LAGAUCHE IS RIGHT

 

Domenica-Martedì 23-25 novembre 2008

ALCUNE COSE NON CAMBIANO MAI

 

Non ci è voluto molto perché quelli a sinistra che hanno annunziato Barack Obama come il salvatore degli USA a lungo atteso a cominciassero a chiedersi "Perché ha nominato a delle posizioni la stessa gente delle amministrazioni Clinton e Bush II"? La risposta è che non ha mai promesso enormi cambiamenti. Se qualcuno dei suoi sostenitori di sinistra si prendeva il tempo di indagare sulla sua storia di votazioni e di discorsi, sarebbe venuto fuori vuoto di motivi per sostenere Obama. Ci sono voluti alcuni vecchi nomi — come Daschle, Clinton e persino Colin Powell — gettateli in un sacco, scuotetelo e tirate i nomi su un tavolo, alcuni con nuove posizioni. Obama sta persino pensando di tenere Gates come Segretario della Guerra.

Un anno fa, scrissi il seguente articolo e suggerii a coloro che erano disperati per un cambiamento nella politica imperialistica degli USA a pensare un'altra volta prima di mettere le loro uova nel paniere Democratico. Nomi e date potrebbero divergere, ma le azioni del Partito Democratico non lo hanno fatto.

I DEMOCRATICI PARLANO DISONESTAMENTE

Martedì-Giovedì 6-8 novembre 2007

Ad ascoltare oggi i democratici, pensereste che siano tutti contrari all'illegale invasione dell'Iraq del 2003 di George Bush. Bush, ora al suo più basso livello nei sondaggi di opinione, è selvaggina libera per i suoi oppositori democratici. Viene ritratto come un guerrafondaio bugiardo mentre i democratici esaltano le virtù della loro filosofia contro la guerra.

Tutto questo atteggiamento è falso. Cinque anni fa, il Partito Democratico è saltato a bordo del carro bellico. Molti hanno votato per andare in guerra e hanno portato risonante testimonianza sulla malvagità dell'Iraq. Comunque, se credete ai messaggi dai democratici, pensereste che nessuno appoggiasse la guerra.

Il Boston Globe del 22 aprile 2006 portava un editoriale scritto dal candidato presidenziale del 2004 John Kerry. Menzionava la sua comparizione del 1971 davanti al Senato USA e di come parlò opponendosi alla guerra del Vietnam. Quindi, aggiunse:

Trentacinque anni più tardi, in un'altra guerra andata a male, vedo la storia che si ripete ... Di nuovo, dobbiamo rifiutarci di sedere tranquillamente e guardare le nostre truppe che si sacrificano per una politica che non funziona mentre gli americani che dissentono e pongono severe domande vengono bollati come antipatriottici.

Proprio come fu nel 1971, è ancora giusto rendere chiaro che il modo migliore per sostenere le truppe è di opporsi ad un corso che sciupa le loro vite, disonora i loro sacrifici e rende un cattivo servizio al popolo americano ed ai nostri principi.

Roba eccellente, ma vi sono alcune minori omissioni da parte di Kerry. Ha appoggiato l'invasione dell'Iraq e, ogni tanto durante la campagna presidenziale, ha chiesto più truppe in Iraq di quante mandate dai repubblicani. Qui vi sono alcune citazioni del precedente John Kerry, non l'"illuminato" che parla oggi:

  • "Vi esortiamo, dopo esservi consultati con il Congresso ed in accordo alla Costituzione ed alle leggi degli USA, a prendere le azioni necessarie (inclusi, se adatti, attacchi aerei e missilistici su sospetti siti iracheni) per rispondere efficacemente alla minaccia posta dal rifiuto dell'Iraq di porre fine ai suoi programmi sulle armi di distruzione di massa". (9 ottobre 1998)

  • "Voterò per attribuire al presidente degli Stati Uniti l'autorità ad utilizzare la forza — se necessaria — per disarmare Saddam Hussein, perché credo che un micidiale arsenale di armi di distruzione di massa nelle sue mani sia una effettiva e grave minaccia alla nostra sicurezza". (9 ottobre 2002)

