di Allan Nairn • 25 gennaio 2009
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Se mentite sulla lastra respirando ancora, con il vostro torturatore che resta sospeso sopra di voi, non vi importa molto se è americano o una semplice recluta sponsorizzata dagli Stati Uniti. Questa settimana, quando il presidente Obama ha apertamente dichiarato che "gli Stati Uniti non tortureranno" molte persone hanno creduto erroneamente che avrebbe interrotto la pratica, quando di fatto l'ha semplicemente ricollocata. L'Ordine Esecutivo vieta ad alcuni — non a tutti — funzionari USA di torturare ma non proibisce a nessuno di loro, lui stesso incluso, di sponsorizzare la tortura all'estero. In realtà, il suo cambiamento di politica incide solamente su una esigua percentuale di torture delle quali sono colpevoli gli USA e potrebbe essere completamente corrispondente con un incremento in tutto il mondo della tortura sostenuta dagli USA. L'inganno sta nel fatto che dal Vietnam, quando le forze USA spesso torturavano direttamente, gli USA hanno visto principalmente la tortura fatta per loro per procura — pagando, armando, addestrando e consigliando degli stranieri per farlo, ma solitamente stando attenti a tenere gli americani allontanati almeno un discreto passo. Cioè, gli USA hanno avuto la tendenza a farlo in quel modo finché Bush e Cheney hanno cambiato protocollo e hanno comandato a molti americani a picchiare e talvolta prendendo fotografie digitali. Il risultato è stato un fallimento di pubbliche relazioni che ha fatto infuriare l'establishment USA poiché esponendo al mondo le tecniche USA ha ridotto il potere degli USA. Ma, nonostante l'oltraggio, la ragione del problema è stato che le torture di Bush/Cheney che vengono eseguite da americani sono state una trascurabile percentuale di tutte le torture che vengono eseguite dai protetti degli USA. Per ogni tormento inflitto direttamente dagli americani in Iraq, Afghanistan, Guantanamo e nelle prigioni segrete, ve ne sono state molte di più distribuite da forze straniere sponsorizzate dagli USA. Quelle forze operavano ed operano con i militari, l'intelligence, il sostegno finanziario o di altro tipo in Egitto, Israele, Arabia Saudita, Etiopia, Pakistan, Giordania, Indonesia, Thailandia, Uzbekistan, Colombia, Nigeria e Filippine, per menzionare qualche posto, per non parlare delle torture senza mani americane da parte di iracheni ed afgani appoggiati dagli USA. Ciò che la dichiarazione di Obama apparentemente ferma è quella piccola percentuale di tortura ora eseguita da americani mentre si mantiene l'opprimente maggior parte della tortura del sistema, che viene eseguita da stranieri sotto protezione USA. Obama potrebbe smettere di appoggiare forze straniere che torturano, ma ha scelto di non farlo. Invece, il suo Ordine Esecutivo si riferisce soltanto al trattamento di "...un individuo in custodia o sotto il controllo effettivo di un ufficiale, impiegato o altro agente del governo degli Stati Uniti, o detenuto all'interno di una installazione posseduta, operata o controllata da un dipartimento e agenzia degli Stati Uniti, in qualsiasi conflitto armato...", che significa che non proibisce neppure la tortura diretta da parte di americani al di fuori degli ambienti di "conflitto armato", che comunque è dove avviene molta della tortura dal momento che molti regimi repressivi non si trovano in conflitto armato. Ed anche se, come afferma Obama, "gli Stati Uniti non tortureranno", possono ancora pagare, addestrare, equipaggiare e consigliare torturatori stranieri ed essere certi che loro, ed i loro protettori USA, non affrontino la giustizia locale o internazionale. Questo è il ritorno alla situazione precedente, il regime della tortura da Ford fino a Clinton, che, anno per anno, ha spesso prodotto più supplizi appoggiati dagli USA di quanto ne è stato provocato durante gli anni di Bush/Cheney. Sotto il vecchio — ora ancora nuovo — regime cliente, gli americani insegnavano, diciamo, l'interrogatorio/tortura, quindi stavano nella stanza più vicina mentre le vittime urlavano, imbeccando domande ai loro allievi stranieri. Questo è il modo nel quale gli USA lo facevano in El Salvador da sotto JFK fino a Bush Sr. (Per i dettagli