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Rubare agli anziani per dare di più ai ricchi

Gary Lapon guarda ad ancora un altro modo in cui la crisi del precipizio fiscale è stata

utilizzata  come una scusa per prendere dai più vulnerabili--e dare ai super-ricchi.

14 gennaio 2013

 

CHIAMATELO Robin Hood: I super-ricchi vengono fuori dal dibattito del cosiddetto "precipizio fiscale" con la maggior parte, se non tutti, intatti i tagli fiscali degli anni di Bush--prima che Washington si applichi al progetto di tagliare i sussidi per gli anziani ed i più vulnerabili "riformando" Sicurezza Sociale, Medicare e Medicaid.

Traduzione: Prendere dai poveri per dare ai ricchi.

Gran parte dell'epicentro dell'accordo del precipizio fiscale che il Congresso ha approvato è concentrato sull'aumento dell'imposta sul reddito per gli americani più ricchi--coloro che guadagnano $400.000 o più ($450.000 per le coppie che dichiarano congiuntamente). Meno notato è stato il dono ai ricchi, del valore di quasi $400 miliardi nel corso di 10 anni, invertendo quello che sarebbe stato un incremento significativo della tassa sulla proprietà.

Senza azione da parte del Congresso, era stabilito che la tassa sulla proprietà aumentasse sostanzialmente a decorrere dal 1° gennaio, indietro ai livelli degli anni di Clinton. L'esenzione--vale a dire l'ammontare che può essere trasferito agli eredi alla morte, o come doni durante la vita, senza pagare la tassa sulla proprietà--sarebbe diminuito da $5,12 milioni a persona ($10,24 milioni per le coppie) a $1 milione ($2 milioni per le coppie). Il tasso d'imposta sulla parte di proprietà che eccede l'esenzione sarebbe salito dal 35% al 55%.

Invece, l'esenzione resterà dov'è--e persino crescerà con l'inflazione. Ed il nuovo ammontare del tasso d'imposta sopra la soglia sarà soltanto del 40%. E diversamente dai tagli fiscali di Bush, questo taglio massiccio della tassa sulla proprietà dai livelli dell'era Clinton è permanente, senza nessuna data di scadenza.

Barack Obama era già disposto a dividere a metà la differenza nei negoziati del precipizio fiscale. La sua proposta iniziale riduceva l'esenzione della tassa sulla proprietà a $3,5 milioni (il doppio per le coppie) e stabiliva il tasso al 45%. Così naturalmente, il "compromesso" dopo i negoziati con i repubblicani è stato ancora più generoso verso i ricchi.

L'accordo sulla tassa sulla proprietà costerà $375 miliardi nel corso dei prossimi 10 anni, paragonato con lasciarla ritornare ai livelli dell'era Clinton, l'Atlantic. Decine di migliaia di milionari ogni anno se la caveranno: "Soltanto 3.770 famiglie l'anno prossimo pagheranno la tassa sulla proprietà se l'esenzione è stabilita a $5 milioni, contro 47.170 se viene stabilita a $1 milione", ha riportato l'Atlantic.

I critici della tassa sulla proprietà protestano che è una forma di doppia tassazione perché si applica a dei beni che sono già stati tassati una volta come reddito. Di fatto, le proprietà maggiori consistono di grandi quantità di guadagni di capitale "non realizzati" perché i beni, come azioni o investimenti, non sono stati venduti prima che il loro titolare morisse--così la tassa sulla proprietà è necessaria per assicurarsi che questo reddito sia affatto tassato.

Dalla prospettiva di ridurre i livelli record di disuguaglianza, aumentare le imposte sulla ricchezza, come la tassa sulla proprietà, è senza dubbio più efficace che aumentare le tasse sui ricchi. Questo perché la disuguaglianza di ricchezza è ancora maggiore della disuguaglianza del reddito. E la disuguaglianza di ricchezza è un motore della disuguaglianza del reddito, poiché i ricchi usano la loro ricchezza per investire ed accumulare una quota ancora maggiore del valore prodotto dai lavoratori.

Mentre l'1% in cima accumula appena sotto un quarto di tutti il reddito degli USA--tanto per cominciare un enorme divario--possiede più di un terzo della ricchezza, ammontante a più di tre volte ciò che possiede l'80% in fondo.

L'ammontare della ricchezza nelle mani dei super-ricchi è stupefacente. I 400 americani più ricchi da soli nel 2012 possedevano $1,7 trilioni, un incremento del 13% dall'anno prima. Ed il divario nella ricchezza continua a crescere: L'1% in cima ha una ricchezza media di più di 16% milioni, 288 volte quella della famiglia media, più del doppio di quanto era mezzo secolo fa.

Il presidente Obama ha rivendicato l'accordo sul precipizio fiscale come una vittoria--un compromesso dove tutti pagherebbero la loro "giusta quota". Invece, l'accordo ha preservato degli aspetti importanti dei tagli fiscali per i super-ricchi dell'era Bush, garantendo che la disuguaglianza continuerà.

