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Loschi operativi di PR, legami pro-Israele, denaro degli anticastristi:

dentro la macchina di Washington dell'opposizione siriana

Max Blumenthal on September 7, 2013

 

Durante l'udienza della Commissione Relazioni Estere del Senato sulla Siria il 3 settembre, il segretario di stato John Kerry ed il senatore John McCain hanno citato entrambe un editoriale del Wall Street Journal di Elizabeth O’Bagy per sostenere la loro valutazione dei ribelli siriani come in modo predominante "moderati" e potenzialmente amici degli occidentali.

"Lavora con l'Institute of War", ha affermato Kerry della O’Bagy. "E'fluente in arabo e ha trascorso un enorme ammontare di tempo studiando l'opposizione e studiando la Siria. Lo ha pubblicato appena l'altro giorno. Articolo molto interessante [Wall Street Journal], che vi raccomando".

Kerry ha aggiunto, "Proprio non sono d'accordo che la maggioranza sono al Qaeda ed i cattivi ragazzi".

Ciò che Kerry e McCain hanno trascurato di menzionare era che la O’Bagy è stata recentemente assunta come direttore politico della Syrian Emergency Task Force (SETF), una società poco conosciuta che funziona come braccio di lobby dell'opposizione siriana a Washington.

Fino ad oggi, la O’Bagy non si era preoccupata di far rilevare il proprio ruolo come lobbista pagata dell'opposizione siriana nel suo sottotitolo del Wall Street Journal e non ha annotato la sua posizione nella sua biografia ufficiale all'Institute for the Study of War. Soltanto dopo una tempesta di critiche il Wall Street Journal ha inserito una nota in un recente editoriale della O’Bagy svelando la sua posizione al SETF. La O’Bagy è stata anche costretta a correggere la sua biografia con un lungo chiarimento sul suo lavoro al SETF.

Ma il suo lavoro all'Institute for the Study of War doveva essere sufficiente per far suonare dei campanelli d'allarme.

Scambio di favori per la guerra

Il consiglio di amministrazione dell'Institute for the Study of War’s (ISW) è guidato da William Kristol. Kimberly Kagan, la presidentessa del gruppo, nel 2009 era nel gruppo di revisione strategica del generale Stanley McChrystal, perorando un'espansione drammatica della presenza USA in Afghanistan. Suo marito è Frederick Kagan, il pari dell'AEI che è zio del pari neocon Robert Kagan.

Nel suo rapporto annuale del 2011 [PDF], l'Institute for the Study of War (ISW) ha esposto dettagliatamente la sua stretta relazione di lavoro con Palantir Technologies, una ditta di sorveglianza privata presa a contratto dalla Bank of America nel 2011 in un complotto non riuscito per smantellare Anonymous e sabotare Glenn Greenwald.

Il rapporto elencava il cronista del New York Times Michael Gordon come "giornalista in sede dell'ISW". Già nel gennaio 2013, Gordon ha pubblicato un articolo portando pretese che le forze dell'esercito siriano aveva utilizzato gas sarin, attraversando così la "linea rossa" di Obama e dando l'avvio ad un intervento USA. Notando che il Dipartimento di Stato non poteva confermare le informazioni del rapporto di Gordon, l'ex ufficiale della Defense Intelligence Agency Pat Lang ha accusato Gordon  di "scambio di favori per la guerra in Siria".

Nonostante la sua passata affiliazione con un think tank dedicato ad incitare per l'intervento degli USA in Siria, Gordon resta alle notizie in esclusiva sulla Siria del Times.

Marketing ribelle

Quando la O’Bagy è andata su Twitter per vantarsi del "ringraziamento pubblico" per lei durante l'udienza del Senato sulla Siria, lo scrittore conservatore Charles C. Johnson (che recentemente ha riferito dell'attività di lobby della O’Bagy) le ha chiesto se era di fatto impiegata dalla Syrian Emergency Task Force.

"Si, svolgo lavoro di aiuti umanitari attraverso l'organizzazione", ha raccontato la O’Bagy a Johnson. "Non posso andare in Siria di frequente e non aiuto la gente".

Ma il lavoro della O’Bagy ha meno a che fare con il badare ai bisogni dei rifugiati colpiti dalla guerra di quanto lo abbia con il far leva sui media per agitare per l'intervento USA. Effettivamente, è stata tra i più eminenti ed ampiamente citati commentatori che commercializzano i ribelli siriani come un gruppo di moderati amici dell'America.

Come ha dichiarato durante la sua apparizione del 26 agosto su Fox News, "Quello che abbiamo cercato di dimostrare attraverso questa ricerca e viaggiando intorno con molti di questi gruppi ribelli è che attualmente vi sia una maggioranza dell'opposizione che sarebbe allineata con gli interessi degli USA".

