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I suicidi che l'esercito U.S.A. nasconde
di Dahr Jamail

 

ANCHORAGE, Alaska, 16 novembre (IPS) - Secondo un gruppo di appoggio dei soldati a Fort Hood,, la base USA dove uno psichiatra dell'esercito è stato accusato di avere ucciso 13 persone ed uccisone 30 in un attacco di follia il 5 novembre, le cifre ufficiali dei suicidi fornite dall'esercito sono "certamente" troppo basse.

Chuck Luther ha servito nelle forze armate per 12 anni ed è un veterano di due spiegamenti in Iraq, dove era esploratore da ricognizione nella 1^ Divisione Cavalleria. L'ex sergente era di base a Fort Hood, dove vive oggi.

"Vedo cose sgradevoli", ha raccontato Luther alla IPS. "Vedo sempre soldati che picchiano le loro mogli e che cercano di uccidersi e la maggior parte della gente, compresi i militari, non vuole guardare questo".

Luther, che nel 2007 è stato il fondatore e direttore del Soldier's Advocacy Group of Disposable Warriors, conosce questi tipi di problemi interni alle forze armate perché lui stesso ha fatto esperienza di molti di loro.

Luther ha raccontato alla IPS di credere che il numero reale di soldati che commettono suicidio a Fort Hood venga drammaticamente minimizzato dai militari.

"Vi sono suicidi di militari in servizio attivo che avvengono regolarmente sia dentro che fuori la base", ha affermato Luther. "Uno di loro lo conoscevo personalmente dal momento che ho servito con lui in Iraq ed era uno dei miei soldati e tuttavia lo hanno elencato come sotto indagine per suicidio".

"Per quello che so adesso, vi sono almeno tre suicidi che non riportano affatto. Più particolarmente, vi è un soldato che ha commesso suicidio che l'esercito ha confermato attraverso una conferenza stampa e questo non viene riportato, e sto lavorando con il Pentagono per cercare di scoprire perché questo non viene riportato", ha affermato. "L'esercito non rilascerà nemmeno il suo nome".

Tuttavia Luther ritiene che la situazione sia persino peggiore.

"Credo che certamente ve ne siano più di questi. Se questo è ciò che ci hanno nascosto di cui sappiamo, possiamo stare tranquilli che vi sono molti, molti più di questi. Abbiamo presentato un FOIA [Freedom of Information Act] per ottenere informazioni dall'esercito, ma si viene impantanati in lungaggini burocratiche", ha dichiarato.

A causa dei continui tentativi dei militari di mascherare il vero numero di suicidi nei ranghi, assieme al continuo rifiuto di compiere i radicali cambiamenti politici necessari per curare correttamente i soldati ed i fornitori di cure psichiatriche esposti a disordine da stress post-traumatico secondario(PTSD), Luther teme il peggio in futuro.

Ha affermato che "Vi saranno altri attacchi del 5 novembre [riferimento alla recente tragedia di Fort Hood] e probabilmente saranno anche più drastici".

"Ognuno deve superare qualcuno, così è probabile che i prossimi siano peggiori. La violenza genera violenza. Sono stato addestrato ad essere molto violento in combattimento come esploratore...abbiamo ucciso o detenuto iracheni prima che chiunque altro andasse là. Due mesi fa ho avvertito la catena di comando dell'esercito che prima di avere un attacco da parte di un soldato su degli altri quando tornano a casa, avevamo bisogno di fare alcuni drammatici cambiamenti".

All'epoca dell'intervista, una settimana dopo che il furore della sparatoria dello psichiatra dell'esercito maggiore ha lasciato 13 morti e più di 30 feriti a Fort Hood, Luther ha informato la IPS che a Fort Hood nei tre giorni precedenti, "Ho sentito dei comandanti raccontare ai soldati che chiedono aiuto psicologico che dicono cose senza senso e che non hanno PTSD...così se non possiamo attuare questi importanti cambiamenti presto e rapidamente avremo più perdite di vite sul suolo degli USA per mezzo di soldati che uccidono altri soldati".

Mentre non della scala del recente caso di sparatoria, negli ultimi due anni sono state riportate diverse altre uccisioni da parte di soldati a Fort Hood.

Secondo statistiche militari ufficiali, Fort Hood soffre già del più alto numero di suicidi tra le installazioni dell'esercito dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Mentre Luther ritiene che il numero sia molto più alto, ufficiali dell'esercito a Fort Hood ammettono almeno 10 suicidi alla base da gennaio a luglio di quest'anno ed almeno 75 suicidi "confermati" dal 2003.

Diversi anni di schieramenti ripetuti in zona di guerra stanno prendendo il loro dazio, poiché il personale dell'esercito sta subendo tassi record di PTSD, depressione, altri problemi di salute mentale, abuso di alcool e di droga e suicidi.

Secondo il Rapporto sui casi di suicidio dell'esercito, nel 2006 si sono uccisi un totale di 99 soldati, il tasso più alto di suicidi militari nei 26 anni da quando i militari tengono statistiche sui suicidi. Oltre un quarto di questi sono stati di soldati in assegnazioni di combattimento in Iraq ed Afghanistan. La cifra non include i suicidi post-congedo di personale militare.

Nel 2007, almeno 115 suicidi sono stati riportati dall'esercito, un altro record. Lo scorso anno ha stabilito un altro record, con almeno 133 suicidi riportati, in aggiunta all'esservi stato lo scorso anno un numero record di suicidi nel corpo dei marine.

Il tasso di suicidi per l'esercito per il 2008 è stato calcolato approssimativamente al 20,2 ogni 100.000 soldati, che per la prima volta dalla guerra del Vietnam è più alto del tasso aggiustato dei civili.

Fin qui, il 2009 è al ritmo di stabilire un altro record per il numero di suicidi nell'esercito.

Il soldato semplice Michael Kern, un veterano della guerra in Iraq in servizio attivo di base a Fort Hood, ha servito in Iraq da marzo 2007 a marzo 2008.

Il 9 novembre, quattro giorni dopo la folle sparatoria a Fort Hood, Kern ha raccontato alla IPS: "Il 20° Battaglione Genio è stato duramente colpito in questa furia. E' programmato che venga spiegato in gennaio in Afghanistan e martedì (5 novembre) ha perso molti bravi ragazzi. Conosco personalmente un soldato di quel battaglione che la scorsa notte ha tentato il suicidio".

I problemi di salute mentale ed i suicidi sembrano ora essere sistemici nelle forze armate.

Per l'ottobre 2007, i dati all'interno del quinto rapporto del Gruppo di salute mentale dell'esercito ha indicato che approssimativamente il 12% delle truppe da combattimento in Iraq ed il 17% di quelle in Afghanistan lottavano prendendo antidepressivi prescritti e/o pillole di sonnifero per far fronte alla situazione.

Nel 2008, il Daily Telegraph di Londra ha riportato che due su cinque vittime di suicidi tra le truppe in Iraq ed Afghanistan sono state trovate prendere antidepressivi.
Nell'aprile 2008, la RAND Corporation ha pubblicato un sorprendente rapporto che rivelava che "Quasi il 20% dei militari che sono tornati dall'Iraq e dall'Afghanistan - 300.000 in tutto - riporta sintomi di disordine da stress post-traumatico o di grave depressione, tuttavia soltanto lievemente più della metà ha cercato delle cure".

Un caso in tribunale in California nel 2008 ha scoperto una email del Dipartimento degli Affari dei Veterani (VA) che rivelava che 1.000 veterani che stanno ricevendo cure dal VA tentano ogni singolo mese il suicidio e che 18 veterani si uccidono quotidianamente.

(END/2009)