MERCOLEDì 16 LUGLIO 2008

Simulazioni di guerra urbana

di Tom Burghardt

 

In Planet of Slums, lo storico socialista Mike Davis ha tracciato le brutali realtà urbane condivise da più di un miliardo di abitanti della terra, disormeggiati dell'economia mondiale "formale" dalla globalizzazione neoliberista. Da Baghdad a Karachi e da Lagos a Los Angeles ed oltre, mentre segmenti sempre più vasti della popolazione mondiale vengono trasformati in "una umanità surplus", la classe padrona non presenta "nessuno scenario" per migliorare l'impoverimento che essa stessa ha progettato attraverso il funzionamento "normale" di un sistema grottesco di sfruttamento ed ingiustizia.

La vasta espansione di zone di bassifondi planetarie in mezzo a suntuarie ricchezze e distopici palazzi di vetro con molti piani pattugliati 24/7 da sentinelle armate, sono presagi di un regime dove le selvagge disuguaglianze del "libero mercato" vanno a braccetto con il vuoto terminale delle "Vere casalinghe della Contea di Orange". Come rileva l'economista Michel Chossudovsky, l'attuale crisi economica che stringe il capitalismo avanzato non è affatto un incidente della storia:

...riduzione di dimensioni, ristrutturazione aziendale e trasferimento della produzione in paradisi della manodopera a basso costo nel Terzo Mondo hanno contribuito ad aumentati livelli di disoccupazione ed a guadagni significativamente più bassi per i lavoratori urbani e per gli agricoltori. Questo nuovo ordine economico internazionale si alimenta sulla povertà umana e la manodopera a basso costo: alti livelli di disoccupazione nazionale in entrambe i paesi sviluppati ed in via di sviluppo hanno contribuito a salari reali deprimenti. La disoccupazione è stata internazionalizzata, con il capitale che migra da un paese all'altro in una perpetua ricerca di disponibilità più economiche di manodopera. (The Globalization of Poverty and the New World Order, 2^ edizione, Shanty Bay, SU: Global Outlook, 2003, p. 6)

Sotto le condizioni esistenti, un discorso razzista di "città selvagge" ossessiona l'immaginazione dei teorici militari. Considerate da degli economisti, politici e sociologi della classe dominante un "terreno di riproduzione" della sovversione, le battaglie urbane del futuro sono oggetto oggi di "simulazioni di scontri militari" (wargame).

Le Operazioni Militari su Terreno Urbano ed altri orrori di un sistema mostruoso

Gli strateghi del Pentagono riferiscono alla loro dottrina di combattimento urbano come Operazioni Militari su Terreno Urbano (MOUT). Ma la guerra urbana solleva rischi e minacce multipli per i pianificatori militari; non ultimi dei quali sono riconoscere "bersagli" attraverso un ambiente complesso di edifici di appartamenti a più piani, infrastrutture industriali in piccola e grande scala, reti elettriche, centri politici e culturali, complessi sportivi, centri di culto e terminali dei trasporti.

Carico di problemi non prontamente soggetti a "sistemazioni" tecnologiche, il geografo Stephen Graham della Durham University cita un parere dei teoreti militari sugli enigmi fronteggiati dai "combattenti" del 21° secolo,

"Le operazioni urbane rappresentano un buco nero nel pantheon del vantaggio tecnologico nell'attuale rivoluzione negli affari militari [...]. Le tecnologie tradizionalmente attribuite al fenomeno dell'attuale rivoluzione negli affari militari avranno un impatto trascurabile sulle operazioni militari su terreno urbano". (citato in Stephen Graham, "From Space to Street Corners: Global South Cities and U.S. Military Technophilia," Unpublished paper, 2007)

Effettivamente vi è un potente imperativo che guida gli strateghi militari ed i loro capi politici: il duro riconoscimento che il progetto economico/politico di dominazione del capitale è un grave fallimento, il quale crea le condizioni per campagne di "conflitto a bassa intensità" cronico nelle città contro una panoplia di "forze ribelli".

In Venezuela per esempio, gruppi autonomi come l'Esercito del Popolo 23 de Enero, i "Tupamaros," La Piedrita, Milizia Zero, la Comune Zapatista o il Movimento Rivoluzionario di Difesa Bolivariana, organizzazioni di quartiere di veterani induriti dalla lotta che, nella migliore delle ipotesi, hanno un rapporto teso con il governo bolivariano di Hugo Chávez, formeranno la spina dorsale della resistenza armata contro qualsiasi intervento dall'esterno o controrivoluzione interna da parte della "opposizione" dell'elite venezuelana finanziata da CIA-NED. Come
descrive
George Ciccariello-Maher:

