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Le guerre umanitarie sono una moderna forma di imperialismo. Il
modello standard che gli Stati Uniti ed i loro alleati utilizzano
per attuarle è uno dove il genocidio e la pulizia etnica vengono
addotti da una coalizione di governi, organizzazioni dei media ed
organizzazioni di facciata non governative che sono precedute da
sanzioni, isolamento ed intervento militare. Questo è il modus
operandi post Guerra Fredda degli Stati Uniti e della NATO.
Nella sua esecuzione, le Nazioni Unite sono state di parte a
causa del dirottamento dei suoi posti e dei suoi uffici da parte di
Washington. Ora
Kofi Annan è stato
nominato ad un ruolo di mediatore in Siria, ma non ci si dovrebbe
lasciar sfuggire la sua posizione sull'R2P. Né ci si dovrebbe
neanche lasciar sfuggire dovrebbe il fatto che gli USA ed i loro
alleati non sono interessati ad una pace mediata.
I semi sono
stati
in Iraq
Mentre la Guerra Fredda cominciava a rallentare, la NATO vide
l'opportunità che sarebbe risultata dal vuoto geopolitico che
sarebbe stato lasciato dal crollo dell'URSS e dalla dissoluzione del
blocco orientale. Non soltanto la NATO iniziò a trasformarsi da
organizzazione difensiva in un corpo militare offensivo, ma cominciò
ad abbracciare per questo scopo un mandato umanitario. E' attraverso
questo abbraccio di umanitarismo che l'Organizzazione del Trattato
Nord Atlantico è stata in grado di trasformarsi in un'alleanza
militare offensiva da quella difensiva che era supposta essere.
Sconosciuto alla maggioranza della gente, inclusi gli esperti,
la più grossa operazione militare della NATO nel primo decennio dopo
la Guerra Fredda è stata la Guerra del Golfo. Il ruolo della NATO si
svolse in modo non ufficiale nell'ombra ed è stato su ciò che la
NATO fece durante la guerra all'Iraq e le corrispondenti operazioni
militari che si svolsero nel nome dell'"umanitarismo" nel Kurdistan
iracheno che fu stabilito il ritmo per l'intervento umanitario della
NATO nella ex Jugoslavia. Le
no-fly zone che furono
create su basi umanitarie in Iraq furono applicate anche nella ex
Jugoslavia e così di recente nel 2011 in Libia.
Jugoslavia:
Srebrenica
e Racak
L'11 luglio 1995 le forze serbo-bosniache marciarono verso la
cosiddetta Zona Sicura dell'ONU di
Srebrenica. La narrativa
ufficiale della NATO è che le truppe ONU consentirono di ritirarsi
da
Srebrenica e di lasciare
alle
forze serbo-bosniache di prendersi cura dei bosniaci locali, ma
che una volta che i
serbo-bosniaci entrarono nell'area massacrarono circa 8.000
bosniaci. Questo sarebbe stato pubblicizzato come il peggiore
massacro in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale.
In realtà, i fatti di
Srebrenica
sarebbero
stati utilizzati e deformati per giustificare una massiccia risposta
della NATO sulla base del risentimento del pubblico. I leader
bosniaci si rifiutarono anche di dare alla Croce Rossa i nomi delle
persone che erano fuggite da
Srebrenica
, risultando
così in un numero gonfiato di gente mancante ed anche il numero dei
morti sarebbe più tardi risultato essere
significativamente più basso di quanto originariamente riportato.
Anche le stime dei media nel tempo cambiarono. L'ufficiale ONU di
grado più elevato in Bosnia-Herzegovina,
Philip Corwin,
prestò anche la
propria voce a quelli che sostennero che i fatti di
Srebrenica
furono distorti
per vantaggio politico e per l'intervento militare della NATO.
Effettivamente
Bill Clinton aveva istruito
Alija
Izetbegovic che sarebbe
stato necessario che venissero sacrificati 5.000 bosniaci per
portare la NATO nella guerra come combattente. Dei membri
sopravvissuti della delegazione bosniaca di
Srebrenica hanno
dichiarato agli atti. che
Izerbegovic affermò che la
NATO sarebbe intervenuta militarmente contro la
Republika Srpska
se fossero
stati presentati almeno 5.000 cadaveri. Anche La caduta di
Srebrenica, un rapporto
ONU pubblicato il 15 novembre 1999 menziona questo con naturalezza
nel paragrafo 115. Anche il capo della polizia bosniaca di
Srebrenica ha confermato
la richiesta di Clinton per un "sacrificio" da
Izerbegovic
per aprire le
porte agli attacchi della NATO contro i serbo-bosniaci.
