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Il 'triangolo impossibile' per il governo di
Syriza
era 1) rovesciare l'austerità 2) restare nell'Eurozona e 3)
che
Syriza
restasse al potere
(vedi
il mio
post,
https://thenextrecession.wordpress.com/2015/01/21/syriza-the-economists-and-the-impossible-triangle/).
La Troika era pronta a rompere questo triangolo. Quello che la
Troika voleva era un governo greco che attuasse un programma di
austerità completo (operare un avanzo del bilancio statale nel mezzo di
una depressione) e 'riforme strutturali' (terminando i diritti dei
lavoratori, deregolamentando i servizi e la finanza e privatizzando i
beni pubblici). Il precedente governo Samaras ottenne i fondi del
salvataggio in cambio di queste 'condizioni'. Quando
Syriza
ha voluto cambiare queste condizioni,
non soltanto la Troika non l'ha concesso, ma in realtà ha cercato
di imporne a
Syriza
di ancora più dure.
Ciò in parte perché durante i cinque mesi di estensione del
salvataggio l'economia greca e le entrate statali sono deteriorate.
Ma anche perché la Troika vuole distruggere
Syriza
e porre fine ad un governo impegnato a contrastare l'austerità
fiscale e le riforme neoliberiste. Questo per 'incoraggiare' gli altri.
Gli esponenti più vigorosi nell'applicare queste misure ancora più
dure includono il FMI (che vuole indietro il suo denaro), il ministro
delle finanze tedesco
Schäuble,
alcuni piccoli stati
dell'Eurozona che sono ancora più poveri della Grecia ed i governi
conservatori di Portogallo, Irlanda e Spagna che hanno imposto una
severa austerità al loro elettorato ed ora sono di fronte a dei
movimenti antiausterità in casa.
Tutte queste forze hanno prevalso su ogni forza per il compromesso
che è venuta dalla Francia, dagli italiani e dalla Commissione Europea.
E ricordate la crudele ironia è che
tutti questi tortuosi negoziati non sono destinati a fornire aiuto al
popolo greco, ma semplicemente a rilasciare dei fondi in modo che il FMI
e la BCE siano rimborsati senza nessun default. Più del 90% di tutti i
prestiti fatti dalla Troika negli ultimi cinque anni sono stati soltanto
travasati indietro ai creditori del governo greco senza toccare i bordi
dell'economia greca
– vedi il mio
post,
https://thenextrecession.wordpress.com/2015/02/21/greece-third-world-aid-and-debt/.
E questi creditori erano principalmente banche francesi e tedesche
e
hedge fund che nel 2012 hanno ottenuto
rimborsato il valore dei loro acquisti speculativi di titoli
di stato greci con soltanto un piccolo
‘haircut’. Dopo
questo, l'Eurozona, il FMI hanno assunto il debito mentre i fondi
pensione greci sono stati depredati delle loro riserve.
Il governo di
Syriza è andato molto lontano nel far
cadere tutti i suoi impegni che originariamente erano: cancellare il
debito, poi dimezzare il debito, rovesciare l'austerità, opporsi alle
privatizzazioni ecc. Alla fine, per ottenere un accordo,
il governo greco ha persino proposto un incremento annuo
dell'imposta sopra $33.000 (suggerendo così che gli individui in quel
gruppo di reddito sono tra i ricchi). Le voci fondamentali degli
alimentari e dei servizi dovevano sostenere una IVA del 23%. Doveva
essere rimosso anche tasso speciale dell'IVA sulle isole greche, che è
così cruciale per il settore turistico dell'economia. L'età di
prepensionamento doveva essere aumentata a partire dall'inizio del 2016
ed il sussidio per i pensionati a basso reddito doveva essere sostituito
gradualmente, cominciando dal 2018.
Ma, il 25 giugno, il duo
Christine Lagarde/Wolfgang Schäuble (capo del FMI e ministro delle
finanze tedesco) hanno voluto fosse completamente eliminato il sussidio
per i pensionati a basso reddito entro il 2017. Se questa proposta per
revisionare il sistema pensionistico nazionale doveva venire accettata
dal governo greco, avrebbe significato che una persona che oggi riceve
una pensione mensile della somma di, diciamo, 500 euro
($560) – vicino al 50% dei pensionati
greci riceve pensioni al di sotto del livello ufficiale di povertà
– sarebbe privata di quasi 200
euro
($223). Questo era un passo troppo
lontano per
Tsipras
e per la
leadership di Syriza.
Capire perché è ascoltare gli stessi greci nei vari rapporti dei
media. Qui vi sono le reazioni racimolate dai media dei greci che vivono
a Salonicco, la seconda maggiore città della Grecia.
Michalis Nastos, 54 anni, gestisce una bancarella
di abbigliamento vendendo jeans da €10, camicie da €6 ed una gamma di
abiti estivi a buon mercato, ha visto i suoi profitti calare di più del
50% dopo anni di crisi, di disoccupazione e di tasse. Nastos ha
affermato che la sua principale paura era l'aumento proposto dell'IVA
— un'imposta indiretta sulle
vendite che spingerebbe in alto i prezzi e riguarderebbe
indiscriminatamente tutti i compratori, la maggior parte dei quali già
lottano per gli effetti dei precedenti aumenti fiscali.