E' stato nel contesto della repressione che è nato il movimento della milizia popolare venezuelana. Né interamente clandestini né completamente scoperti, iniziarono a nascere dei piccoli gruppi per difendere i barrios locali tanto dallo stato che dalla fiorente parallela violenza del narcotraffico. Piccoli gruppi, mascherati ed armati, iniziarono a fare apparizioni semi-pubbliche, dando un ultimatum ai trafficanti di droga locali: o smettete di vendere droga o sarete uccisi. Anche i poliziotti si trovarono frequentemente a maggior ragione vittime di imboscate armate e di sparatorie con miliziani mascherati. Per spiegare questo fenomeno, la polizia, i funzionari governativi ed i residenti locali ancora più riconoscenti adottarono un singolo soprannome, derivato dalla lotta guerrigliera urbana uruguayana: in stile mitico, queste milizie furono considerate "Tupamaros". (George Ciccariello-Maher, "Embedded with the the 'Tupamaros'," MR Zine, 23 aprile 2008)

Padroni e padrone dei barrios e dei "ghetti" americani, delle favelas brasiliane e dei chawls del sud-est asiatico dove anche la polizia ha paura di camminare, la rapida urbanizzazione ha radicalmente indebolito i vantaggi high-tech sviluppati dagli USA dall'alba della Guerra Fredda, contrastando le fantasie americane di "dominare lo spazio di battaglia" attraverso la "guerra centrale in rete" (NCW).

Secondo la teoria NCW, un presunto "vantaggio delle informazioni" viene sfruttato in un vantaggio bellico competitivo attraverso una "forte diffusione in rete" di forze bene informate sebbene geograficamente disperse. Ma, come hanno scoperto i militari USA in Iraq, i sistemi high-tech costruiti al costo di decine di miliardi di dollari sono stati messi a terra da cellulari usa e getta, apri-garage, artiglieria vecchia venti anni e dalla volontà di resistere. Multiple milizie radicali di quartiere come i "Tupamaros" su scala planetaria e diventa più che ovvio che l'imperialismo ha difficili compiti da risolvere!

Le realtà politiche del combattimento urbano inibiscono i requisiti necessari ad "assicurare" uno "spazio di battaglia" urbano. Eccetto che obliterare una città, come hanno fatto gli Stati Uniti durante la loro serie di campagne distruttive a Fallujah nel 2003-2004, le opzioni militari sono abbastanza limitate. Ricorrere alla forza schiacciante in assenza di vasto appoggio politico nell'area è difficilmente il modo per vincere "i cuori e le menti", come il Pentagono ha scoperto con parecchio sgomento in Vietnam durante l'Offensiva del Tet nel 1968, quando simultaneamente gli USA ottennero una effimera vittoria tattica ed una sconfitta strategica devastante.

Come risultato dei recenti disastri nel combattimento urbano, gli strateghi del MOUT stanno costruendo nell'entroterra americano città simulate come "laboratorio vivente" per prolungate operazioni di combattimento in ambiente urbano.

Principalmente come conseguenza dell'estesa resistenza alle esercitazioni "Urban Warrior" del 1999, quando il Laboratorio Combattimento Urbano del Corpo dei Marine e del Forze Speciali dell'Esercito USA allestirono "realistici" giochi di guerra nelle strade delle città americane, il Pentagono sta creando interi pseudo paesaggi ed architetture spettrali: lo spazio urbano trasformato in un simulacro militarista.

Bryan Finoki, redattore di Subtopia: A Field Guide to Urban Militarism
scrive
:

Da qualche parte là fuori negli strati controllati delle proprietà fondiarie della Difesa il Corpo dei Marine sta conquistando delle città in un Terzo mondo immaginario che è stato trapiantato e trasformato in un qualche tipo di modello urbano per uno spettacolare teatro militarizzato mai visto. Vi sono molteplici strutture del MOUT dappertutto, ma in aggiunta a due che già esistono a Twentynine Palms, vi è un sito nuovo di zecca che sorge inaspettatamente lungo i margini che viene chiamato CAMOUT, ovvero Operazioni Militari Armi Combinate su Terreno Urbano. Pronunciato "K-MOUT", ci si aspetta che sia la Mecca, per così dire, dell'intero proramma MOUT. ("MOUT Urbanism," Subtopia, 23 febbraio 2008)

Ricoprendo circa 280 acri, a mezz'ora di guida dal Centro Combattimento Aria Terra del Corpo dei Marine a Twentynine Palms, la struttura di addestramento è "approssimativamente della misure del centro di San Diego", scrive il giornalista Kelly O'Sulllivan. Il CAMOUT "conterrà uno stadio di calcio di dimensione olimpica, un ospedale, un aeroporto, un grande mercato, una prigione, un complesso della polizia, scuole, un centro industriale, vasti sistemi di gallerie sotterranee e due ambasciate".

