
Il rivoltamento delle prove
Rivelate e rivoltate altre connessioni pre 11/9 tra intelligence USA ed al Qaeda
di Larry Chin
24 agosto 2005
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Nelle ultime settimane, due "rivelazioni" sulle relazioni pre 11/9 dell'intelligence militare USA con i "terroristi" al Qaeda ed Osama bin Laden vengono utilizzate come carne da cannone in una intensa lotta di potere tra fazioni politiche rivali che gareggiano impadronirsi dell'agenda della "guerra al terrorismo" per loro conto ed intensificare l'insabbiamento dell'11/9. Il furore sulle nuove storie che coinvolgono il presunto dirottatore dell'11/9 Mohammed Atta e l'intermediario tra bin Laden e gli USA Tarik Hamdi oppone dei propagandisti ad altri propagandisti, i sostenitori della Commissione 11/9 di Kean contro i falchi collegati a Bush che attaccano la Commissione 11/9, i neocons contro i neoliberals e le agenzie di intelligence e di polizia sono l'uno alla gola dell'altro ancora per i "fallimenti dell'intelligence". Mentre il rivoltamento della verità si è soffermato esclusivamente attorno all'"antiterrorismo" ed a numerose diversioni e sulla presunta frustrazione sull'inseguimento e l'arresto di membri di al Qaeda, la pista delle vere prove continua ad essere intenzionalmente ignorata. Questa pista porta direttamente a funzionari governativi USA di alto livello ed agli stessi servizi segreti (e rami dei servizi segreti USA come l'ISI pakistano), per avere allevato, guidato e collocato risorse di intelligence detti "terroristi islamici" (compresi Atta, Hamdi, bin Laden e al Qaeda) ed alla complicità USA nell'11/9. Il contatto USA di Osama Documenti giudiziari rivelati di recente accusano che Tarik A. Hamdi, un cittadino americano nato in Iraq ed ex residente a Herndon, Virginia (un sobborgo di Washington, DC, ed un focolaio di gruppi connessi ai servizi segreti), ed contatto americano diretto e fondamentale per Osama bin Laden, adesso è un funzionario del Ministero degli Esteri iracheno ad Ankara, in Turchia. Secondo l'affidavit dell'agente della dogana David Kane e di fatti confermati dalle autorità USA (compreso l'FBI), Hamdi fornì a bin Laden, che nel 1998 era in Afghanistan, la batteria per un telefono satellitare. Hamdi, l'ex capo antiterrorismo della CIA Vince Cannistraro ed il giornalista pakistano (e "favorito" dell'ISI) Rahimullah Yusufszai erano fra i pochi intermediari con bin Laden che fissavano interviste con bin Laden per i giornalisti americani, come John Miller (ora ufficiale dell'Ufficio antiterrorismo del Dipartimento di polizia di Los Angeles). Durante questo periodo, Cannistraro, Miller e Yusufszai lavorarono per la ABC News. Hamdi aveva anche una relazione lavorativa. con il recentemente scomparso presentatore della ABC Peter Jennings, che più di una volta utilizzò Hamdi come esperto del Medio Oriente. Come osservato da Chaim Kupferberg, "Cannistraro, ex capo antiterrorismo della CIA, fornì aiuti segreti ai mujahadeen afgani alla fine degli anni '80 e soprintese anche alle operazioni della CIA con i contras. Era anche un uomo di punta della notoriamente circospetta indagine a Lockerbie". Hamdi è pure stato incriminato per truffa e violazioni relative all'immigrazione. Gli agenti federali hanno anche tenuto Hamdi sotto indagine sino dal 2992 per il suo coinvolgimento nel think tank International Institute of Islamic Thought (IIIT) nel nord Virginia e per legami con altri presunti membri di al Qaeda. Lo IIIT stesso è stato sospettato di legami a Hamas ed alla Jihad Islamica palestinese. Interessante che l'IIIT sia una delle molte facciate saudi-islamiche sotto indagine (v. "Role of Charities and NGOs In the Financing of Terrorist Activities"), ma anche estremamente collegato all'apparato del Partito Repubblicano