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NON E' sorprendente che il Congresso--metà del quale è formato da milionari ed i quali contano tutti su donazioni da milionari e miliardari per dirigere le loro campagne--faccia un accordo che protegge i tagli alla tassa sulla proprietà.

Ma ciò che è particolarmente irritante è che arrivi allo stesso tempo in cui Washington acceleri per compiere dei tagli storici a Sicurezza Sociale e Medicare, usando la scusa che non vi è proprio il denaro sufficiente per finanziare questi programmi che sono essenziali per mantenere milioni di anziani al sopra del livello di povertà.

Dal piano di buoni per Medicare di Paul Ryan al fallito tentativo di George W. Bush di privatizzare la Sicurezza Sociale, i repubblicani hanno a lungo cercato di tagliare questi cosiddetti programmi di "diritti acquisiti". Fino a di recente, non sono riusciti a causa dello schiacciante sostegno del pubblico a questi programmi, che ha portato i democratici a mettere in discussione i tagli.

Ma nel periodo attuale, Obama e i democratici sono responsabili di avere messo sul tavolo i tagli a Sicurezza Sociale e Medicare.

La "riforma dei diritti acquisiti" è stato un obiettivo di Obama da quando è entrato in carica. Nel 2010, ha nominato Alan Simpson e Erskine Bowles a presiedere la Commissione Nazionale sulla Responsabilità e la riforma fiscale, la cui missione era di concepire un programma per ridurre il deficit. Quando ha offerto tagli alla Sicurezza Sociale e a Medicare come parte del "grande patto" durante il dibattito sul tetto del debito del 2011, Obama ha utilizzato come struttura la commissione Simpson-Bowles.

Alan Simpson è un ex senatore repubblicano di destra del Wyoming che ha fatto la propria missione "stabilizzare"--leggi: tagliare--la Sicurezza Sociale, un programma al quale si è riferito come "una mucca da latte con 310 milioni di tette" i cui beneficiari "lo mungono in sommo grado".

Da parte sua, Bowles è un democratico che pensa che Paul Ryan sia "sbalorditivo" e che appoggia le proposte di riduzione drastica del bilancio di Ryan.

Le raccomandazioni della commissione Simpson-Bowles ha ottenuto il sostegno di Obama e di membri di primo piano del Congresso di entrambe i partiti, come pure di leader degli affari come l'amministratore di JPMorgan Chase Jamie Dimon. Esse comprendono di alzare l'età pensionabile per accumulare i sussidi completi della Sicurezza Sociale a 68 anni e dopo a 69 e di indicizzare le scale mobili all'"Indice dei prezzi al consumo legato (CPI)". La commissione ha anche proposto dei severi tagli a Medicare, Medicaid e ad altre spese della rete di sicurezza sociale.

Il CPI legato minimizza l'inflazione stimando per le sostituzioni che la gente tende a compiere quando i prezzi salgono. Mentre sembra come un affare tecnico, il risultato è che gli assegni della Sicurezza Sociale aumenteranno più lentamente, portando a un taglio complessivo delle indennità di circa $300 miliardi nel corso di 10 anni.

In realtà, l'erosione dello standard di vita per gli anziani beneficiari della Sicurezza Sociale sta già avvenendo. Gli anziani spendono di più per assistenza sanitaria e alloggi, che sono aumentati di costo nei decenni recenti molto più velocemente dell'inflazione complessiva. Uno studio recente ha scoperto che i partecipanti hanno speso una media di "$38.688 [per assistenza sanitaria] negli ultimi cinque anni di vita. Ancora più scioccante è stato il fatto che un quarto dei partecipanti ha reso un contributo medio di $101.791 e la stessa cifra ha speso di più del suo totale patrimonio familiare in assistenza sanitaria".

L'Ufficio delle Statistiche del Lavoro USA (BLS) ha un indice sperimentale CPI-E che misura più accuratamente le abitudini di spesa di quelli di 62 anni di età e oltre. Secondo il BLS, "Da dicembre 1982 a tutto il dicembre 2011, il CPI-E di tutte le voci è salito a un tasso medio annuo del 3,1%, paragonato a incrementi del 2,9% per entrambe CPI-U e il CPI-W".

Come ha scritto David Rosnick su MRZine, ciò ha senso: "Paragonato con l'attuale legge, un pensionato che ha ricevuto $878 mensili nel 2011, nel 2012 vedrebbe il suo sussidio annuo diminuire di $462 (3,3%) secondo il CPI legato... Lo stesso pensionato che vede sussidi annui inferiori di $462 secondo il CPI legato vedrebbe invece sussidi più alti di $230 secondo il CPI-E".

In altre parole, soltanto per mantenere l'attuale--e distante dal prodigo--standard di vita, i sussidi della Sicurezza Sociale dovrebbero essere aumentati, non tagliati.

