione CLASSE) ed appoggia le loro richieste di abolizione incondizionata delle tasse scolastiche, da eliminarsi gradualmente nel corso di diversi anni e compensate da una modesta e perfettamente fattibile imposta sulle banche, in un momento di profitti record delle banche. “Questa posizione intransigente", ha osservato il cronista del Guardian, "ha catapultato CLASSE dall'essere un'organizzazione relativamente sconosciuta con 40.000 membri ad un fenomeno in allargamento che ora conta 100.000 membri e pretende di rappresentare il 70% degli studenti in sciopero". Numeri crescenti possono anche vedere come una simile richiesta può aiutare a compensare per il più ovvio sviluppo socioeconomico in Canada nel corso degli ultimi 30 anni: la crescita drammatica della disuguaglianza del reddito, rafforzata da un'intera serie di misure (tagli fiscali, accordi commerciali, piani di privatizzazione...) che hanno avvantaggiato i ricchi ed i molto ricchi a spese di tutti gli altri.

In Quebec, la resistenza studentesca a queste misure non ha semplicemente generato una 'catena di equivalenze' contingente attraverso domande altrimenti disparate: ha contribuito a creare una comunità pratica, militante di interessi in presenza di un assalto neoliberista sistematico. "E' più che uno sciopero studentesco", ha affermato in aprile un portavoce di CLASSE, "Vogliamo che diventi una lotta del popolo". Al principio respinto sdegnosamente nei media corporativi, questo tentativo generale di trasformare il movimento studentesco in un movimento sociale ha prodotto risultati nelle ultime settimane e sarebbe difficile descrivere il tono generale dei rapporti dalla marce di protesta notturne che ora catturano gran parte di Montreal anche in termini di euforia collettiva.

Naturalmente nulla di simile è ancora avvenuto nel Regno Unito, anche se la variante britannica dello stesso assalto neoliberista eliminazione dell'EMA, immediata triplicazione delle tasse, privatizzazione sistematica delle provviste è stata molto più brutale. Ma le ragioni principali di questo si trovano meno in qualche tendenza unicamente francofona di difendere una particolare eredità sociale che nei tre elementi fondamentali (ed assai invertibili) di qualsiasi campagna popolare di successo: strategia, organizzazione e conferimento di poteri.

Come molti studenti sapevano bene prima di lanciare la loro campagna antitasse la scorsa estate, il modo migliore per ottenere questo tipo di diritto è di implementare una strategia che nessun ammontare di coercizione statale possa superare un generale, totale ed 'illimitato' boicottaggio delle lezioni. Le azioni di una giornata e le marce di protesta simboliche possono contribuire a costruire lo slancio, ma soltanto "uno sciopero generale indeterminato da agli studenti la massima influenza per far sentire le loro richieste", spiega il giornale di CLASSE Ultimatum. Finora, sono 108 giorni e più e on ne lâche pas” (non ci arrenderemo) è diventato uno slogan familiare attraverso la provincia. A condizione che abbastanza studenti siano disposti a sostenerlo, il loro sciopero li pone in una posizione contrattuale quasi invincibile.

Assicurare questa preparazione è la chiave di CLASSE come organizzazione. Ha procurato nuove strade per studenti precedentemente rappresentati da associazioni studentesche più caute e convenzionali per schierarsi con la più militante ASSÉ, con la sua tradizione di azione diretta e di democrazia partecipativa. Gli attivisti hanno passato dei mesi a preparare il terreno per lo sciopero, parlando con gli studenti uno alla volta, organizzando dipartimento per dipartimento e quindi facoltà per facoltà, cominciando con i programmi più ricettivi e diffondendo lentamente fuori ai più scettici.

Ad ogni livello pertinente hanno creato assemblee generali, che li ha investiti del potere di deliberare e poi di prendere, rapidamente e collettivamente, decisioni importanti. Le azioni vengono decise da una dimostrazione pubblica di mani, piuttosto che da un'espressione atomizzata di opinione privata. Più queste assemblee sono diventate potenti ed efficaci, più attivo ed entusiastico il livello di partecipazione. Quindi i delegati delle assemblee partecipano a congressi più ampi e, nell'assenza di qualsiasi leadership o burocrazia formale, la volontà generale che è emersa da questi congressi è così chiara che ora CLASSE è la principale forza organizzativa della campagna ed è in grado di mettere sotto pressione gli altri sindacati studenteschi più inclini al compromesso.