ed a Bush/Rove, per via di Grover Norquist. La relazione della quale Hamdi ha goduto con la ABC, Miller e Cannistraro porta a temi più ampi che vanno al cuore dell'operazione 11/9, come particolareggiato da Kupferberg in "The Propaganda Preparation for 9/11". Kupferberg fa notare che " . . . se, pre 11/9, la minaccia costituita da bin Laden era una campagna di propaganda strettamente saldata, ci si aspetterebbe di trovare gli stessi nomi ripetutamente messi in evidenza in combinazione l'uno con l'altro". Nella breve lista degli "stessi nomi" che hanno gestito il flusso delle informazioni su bin Laden, troviamo Miller e Cannistraro. Particolarmente, riguardo alla ABC e bin Laden, Kupferberg ha detto: " . . . la mia assunzione è che al Qaeda e bin Laden siano delle elaborate "leggende", messe a punto per promuovere un nemico plausibilmente sofisticato e feroce che si oppone agli interessi americani. Non sto comunque insinuando che bin Laden stesso sia una totale invenzione. Piuttosto, la mia assunzione è che i complici, credendo di agire per conto di bin Laden, vengono ingannati in una 'operazione false flag' per realizzare operazioni ritenute giuste dai loro controllori. "Se l'11/9 fosse un 'lavoro interno', la prima cosa da fare è guardare a chi ha comunicato specifiche informazioni su bin Laden prima, e sottolineo prima, dell'11/9, perché erano molto probabilmente coinvolti, di proposito oppure no, con coloro che lo hanno diretto. "Yusufszai . . . presentato come un produttore della ABC News, incaricato di guidare il corrispondente della ABC News John Miller alla grotta di bin Laden attraverso i pantani afgani, uno dei pochissimi giornalisti americani cui viene accordato un tale onore (ed anche, per combinazione, un buon amico di dell'arcinemico di bin Laden, John O'Neill . . . ) "Il collega di Yusufszai alla ABC, John Miller, contemplava di incontrare il suo amico John O'Neill in Yemen mentre l'anno prima faceva la cronaca dell'attentato alla nave militare USA Cole. "Miller, uno dei pochissimi americani che possono dare una descrizione di prima mano di bin Laden, si imbatte nel suo amico, il principale investigatore su bin Laden, mentre entrambe stanno investigando un attentato in Yemen che più tardi verrà qualificato come di bin Laden, e solamente un anno prima che O'Neill muoia per mano di . . . secondo quanto si dice . . . bin Laden. " . . . Vincent Cannistraro, l'analista della ABC News che pure scortò John Miller alla sua intervista con bin Laden, fornì anche la telecronaca nei giorni immediatamente seguenti all'11/9. Cannistraro, ex capo antiterrorismo della CIA, procurò aiuti segreti ai mujahadeen afgani alla fine degli anni '80 e soprintese pure alle operazioni della CIA con i contras. E' stato anche un uomo di punta nella notoriamente circospetta indagine a Lockerbie. Nel sopra fatto rilevare articolo di [del Washington Post] di Vernon Loeb e Walter Pincus, nel quale bin Laden viene citato dall'intervista a Miller e Yusufszai della ABC News, Cannistraro vaglia i fatti con il suo giudizio sugli attentati alle ambasciate: 'Credo che Osama bin Laden sia lo sponsor di questa operazione e penso che tutte le indicazioni puntino in quella direzione'". Come l'uomo che "aveva contatti con i contatti" e che aiutò Cannistraro a guidare Miller fino a bin Laden, Hamdi è al centro della rete che ha creato la leggenda del "terrore" di al Qaeda. E che potrebbe essere la punta dell'iceberg. Nel decennio passato, Hamdi ha servito gli interessi dell'intelligence angloamericana. E' andato dall'essere un intermediario chiave di bin Laden a diventare un funzionario del nuovo governo iracheno, proprio sotto il naso delle autorità di diversi paesi, inclusi la CIA, l'FBI, la polizia USA, il Dipartimento di Stato ed il comando