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Ci risiamo. Il governo ed i media corporativi pompano fuori
altra propaganda su statistiche economiche vitali per mascherare la
gravità della nostra crisi economica. Misure ingannevoli di
disoccupazione,
PIL,
inflazione
e
povertà
vengono smascherate facilmente con alcune ricerche ed uno sguardo
più vicino ai dati. L'ultimo inganno viene dall'Ufficio del
Censimento nel suo annuale rapporto sulla povertà, che ora viene
"riportato" acriticamente dappertutto sui media corporativi e che
echeggia anche per tutte le organizzazioni di notizie online.
I nuovi dati del Censimento rivelano che lo sbalorditivo numero
di
46,2 milioni
di americani, il 15,1% della popolazione, nel 2010 viveva in
povertà. Questo è un incremento di 2,6 milioni di persone dal 2009.
Mentre queste è una statistica sconcertante che rappresentano il più
alto numero di americani che sia mai vissuto in povertà ed
un drammatico incremento anno per anno, essa sottocalcola il totale.
Il tasso di povertà dell'Ufficio del Censimento è
una misura altamente difettata che utilizza una metodologia
sorpassata. Il Censimento misura la povertà basata su metriche del
costo della vita istituite nel 1955
—
56
anni fa. Esse ignorano molti fattori chiave, come gli aumentati
costi dell'assistenza medica, dell'assistenza pediatrica,
dell'istruzione, dei trasporti e di molte altre spese fondamentali.
Non scompongono nemmeno i costi della vita su base geografica. Per
esempio, cercate di trovare un posto per vivere a New York che costi
lo stesso di una località in Florida. Una misurazione molto più
accurata della povertà, che scompone in queste variabili vitali del
costo della vita, proviene dall'Accademia Nazionale delle Scienze
(NAS). Diversamente dalla misura della povertà del Censimento, che
riceve copertura significativa per tutti i media corporativi, la
misurazione del NAS ottiene poca, se c'è n'è, cronaca dei media
ufficiali.
Per vedere come l'Ufficio del Censimento ha
drasticamente sottostimato i totali della povertà,
guardiamo ai pochi anni passati di dati. Nel 2008, il Censimento ha
riferito che 39,8 milioni di americani vivevano in povertà.
Comunque, basati sui calcoli del NAS, quell'anno vivevano in povertà
47,4 milioni di americani. Nel 2008, il Censimento sottostimò di 7,6
milioni di persone. Per l'anno 2009, il Censimento ha riportato che
vivevano in povertà 43,6 milioni di americani. Secondo la
mia
analisi,
estrapolando i dati dalla misurazione del NAS del 2008, ho stimato
che il numero degli americani che nel 2009 vivevano in povertà era
di
almeno
52 milioni.
Dopo avere fatto questa stima, è stata pubblicata la misurazione del NAS,
che sosteneva la mia pretesa rivelando che
52,8 milioni
di americani vivevano in povertà. Nel 2009, il Censimento ha
sottocalcolato di 9,2 milioni di persone.
I totali sulla povertà del NAS per il 2010 devono essere ancora
pubblicati, così estrapoliamo i dati dalla nuova statistica del
Censimento a confronto con i dati passati del NAS, nello stesso modo
in cui abbiamo accuratamente stimato i totali sulla povertà del 2009
del NAS, per stimare il
numero totale di americani che nel 2010 vivevano in povertà: più
di 56 milioni.
Come tendenza statistica generale, per ogni persona che il
Censimento conta essere in povertà, utilizzando i calcoli del NAS,
sono in povertà 1,2. In altre parole, la tendenza è stata per ogni
10 persone che il Censimento riporta vivere in povertà, il NAS
riporta che sono 12. Ciò significherebbe che nel 2010 vivevano in
povertà 55,4 milioni di persone.
Tuttavia, con il costo della vita che
aumenta decisamente,
anche la discrepanza tra i totali del Censimento e del NAS sta
aumentando. Nel corso dei due anni passati, per ogni persona
addizionale che il Censimento conteggia come cadente in povertà,
1,42 persone cadono in povertà come calcolato con la metodologia del
NAS. Questo significherebbe che nel 2010 vivevano in povertà 56,5
milioni di persone.
Perciò, dopo avere estrapolato i dati, possiamo stimare che
almeno 56 milioni di americani, approssimativamente il 18,5% della
popolazione, secondo la metodologia del NAS
nel
2010 vivevano in povertà, circa 10 milioni in più di quanto
riferisca l'Ufficio del Censimento.
Così quando ascoltate il governo ed i media che vi raccontano
che nel 2010 vivevano in povertà 46 milioni di americani, mentre ciò
è molto orripilante, dovreste sapere che persino questa sconvolgente
statistica mette un rivoltamento positivo maggiore a questo
disastro economico che non è ancora affatto finito.
Inoltre, tenete a mente che il Censimento definisce la povertà
come un reddito di
$22.314
l'anno per una famiglia di quattro. Ciò è
$22.314
l'anno per quattro persone. Dato il costo della vita
crescente drammaticamente di oggi, una famiglia di quattro che cerca
di vivere con
$22k
l'anno è una soglia di povertà estremamente bassa.
Per porre in contesto tutto questo, mentre 56 milioni di americani,
il 18,5% della popolazione, vive in povertà, le famiglie milionarie
degli USA hanno
$46 trilioni
di ricchezza,
tuttavia soltanto un decimo dell'1% della
popolazione guadagna più di
$1 milione
l'anno.
Attualmente gli Stati Uniti hanno la più alta disuguaglianza
nella ricchezza nella storia del nostro paese. Decine di milioni di
americani si sottopongono a forte tensione chiedendosi come
manterranno il cibo in tavola e pagheranno le bollette, nel
frattempo le persone che
hanno provocato questa crisi
si rivoltano intorno a trilioni di dollari.
Le statistiche parlano da sole. I
Robber Barons
sono ora stati soppiantati come più dispotica e
depravata
classe dominante d'America.
- David DeGraw
è il direttore
AmpedStatus.com.
Il
suo libro a lungo atteso,
The Road Through 2012,
sarà finalmente pubblicato il 28 settembre.
Può contattarsi a David[@]AmpedStatus.com.
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