
Il trucco usato per creare una minaccia
Questo è il costo della guerra 'morale' di Blair
di John Pilger
13-3-2003
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IL governo Blair sa, quasi dal primo giorno in carica nel 1997, che le armi di distruzione di massa dell'Iraq furono quasi certamente distrutte dopo la Guerra del Golfo. Di tutta la propaganda bellica di Blair e Bush e delle loro attuali minacce di dare a Saddam Hussein un altro ultimatum per disarmare, quella che potrebbe essere la loro più grande menzogna viene esposta da questa rivelazione. Due settimane fa, fu ottenuta dalla rivista americana Newsweek e dall'analista della Cambridge University Glen Rangwala (che lo scorso mese rivelò che il "dossier dell'intelligence" di Blair sull'Iraq era scopiazzato, parola per parola, dalla tesi di uno studente americano), una trascrizione delle dichiarazioni alle Nazioni Unite del generale iracheno Hussein Kamel. Il Generale Kamel era il "testimone chiave" dell'occidente nel suo caso contro Saddam Hussein. Non era un disertore ordinario. Genero del dittatore iracheno, aveva un potere immenso in Iraq, e quando disertò portò con lui casse di documenti segreti sul programma di armamenti iracheno. Questi segreti sono stati ripetutamente citati da George W Bush e dai suoi funzionari come "prova" che l'Iraq possiede ancora grandi quantità di mortali armi di distruzione di massa e che solamente una guerra può disarmarlo. Bush, i suoi funzionari ed i principali commentatori americani hanno frequentemente lodato il Generale Kamel come la fonte più attendibile di informazioni sugli armamenti iracheni. Il governo Blair ha fatto da eco. Nel 1995 il Generale Kamel fu interrogato da alti funzionari della squadra di ispezione delle Nazioni Unite, allora nota come UNSCOM e dall'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica. La trascrizione completa, ora resa nota per la prima volta, contraddice quasi tutto quella che Bush e Blair hanno detto sulla minaccia delle armi irachene. Per esempio, il Generale Kamel afferma categoricamente: "Ordinai la distruzione di tutte le armi chimiche. Tutte le armi - biologiche, chimiche, missili, nucleari - furono distrutte". Tutto quel che rimane, egli dice, sono i piani, i dischi dei computer ed i microfilm. Newsweek scrive che alla CIA ed al MI6 britannico venne detto questo: a Blair e Bush deve essere stata detta la verità. In altre parole, è probabile che l'Iraq sia considerevolmente disarmato da almeno otto anni. Con il Generale Kamel ora fuori causa (venne ucciso quando ritornò in Iraq nel 1996) le sue "prove" vennero selettivamente rese pubbliche da Washington e da Londra. Nella sua drammatica presentazione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU del 5 febbraio il Segretari di Stato USA Colin Powell ha detto che la verità sulle armi al gas nervino irachene "vennero fuori solamente dopo che gli ispettori raccolsero la documentazione risultante dalla defezione di Hussein Kamel, l'ultimo genero di Saddam Hussein." Quello che Powell trascurò di menzionare era che questo testimone chiave aveva detto loro che tutte le armi erano state distrutte. LA sensazionale ammissione del Generale Kamel è stata corroborata dall'ex capo degli ispettori agli armamenti dell'ONU Scott Ritter che dice che quando lasciò l'Iraq nel 1998 il disarmo era "dal 90 al 95%." Un comitato di verifica delle Nazioni Unite costituito dal Consiglio di Sicurezza confermò che "il grosso dei programmi di armi proibite irachene era stato eliminato." Ciò viene riportato raramente. Naturalmente nessuno di questi fatti dissuaderà le agenzie di informazioni americane e britanniche dall'inventare ed impiantare "prove" di "armi segrete di Saddam" una volta che le forze anglo-americane avranno preso Baghdad. Quando l'America e la Gran Bretagna schiacceranno l'Iraq emergerà una nuova fase della loro propaganda sporca - per la quale il pubblico britannico deve essere preparato. Questo nuovo gruppo di inganni sarà progettato per giustificare l'attacco ad uno stato sovrano e l'uccisione di gente innocente: un crimine, secondo la legge internazionale, con o senza una seconda risoluzione dell'ONU. La propaganda sporca di questo tipo ha una lunga storia. La mia esperienza di questa fu l'invasione americana del Vietnam. Nel 1964 il Dipartimento di Stato USA pubblicò un libro bianco con pagine de "prove conclusive" che il Vietnam del Nord si preparava ad invadere il sud. Questa "prova" derivava dalla "scoperta" di una scorta di armi trovata a fluttuare su una giunca al largo della costa del Vietnam del Sud. Il libro bianco, che procurava una giustificazione semilegale per l'invasione americana, era nota come "illusione perfetta". L'intero episodio era falso, una messa in scena. Illusione perfetta era il termine della CIA per menzogna perfetta. Nel 1982 intervistai Ralph McGehee, un alto funzionario della CIA che documento