La connessione cubana

La scorsa estate, ho incontrato un giovane uomo siriano eccezionalmente loquace ad un tweet-up di attivisti orientati al Medio Oriente nell'area di Woodley Park a Washington DC. Avendo appreso che ero un giornalista, ha cominciato una conversazione, raccontandomi vivamente del suo lavoro per conto dell'opposizione siriana attraverso qualcosa chiamata la Syrian Emergency Task Force.

Circa trenta secondi nella nostra chiacchierata, potevo affermare che il giovane uomo non era l'operatore più sofisticato. "Stiamo veramente cercando di arrivare agli ebrei", mi disse. "Sembra che gli americani ascoltino loro realmente assai, così stiamo lavorando con loro tutto il possibile".

"Preferiamo essere ascritti come gli yahood", risposi con tono compassato, provocando una nervosa risata di alcuni amici che stavano ascoltando la conversazione.

Imperturbato dalla divagazione sarcastica, l'attivista mi raccontò delle riunioni al WINEP e delle suppliche all'AIPAC. Menzionò Radwan Ziadeh, direttore del Syrian Center for Political & Strategic Studies, un emissario chiave tra SETF e lobbisti pro-Israele.

Ziadeh è apparso al Global Forum 2011 dell'American Jewish Committee per perorare la causa dell'intervento occidentale in Siria. Ziadeh era tra gli autoproclamatisi "esperti di politica estera" che il 27 agosto hanno firmato una lettera aperta a Obama richiedendo l'intervento militare in Siria. Altri "esperti" che prestano il proprio nome alla lettera includono Karl Rove, Elliot Abrams, il governatore Tim Pawlenty e l'attivista antiattivista veterano Gary Bauer.

Mentre la nostra conversazione continuava, l'attivista siriano mi ha rivelato di una recente sessione di formazione che il SETF aveva organizzato tra personaggi dell'opposizione siriana ed esuli cubani a Coral Gables, Florida. Il governatore repubblicano della Florida Rick Scott è intervenuto al seminario, ha dichiarato con orgoglio, salutando un elenco delle persone importanti di attivisti anticastristi della linea dura che avevano passato decenni a spingere per il rovesciamento del regime socialista di Cuba.

Quando sono ritornato a casa, ho cercato per i particolari della riunione e ho scoperto un comunicato stampa postato sul portale web anticastrista Directorio. Non sono riuscito a trovare nessuna cronaca del seminario in nessun media USA.

Secondo il comunicato stampa, i partecipanti al seminario si sono impegnati a "A coordinare tutti i nostri sforzi politici, diplomatici, logistici ed umanitari in cerca della liberazione di Cuba e della Siria; costituendo quindi un Fronte Unito per la Libertà e la Democrazia; Perciò, la Resistenza Cubana e la Rivoluzione Siriana dichiarano congiuntamente: Il popolo vuole rovesciare i regimi dittatoriali di Assad e Castro".

Nel suo sito web il SETF cita come uno dei suoi risultati distintivi avere ottenuto $1 milione in aiuti umanitari "dalla comunità cubano-americana".

I legami con il WINEP, incalzare per il cambio di regime

Al timone del SETF, che è registrata come organizzazione di lobby 501 c-4, è un attivista in precedenza poco conosciuto come Mouaz Moustafa. Già in maggio, Moustafa ha organizzato un incontro tra John McCain ed un gruppo di combattenti dell'Esercito Libero Siriano. La foto per i media si è velocemente trasformata in un disastro di pubbliche relazioni quando il libanese Daily Star ha riferito che uno degli uomini che posava con McCain un anno prima aveva rapito 11 pellegrini sciiti.

Dall'apparizione come direttore responsabile del SETF, Moustafa ha creato stretti legami con il WINEP, il think tank di orientamento neocon fondato come subordinato dell'AIPAC. Precedentemente elencato come "esperto" dell'AIPAC la sua pagina nel sito del think tank è scomparsa – Moustafa ha parlato quest'anno al Soref Symposium del WINEP.

A fianco di Moustafa alla conferenza era Louay Sakka, il fondatore del Syrian Support Group, l'unica organizzazione autorizzata dal governo USA ad inviare aiuto finanziario e presumibilmente non letale all'Esercito Libero Siriano. Nel sollecitare donazioni, sottolinea il gruppo, "Lasciamo giudicare alle persone sul terreno come meglio usare l'assistenza finanziaria".

Con il Congresso pronto per votare una risoluzione che autorizzi gli USA ad attaccare la Siria, la SETF ha emanato nel suo sito web un'allerta mobilitazione esortando i sostenitori ad illuminare le linee telefoniche del Congresso per incitare a votare "si". In una telefonata alla Casa Bianca, la SETF ha sollecitato un'azione in Siria molto più ampia degli "attacchi limitati" che Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare. Il gruppo è dedicato al cambio di regime e sta facendo pressioni per tutte le misure militari per portare a termine la missione anche, evidentemente, stivali sul terreno.