dell'occupazione USA a Baghdad. Nel momento in cui scrivo, non è disponibile nessuna informazione che spieghi come Hamdi si sia assicurato il posto al governo iracheno. Cannistraro rimane in contatto con Hamdi e crede che Hamdi venga ingiustamente molestato dalle autorità federali che, egli pensa, hanno fallito nel costruire il caso. Able Danger/Mohammed Atta: In quanti modi si può scrivere e rivoltare il significato di "preconoscenza"? Nello scorso mese, i circoli politici di Washington ed i principali organi dei media (il Washington Post, il New York Times ecc.) sono stati galvanizzati su ciò che appare essere un'altra pretesa che ancora un'altra unità di intelligence USA "sapeva". L'ufficiale dei servizi segreti dell'esercito Ten. Col. Anthony Shaffer ed il deputato Curt Weldon (R-Pa), hanno accusato pubblicamente che un programma di ricerca dati del Comando Operazioni Speciali condotto da una unità segreta dell'intelligence USA, nome in codice Able Danger, aveva identificato già nel 1999 il presunto capo dei dirottatori dell'11/9 Mohammed Atta ed altri tre agenti di al Qaeda operanti negli Stati Uniti. La squadra di Able Danger, con la quale Shaffer lavorava come collegamento, afferma che cercò ma non riuscì a persuadere il Dipartimento della Difesa ed il Comando Operazioni Speciali, con base a Tampa, in Florida, a condividere questa informazione, che l'unità crede potesse bloccare l'11/9, con l'FBI. Accusano anche che questa informazione fu scartata dalla Commissione 11/9, persino dopo ripetute proposte da parte sia di Weldon che di Shaffer che inclusero incontri con membri della commissione e scambi di documenti. La Commissione 11/9 si è difesa affermando che le accuse di Shaffer e Weldon erano inaffidabili. In una dichiarazione, il Presidente della Commissione Thomas Kean ed il Vicepresidente Lee Hamilton hanno dichiarato che il programma Able Danger non era "storicamente significativo, posato nel maggiore contesto della politica USA e del lavoro dell'intelligence". Shaffer considera assurda tale accusa: Able Danger è stato creato specificamente per al Qaeda come obiettivo. Mentre questa controversia continua a dispiegarsi, parrebbe che Shaffer/Able Danger giustifichi completamente quello che legioni di critici della versione ufficiale dell'11/9 hanno documentato e rivelato nei quattro anni passati. In "9/11 Commission told of Atta cover-up", Patrick Martin del World Socialist Website ha scritto che le dichiarazioni di Shaffer "frantumano la storia ufficiale degli attacchi dell'11/9 come escogitata dall'amministrazione Bush, appoggiata dall'intero establishment politico di Washington e spappagallata ubbidientemente dai media. "Adesso è chiaro che quelli che hanno rifiutato la descrizione ufficiale dell'11/9 avevano ragione", scrive Martin. "I futuri dirottatori furono scoperti da agenzie governative USA, inclusa la CIA ed i servizi segreti militari, ma tuttavia non venne fatto nulla per arrestarli o per interrompere le loro attività . . . Vi è una sola spiegazione politica seria di questo ora indiscutibile fatto: delle forze potenti all'interno del complesso militari/intelligence volevano un evento terroristico sul suolo degli USA per creare il necessario cambiamento nell'opinione pubblica richiesto per imbarcarsi in una campagna di interventi militari in Asia Centrale ed in Medio Oriente da lungo tempo pianificata". Comunque, da una prospettiva più ampia, la nuova informazione su Atta/Able Danger non è una "rivelazione". Infatti, è una notizia vecchia ed una originale diversione dell'11/9 riscaldata. In breve, dimostra che una unità dell'intelligence USA "sapeva, e le venne impedito di agire su ciò che sapeva" e forse "di bloccare l'11/9". Mentre la fonte appena resa nota, Able Danger e la DIA, per molte ragioni è