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Da Srebrenica e Racak a Bengasi e Homs

Mahdi Darius NAZEMROAYA | 30.03.2012

 

Le guerre umanitarie sono una moderna forma di imperialismo. Il modello standard che gli Stati Uniti ed i loro alleati utilizzano per attuarle è uno dove il genocidio e la pulizia etnica vengono addotti da una coalizione di governi, organizzazioni dei media ed organizzazioni di facciata non governative che sono precedute da sanzioni, isolamento ed intervento militare. Questo è il modus operandi post Guerra Fredda degli Stati Uniti e della NATO.

Nella sua esecuzione, le Nazioni Unite sono state di parte a causa del dirottamento dei suoi posti e dei suoi uffici da parte di Washington. Ora Kofi Annan è stato nominato ad un ruolo di mediatore in Siria, ma non ci si dovrebbe lasciar sfuggire la sua posizione sull'R2P. Né ci si dovrebbe neanche lasciar sfuggire dovrebbe il fatto che gli USA ed i loro alleati non sono interessati ad una pace mediata.

I semi sono stati in Iraq

Mentre la Guerra Fredda cominciava a rallentare, la NATO vide l'opportunità che sarebbe risultata dal vuoto geopolitico che sarebbe stato lasciato dal crollo dell'URSS e dalla dissoluzione del blocco orientale. Non soltanto la NATO iniziò a trasformarsi da organizzazione difensiva in un corpo militare offensivo, ma cominciò ad abbracciare per questo scopo un mandato umanitario. E' attraverso questo abbraccio di umanitarismo che l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico è stata in grado di trasformarsi in un'alleanza militare offensiva da quella difensiva che era supposta essere.

Sconosciuto alla maggioranza della gente, inclusi gli esperti, la più grossa operazione militare della NATO nel primo decennio dopo la Guerra Fredda è stata la Guerra del Golfo. Il ruolo della NATO si svolse in modo non ufficiale nell'ombra ed è stato su ciò che la NATO fece durante la guerra all'Iraq e le corrispondenti operazioni militari che si svolsero nel nome dell'"umanitarismo" nel Kurdistan iracheno che fu stabilito il ritmo per l'intervento umanitario della NATO nella ex Jugoslavia. Le no-fly zone che furono create su basi umanitarie in Iraq furono applicate anche nella ex Jugoslavia e così di recente nel 2011 in Libia.

Jugoslavia: Srebrenica e Racak

L'11 luglio 1995 le forze serbo-bosniache marciarono verso la cosiddetta Zona Sicura dell'ONU di Srebrenica. La narrativa ufficiale della NATO è che le truppe ONU consentirono di ritirarsi da Srebrenica e di lasciare alle forze serbo-bosniache di prendersi cura dei bosniaci locali, ma che una volta che i serbo-bosniaci entrarono nell'area massacrarono circa 8.000 bosniaci. Questo sarebbe stato pubblicizzato come il peggiore massacro in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale.

In realtà, i fatti di Srebrenica  sarebbero stati utilizzati e deformati per giustificare una massiccia risposta della NATO sulla base del risentimento del pubblico. I leader bosniaci si rifiutarono anche di dare alla Croce Rossa i nomi delle persone che erano fuggite da Srebrenica , risultando così in un numero gonfiato di gente mancante ed anche il numero dei morti sarebbe più tardi risultato essere significativamente più basso di quanto originariamente riportato. Anche le stime dei media nel tempo cambiarono. L'ufficiale ONU di grado più elevato in Bosnia-Herzegovina, Philip Corwin, prestò anche la propria voce a quelli che sostennero che i fatti di Srebrenica furono distorti per vantaggio politico e per l'intervento militare della NATO.

Effettivamente Bill Clinton aveva istruito Alija Izetbegovic che sarebbe stato necessario che venissero sacrificati 5.000 bosniaci per portare la NATO nella guerra come combattente. Dei membri sopravvissuti della delegazione bosniaca di Srebrenica hanno dichiarato agli atti.  che Izerbegovic affermò che la NATO sarebbe intervenuta militarmente contro la Republika Srpska se fossero stati presentati almeno 5.000 cadaveri. Anche La caduta di Srebrenica, un rapporto ONU pubblicato il 15 novembre 1999 menziona questo con naturalezza nel paragrafo 115. Anche il capo della polizia bosniaca di Srebrenica ha confermato la richiesta di Clinton per un "sacrificio" da Izerbegovic per aprire le porte agli attacchi della NATO contro i serbo-bosniaci.

