Problemi nel paradiso di Brzezinski?
di Umberto Pascali

4 febbraio 2008

 

"Il ministro della difesa francese, Herve Morin, non si è smosso quando Gates ha chiesto a Parigi altre truppe". [1° febbraio, Guardian Unlimited]
 

“[Il ministro della difesa tedesco Franz Josef] Jung ha risposto in maniera ugualmente forte, rifiutando di inviare nel sud dell'Afghanistan i 3.200 soldati che Gates ha richiesto per rimpiazzare le truppe USA". [1° febbraio, Guardian Unlimited]

Gli europei rifiutano di unirsi al nuovo schieramento bellico in Afghanistan che è il primo passo verso una Operazione Barbarossa globale pianificata verso la Russia.

Avviare la macchina di tale conteggio alla rovescia per la guerra è stata la raison d’être dei frenetici sforzi di Zbigniew Brzezinski per imporre il candidato da lui selezionato, Barack Obama, come prossimo presidente degli USA. Se l'assalto finale contro la Russia deve avere una realistica possibilità di avere successo, le risorse economiche, militari, propagandistiche dell'Europa (specialmente di Francia, Germania, Italia e Spagna) devono essere poste sotto controllo angloamericano ed integrate totalmente con la macchina bellica angloamericana. Il prestanome Obama è tenuto a fornire la retorica ideologica e l'isteria che potrebbe portare l'opinione pubblica degli USA e gli europei (più grandi aree del Terzo Mondo), che sono entrambe nauseati e disgustati dalle guerre di aggressione in Iraq ed Afghanistan, sul treno della guerra totale.

Ciò che ora ci si deve aspettare è un periodo di crescenti pressioni sull'Europa perché ceda, se riuscirà a salvare la propria sovranità oppure si integrerà nella macchina bellica. La situazione rassomiglia, mutatis mutandis, al periodo del violento dibattito sulla questione degli euromissili. In quel periodo, l'Europa cedette. Ora, comunque, la situazione potrebbe essere diversa. Gli angloamericani non hanno l'influenza ed il potere che potevano vantare un tempo. La Russia è guidata da persone realistiche e competenti che sanno che la loro resa o sconfitta significherebbe la partizione della Russia ed il saccheggio finale. La Russia e la Cina sono legate in una alleanza basata sulla comune comprensione del pericolo esistenziale che fronteggiano. Ed anche gli europei potrebbero avere imparato qualcosa nei 20 anni trascorsi.

Se il potenziale economico e militare dell'Europa non è disponibile per la nuova Operazione Barbarossa globale, il piano di Brzezinski fallirà. Il tentativo di Brzezinski di utilizzare ancora la "carta musulmana" (servendosi di popolazioni musulmane e gruppi terroristici come carne da cannone per un sovvertimento diretto contro entrambe la Russia e la Cina) o di utilizzare l'India non sarà sufficiente. I prossimi eventi chiariranno se gli europei si lasceranno intimidire e fatti correre in disordine propagandisticamente verso una guerra. Non sarebbe sorprendente se nuovi scandali, piccoli velati ricatti, provocazioni "terroristiche", produrranno artificialmente contrasti interni ed altri "brutti scherzi" cattureranno le prime pagine dei media.

  • Una serie di eventi costituirà una cartina al tornasole per la possibilità di successo del piano Brzezinski:

  • La riunione della NATO a Vilnius il 7-8 febbraio,


     

  • La concomitante esplosione della Crisi del Kosovo,


     

  • Le reazioni alle pressioni (che continueranno) sui governi europei,


     

  • La condizione della campagna presidenziale negli USA. Qualcuno punterà il riflettore su Brzezinski ed il suo piano?


     

  • Più tardi, il summit della NATO in aprile a Bucarest.

Il Manifesto che richiede la guerra nucleare preventiva è stato presentato durante la prima metà di gennaio ad entrambe il Pentagono a Washington ed al Segretario Generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer. Come è stato riferito recentemente dai media, cinque ex leader militari della NATO hanno firmato un documento senza precedenti: il generale John Shalikashvili, l'ex capo degli S.M. Riuniti USA ed ex comandante supremo della NATO in Europa; il generale Klaus Naumann, ex comandante tedesco ed ex presidente del comitato militare della NATO; il generale Henk van den Breemen, un ex capo di S.M. olandese; l'ammiraglio Jacques Lanxade, un ex capo di S.M. francese e Lord Inge, maresciallo di campo ed ex capo dello S.M. generale e dello S.M. della difesa del Regno Unito.

Note:

Germany Rejects U.S. Request for More Afghan Troops, 1° febbraio, Bloomberg

US 'sternly requests' more German troops for Afghanistan, 1° febbraio, Guardian Unlimited