Assemblee e potere collettivo

Settimana dopo settimana, le assemblee hanno deciso di continuare lo sciopero. Nella maggior parte dei luoghi, questo ha significato pure la decisione di continuare ad intraprendere i passi necessari per assicurare la sua riuscita continuazione, impedendo alla minoranza di studenti dissenzienti di interromperlo. Traendo dalla sua esperienza alla McGill University, il veterano degli scioperi Jamie Burnett ha qualche consiglio utile per i molti attivisti studenteschi che ora considerano come estendere al meglio la campagna ad altre parti del Canada: non abbandonatevi a 'picchetti morbidi' che permettano alle lezioni di svolgersi nonostante un mandato di sciopero e che permettano in questo modo al personale di isolare e indebolire gli studenti in sciopero. "Far rispettare gli scioperi è difficile da fare, almeno al principio", afferma, "ma è molto meno difficile che mancare un semestre. Ed alla fine la gente arriva intorno, costruendo nel processo una cultura di solidarietà e di politica polemica".

Finora il risultato principale di questo processo è stato di potere collettivo di vasta portata. Deciso dall'inizio di persuadere piuttosto che seguire i settori più scettici dei media e della 'opinione pubblica', gli studenti si sono resi più potenti dei loro avversari. "Abbiamo imparato collettivamente", ha dichiarato la scorsa settimana il portavoce di CLASSE Gabriel Nadeau-Dubois, "che se ci mobilitiamo e cerchiamo di bloccare qualcosa, è possibile farlo". Dalle adunate al boicottaggio delle lezioni, in aprile lo sciopero si è allargato per includere dimostrazioni più polemiche e dirompenti marce notturne attraverso il centro della città. Subito dopo, le proteste di solidarietà da parte di gruppi come Mères en colère et solidaires sono cominciate ad aumentare in distretti della classe lavoratrice di Montreal.

Nel tentativo disperato di ricuperare l'iniziativa rappresentando il conflitto come una questione criminale piuttosto che politica, il governo provinciale allarmato ha approvato rapidamente la sua draconiana Legge 78 per limitare le marce, scoraggiare l'applicazione dello sciopero e consolidare le proprie credenziali (prima di imminenti elezioni) come amministrazione di legge e ordine. Comunque, nella risultante intensificazione, è il governo che è stato costretto a tremolare. Il 23 maggio, il giorno dopo che lo storico numero di 300.000 persone ha marciato attraverso Montreal in appoggio agli studenti, la polizia ha chiuso in recinti e quindi arrestato più di 700 persone un numero che secondo gli standard storici stupisce. Ma la mobilitazione è diventata troppo forte da contenere e dopo la condanna quasi universale della nuova legge è già inapplicabile. Dal 22 maggio, le manifestazioni pro-studentesche si sono moltiplicate in modi e numeri che la polizia non può controllare e, traendo da tradizioni latinoamericane (e da più vecchie chiassate), le marce al suono delle casseruole sono cresciute come funghi nella provincia del Quebec.  Giovedì notte, dei tesi negoziati con il governo si sono di nuovo interrotti senza risoluzione ed i settori commerciale e del turismo sono già allarmati dalla prospettiva di una nuova ondata di proteste di strada che continuano dentro la popolare stagione del festival estivo di Montreal.

Ora vi è  la possibilità molto reale che delle mobilitazioni simili possano spandersi più lontano. Dei sondaggi recenti suggeriscono che la maggior parte degli studenti in tutto il Canada sosterrebbero uno sciopero contro gli aumenti delle tasse scolastiche e lo slancio per l'azione più vigoroso potrebbe essere in costruzione ad Ottawa ed in tutto l'Ontario; mostrano anche che nello stesso Quebec un pubblico inizialmente esitante sta cominciando a penzolare dietro alle richieste degli studenti e contro la repressione governativa. Il 30 maggio, all'ora rituale delle 20, vi sono stati dozzine di raduni di solidarietà in tutto il Canada e nel mondo. A Londra circa 150 casserolistas sono risonate con grande fragore dalla Canada House all'ambasciata canadese a Grosvenor Square.

Se abbastanza di noi sono disposti ad imparare alcune cose dai nostri amici in posti come il Quebec ed il Cile, allora nei prossimi anni questi numeri possono cambiare oltre ogni riconoscimento. Dopo molta esitazione, recentemente il NUS ha deciso che l'istruzione dovrebbe essere 'gratuita per tutti ad ogni livello' e gli attivisti stanno moltiplicando i giri per una massiccia manifestazione del TUC il 20 ottobre. Dopo un paio di primavere memorabili, è il momento di preparare un autunno di grande importanza.

Peter Hallward insegna al centro di ricerche sulla filosofia europea moderna alla Kingston University di Londra ed è membro dell'Education Activist Network. Il suo libro sulla Volontà del popolo è prossimo da Verso nel 2012. E' autore di Damming the Flood: Haiti, Aristide and the Politics of Containment del 2008 [lancio del libro LeftStreamed].