Nella Guerra di Bosnia sono stati commessi da tutte le parti degli atti orribili, ma il crimine dei serbo-bosniaci per la NATO non era la pulizia etnica. Il crimine dei serbo-bosniaci era che stavano combattendo per preservare la Jugoslavia. Anche i croati ed i bosniaci in entrambe la Croazia e la Bosnia-Herzegovina che volevano preservare la Jugoslavia e la pace interetnica erano presi di mira, demonizzati o uccisi. Per esempio, il bosniaco Fikret Abdic venne accusato come criminale di guerra in Croazia dopo che fuggì dalla Bosnia-Herzegovina e Josip Rejhl-Kir il capo della polizia croata di Osijek fu assassinato da nazionalisti croati per avere lavorato per preservare l'armonia tra croati e serbo-croati.

La NATO intervenne in Bosnia-Herzegovina per cambiare l'equilibrio delle forze. I serbo-bosniaci erano la maggiore forza militare. Se le potenze della NATO non avessero internazionalizzato il conflitto e non fossero intervenute, i serbo-bosniaci avrebbero preso il controllo del paese e lo avrebbero mantenuto come parte integrale della Jugoslavia. Questo avrebbe paralizzato o fermato l'espansione euro-atlantica nei Balcani.

Il 15 gennaio 1999, il combattimento a Racak tra le forze serbe ed il fuorilegge Esercito di Liberazione del Kosovo, che lo stesso Dipartimento di Stato USA ha etichettato come organizzazione terrorista, sarebbe stato utilizzato per dipingere un simile quadro di genocidio e di pulizia etnica per giustificare la guerra. Ormai i serbi erano stati demonizzati con successo dalla NATO e dai media come esecutori di pulizia etnica nella ex Jugoslavia, così i tentativi della NATO per diffamare i serbi furono resi relativamente facili. E' una questione di dati pubblici che il segretario di stato USA Madeline Albright e la leadership dell'ELK stavano lavorando per creare un pretesto umanitario per l'intervento. E' stato in questo contesto che gli USA e la NATO avevano fatto pressioni sulla Repubblica Federale di Jugoslavia per accettare un accordo in base al quale le sue forze militari avrebbero lasciato il Kosovo, ma permesso all'ELK di continuare i suoi attacchi. Questo movimento di tensioni è ciò che la NATO ha cercato di replicare in Siria attraverso il cosiddetto Esercito Siriano Libero, che in realtà è un'organizzazione terrorista collegata alla NATO ed al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).

Arabdom: Libia and Siria

Nel 2011, la carta umanitaria sarebbe stata giocata di nuovo dalla NATO. Il colonnello Gheddafi è stato accusato di massacrare il suo popolo, particolarmente a Bengasi. Impacchettato con le pretese di attacchi aerei e di mercenari stranieri, questo spinse l'ONU a permettere agli USA ed ai loro protetti della NATO di imporre un'altra no-fly zone, come in Jugoslavia, che permise che a Tripoli avesse luogo il cambio di regime.

In Siria, gli USA e le loro schiere hanno cercato di utilizzare Homs come altre Srebrenica, Racak e Bengasi. Hanno cercato di utilizzare la stessa tattica per gettare tensioni. Gli USA ed i loro alleati vogliono costringere l'esercito siriano a smettere di combattere mentre alle forze degli insorti dell'Esercito Siriano Libero viene data mano libera per lanciare attacchi, proprio come fecero con le forze armate jugoslave e l'ELK. Le richieste russe e cinesi che entrambe le parti osservino un cessate il fuoco si contrappongono a questa strategia.

Ciò che sta d'impiccio ad un altro intervento è la decisione irremovibile di Mosca e di Beijing al Consiglio di Sicurezza dell'ONU come pure la catena di alleanze che la Siria allacciato per coinvolgere l'Iran. Comunque, Damasco ed i suoi alleati dovrebbero essere sospettosi di qualsiasi altra trappola per assicurare politicamente e legalmente la Siria attraverso accordi unilaterali. Nemmeno i siriani dovrebbero porre fiducia nelle Nazioni Unite.

Kofi Annan e la Responsabilità di Proteggere (R2P)

Molta lode viene attribuita a Kofi Annan come inviato speciale sia della Lega Araba che delle Nazioni Unite. Comunque, dovrebbe applicarsi prudenza quando si tratta di Annan. A questo riguardo, si deve valutare la sua storia con l'intervento umanitario.

Secondo Richard Holbrooke, che è stato intimamente legato alla storia della balcanizzazione della Jugoslavia, Annan è stato uno dei personaggi più sostenitori della politica estera degli USA nei Balcani. Effettivamente Annan è stato strumentale nel contribuire a montare a dei diplomatici canadesi la Responsabilità di Proteggere (R2P). Inoltre, Annan deve la sua ascesa al potere agli USA ed ai fatti di Srebrenica ed ai combattimenti nella ex Jugoslavia. Il segretario generale Boutros Boutros-Ghali fu scartato dagli Stati Uniti per fare posto ad Annan come capo delle Nazioni Unite.

