Il piano SEGRETO per rimanere in Iraq
di thepen
05/12/2006
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PER FERMARE L'OCCUPAZIONE DELL'IRAQ IL CONGRESSO DEVE SOLAMENTE TAGLIARE I FINANZIAMENTI Nella campagna presidenziale del 1968 Richard Nixon promise di porre fine alla guerra in Vietnam, ma non raccontò esattamente a nessuno come l'avrebbe fatto. In molti discorsi ciò divenne noto come il suo "piano segreto". Tuttavia, dopo la sua elezione la guerra si trascinò per altri cinque anni con altri 20.000 americani morti e 100.000 feriti. Ora viene avanti l'Iraq Study Group, apparentemente con un piano per districarci dal disastro strategico, se non da quello morale, dell'Iraq. Non lasciamoci ingannare, le sue proposte non faranno nessuna minima differenza significativa nel portare veramente a casa le truppe. John Murtha, che finora ha detto ciò che pensa soltanto per il ridispiegamento (qualcosa che esclude il ritiro immediato) ha detto che ritiene che esso non rappresenti nessun cambiamento reale di indirizzo. Sta solamente calciando il barattolo delle vittime giù per la strada e cercando di prenderci in giro facendoci pensare che potrebbero effettivamente andarsene. La politica è, è sempre stata e sempre sarà nelle menti della cabala Bush, di occupare indefinitamente l'Iraq mentre installiamo 14 basi permanenti, dove il popolo iracheno non vi ha assolutamente nessun interesse. E finché non saranno veramente costretti a fare altrimenti resteranno lì, che è precisamente quello che significa il recente rifiuto di Bush per qualsiasi "uscita elegante". Al contrario, stanno per chiedere ALTRI 100 miliardi di dollari!! Dennis Kucinich chiede la fine dei finanziamenti per la guerra e l'occupazione ora. In definitiva, questa è affatto l'unica ragione per la quale è terminata la guerra in Vietnam. Il Congresso ha smesso di pagare per essa. Questo è quello che deve ora avvenire. Il popolo iracheno vuole che ce ne andiamo ora e la sua pazienza è giunta al termine. Non importa che dei demagoghi in altri paesi chiedano la stessa cosa. E' nostra disgrazia che abbiamo reso loro così facile sfruttare la nostra stupidità strategica. Ma NON è una scusa prolungare l'inevitabile. Questa può essere la nostra ultima possibilità di utilizzare il ritiro delle nostre sgradite truppe come una specie di concessione alle negoziazioni per raggiungere un accordo. Tra altri sei mesi saremo forse COSTRETTI ad andarcene e non da oppositori di qualche sorta all'interno come hanno rimproverato quelli di destra, ma dallo stesso popolo iracheno. Nel frattempo, Bush, patologicamente testardo fino all'ignoranza, continuerà a dire che vinciamo e dobbiamo solamente continuare a combattere. Combattere chi? Non hanno ancora un indizio su chi stiano veramente combattendo. Che lo ammettano oppure no, questo è il piano. Ed è probabile che nessun rapporto del gruppo di studio sull'Iraq esibisca avrà un impatto del quale valga la pena di scrivere. Dipende da noi chiedere il ritiro immediato di tutte le forze americane dall'Iraq, INCLUSO il personale di appoggio, in modo che questa non sia una scusa per tenere sul posto delle truppe da combattimento. Solamente tagliare i fondi forzerà loro la mano. ACTION PAGE: http://www.peaceteam.net Non il prossimo anno. Non tra sei mesi. Ora. ORA ora. Lo esigiamo.
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