vedi il mio "Dietro le squadre della morte: un rapporto esclusivo sul ruolo degli USA nel terrore ufficiale in El Salvador", The Progressive, maggio 1984 ; il rapporto della Commissione Servizi Segreti del Senato USA che quell'articolo causò è ancora classificato, ma la fornitura di domande mi è stato confermato da senatori della commissione. Vedi anche il mio "Confessioni di un ufficiale delle squadre della morte", The Progressive, marzo 1986 ed il mio "Commento", The New Yorker, 15 ottobre 1990, [riguardo la legge, gli USA ed El Salvador]). In Guatemala, sotto Bush Sr. e Clinton (mentori della politica estera di Obama), gli USA appoggiarono lo squadrone della morte G-2 dell'esercito che teneva archivi completi sui dissidenti e quindi faceva loro l'electroshock o tagliava loro le mani. (L'archivio sistema di sorveglianza fu per loro avviato negli anni '60 e '70 da CIA/Dip. Stato/AID/forze speciali; per la storia vedi "Dietro le squadre della morte", citato sopra ed i libri del Prof. Michael McClintock). Gli americani sul terreno nell'operazione guatemalteca, alcuni dei quali ho incontrato e menzionato, hanno effettivamente collaborato a dirigere il G-2 ma, loro stessi, sono stati cauti sulle sue camere di tortura. (Vedi il mio "La squadra della morte della CIA", The Nation [US], 17 aprile 1995, “La squadra di campagna", The Nation [US], 5 giugno 1995, scambio di lettere con l'ambasciatore USA Stroock, The Nation [US], 29 maggio 1995 e Allan Nairn e Jean-Marie Simon, “Burocrazia di morte”, The New Republic, 30 giugno 1986). E' stata una storia simile nella Haiti di Bush Sr. e Clinton — un'operazione gestita dalla gente di Obama di oggi — dove la DIA (Defense Intelligence Agency) ha contribuito ad avviare il gruppo terroristico FRAPH, la CIA ha pagato il suo capo ed il FRAPH stesso ha steso i machete sui civili haitiani, torturando ed uccidendo come agenti USA. (Vedi il mio "Dietro i paramilitari di Haiti: il nostro uomo nel FRAPH", The Nation [US], 24 ottobre 1994 e "E' il nostro S.O.B.", The Nation [US], 31 ottobre 1994; la storia è stata più tardi confermata su “This Week” della ABC TV dal segretario di stato USA Warren Christopher). Nell'odierna Thailandia — un paese che non viene affatto alla mente quando la maggior parte della gente pensa alla tortura — la polizia speciale ed i militari ricevono attrezzatura ed addestramento USA per cose come la "selezione del bersaglio" e quindi vanno fuori e torturano musulmani malesi thailandesi nel profondo sud ribelle e talvolta anche rifugiati birmani (principalmente buddisti) e lavoratori sfruttati del nord e della costa occidentale. Non molto tempo fa ho visitato un importante interrogatore thai che ha parlato apertamente della tortura di esercito/polizia/servizi segreti e quindi ha concluso la nostra discussione dicendo "Guarda questo" e mi ha invitato nella sua sala interna. Era un museo aggiornato di targhe, fotografie e premi dei servizi segreti USA ed occidentali, compresi encomi del centro antiterrorismo della CIA (allora diretto da persone ora alle dipendenze di Obama), fotografie tra due persone con alti personaggi USA, incluso George W. Bush, una medaglia da Bush, svariati certificati di addestramento di servizi segreti/FBI/militari USA, una fotografia di lui con un collega israeliano, accanto di un carro armato nei Territori Occupati ed altri attrezzi e cimeli da interrogatorio di Mossad, Shin Bet e da Singapore. Mentre uscivo, l'agente dell'intelligence thai osservò che presto sarebbe tornato a visitare Langley. Il suo ruolo è tipico. In tutto il mondo ve ne sono migliaia come lui. La tortura USA per procura rende insignificante quella a Guantanamo. Molti americani, a loro merito, odiano la tortura. Ma la scappatella di Bush/Cheney l'ha smascherata. Ma per fermarla devono comprendere i fatti e capire che il divieto di Obama non la ferma ed in realtà potrebbe persino conciliarsi con un incremento del crimine della tortura sponsorizzato dagli USA. Invece dell'azione, stanotte il sistema opprimerà. Altri, shock, soffocamenti, profonde bruciature. E la convergenza di migliaia di menti complesse su un singolo pensiero: 'Per favore, lasciatemi morire'. |
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