E ad un costo di circa $250 milioni, il CAMOUT è messo in lista per essere la più grande di tali strutture possedute dal Dipartimento della Difesa. Orbitante da qualche parte tra la guerra e l'intrattenimento, il Pentagono sta progettando un inquietante inferno, una serie di villaggi Potemkin il cui solo scopo è di perfezionare il proprio apparato di morte e distruzione.

Scrive
Stephen Graham:

Il complesso globale delle città da addestramento alla guerra urbana riguarda una diversa relazione con la violenza politica che alle case di periferia bombardate con l'atomica o agli appartamenti e strutture di carta di riso colpiti con bombe incendiarie del 20° secolo. Visto che qui la simulazione non è progettata per sostenere tentativi di annientamento urbano integrale attraverso la guerra totale. Piuttosto, il suo scopo è di perfezionare le capacità di occupazione, di guerra di controinsurrezione e di rimodellamento urbano tramite la guerra coloniale di spedizione. ("Theme Park Archipelago: Simulating War in an Urbanizing World," Unpublished paper, 2007)

Congegnate per la massima ricreazione dell'incubo e dell'orrore della guerra queste città simulate sono riempite con accecanti effetti speciali per gentile concessione di Hollywood. In aggiunta a messinscene "realistiche" ed a rappresentazioni "culturalmente accurate" di architettura del Medio Oriente, questi spazi sconcertati caratterizzano un dispiegamento di sensazioni olfattive come "...corpi morti, gomma che brucia, vapori diesel". Secondo il mago degli effetti speciali Manuel Chaves che dirige il sito di guerra urbana a Fort Wainright, Alaska: "Posso fare nove differenti edifici, nove differenti odori. Generalmente, se è un edificio che brucia, mettiamo lì dentro qualcosa di veramente sgradevole come corpi che bruciano".

Una struttura di $13 milioni costruita su un sito di 30 acri a Fort Knox, Kentucky, chiamata villaggio Zussman, è in grado di accomodare "centinaia di uomini che recitano il ruolo di 'insorti', vestono in kafiya e sono armati con AK47 e RPG". Secondo Graham, "vicino alla ferrovia viene costruito un bassofondo del Terzo Mondo".

Per enfatizzare l'importanza della simulazione della guerra urbana nell'attuale dottrina militare, nel 2006 il Congresso ha commissionato alla RAND Corporation di produrre un rapporto sull'efficacia delle attuali strutture di addestramento. La RAND lo ha preparato ed anche con una caratteristica allusione razzista.

I ricercatori della RAND hanno valutato le strutture di addestramento per il loro "realismo" architetturale ed infrastrutturale nel rispecchiare le condizioni presumibilmente presenti nei "mega-bassifondi" del sud globale. Quelli con "disordine/rottami/immondizia", "bassifondi/baraccopoli/complessi circondati da mura", "complessi sotterranei" e "strutture di governo/ospedale/prigione/ospizi" simulati", secondo Graham hanno conseguito il punteggio elevato.

Aggiungendo alla miscela, i ricercatori della RAND hanno raccomandato che i pianificatori militari USA considerino la possibilità di "appropriarsi" di interi "villaggi fantasma" all'interno degli USA continentali, in altre parole, città che sono state deindustrializzate ed in gran parte abbandonate. Gli "specialisti" della RAND concludono: "l'utilizzo di città abbandonate è progredito oltre la fase concettuale in quella che potrebbe essere considerata la prova e fase di sviluppo iniziale".

Graham riferisce che l'attenzione si è concentrata sulla città mineraria del rame praticamente abbandonata di Playas, New Mexico. La città è stata anche estesamente utilizzata dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale per l'addestramento di squadre antiterrorismo suicida. Apparentemente, la distruzione dell'infrastruttura manifatturiera, mineraria ed industriale degli USA sotto la pressione della globalizzazione neoliberista in alcuni quartieri viene considerata come un "vantaggio".

"Con il passare del tempo, alla fine villaggi e città muoiono", scrive Steve Rowell del Centro per l'interpretazione dell'uso della terra di Culver City, California. "Nonostante ciò e nonostante l'arretrante economia USA, le industrie della difesa e della preparazione ai disastri sono fiorenti, rovesciando questa tendenza in alcune delle aree più remote della nazione. La guerra al terrore ridefinisce la pastorale americana in maniera inaspettata". Nel caso di Playas, il suo nuovo ruolo è "come quello di una generica periferia americana sotto attacco simulato". E, in futuro, come una simulata "città araba" dove i "combattenti" USA arrivano per perfezionare le abilità della guerra di spedizione, riferisce Graham.

