31 DICEMBRE 2008

IN VENEZUELA IL SOCIALISMO SEMBRA FUNZIONARE

di Peter Phillips 

Minutemanmedia.org

In Venezuela la democrazia dal basso si sta sviluppando come una rivoluzione sociale di dieci anni. Guidato dal presidente Hugo Chavez, nelle elezioni del 23 novembre il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) ha guadagnato più di un milione e mezzo di elettori. "E' stata una meravigliosa vittoria", ha dichiarato la prof.ssa Carmen Carrero del Dipartimento di Studi della comunicazione dell'Università Bolivariana di Caracas. "Abbiamo ottenuto l'81% delle posizioni di sindaco di città e diciassette dei ventitre governatori di stato", ha riferito la Carrero.

L'Università Bolivariana è sistemata nel precedente edificio del ministero del petrolio ed ora serve 8.000 studenti di ogni parte del Venezuela. L'Università, (Universidad Bolivariana de Venezuela) è simbolica dei cambiamenti socialisti democratici che avvengono dovunque nel paese. Prima dell'elezione di Chavez nel 1998, la frequenza universitaria era soprattutto per i ricchi. Oggi frequentano l'università più di un milione e ottocentomila studenti, tre volte la quantità di dieci anni fa. "La nostra università è stata fondata per resistere alla dominazione ed all'imperialismo", ha riferito Marlene Yadira Cordova, presidentessa, in un'intervista del 10 novembre. "Siamo una università che ha una visione della vita secondo la quale il popolo oppresso ha un posto su questo pianeta", ha dichiarato la presidentessa Cordova.

L'entusiasmo di apprendere e le serie e ponderate domande poste dagli studenti che ho visto quel giorno erano certamente rappresentative di una fiducia nel potenziale di positivo cambiamento sociale per l'avanzamento umano. L'Università offre una clinica sanitaria gratuita completa di personale, zero tasse scolastiche ed alimentazione essenziale a costo zero per studenti nel self service, tutto pagato dalle entrate petrolifere che ora vengono democraticamente divise con il popolo.

La democrazia dal basso in Venezuela comincia con i 25.000 consigli di comunità eletti in ogni quartiere del paese. "Fissiamo i bisogni prioritari della nostra zona", ha riferito il portavoce del consiglio di comunità Carmon Aponte, , con il consiglio di quartiere della zona di barrio Bombilla di Caracas occidentale. Ho intervistato Carmon mentre visitavo la stazione TV e radio della Comunità Patare—una delle trentaquattro stazioni televisive e delle quattrocento stazioni radio controllate localmente ora nei barrios in ogni parte del Venezuela. Le radio, le TV ed i giornali di comunità sono la voce del popolo, dove descrivono gli spettatori/ascoltatori come gli "utilizzatori" dei media piuttosto che pubblico passivo.

Il socialismo democratico significa assistenza sanitaria, posti di lavoro, cibo e sicurezza in quartieri dove dieci anni fa in molti casi non esisteva nulla altro che la povertà assoluta. Con la disoccupazione in basso a livello USA, dividere la ricchezza in Venezuela ha assunto un significato reale. Nonostante un incremento dei prezzi degli alimentari del 50% lo scorso anno, i Mercal locali offrono olio per cucinare sovvenzionato dal governo, farina, carne, latte in polvere a prezzi più bassi del 30-50% di quelli di mercato. Inoltre, ora vi sono 3.500 banche comunitarie locali con un bilancio di $1.6 miliardi che offrono prestiti di micro-finanziamento su base di quartiere per miglioramenti alle abitazioni, piccole imprese ed emergenze personali.

"Ci siamo mossi dal periodo del disprezzo [pre-rivoluzione—quando le classi alte vedevano i lavoratori come meno che umani] ad un'epoca di aggiustamento", ha dichiarato Gallo Mora Witt, ministro della cultura dell'Ecuador alle cerimonie di apertura della IV Fiera Internazionale del Libro di Caracas il 7 novembre. Il ministro della cultura del Venezuela Hector Soto ha aggiunto: "Cerchiamo di non escludere nessuno... prima della rivoluzione le elite pubblicavano solamente 60-80 libri l'anno, quest'anno noi pubblicheremo 1.200 autori venezuelani...il libro non cesserà mai di essere lo strumento importante per i sentimenti culturali". Infatti, circa venticinque milioni di libri—classici di Victor Hugo e Miguel de Cervantes assieme alla Lettera a George Bush di Cindy Sheehan—sono stati pubblicati nel 2008 e vengono distribuiti ai consigli ci comunità di tutta la nazione.

In Venezuela i media corporativi sono ancora posseduti dalle elite. Le cinque maggiori reti TV e nove dei dieci maggiori quotidiani mantengono un continuo sforzo mediatico per indebolire Chavez. Ma, nonostante i media corporativi ed il costante sostegno finanziario del contribuente USA alle istituzioni dell'opposizione anti-Chavez dall'USAID e dal National Endowment for Democracy ($20 milioni annui), due terzi del popolo venezuelano continuano ad appoggiare lui ed il Partito Socialista Unito. Le democrazie del Sud America si stanno rendendo conto che le formule neoliberiste per il capitalismo non funzionano per il popolo e che sono necessarie nuove forme di distribuzione delle risorse per il miglioramento umano. E' un processo di apprendimento per tutti quelli coinvolti e certamente uno sforzo democratico dalla base verso l'alto.

-- 

Peter Phillips è professore di Sociologia alla Sonoma State University e direttore di Project Censored. L'annuario Censored 2009 è appena stato pubblicato in spagnolo alla Fiera Internazionale del Libro del 2008 a Caracas.