Nella Guerra di Bosnia sono stati commessi da tutte le parti
degli atti orribili, ma il crimine dei
serbo-bosniaci per la NATO non era la pulizia etnica. Il
crimine dei
serbo-bosniaci era che stavano combattendo per preservare la
Jugoslavia. Anche i croati ed i bosniaci in entrambe la Croazia e la
Bosnia-Herzegovina
che volevano
preservare la Jugoslavia e la pace interetnica erano presi di mira,
demonizzati o uccisi. Per esempio, il bosniaco
Fikret Abdic venne accusato
come criminale di guerra in Croazia dopo che fuggì dalla
Bosnia-Herzegovina
e Josip Rejhl-Kir
il capo della polizia croata di
Osijek
fu assassinato da nazionalisti croati per avere lavorato per
preservare l'armonia tra croati e serbo-croati.
La NATO intervenne in
Bosnia-Herzegovina per cambiare l'equilibrio
delle forze. I serbo-bosniaci erano la maggiore forza militare. Se
le potenze della NATO non avessero internazionalizzato il conflitto
e non fossero intervenute, i serbo-bosniaci avrebbero preso il
controllo del paese e lo avrebbero mantenuto come parte integrale
della Jugoslavia. Questo avrebbe paralizzato o fermato l'espansione
euro-atlantica nei Balcani.
Il 15 gennaio 1999, il combattimento a Racak tra le forze serbe
ed il fuorilegge Esercito di Liberazione del Kosovo, che lo stesso
Dipartimento di Stato USA ha etichettato come organizzazione
terrorista, sarebbe stato utilizzato per dipingere un simile quadro
di genocidio e di pulizia etnica per giustificare la guerra. Ormai i
serbi erano stati demonizzati con successo dalla NATO e dai media
come esecutori di pulizia etnica nella ex Jugoslavia, così i
tentativi della NATO per diffamare i serbi furono resi relativamente
facili. E' una questione di dati pubblici che il segretario di stato
USA
Madeline
Albright
e la leadership
dell'ELK stavano lavorando per creare un pretesto umanitario
per l'intervento. E' stato in questo contesto che gli USA e la NATO
avevano fatto pressioni sulla Repubblica Federale di Jugoslavia per
accettare un accordo in base al quale le sue forze militari
avrebbero lasciato il Kosovo, ma permesso all'ELK di continuare i
suoi attacchi. Questo movimento di tensioni è ciò che la NATO ha
cercato di replicare in Siria attraverso il cosiddetto Esercito
Siriano Libero, che in realtà è un'organizzazione terrorista
collegata alla NATO ed al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).
Arabdom: Libia
and Siria
Nel 2011, la carta umanitaria sarebbe stata giocata di nuovo
dalla NATO. Il colonnello Gheddafi è stato accusato di massacrare il
suo popolo, particolarmente a Bengasi. Impacchettato con le pretese
di attacchi aerei e di mercenari stranieri, questo spinse l'ONU a
permettere agli USA ed ai loro protetti della NATO di imporre
un'altra
no-fly zone, come in
Jugoslavia, che permise che a Tripoli avesse luogo il cambio di
regime.
In Siria, gli USA e le loro schiere hanno cercato di utilizzare
Homs come altre
Srebrenica, Racak e Bengasi.
Hanno cercato di utilizzare la stessa tattica per gettare tensioni.
Gli USA ed i loro alleati vogliono costringere l'esercito siriano a
smettere di combattere mentre alle forze degli insorti dell'Esercito
Siriano Libero viene data mano libera per lanciare attacchi,
proprio come fecero con le forze armate jugoslave e l'ELK. Le
richieste russe e cinesi che entrambe le parti osservino un cessate
il fuoco si contrappongono a questa strategia.
Ciò che sta d'impiccio ad un altro intervento è la decisione
irremovibile di Mosca e di
Beijing
al Consiglio di
Sicurezza dell'ONU come pure la catena di alleanze che la Siria
allacciato per coinvolgere l'Iran. Comunque, Damasco ed
i suoi alleati dovrebbero essere sospettosi di qualsiasi altra
trappola per assicurare politicamente e legalmente la Siria
attraverso accordi unilaterali. Nemmeno i siriani dovrebbero porre
fiducia nelle Nazioni Unite.
Kofi Annan
e la Responsabilità di
Proteggere (R2P)
Molta lode viene attribuita a
Kofi Annan come inviato
speciale sia della Lega Araba che delle Nazioni Unite. Comunque,
dovrebbe applicarsi prudenza quando si tratta di Annan. A questo
riguardo, si deve valutare la sua storia
con l'intervento umanitario.
Secondo
Richard
Holbrooke, che è stato
intimamente legato alla storia della balcanizzazione della
Jugoslavia, Annan è stato uno dei
personaggi più sostenitori della politica estera degli USA nei
Balcani. Effettivamente Annan è stato strumentale nel contribuire a
montare a dei diplomatici canadesi la Responsabilità di Proteggere
(R2P). Inoltre, Annan deve la sua ascesa al potere agli USA ed ai
fatti di
Srebrenica ed ai
combattimenti nella ex Jugoslavia. Il segretario generale
Boutros
Boutros-Ghali
fu scartato dagli Stati Uniti per fare posto ad Annan come capo
delle Nazioni Unite.