Scandalosamente, i risparmi dalla manovra al CPI legato ammonterebbero a circa $220 miliardi nel corso dei prossimi 10 anni, circa $150 milioni meno del costo dei doni della tassa sulla proprietà ai multimiliardari nell'accordo sul precipizio fiscale.

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MENTRE I media mainstream si concentrano su storie di intrigo di palazzo e sullo stallo tra democratici e repubblicani nei negoziati per risolvere l'ultima crisi fabbricata, l'impatto reale dei tagli a Sicurezza Sociale e Medicare è meno visibile.

Come l'1% si preoccupa di come evitare di pagare le tasse sulle fortune che trasmette agli eredi, decine di milioni di lavoratori, quasi la metà di tutti i pensionati, morirà senza un soldo.

Per milioni di persone, specialmente gli anziani, la Sicurezza Sociale è tutto ciò che sta tra loro e la miseria nera. Secondo il Centro sul Bilancio e le Priorità Politiche, la Sicurezza Sociale tiene fuori dalla povertà ufficiale circa 21 milioni di persone, inclusi 14 milioni di anziani e 1 milione di bambini. Nel 2012, i sussidi medi mensili della Sicurezza Sociale sono stati soltanto di $1.230, abbastanza da tenere un singolo fuori dalla povertà ufficiale--a mala pena--ma non abbastanza da assicurare gli anziani con costose fatture sanitarie che non andrebbero senza.

E a causa di decenni di tagli alle pensioni--e al declino continuo dei programmi complessivi di pensionamento a sussidio fisso--sempre più pensionati nella vecchiaia contano prevalentemente o interamente sui sussidi della Sicurezza Sociale. Secondo la Social Security Administration (SSA): "I sussidi della Sicurezza Sociale rappresentano circa il 39% del reddito degli anziani...Tra i beneficiari anziani della Sicurezza Sociale, il 53% delle coppie sposate ed il 74% delle persone non sposate ricevono il 50% o più del loro reddito dalla Sicurezza Sociale e il 23% delle coppie sposate e circa il 46% delle persone non sposate contano sulla Sicurezza Sociale per il 90% o più del loro reddito".

La Sicurezza Sociale provvede anche per più di 10 milioni di lavoratori disabili e di quelli che da loro dipendono e per più di 6 milioni di superstiti di lavoratori che sono scomparsi.

Per decine di milioni di persone che oggi lavorano, la Sicurezza Sociale sarà la loro unica fonte di reddito in pensione--"il 51%...non ha nessuna copertura di pensione privata e il 34%...non ha nessun risparmio accantonato specificamente per la pensione", secondo la SSA.

Questo è vero specialmente per i neri e i latino. Come risultato del razzismo istituzionalizzato, è molto meno probabile che i neri e i latino abbiano pensioni e beni che forniscono reddito al ritiro. Nel 2010, l'AARP ha riportato che tra gli anziani, il 22,2% di afroamericani e il 18,5% di latino hanno contato sulla Sicurezza Sociale per il 100% del loro reddito, paragonato con soltanto il 12,4% di bianchi.

I tagli inoltre incideranno sproporzionatamente sulle donne. In media le donne vivono di più degli uomini e formano più dei due terzi dei beneficiari della Sicurezza Sociale di 85 anni e su--e poiché i tagli ai sussidi secondo il CPI legato crescono nel corso del tempo, i beneficiari più vecchi saranno colpiti più duramente.

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FORSE IL punto più trascurato in tutto il discorso sui "diritti acquisiti" come parte necessaria per ridurre il deficit è che in realtà la Sicurezza Sociale non contribuisce al deficit. Il programma della Sicurezza Sociale è finanziato attraverso le trattenute sul lavoro dipendente e si prevede che il fondo per pagare i sussidi resti solvibile per un altro quarto di secolo.

A quel punto, la Sicurezza Sociale sarà in grado di pagare soltanto tre quarti dei sussidi se non viene compiuto nessun cambiamento. Ma l'ammanco potrà essere coperto aumentando il tetto delle trattenute--attualmente, gli americani a reddito più alto pagano trattenute soltanto fino a $106.800.

La spinta a tagliare la Sicurezza Sociale non riguarda risolvere problemi fiscali. E' su tagliare la spesa sulle spalle degli anziani e dei lavoratori disabili, con neri, latino e donne che prendono i colpi più duri. Ed è parte di un più ampio assalto agli standard di vita dei lavoratori per ristabilire il vantaggio competitivo del capitalismo USA.

Coloro al vertice della società USA sono pienamente disposti a sacrificare ciò che resta della dignità e della sicurezza in pensione per i lavoratori anziani per raggiungere i loro scopi. La Sicurezza Sociale, il prodotto stesso degli sconvolgimenti di massa degli anni '30, può essere difesa soltanto di nuovo oggi dalla lotta di massa.