l'impianto della falsa prova. Egli mi disse: "La CIA caricò una giunca, una giunca nordvietnamita, di armi comuniste ... Mandarono questa giunca alla deriva al largo della costa del Vietnam centrale. Quindi le spararono contro e fecero sembrare che vi fosse stato un combattimento. Poi portarono la stampa americana ed internazionale e dissero 'Qui c'è la prova che i nordvietnamiti stanno invadendo il Vietnam del Sud.' Basati su questa 'prova' arrivarono i marines USA e l'aeronautica americana cominciò a bombardare regolarmente il Vietnam del Nord." Come risultato di questo falso, che comprese l'elaborata finzione che un cacciatorpediniere americano era stato attaccato da una cannoniera nordvietnamita, gli Stati Uniti inviarono in Vietnam il più grande esercito di terra sino allora, e sganciarono il maggiore carico di bombe della storia bellica, e forzarono milioni di persone ad abbandonare le loro case, ed usarono armi chimiche che danneggiarono profondamente l'ambiente ed i geni umani, lasciando pietrificata una terra una volta magnifica. ALMENO due milioni di persone vennero uccise e molte di più furono mutilate ed altrimenti rovinate. Ora sostituite "Vietnam" con "Iraq" in questa storia di menzogne, ed avrete i requisiti della stessa giustificazione per un altro grande atto criminale. Osservate come si sviluppa la propaganda quando la guerra è finita e gli americani governano Baghdad e la loro macchina del racconto. Vi sarà la scoperta dell'"arsenale segreto di Saddam", probabilmente nella cantina di uno dei suoi palazzi. Questo sarà accompagnato dalla "scoperta" di macabre prove dell'oppressione di Saddam. Queste non sono novità per i molti impegnati contro la guerra, che per anni hanno cercato di bloccare i governi americano e britannico dal fornire a Saddam gli strumenti per l'oppressione. Essi comprendono molti iracheni in esilio in Gran Bretagna, come Khalid Sahi, che è stato torturato dal regime e si oppone ad un attacco "che non porterà niente altro che più spargimento di sangue, più miseria", ed il deputato laburista britannico Jeremy Corbyn, che ha protestato a causa del dittatore iracheno per più di venti anni e chiesto che il governo inglese persegua le società britanniche che hanno sostenuto i torturatori iracheni. Due anni fa Peter Hain, allora ministro degli esteri, bloccò una richiesta parlamentare di pubblicare la lista completa delle aziende britanniche che hanno fatto affari illegalmente con Saddam Hussein. La ragione del perché divenne chiara la scorsa settimana quando il quotidiano Guardian rivelò che il governo Blair aveva segretamente pagato più di 33 milioni di sterline dei contribuenti alle aziende britanniche che lamentavano il mancato pagamento delle armi che vendettero a Saddam Hussein negli anni '80. La perdita totale dei contribuenti per le vendite di armi all'Iraq ora eccede 1 miliardo di sterline. Aggiungete questo ai 3,5 miliardi di sterline che Gordon Brown ha "messo da parte" per un attacco all'Iraq. Aggiungete questo ad 1 miliardo di sterline che il bombardamento dell'Iraq è già costato - il raramente riportato bombardamento di aerei britannici ed americani nelle cd "no fly zones", che ora coprono la maggior parte dello spazio aereo dell'Iraq e che secondo Blair vennero istituite per "proteggere le minoranze irachene". Chi ci crede ora? Il Ministro della Difesa questa settimana ha detto: "Non abbiamo mai colpito i civili [nelle no-fly zones]... non vi sono prove di vittime civili". La menzogna in questa dichiarazione lascerebbe senza respiro se non fosse di routine. Nel Kurdistan iracheno ho intervistato i membri di una famiglia che avevano perduto i loro nonni, il padre e quattro fratelli e sorelle quando un aereo della "coalizione" (britannico o americano) scese in picchiata a bombardare loro e le pecore che stavano pascolando. Era aperto deserto, un paesaggio lunare con nessun altro segno di vita, ancora meno installazioni militari. Tra le carcasse delle pecore saltate in aria vi erano pezzi di vestiario ed una scarpa. L'attacco venne investigato e verificato dall'allora capo della rappresentanza delle Nazioni Unite in Iraq Hans Von Sponeck, che si recò lì appositamente da Baghdad. I suoi ritrovamenti sono elencati tra dozzine di attacchi simili - contro pastori, agricoltori, pescatori - in un documento preparato dalla Sezione di Sicurezza delle Nazioni Unite. In un cimitero spazzato dal vento vicino alla città di Mosul mi accorsi della vedova di un pastore che si lamentava per la perdita del marito e dei suoi quattro figli. Ella gridò: "Voglio vedere il pilota che ha fatto questo". LA scorsa settimana aerei della "coalizione" hanno ammazzato altre sei persone nella città meridionale di Bassora. Niente di insolito qui. L'ultima volta che fui a Bassora un missile americano uccise sei bambini quando "erroneamente" colpì Al Jumohria, una parte molto povera dell'area residenziale di Bassora.
