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Più di 56 milioni di americani vivono in povertà

Come la propaganda dell'Ufficio del Censimento ignora la sofferenza

di 10 milioni di americani impoveriti

14 settembre 2011

di David DeGraw

 

 

Ci risiamo. Il governo ed i media corporativi pompano fuori altra propaganda su statistiche economiche vitali per mascherare la gravità della nostra crisi economica. Misure ingannevoli di disoccupazione, PIL, inflazione e povertà vengono smascherate facilmente con alcune ricerche ed uno sguardo più vicino ai dati. L'ultimo inganno viene dall'Ufficio del Censimento nel suo annuale rapporto sulla povertà, che ora viene "riportato" acriticamente dappertutto sui media corporativi e che echeggia anche per tutte le organizzazioni di notizie online.

I nuovi dati del Censimento rivelano che lo sbalorditivo numero di 46,2 milioni di americani, il 15,1% della popolazione, nel 2010 viveva in povertà. Questo è un incremento di 2,6 milioni di persone dal 2009. Mentre queste è una statistica sconcertante che rappresentano il più alto numero di americani che sia mai vissuto in povertà ed un drammatico incremento anno per anno, essa sottocalcola il totale.

Il tasso di povertà dell'Ufficio del Censimento è una misura altamente difettata che utilizza una metodologia sorpassata. Il Censimento misura la povertà basata su metriche del costo della vita istituite nel 1955 — 56 anni fa. Esse ignorano molti fattori chiave, come gli aumentati costi dell'assistenza medica, dell'assistenza pediatrica, dell'istruzione, dei trasporti e di molte altre spese fondamentali. Non scompongono nemmeno i costi della vita su base geografica. Per esempio, cercate di trovare un posto per vivere a New York che costi lo stesso di una località in Florida. Una misurazione molto più accurata della povertà, che scompone in queste variabili vitali del costo della vita, proviene dall'Accademia Nazionale delle Scienze (NAS). Diversamente dalla misura della povertà del Censimento, che riceve copertura significativa per tutti i media corporativi, la misurazione del NAS ottiene poca, se c'è n'è, cronaca dei media ufficiali.

Per vedere come l'Ufficio del Censimento  ha drasticamente sottostimato i totali della povertà, guardiamo ai pochi anni passati di dati. Nel 2008, il Censimento ha riferito che 39,8 milioni di americani vivevano in povertà. Comunque, basati sui calcoli del NAS, quell'anno vivevano in povertà 47,4 milioni di americani. Nel 2008, il Censimento sottostimò di 7,6 milioni di persone. Per l'anno 2009, il Censimento ha riportato che vivevano in povertà 43,6 milioni di americani. Secondo la mia analisi, estrapolando i dati dalla misurazione del NAS del 2008, ho stimato che il numero degli americani che nel 2009 vivevano in povertà era di almeno 52 milioni. Dopo avere fatto questa stima, è stata pubblicata la misurazione del NAS, che sosteneva la mia pretesa rivelando che 52,8 milioni di americani vivevano in povertà. Nel 2009, il Censimento ha sottocalcolato di 9,2 milioni di persone.

I totali sulla povertà del NAS per il 2010 devono essere ancora pubblicati, così estrapoliamo i dati dalla nuova statistica del Censimento a confronto con i dati passati del NAS, nello stesso modo in cui abbiamo accuratamente stimato i totali sulla povertà del 2009 del NAS, per stimare il numero totale di americani che nel 2010 vivevano in povertà: più di 56 milioni.

Come tendenza statistica generale, per ogni persona che il Censimento conta essere in povertà, utilizzando i calcoli del NAS, sono in povertà 1,2. In altre parole, la tendenza è stata per ogni 10 persone che il Censimento riporta vivere in povertà, il NAS riporta che sono 12. Ciò significherebbe che nel 2010 vivevano in povertà 55,4 milioni di persone.

Tuttavia, con il costo della vita che aumenta decisamente, anche la discrepanza tra i totali del Censimento e del NAS sta aumentando. Nel corso dei due anni passati, per ogni persona addizionale che il Censimento conteggia come cadente in povertà, 1,42 persone cadono in povertà come calcolato con la metodologia del NAS. Questo significherebbe che nel 2010 vivevano in povertà 56,5 milioni di persone.

Perciò, dopo avere estrapolato i dati, possiamo stimare che almeno 56 milioni di americani, approssimativamente il 18,5% della popolazione, secondo la metodologia del NAS nel 2010 vivevano in povertà, circa 10 milioni in più di quanto riferisca l'Ufficio del Censimento.

Così quando ascoltate il governo ed i media che vi raccontano che nel 2010 vivevano in povertà 46 milioni di americani, mentre ciò è molto orripilante, dovreste sapere che persino questa sconvolgente statistica mette un rivoltamento positivo maggiore a questo disastro economico che non è ancora affatto finito.

Inoltre, tenete a mente che il Censimento definisce la povertà come un reddito di $22.314 l'anno per una famiglia di quattro. Ciò è $22.314 l'anno per quattro persone. Dato il costo della vita crescente drammaticamente di oggi, una famiglia di quattro che cerca di vivere con $22k l'anno è una soglia di povertà estremamente bassa.

Per porre in contesto tutto questo, mentre 56 milioni di americani, il 18,5% della popolazione, vive in povertà, le famiglie milionarie degli USA hanno $46 trilioni di ricchezza, tuttavia soltanto un decimo dell'1% della popolazione guadagna più di $1 milione l'anno.

Attualmente gli Stati Uniti hanno la più alta disuguaglianza nella ricchezza nella storia del nostro paese. Decine di milioni di americani si sottopongono a forte tensione chiedendosi come manterranno il cibo in tavola e pagheranno le bollette, nel frattempo le persone che hanno provocato questa crisi si rivoltano intorno a trilioni di dollari.

Le statistiche parlano da sole. I Robber Barons sono ora stati soppiantati come più dispotica e depravata classe dominante d'America.


- David DeGraw è il direttore AmpedStatus.com. Il suo libro a lungo atteso, The Road Through 2012, sarà finalmente pubblicato il 28 settembre. Può contattarsi a David[@]AmpedStatus.com.