NEO

New Eastern Outlook

 

 

12.04.2016 Autore: Tony Cartalucci

Il programma "Prendi e Rilascia" terroristi dell'occidente

 

Praticamente ogni sospetto coinvolto nei recenti attentati di Bruxelles era stato rintracciato, arrestato, sotto custodia dalle agenzie di sicurezza europee o dalle agenzie dei loro alleati ma inesplicabilmente rilasciato e permesso di eseguire entrambe gli attacchi di Bruxelles come pure gli attacchi di Parigi che li hanno preceduti.

Questo fatto è così ovvio che gli stessi media occidentali lo ammettono, ma semplicemente respingono le ovvie e più gravi implicazioni che tali fatti pongono sostenendo che è soltanto incompetenza sistemica.

Il Wall Street Journal ha ammesso che l'"uomo nel cappello" arrestato di recente, noto anche come Mohamed Abrini, era pure stato arrestato per sospetta attività terroristica presumibilmente cercando bersagli potenziali nel Regno Unito ma anche come i suoi collaboratori inspiegabilmente rilasciato. Suo fratello era stato in Siria, dove aveva combattuto ed era morto a fianco del cosiddetto "Stato Islamico" (ISIS) ed anche lo stesso Abrini pare sia stato in Siria.

L'articolo del Wall Street Journal, “Brussels Suspect Mohamed Abrini: What We Know,” riferisce che:

Dopo il Regno Unito, Mr. Abrini è andato a Parigi e quindi a Bruxelles, dove, secondo le due persone, è stato arrestato ma poi rilasciato. Ma le autorità belghe hanno passato le informazioni sul suo viaggio nel Regno Unito, includendo immagini trovate nel suo telefono, ai britannici, hanno affermato le fonti.

Il caso di "prendi e rilascia" di Abrini prima di eseguire una riuscita catena di letali attacchi attraverso l'Europa, è soltanto l'ultimo.

Il programma prendi e rilascia ISIS dell'occidente

La maggiore agenzia stampa tedesca, Deutsche Presse-Agentur, ha riportato nel suo articolo, Reports: Brothers known to police were among Brussels suicide bombers, che:

Due fratelli di Bruxelles che erano noti alla polizia sono tra gli attentatori suicidi che hanno eseguito i mortali attacchi terroristici all'aeroporto internazionale ed alla metropolitana nella capitale belga, hanno riportato mercoledì i media locali.

E che:

All'inizio del 2011 [Khalid El Bakraoui] era stato condannato a cinque anni di prigione per furto d'auto, dopo essere stato arrestato in possesso di fucili Kalashnikov, secondo l'agenzia di notizie Belga.

Suo fratello, il trentenne Brahim, nel 2010 era stato condannato a nove anni di carcere per avere sparato alla polizia con un fucile Kalashnikov durante una rapina a mano armata, ha dichiarato la Belga.

Il New York Times, nel suo articolo, “Brussels Attack Lapses Acknowledged by Belgian Officials, ha riferito, riguardo ad un altro sospetto dell'attentato di Bruxelles, Brahim El Bakraoui, e del suo arresto e deportazione dalla Turchia che:

I ministeri della giustizia e dell'interno belgi hanno riconosciuto che i loro dipartimenti avrebbero dovuto agire in base ad un allarme turco su un criminale belga condannato arrestato per breve tempo in Turchia lo scorso anno con sospetto di attività terroristica, che è risultato essere uno degli attentatori suicidi. E l'ufficio del procuratore belga ha dichiarato che il fratello della persona un altro attentatore suicida era ricercato da dicembre in collegamento con gli attacchi di Parigi.

Questo costituisce 4 sospetti che erano noti alle agenzie di sicurezza europee per crimini violenti e/o per terrorismo, con ciascuno e tutti di loro in custodia prima che gli attacchi si svelassero.

Per la pesca per il mondo, il concetto di "prendi e rilascia" permette ai pescatori di godere dell'esperienza della pesca mentre si preservano il numero e la salute delle popolazioni di pesci. Il concetto di "prendi e rilascia" per le agenzie di sicurezza ed intelligence occidentali pare molto simile mantenere l'illusione di operazioni antiterrorismo, mentre si preservano il numero e la salute di organizzazioni terroristiche per il mondo.

Rispondendo "a quale fine" l'occidente permetta ai terroristi di eseguire con successo degli attacchi contro obiettivi occidentali, la risposta è piuttosto semplice. consente l'espansione del potere e del controllo all'interno mentre giustifica guerre infinite e redditizie all'estero.

La creazione e la perpetuazione di organizzazioni terroristiche come al Qaeda ed ISIS da parte dell'occidente e dei suoi alleati serve ad un altro fine riconosciuto. Negli anni 1980 è stato ammesso che al Qaeda è stata creata per intraprendere una guerra per procura contro l'Unione Sovietica n Afghanistan. Nel 2011, gli USA ed i loro alleati della NATO e nel Golfo Persico hanno utilizzato i terroristi collegati ad al Qaeda in Libia ed in Siria nel tentativo di rovesciare i loro rispettivi governi.

Oggi l'ISIS serve sia come esercito per procura che intraprende la guerra su vasta scala contro i governi di Siria, Iraq e, più indirettamente, Iran e Russia, come pure come un mezzo per minacciare ed obbligare dei paesi per il mondo.