rilevante ed interessante, come lo sono il tempismo ed il gioco politico che si apre, non è stato aggiunto nulla alle reali prove su Atta. Ancora più importante, non si parla affatto della connessione della rete al Qaeda con i servizi segreti militari USA, delle prove che l'11/9 è stata un'operazione false flag. Atta e soci vengono ritenuti dei terroristi stranieri responsabili di avere attaccato l'America, pienamente in armonia con il nucleo della ufficiale ed originale menzogna sull'11/9. Able Danger/Atta aggiunge poco a quello che i ricercatori e gli analisti indipendenti ((Center for Research on Globalization/Global Outlook, From The Wilderness, Online Journal e Center for Cooperative Research per nominarne alcuni) già sanno:
Ciò che è in qualche modo "rivelatorio" è come le agenzie di intelligence e di polizia degli USA, ed i politici, sembrano ora inciampare su se stessi per parlare, quattro anni dopo il fatto, e di come venga loro (selettivamente) permesso di farlo. Come fa notare Martin: "Che un dipendente dell'intelligence del rango di Shaffer debba venire avanti pubblicamente è un segno di intensa e profonda crisi nell'apparato dei servizi segreti USA . . . I coltelli sono fuori nei circoli dei militari e dell'intelligence". Analogamente, vediamo i nuovi parametri del modo di trattare la "guerra al terrorismo" da parte dei media e di Bush. Prove incriminanti che sarebbero state bloccate dalla pubblica diffusione immediatamente dopo l'11/9 (attraverso varie forme di censura ed intimidazione) ora sono materiale lecito per i media ufficiali. Ciò che questo suggerisce è che il regime Bush ha perso la presa sulla "gestione" della leggenda dell'11/9. Effettivamente, questa amministrazione sta perdendo la guerra che ha creato, in tutte le maniere importanti. Peggio, come scrive Martin, "la relazione della Commissione 11/9 ora è screditata come un insabbiamento bipartisan, nel quale i democratici ed i repubblicani hanno unito le forze per proteggere le istituzioni chiave dello stato". Ciò costringe le fazioni dell'elite con varie agende in competizione ad una nuova lotta per mettere la "guerra al terrorismo" e la storia dell'11/9 "in carreggiata", affinché la geostrategia angloamericana non perda il suo pretesto fondamentale. Distorsioni di destra Fa notare astutamente Patrick Martin: "I rappresentanti dell'estrema destra, Fox, il gruppo Murdoch, Rush Limbaugh, altri presentatori radio di destra ed una schiera di bloggers, hanno fatto più rumore su Able Danger, ma solamente con la funzione di diversione politica. Hanno cercato di usare il racconto di Shaffer per accusare l'amministrazione Clinton e spostare la responsabilità del fallimento della sicurezza l'11/9 da Bush al suo predecessore democratico". Mentre i repubblicani coinvolti nella Commissione Kean, come Phil Zelikow, hanno ottenuto dalla destra una promozione gratuita, i democratici sono stati denigrati, da Jamie Gorelick all'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Sandy Berger, che è stato accusato di avere sottratto documenti relativi all'11/9 (è stato più tardi dichiarato innocente riguardo a tale ancora discutibile attività). Il congressista Curt Weldon, che è stato alla testa del caso Able Danger a Washington, porta avanti un'agenda di destra. Weldon, il critico numero uno della Commissione 11/9, ha una reputazione di uno fuori controllo. Il suo libro Countdown to Terror non soltanto spinge per un antiterrorismo più aggressivo, ma accusa anche l'Iran (Iran terrorista, colpire le installazioni nucleari iraniane ecc.). Weldon è stato criticato da Dana Priest del Washington Post e dal New York Times. Il punto decisivo: i pregiudizi e gli obiettivi di Weldon devono essere messi in discussione. Un esempio più disgustoso si può vedere con il bandito