Camminai giù per la strada dove il missile aveva colpito alle prime ore del mattino; esso aveva seguito la linea delle case, distruggendole una dopo l'altra. Incontrai il padre di due sorelle, di otto e dieci anni, che furono fotografate poco dopo l'attacco da un fotografo di matrimoni locale, Nabil al-Jerani. I loro corpi erano diversi da quelli degli altri quattro fratelli, fatti a pezzi dall'esplosione, con le estremità e la carne sui cavi sovrastanti. Queste due ragazzine vennero lasciate intatte. Nelle fotografie di Nabil, erano con le loro vestaglie da notte, una con un gomito nei capelli, i loro corpi perfettamente incastonati nelle macerie delle loro case, dove erano state bombardate a morte, uccise, nei loro letti. Osservate attentamente le immagini in questa pagina; esse hanno il volto di una nazione afflitta nella quale il 42% sono bambini. Quando Blair parla di "caso morale" per mandare centinaia di missili contro questa nazione di così tanti bambini, come anche nuovi modelli di bombe a grappolo e di bombe da bunker e bombe a onde corte, e proiettili con la punta ad uranio puro, un tipo di arma nucleare, le immagini delle due sorelle forniscono un eloquente commento alla "moralità" cristiana del Primo Ministro. E quando in tutto il mondo verranno trasmesse le foto di iracheni esausti che salutano la loro "liberazione", ricordate i volti che mancheranno dalle folle - non solamente quelli dei bambini bombardati e messi da parte come "danno collaterale", ma più di un milione di volti dichiarati spendibili dall'embargo condotto dagli americani e spalleggiato dai britannici. Ricordate i vaccini, le attrezzature per curare il cancro, gli antidolorifici, le sacche di plasma, le attrezzature per il trattamento del cibo e molto di più negato per dodici anni: per essere precisi, per un valore di 5,4 miliardi di dollari allo scorso luglio, bloccato dal governo USA, spalleggiato dal governo Blair. Ricordate le parole dell'allora rappresentante alle Nazioni Unite del Presidente Clinton, Madeleine Albright, quando le fu chiesto se il prezzo di 500.000 bambini iracheni valesse la pena fosse pagato per l'embargo. "Noi pensiamo che ne sia valsa la pena" disse. E la prossima volta che sentite Bush o Blair o Straw o Hoon parlare del "tiranno che ha gassato il suo popolo", ricordatevi di quei funzionari americani e ministri britannici che facevano a gara l'uno con l'altro per scusare ed efficacemente ricompensare Saddam Hussein per aver gassato 5.000 kurdi nella città di Halabja. Nel 1988, appena un mese dopo l'atrocità, Tony Newton, il Segretario al Commercio di Margaret Thatcher, volò a Baghdad per offrire a Saddam 340 milioni di sterline del denaro dei contribuenti in crediti all'esportazione. Tre mesi più tardi il sorridente Newton ritornò, questa volta per celebrare con Saddam la gioiosa notizia che ora l'Iraq era il terzo maggiore mercato della Gran Bretagna per le macchine utensili, con le quali vennero forgiate un certo numero di armi irachene - alcune di esse usate contro le truppe britanniche nella Guerra del Golfo. Newton venne seguito dall'Assistente Segretario di Stato USA John Kelly che volò a Baghdad per dire a Saddam che "siete una fonte di moderatezza nella regione e gli Stati Uniti vogliono ampliare le loro relazioni con l'Iraq". Quando la "liberazione" di Baghdad sarà in prima pagina, ricordatevi dei quotidiani guerrafondai i cui editoriali difendevano Saddam Hussein negli anni '80 promuovendo la menzogna che il suo utilizzo delle armi chimiche contro l'Iran era puramente difensivo. Ricordate, anche, il lungo silenzio di Blair. Non vi sono dati che Blair abbia detto una qualsiasi cosa di valore contro gli "eccessi" di Saddam (mentre i suoi crimini erano noti ai ministri britannici quando era "uno dei nostri") fino all'11 settembre 2001, quando gli americani, frustrati per non aver preso Osama bin Laden, dichiararono che il dittatore iracheno era il loro nemico numero uno. Come un discreditato autocrate dell'Europa dell'est, frequentato solamente dalla propria corte di supplicanti e propagandisti, a Blair è rimasto poco da imbrogliare. L'altro giorno ha persino preteso che "nessun iracheno ha marciato" nelle grandi manifestazioni del 15 febbraio. Di fatto almeno 7.000 iracheni e kurdi marciarono. Le famiglie irachene stavano sul lato della strada tenendo alti i loro poster fatti in casa: "Grazie per il sostegno al mio popolo". Nessuno, si può ritenere, sta Saddam Hussein; ma nessuno vuole il proprio paese strangolato, attaccato, avvelenato ed occupato da un dittatore di altro tipo. _________________________________________________________________________________________________________________ Reprinted for fair use only |