Le impasse politiche nel sudest asiatico che girano intorno alla declinante influenza americana nella regione sono state affrontate con l'improvvisa ed altrimenti inspiegabile apparizione dell'ISIS. In un caso, l'Indonesia ha firmato un grande accordo ferroviario mentre perseguiva altre partnership economiche e militari con Beijing, prima di subire il suo primo attacco dell'ISIS nella capitale, Jakarta.

La Thailandia è stata allo stesso modo minacciata dagli USA di un imminente attacco dell'ISIS in mezzo a tentativi di Bangkok di sradicare le reti politiche del mandatario politico appoggiato dagli USA. Thaksin Shinawatra. Bangkok ha pure mostrato esitazione a firmare l'impopolare accordo di libero scambio Trans-Pacific Partnership (TPP) sponsorizzato dagli USA.

Bangkok  è stata già colpita lo scorso anno dal terrorismo dopo avere ritornato alla Cina dei terroristi perché affrontassero la giustizia dopo ripetute proteste dell'America. Soltanto dei mesi più tardi, dei gruppi legati al fronte terrorista della NATO, i Lupi Grigi turchi, hanno eseguito un attentato nel centro di Bangkok.

L'ISIS, le sue controparti ed i gruppi secondari come i Lupi Grigi della NATO, servono molteplici ruoli per l'occidente. Sono un pretesto per invadere ed occupare paesi stranieri, un esercito per procura per fare la guerra contro i loro nemici ed un mezzo per mantenere la paura e l'obbedienza all'interno sotto gli auspici di un crescente stato di polizia. E' difficile credere che l'occidente possa mantenere la sua attuale politica estera ed interna senza questa minaccia è diventata una parte integrale della strategia geopolitica dell'occidente.

Una confessione firmata vi convincerebbe

Molti sono rapidi a respingere le prove dell'utilizzo di interessi speciali occidentali di terroristi e del terrorismo per proiettare all'estero il potere geopolitico e mantenere il controllo all'interno. Questo nonostante l'ammessa natura del ruolo dell'occidente nella creazione ed utilizzazione di al Qaeda in Afghanistan durante gli anni 1980 e di documenti firmati e datati come “Which Path to Persia?” del 2009 della Brookings Institution, documento che sostiene apertamente la causa di utilizzare un'organizzazione terrorista elencata, Mujahedin-e Khalq (MEK), per intraprendere una campagna di violenze per procura contro il popolo iraniano ed il suo governo.

Si dovrebbe osservare che il MEK è colpevole dell'uccisione di civili e di personale militare americani, come pure continuante una campagna di terrorismo contro obiettivi civili e politici in Iran. La Brookings ammette di fatto questo mentre propone l'utilizzo USA dell'organizzazione terrorista per attuare obiettivi di politica estera degli USA. Se il MEK è un candidato appropriato per il patrocinio occidentale, perché non l'ISIS?

Considerando ciò ed il "casuale" armamento e finanziamento di "ribelli" in Libia da parte degli USA e dei loro alleati nel 2011 che ora sono membri verificabili di organizzazioni terroriste elencate, le rivelazioni del coinvolgimento degli USA dietro all'ascesa dell'ISIS dovrebbero arrivare con poca sorpresa.

Ed oltre la mera speculazione, un rapporto del 2012 della Defense Intelligence Agency (DIA) USA trapelato al pubblico, ammette che gli USA ed i loro alleati hanno perseguito la creazione di un "principato" (Stato) "salafita" (Islamico) in Siria orientale, precisamente dove ora si trova l'ISIS.

La DIA ha ammesso:

Se la situazione si disfa, vi è la possibilità di istituire un dichiarato o non dichiarato principato salafita in Siria orientale (Hasaka and Der Zor) e questo è esattamente quello che vogliono le potenze che sostengono l'opposizione, allo scopo di isolare il regime siriano, che viene considerato la profondità strategica dell'espansione della Siria (Iraq and Iran). 

Il documento della DIA quindi spiega esattamente chi siano questi sostenitori del "principato salafita" (e chi siano i suoi veri nemici):

L'occidente, i paesi del Golfo e la Turchia sostengono l'opposizione, mentre Russia, Cina ed Iran sostengono il regime.

Tutto ciò che resta al Pentagono forse è rendere noti i cedolini paga dei capi dell'ISIS o i documenti logistici riguardanti le operazioni di rifornimento USA-NATO per l'ISIS lungo la frontiera turco-siriana e forse anche questa rivelazione non sarebbe ancora sufficiente per convincere alcuni in occidente che gli interessi speciali che posano come loro leader sono complici non soltanto nell'avere creato l'ISIS, ma nell'organizzare e nell'assicurare il caos che provocano che si spiega all'interno ed all'estero dovunque ed ogniqualvolta necessario.

Il fatto che letteralmente che i sospetti degli attacchi di Bruxelles e di Parigi siano sempre noti ed in molti casi siano stati detenuti dalle agenzie di sicurezza occidentali prima degli attacchi, tuttavia siano stati rilasciati prima che venisse loro permesso di eseguire con successo i loro attacchi, prova che l'occidente stia gradendo molto l'"esperienza" di mantenere una guerra al terrorismo, ma, come i buoni conservazionisti della pesca, si stia assicurando che le popolazioni delle sue sorgenti restino in buona salute e numerose.

Tony Cartalucci, ricercatore geopolitico e scrittore con sede a Bangkok, specialmente per la rivista online “New Eastern Outlook”.