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Come la recessione continua a macinare, i politici nei maggiori
paesi industrializzati hanno lo stimolo a rendere pretese esagerate
sulla presunta imminente ripresa economica. Alcuni affermano che la
recessione è finita. Obama è nel gruppo che dichiara che siamo
"sulla strada della ripresa", mentre altri paesi possono scorgere
soltanto "all'orizzonte" la ripresa. Qui sotto vi sono sette
importanti fenomeni sociali che indicano una più pessimistica
prospettiva economica e politica.
1. Le banche centrali sono confuse.
I soliti stratagemmi che le banche centrali USA ed europea
utilizzano per evitare le recessioni sono da lungo esauriti. I tassi
d'interesse non possono diventare più bassi. E poiché il denaro a
buon mercato non stava funzionando, la stampatrice è stata alzata di
una tacca, in quello che la
Federal Reserve USA chiama alleggerimento quantitativo
— iniettare centinaia di miliardi di dollari nell'economia
mondiale, intensificando una emergente guerra commerciale.
2. Guerra commerciale. Perché
cresca l'economia globale, è necessaria la cooperazione globale. Ma
in una grande recessione tutti i paesi si impegnano in una lotta
dura per dominare i mercati esteri, di modo che le loro aziende
possano esportare. Questi mercati vengono conquistati svalutando le
valute (realizzato dagli USA con l'alleggerimento quantitativo), installando misure
protezionistiche (in modo che le aziende di un paese abbiano il
dominio monopolistico sui consumatori del paese), oppure con la
guerra (una forma rischiosa ma altamente efficace di dominio del
mercato).
3.
Guerra militare. La
guerra all'estero è un valido sintomo di decadenza economica. Il
dominio dei mercati
— ogni pollice di loro
— diventa una questione di importanza di vita o di morte.
Delle guerre sono state scatenate
in Afghanistan, Iraq ed ora Pakistan. "Contenere" economie come la Cina e "aprire" economie come
l'Iran e la Corea del Nord diventa ora più urgente durante una
grande recessione, richiedendo la forza bruta e creando ulteriore
instabilità globale in tutte le sfere della vita sociale.
4.
L'economia degli USA in situazione di
stallo.
Il mercato di consumo più importante al mondo, gli USA sono un
paese di consumatori quasi in bancarotta. Quasi trenta milioni di
americani sono disoccupati o sottoccupati, mentre sono certe
ulteriori perdite di posti di lavoro, a causa dei deficit di
bilancio di quasi tutti gli stati.
The New York Times
spiega:
Ora gli stati si preparano ad altri dolorosi tagli, altri
licenziamenti, altri aumenti di tasse, altre battaglie con i
sindacati dei dipendenti pubblici, altre richieste di salvataggio
delle città. E nel lungo termine, mentre città e stati tentano di
stare al passo con i loro debiti, la stessa natura del governo
potrebbe cambiare poiché hanno meno denaro rimasto per pagare i
servizi che hanno a lungo fornito.
5. Capitalismo di salvataggio. Prima erano le
banche ed altre società che avevano bisogno di essere salvate e ora
interi paesi. I paesi occidentali hanno salvato le loro banche
cadendo in un massiccio debito nel quale stanno ora affogando. La
Grecia e l'Irlanda sono state salvate, con gli occhi che si spostano
su Portogallo, Spagna e Italia. L'intera Unione Europea viene messa
in discussione mentre l'euro viene colpito nella baldoria dei
salvataggi. Se la UE viene smantellata, le onde d'urto
raggiungeranno rapidamente altre economie.
6.
Ripercussioni dei salvataggi.
Tutte i paesi occidentali
— compresi Stati Uniti e Gran
Bretagna
—
stanno lottando con il loro debito pubblico. I ricchi investitori in
obbligazioni richiedono che questi paesi riducano drasticamente i
loro deficit, mentre chiedono anche che i deficit vengano ridotti
sulle spalle delle famiglie lavoratrici, invece che dei ricchi
investitori. Questo sta distruggendo il tessuto sociale, mentre i
lavoratori e i poveri vedono i loro programmi sociali sotto attacco.
In Europa movimenti di massa erompono in Francia, Spagna,
Portogallo, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia ecc. La stabilità
sociale è un prerequisito per un'economia in ripresa, ma ovunque i
politici corporativi chiedono molto di più di quanto i lavoratori
siano disposti a dare.
7.
Emerge l'estrema destra. Per trattare più
brutalmente con i lavoratori, viene scatenata la destra radicale. In
tempi normali questi bigotti fanatici urlano furiosamente ma nessuno
ascolta. Ma in tempi di crisi economica viene dato loro infinito
tempo di trasmissione in tutte le grandi organizzazioni di media. Il
messaggio dell'estrema destra promuove tutto l'imputridimento non
ancora sradicato dall'istruzione: razzismo, xenofobia, intolleranza
religiosa, violenza e un nazionalismo retrogrado che teme tutte le
cose "straniere". Queste credenze centrali dividono efficacemente i
lavoratori di modo che una campagna concertata contro l'elite
corporativa sia più difficile da intraprendere. Nel frattempo,
vengono invece presi di mira i sindacati, i progressisti e le altre
organizzazioni della classe lavoratrice.
I suddetti fenomeni non avvengono in un normale ciclo economico
di crescita e crisi. Questi sintomi indicano una malattia maggiore
nel sistema economico internazionale, una malattia che non può
essere curata da dei politici che fanno giuramento di fedeltà al
questo sistema in deterioramento ed alla facoltosa elite che ne
beneficia. Per assicurarsi che il sistema economico venga cambiato,
in modo che ne beneficino i lavoratori, è necessaria l'azione
collettiva su vasta scala, basata su richieste che uniscano la
maggior parte dei lavoratori: un massiccio programma per la
creazione di posti di lavoro al spese di
Wall Street,
niente tagli alla Sicurezza Sociale e a
Medicare, una moratoria sui sequestri delle abitazioni, approvazione
della
Employee Free Choice Act e così via. Con i sindacati alla guida
che promuovano queste richieste, i lavoratori potranno lanciare una
vera lotta.
Sull'autore
Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e
giornalista per Workers Action.
Può contattarsi
a portland@workerscompass.org
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