"Naturalmente sono contro gli aumenti dell'IVA, è già molto alta, avrà
un effetto di reazione a catena. Sono i piccoli dettagli che incidono
realmente sulla gente. Il prezzo del pane andrebbe su
— questo è importante perché in
Grecia la gente mangia molto pane, così si vedrà salire il prezzo di una
pagnotta di sesamo da diciamo 50 centesimi a 70 centesimi, che avrebbe
veramente un impatto. Saliranno i costi di confezionamento,
dell'energia, degli elementi fondamentali come la pasta. La gente a
basso reddito non sarà in grado di permettersi di comprare e sempre più
persone non saranno in grado di farcela".
Michalis Hadji-Athanasiadis, 84 anni, un ex agente di polizia
che è andato in pensione all'età di 50 anni, ha affermato che la sua
pensione si era ridotta da €1.600 mensili a €1.000 mensili ed i suoi
sussidi aggiuntivi erano stati tagliati. Ma la sua pensione era ancora
molto più alta del salario in contrazione di sua figlia di 52 anni che
era un'insegnante di scuola superiore e che, come suo fratello e sua
moglie, viveva ancora con i genitori per arrivare alla fine del mese. Ha
dichiarato: "La gente è affamata. In cinque mesi sembra che non ci
sia stato nessun progresso e gli affari sono giù dovunque, molti negozi
hanno chiuso. Il reddito è giù, con l'IVA che va su tutto ciò che si ha
bisogno di comprare diventa tanto più costoso".
Vicino al mercato, una donna nei suoi 50, che ha detto che il suo
reddito principale proveniva dal vendere sigarette dai Balcani al
mercato nero, ha descritto come i suoi clienti erano abituati a comprare
cinque o sei pacchetti ma ora ne compravano soltanto uno o due.
"Sembra come la vita sia finita", ha dichiarato, "possiamo
appena riuscire a nutrirci". I suoi figli adulti, che avevano
perduto il posto di lavoro di commessi di negozio durante la recessione
vivevano entrambe con lei. Aggiunge: "Sembra come stiano inseguendo
il piccolo, tutta la gente ad alto reddito l'ha fatta franca e ha
portato i soldi fuori del paese".
L'ironia successiva era che il FMI sa
che la Grecia non potrà mai rimborsare un debito di €300 miliardi
equivalente al 180% del PIL e crescente. La Grecia ha chiesto "sollievo
del debito" in cambio di concordare altra austerità. E ha chiesto un
pacchetto a lungo termine. La Troika ha rifiutato. Ha rifiutato di
considerare il sollievo del debito e ha offerto soltanto finanziamenti
di 'salvataggio' alla spicciolata per altri cinque mesi, mantenendo così
la Grecia nella presa della depressione e della povertà.
Così abbiamo un
referendum. Ai greci sarà chiesto di
votare su una serie complicata di proposte avanzate dalla Troika. La
domanda posta è se accetteranno oppure no il pacchetto della Troika. Se
votano SI, allora presumibilmente il governo di Syriza ritornerà a
Bruxelles dichiarando che accetta ogni condizione
offerta. Se i greci dicono NO, allora i greci sono di fronte alla
prospettiva di nessun altro finanziamento per pagare il debito pubblico
ed il taglio del credito da parte della Banca Centrale Europea, che
attualmente finanzia le banche greche per affrontare le crescenti
richieste dei depositanti di ritirare il loro contante a miliardi.
Il governo dovrà imporre il controllo dei capitali per fermare la
fuga di denaro (la maggior parte dei ricchi e delle società hanno già
preso il loro); dovrà forse emettere note di credito per pagare i
lavoratori statali ed i pensionati. Queste 'euro note' si svaluteranno
rapidamente, come gli euro 'reali' diventano scarsi.
Vi sono qui altre due ironie. La prima
è che se i greci votano si al pacchetto della Troika, non ci sarà nessun
pacchetto su cui accordarsi. L'attuale programma di salvataggio termina
il 30 giugno. Dopo questo, dovrà essere negoziato un pacchetto
completamente nuovo e la Troika parla dell'impossibilità di lavorare don
Syriza. Sta cercando di rimuovere
Syriza dal potere di modo che
possa trattare con un governo disponibile.
La seconda è che se i greci votano no e l'economia greca è quindi
tagliata fuori dal credito in euro da parte della BCE e la Grecia va in
default su tutti i suoi debiti, non vi è nessuna reale procedura per
rimuovere uno stato membro dall'Eurozona. Secondo le norme, uno stato
membro deve chiedere di andarsene: non può essere espulso. Questo è
chiaramente terreno inesplorato per
Merkel, Hollande ed i leader dell'euro.
La critica dei partiti
pro-Troika in Grecia è stata che Tsipras
sta utilizzando il referendum per evitare di prendere lui stesso
la decisione. Si sta nascondendo dietro all'elettorato. In questo
c'è qualche verità ma non è l'intera verità perché Syriza farà campagna
per il no.
Ma cosa se lo ottiene? Certamente il governo deve muoversi per
porre fine a questo caos serpeggiante. Deve rifiutarsi di riconoscere
l''odioso' debito con la Troika. Deve imporre i controlli di capitale,
deve nazionalizzare le banche greche e portare i vertici dell'economia
sotto il controllo dei lavoratori. Il popolo greco può cominciare a
rivolgersi in direzione opposta a questa economia depressa. Ma i greci
non possono farlo da soli; questo richiede gli sforzi combinati dei
lavoratori europei di rompere la presa delle forze capitaliste sulla
politica economica e sugli investimenti.
In un altro post cercherò di analizzare lo stato dell'economia
greca e quello che si dovrebbe fare per trovare una via d'uscita entro
un piano per l'Europa.
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