dell'Iran-Contra diventato esperto dei media Oliver North che salta sul carrozzone di Able Danger. North, uno dei più spudorati criminali politici nella storia moderna, prevedibilmente porta soccorso al suo vecchio Iran-Contra network infestato di narcotrafficanti e di criminali di guerra e che ancora recita un ruolo e profitta della guerra e delle operazioni segrete post 11/9. Affinché nessuno dimentichi chi è North: Contra-Intelligence on Oliver North (by Federal Drug Agent Celerino Castillo) Iran-Contra connections to 9/11 "Torture Inc.:Oliver North Joins the Party" Qualcuno ha bisogno di ricordare che le due amministrazioni Bush sono state il deposito rifiuti dell'Iran-Contra, dai Bush stessi a Dick Cheney, Elliot Abrams, John Negroponte, John Bolton, Richard Armitage, ecc.? It does without saying that North's word is utterly worthless, as is his attempt to distract from the fact that corruption, political crime, and "terrorism" are bipartisan products that the Bush regime happens to be (momentarily) stewarding. Non vi è bisogno di dire che la parola di North è assolutamente senza valore, come lo è il suo tentativo di distrarre dal fatto che la corruzione, il crimine politico ed il "terrorismo" sono prodotti bipartisan che capita (momentaneamente) di amministrare al regime Bush . Cambiare le sedie a sdraio sul Titanic di Bush Vi è la "criminalizzazione dello stato" quando dei criminali di guerra occupano legittimamente delle posizioni di autorità che gli permettono di decidere "chi sono i criminali", quando di fatto i criminali sono loro. Come fatto notare da Michel Chossudovsky in War and Globalisation: The Truth Behind September 11, l'incessante riflettore dei media sugli "errori" e sulla "preconoscenza" distraggono l'attenzione del pubblico da ciò che è importante. "Naturalmente sapevano", ha scritto Chossudovsky. "L'argomento della preconoscenza è una diversione. La 'Rete militante islamica' è una creatura della CIA. Nel gergo standard della CIA, al Qaeda è classificata come una 'risorsa dell'intelligence'. Il sostegno alle organizzazioni terroriste è una parte integrale della politica estera USA. Al Qaeda continua ancora . . . a partecipare alle operazioni coperte della CIA in varie parti del mondo". (Aggiungete alle prove documentate che indicano la probabilità che al Qaeda sia un'operazione condotta dalla CIA questa rivelazione dell'intelligence turca dell'agosto 2005). Dall'insabbiamento della Commissione 11/9, al rilascio di notizie selettive su fatti di "terrorismo" ed al rivoltamento della verità, questa criminalizzazione e questo inganno continuano incessantemente. Il caso Hamdi è interessante perché porta ad un contatto diretto USA-al-Qaeda in un ruolo continuo, al servizio degli interessi dei servizi segreti USA. La stessa nuova informazione su Atta non è nuova, sebbene l'apparente gara per spifferare e la lotta per il controllo di questa informazione lo siano. L'agenda politica dietro questa crociata non è la verità, ma la cooptazione, il rafforzamento e l'intensificazione della "guerra al terrorismo" di Bush basata sul pretesto dell'11/9. I compari truffatori più aggressivi che portano avanti le storie su Hamdi ed Atta/Able Danger vogliono più "antiterrorismo" ed una maggiore giustificazione per espandere la guerra nel mondo. Per citare ancora Chossudovsky: "Rivelare più menzogne non è la stessa cosa che stabilire la verità". Nonostante ciò che appare essere un altro giro di sedie a sdraio che vengono risistemate sul Titanic di Bush, i criminali rimangono al controllo. Soltanto se e quando la completa verità sullì11/9 e la "guerra al terrorismo" verrà svelata, e compresa su ampia scala, questi criminali potranno essere spogliati del loro potere.
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