Kofi Annan è anche
apertamente sostenitore della R2P. In realtà è stato a Ottawa come
partecipante ad un dibattito sulla R2P
(La Responsabilità di Proteggere
– 10 anni dopo:
Riflessioni sul suo passato, presente e futuro) tenuto
all'università di Ottawa il 4 novembre 2011. Prima del suo arrivo,
Allan Rock,
presidente
dell'università di Ottawa ed ex ambasciatore canadese all'ONU
e
Lloyd Axworthy,
presidente dell'università di Winnipeg ed ex ministro degli
esteri canadese che ha sostenuto la causa dell'R2P, sono stati
coautori di un articolo sull'R2P sull'Ottawa
Citizen
il 25 ottobre 2011. Sia
Axworthy,
che sarebbe stato nel comitato con Annan, che
Allan Rock,
che avrebbe
ospitato Annan al Centro per gli Studi di Politica Internazionale,
hanno lodato la guerra in Libia chiamandola una vittoria per l'R2P.
Al comitato, Annan si sarebbe inoltre associato al parlamentare
canadese decisamente pro NATO
Christopher
Alexander del Partito
Conservatore del Canada al governo. Alexander è il segretario
parlamentare di
Peter MacKay.
Mackay è l'attuale
ministro della difesa del Canada e ha espresso appoggio per
guerre contro Siria e Iran.
Christopher
Alexander
è stato anche
per diversi anni diplomatico canadese in Russia, ex ambasciatore
canadese
nell'Afghanistan presidiato
dalla NATO e vice rappresentante speciale della Missione di
Assistenza delle Nazioni Unite
in Afghanistan
(UNAMA).
Il comitato R2P
è stato moderato da
Lyse Doucet, corrispondente
della BBC ed amica di Alexander.
Ciò che è importante osservare sul comitato R2P all'università
di Ottawa è che era sostenitore dell'R2P. Anche
Kofi Annan
ha espresso il suo appoggio per l'intervento militare della NATO in
Libia. Quando è stato interrogato sulla Siria, non è stata data
nessuna risposta decisa, ma Annan si è comportato su una linea di
sostegno. Alla fine, entrambe
Annan
ed Axworthy
hanno proposto che alle organizzazioni regionali vengano assegnati
dei mandati R2P. Per esempio, l'Unione Africana dovrebbe essere in
grado di intervenire nell'interesse della comunità internazionale in
paesi africani come Uganda e Sudan o che similmente alla Lega Araba
sia attribuito un mandato R2P in paesi come la Siria.
Questi punti sono fattori chiave. Non dovrebbero essere
trascurati. L'imparzialità di Annan dovrebbe essere messa in
discussione, specialmente alla luce della posizione sulla Libia e
delle sue vedute sostenitrici per l'intervento militare NATO.
Umanitarismo: il volto
dell'imperialismo moderno
Gli interventi militari della NATO in Jugoslavia erano delle
invasioni coloniali mascherate sotto la caricatura di sforzi
umanitari. Inoltre, quello che la NATO ha compiuto in Jugoslavia è
stato di intervenire in fasi graduali in un piano pezzo per pezzo
per dividere e conquistare il paese. Secondo il generale
John Galvin, ex comandante
supremo della NATO, questo venne compiuto perché gli ufficiali della
NATO sapevano che una invasione totale durante la disintegrazione
del paese sarebbe risultata in una massiccia guerra di guerriglia
con alti costi per la NATO. Si può anche aggiungere che un
intervento NATO avrebbe avuto l'effetto inverso di unificare la
Jugoslavia invece di permettere che lo stato federale si
dissolvesse.
All'inizio del 2011, sia la Libia che la Siria erano resistenze
al Dialogo Mediterraneo della NATO ed avevano pure riserve
sull'Unione per il Mediterraneo (UFM) dell'Unione Europea. Ciò
effettivamente significa che opponevano entrambe resistenza
all'espansione euro-atlantica. Mentre le proteste in Bahrain ed in
Giordania sono passate inosservate, tutti gli occhi erano diretti
verso la Libia e la Siria. Questo a causa degli interessi
imperialisti a sovvertire entrambe gli stati arabi.
L'atlantismo è in marcia. Le
operazioni della NATO sia nei Balcani che nel mondo arabo sono
intese ad espandere la Zona Euro-Atlantica. Anche il suo
coinvolgimento nelle missioni dell'Unione Africana in Africa
orientale e legato a questo. Per tutti gli osservatori che
prestano uno sguardo dettagliato alla ristrutturazione degli
stati sgominati dalla NATO questo dovrebbe essere molto chiaro.
L'umanitarismo è diventato il nuovo volto dell'imperialismo
moderno.
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