Nonostante la pubblicità dannosa prodotta dalle esercitazioni "Urban Warrior", gli analisti della RAND insistono per continuare. Effettivamente, tali esposizioni di onniscienza militarista saranno ancora più necessarie in futuro perché "nessun sito di addestramento urbano costruito per un particolare scopo e nessuna simulazione per molti anni a venire saranno in grado di presentare l'eterogeneità e la complessità di una moderna megalopoli".

Sono BLUE?

Ma i giochi di guerra non sono l'unico fronte dove vengono combattute e ricombattute le battaglie urbane simulate. Arriva l'Agenzia Progetti Ricerca Avanzata della Difesa (DARPA).

Sotto contratto con la DARPA, il truffatore capitalista Computer Science Corporation, ha combinato la mappatura elettronica e la tecnologia d'immagine satellitare per creare rappresentazioni puramente elettroniche di città che sono rientrate, o in futuro potrebbero rientrare, nell'ambito di occupazione militare USA. Uno stuolo di città intorno al mondo vengono mappate elettronicamente dall'Agenzia Geospaziale-Informazioni Nazionale (NGA) per creare una "realtà virtualizzata" per i "combattenti" USA.

All'interno di complessi modelli di simulazione, le strutture di città del Medio Oriente o, a dire il vero, di qualunque città, sono state classificate utilizzando "Zone di terreno urbano" basate "su dei database internazionali dei materiali e delle pratiche di costruzione utilizzati nelle diverse parti delle città bersaglio: acciaio, vetro e calcestruzzo nel nucleo della città, più vecchi mattoni, pietra o fango nelle casbah", ci informa Graham.

E simulazioni anche maggiori di mega-città del sud globale forniscono qualcosa che può essere utilizzato per il vantaggio omicida dei "giocatori" militari USA mentre immaginano la guerra di controinsurrezione in scala al naturale ben nel futuro. Una simulazione elettronica, "Urban Resolve", ha realmente mappato una fascia di otto miglia quadrate di Jakarta, Indonesia, in tre dimensioni! Secondo Graham, "questo è stato fatto giù fino agli interni di 1,6 milioni di edifici e riguarda anche 109.000 'veicoli' mobili e 'civili', come pure le infrastrutture sotterranee".

Simili progetti si stanno espandendo in maniera esponenziale. Sotto l'intestazione Tecnologia di analisi urbana e di sfruttamento geospaziale (URGENT), l'Ufficio Tecniche di elaborazione dell'informazione (IPTO) della DARPA sta cercando "tecnologie nuove" per sconfiggere le insurrezioni urbane. Secondo la "Dichiarazione d'intenti" dell'IPTO sul programma

Il riconoscimento di bersagli in ambienti urbani pone minacce operative uniche per il combattente. ... Le missioni urbane odierne riguardano analizzare una moltitudine di oggetti urbani nell'area di interesse. Mentre le operazioni militari nelle regioni urbane sono aumentate, la necessità di identificare oggetti urbani è divenuta un requisito importante per i militari. Comprendere le posizioni, le forme e le classificazioni di oggetti è richiesto per una vasta gamma di urgenti questioni analitiche della pianificazioni di missioni urbane.

Un programma collegato, Costruzione di etichette per ambienti urbani (BLUE),

cerca approcci innovativi che sfruttino i dati video di sorveglianza per classificare automaticamente gli edifici. In aggiunta ai dati di caratteristiche visive come colore ed orientamento di linea, dati cattura video riguardo il moto nel tempo. L'ultimo offre l'opportunità per il riconoscimento automatizzato di modelli in oggetti in movimento nella vicinanza di edifici. Questi modelli di movimento possono essere indicatori attendibili di una funzione di un edificio. La tecnologia BLUE dovrebbe essere in grado di apprendere modelli che distinguono tipi di edifici e di elaborare dei video dai dati video di sorveglianza, come quelli raccolti da piattaforme UAV militari ad elevata durata di volo per classificare correttamente gli edifici.

Come abbiamo visto, la classe dominante USA è decisa a schierare il suo intero arsenale high-tech contro il sud globale e forse presto un giorno sulle strade delle città americane. Legata intimamente alla difesa, al calcolo, all'intrattenimento ed alle industrie della "sicurezza interna", la ricerca visionaria del Pentagono di "dominare lo spazio di battaglia" è riflettente della precarietà dell'intero progetto neocoloniale degli USA nel mondo post Guerra Fredda.

Nonostante il loro abietto fallimento contro l'insurrezione urbana in Iraq, l'ossessione dei militari USA per i modelli di simulazione di edifici di paesaggi urbani e le sequenze di mappatura elettronica di vere città ci racconta molto della preoccupazione--e della paura--del padrone per la direzione nella quale le cose stanno volgendo.

Posted by Antifascist