Kofi Annan è anche apertamente sostenitore della R2P. In realtà è stato a Ottawa come partecipante ad un dibattito sulla R2P (La Responsabilità di Proteggere 10 anni dopo: Riflessioni sul suo passato, presente e futuro) tenuto all'università di Ottawa il 4 novembre 2011. Prima del suo arrivo, Allan Rock, presidente dell'università di Ottawa ed ex ambasciatore canadese all'ONU e Lloyd Axworthy, presidente dell'università di Winnipeg ed ex ministro degli esteri canadese che ha sostenuto la causa dell'R2P, sono stati coautori di un articolo sull'R2P sull'Ottawa Citizen il 25 ottobre 2011. Sia Axworthy, che sarebbe stato nel comitato con Annan, che Allan Rock, che avrebbe ospitato Annan al Centro per gli Studi di Politica Internazionale, hanno lodato la guerra in Libia chiamandola una vittoria per l'R2P.

Al comitato, Annan si sarebbe inoltre associato al parlamentare canadese decisamente pro NATO Christopher Alexander del Partito Conservatore del Canada al governo. Alexander è il segretario parlamentare di Peter MacKay. Mackay è l'attuale ministro della difesa del Canada e ha espresso appoggio per guerre contro Siria e Iran. Christopher Alexander è stato anche per diversi anni diplomatico canadese in Russia, ex ambasciatore canadese nell'Afghanistan presidiato dalla NATO e vice rappresentante speciale della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA). Il comitato R2P è stato moderato da Lyse Doucet, corrispondente della BBC ed amica di Alexander.

Ciò che è importante osservare sul comitato R2P all'università di Ottawa è che era sostenitore dell'R2P. Anche Kofi Annan ha espresso il suo appoggio per l'intervento militare della NATO in Libia. Quando è stato interrogato sulla Siria, non è stata data nessuna risposta decisa, ma Annan si è comportato su una linea di sostegno. Alla fine, entrambe Annan ed Axworthy hanno proposto che alle organizzazioni regionali vengano assegnati dei mandati R2P. Per esempio, l'Unione Africana dovrebbe essere in grado di intervenire nell'interesse della comunità internazionale in paesi africani come Uganda e Sudan o che similmente alla Lega Araba sia attribuito un mandato R2P in paesi come la Siria.

Questi punti sono fattori chiave. Non dovrebbero essere trascurati. L'imparzialità di Annan dovrebbe essere messa in discussione, specialmente alla luce della posizione sulla Libia e delle sue vedute sostenitrici per l'intervento militare NATO.

Umanitarismo: il volto dell'imperialismo moderno

Gli interventi militari della NATO in Jugoslavia erano delle invasioni coloniali mascherate sotto la caricatura di sforzi umanitari. Inoltre, quello che la NATO ha compiuto in Jugoslavia è stato di intervenire in fasi graduali in un piano pezzo per pezzo per dividere e conquistare il paese. Secondo il generale John Galvin, ex comandante supremo della NATO, questo venne compiuto perché gli ufficiali della NATO sapevano che una invasione totale durante la disintegrazione del paese sarebbe risultata in una massiccia guerra di guerriglia con alti costi per la NATO. Si può anche aggiungere che un intervento NATO avrebbe avuto l'effetto inverso di unificare la Jugoslavia invece di permettere che lo stato federale si dissolvesse.

All'inizio del 2011, sia la Libia che la Siria erano resistenze al Dialogo Mediterraneo della NATO ed avevano pure riserve sull'Unione per il Mediterraneo (UFM) dell'Unione Europea. Ciò effettivamente significa che opponevano entrambe resistenza all'espansione euro-atlantica. Mentre le proteste in Bahrain ed in Giordania sono passate inosservate, tutti gli occhi erano diretti verso la Libia e la Siria. Questo a causa degli interessi imperialisti a sovvertire entrambe gli stati arabi.

L'atlantismo è in marcia. Le operazioni della NATO sia nei Balcani che nel mondo arabo sono intese ad espandere la Zona Euro-Atlantica. Anche il suo coinvolgimento nelle missioni dell'Unione Africana in Africa orientale e legato a questo. Per tutti gli osservatori che prestano uno sguardo dettagliato alla ristrutturazione degli stati sgominati dalla NATO questo dovrebbe essere molto chiaro. L'umanitarismo è diventato il nuovo volto dell'imperialismo moderno.