  • Siamo in possesso di ciò che ritengo siano prove convincenti che Saddam Hussein abbia, ed abbia avuto per molti anni, una crescente capacità di produzione ed immagazzinamento di armi di distruzione di massa. Senza dubbio è  necessario che disarmiamo Saddam Hussein. E' un brutale, sanguinario dittatore, che guida un regime oppressivo ... Ed ora aveva continuato l'inganno ed il corrispondente controllo di armi di distruzione di massa ... Così la minaccia di Saddam Hussein con armi di distruzione di massa è reale". (23 gennaio 2003)

Questo non suona come il Kerry di oggi. E' possibile cambiare opinione. Comunque, quando una persona lo fa, vi è una usuale spiegazione di come sia stata in precedenza indotta in errore o si sia fatta cattive opinioni. Non così con Kerry. Per anni ha appoggiato l'azione militare contro l'Iraq. In seguito, mette in risalto parlando di fuorviate guerra e politica in Iraq.

Madeleine Albright è un'altra che cambia idea alla stessa maniera di Kerry: ha appena fatto un discorso che è l'opposto della posizione di anni senza una spiegazione per il cambio di linea.

Il 23 aprile 2006 Al-Jazeera News ha pubblicato un articolo chiamato "La Albright avverte del disastro in Iraq". Qui c'è l'inizio del pezzo:

Madeleine Albright,ex segretario di stato USA, ha avvertito che l'invasione dell'Iraq potrebbe finire come uno dei peggiori disastri della politica estera americana.

In un'intervista al New York Times pubblicata domenica, la Albright ha affermato che non pensava che Saddam Hussein fosse una minaccia imminente per gli Stati Uniti.

"Non si può andare in guerra contro tutti quelli che non piacciono", ha detto.

"Penso che l'Iraq potrebbe finire con l'essere uno dei peggiori disastri della politica estera americana".

"Sono per la democrazia, ma imporre la democrazia è un ossimoro. La gente deve scegliere la democrazia e questa deve provenire dal basso", ha detto.

Ricordate, questa è la stessa Albright che in un'intervista del 1997 a Leslie Stahl affermò che la morte di oltre 500.000 bambini iracheni a causa dell'embargo era un risultato apprezzabile della politica estera USA. Qui vi sono alcune dichiarazioni della vecchia Albright:

  • "L'Iraq è molto lontano da qui, ma quel che accade lì ha qui grande importanza. Perché i rischi che i leader di uno stato canaglia utilizzeranno armi nucleari, chimiche o biologiche contro di noi o contro i nostri alleati è la maggiore minaccia alla sicurezza cui siamo esposti". (18 febbraio 1998)

  • "Hussein ha scelto di spendere il suo denaro nella costruzione di armi di distruzione di massa e palazzi per i suoi intimi". (10 novembre 1999)

Povero Saddam. Nello spazio di pochi anni, è stato retrocesso dalla Albright dall'essere la "maggiore minaccia alla sicurezza cui siamo esposti" a non essere una minaccia imminente per gli Stati Uniti. Hanno persino rimosso le accuse a Saddam di essere una canaglia. Gli USA parlano da entrambe le parti della bocca.

Prima e dopo l'invasione del 2003, i democratici anti-guerra hanno dibattuto con me sui meriti del Partito Democratico. Ho ascoltato, e continuo ad ascoltare, tutte le deboli scuse possibili sul partito che acconsentono ai guerrafondai, da "Hanno avuto informazioni difettose" a "Quella non è la loro vera posizione". I fatti sono fatti. I democratici hanno permesso a George Bush di invadere l'Iraq per una ragione: avevano paura che se gli USA attaccavano l'Iraq e se i soldati erano accolti con fiori e caramelle, sarebbero stati dalla parte sbagliata sulla questione e sarebbero stati considerati anti-americani. Non importa come parlano oggi, Madeleine Albright, John Kerry e molti altri democratici hanno permesso che l'invasione avvenisse. L'integrità, la ricerca e la verità sono andate fuori dalla finestra.

Nonostante tutti i loro attuali discorsi contro la guerra, vi è un aspetto mancante dalle vuote bocche dei democratici: non uno di loro ha menzionato la condizione del popolo iracheno e le centinaia di migliaia di morti civili iracheni e la distruzione del paese che è accaduta a causa del loro silenzio.