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Fermare i preparativi per la guerra del governo tedesco!

25 agosto 2016

 

Molti hanno risposto con un misto di sorpresa, emozione ed orrore al "Concetto di Difesa Civile" (KZV) presentato ufficialmente mercoledì dal ministro dell'interno tedesco Thomas de Maizière. Estendendosi su 69 pagine, espone dettagliatamente una serie di misure per preparare la popolazione per una guerra.

"Si deve fare una pausa per respirare dopo avere letto queste 69 pagine" ha scritto lunedì il Frankfurter Allgemeine Zeitung in un rapporto preliminare sul documento, osservando che trattava di questioni che piuttosto si sopprimerebbero.

"Come stare protetti contro attacchi che utilizzano armi biologiche o chimiche? Come sarà portata alla sicurezza la popolazione se si sparge una nube radioattiva? Dove si nasconderà il governo federale se viene minacciato un attacco? Dove saranno conservati i tesori culturali in caso di guerra? Come possono essere fatti riportare al lavoro uomini e donne in 'settori vitali per la vita e la difesa'"? A queste domande si doveva rispondere, ha specificato il quotidiano, perché era necessario "prepararsi al peggio".

Il "Concetto di Difesa Civile" è apparso in parallelo con il "Quaderno Bianco 2016 sulla Politica della Sicurezza ed il Futuro dell'Esercito Tedesco", che ha proposto un grande rafforzamento delle forze armate. Chiunque pensi che questo significhi soltanto un allargamento degli schieramenti militari all'estero ora può chiaramente capire che il governo tedesco si sta preparando per delle guerre che trasformeranno la Germania e l'Europa in un campo di battaglia—ed entro l'immediato futuro.

Il "Concetto di Difesa Civile" richiede alla popolazione di costituire una provvista personale di acqua e di cibo che duri dieci giorni. Esso raccomanda che si tengano pronti una cassetta di pronto soccorso, coperte calde, carbone, legna, candele, torce, batterie, fiammiferi, batterie cariche e riserve di contanti.

Ulteriori misure per preparare ad uno "stato di difesa" comprendono il "rafforzamento dei materiali da costruzione" per edifici pubblici e privati; l'istituzione di un "sistema d'allarme sicuro" via radio, TV, sirene, altoparlanti, messaggi di testo ed Internet e la creazione di "stazioni di decontaminazione" negli ospedali in caso di attacco nucleare, biologico o chimico.

Il documento dichiara necessario considerare la reintroduzione del servizio militare obbligatorio e l'implementazione di un metodo sicuro per la chiamata alle armi e la mobilitazione del personale militare. Esso sostiene che l'Agenzia Federale del Lavoro dovrebbe avere il potere di obbligare uomini e donne a lavorare in 'settori vitali per la vita e la difesa".

Queste misure non sono di "propaganda elettorale" dell'Unione Cristiano Democratica/Unione Cristiano Sociale o un tentativo di "seminare il panico", come pretendono i Verdi ed il Partito della Sinistra. Né il "Concetto di Difesa Civile" è una pura nuova stesura di istruzioni di routine per situazioni di disastro, come hanno sostenuto alcune organizzazioni dei media nel tentativo di minimizzarne il significato. Al contrario, il documento fa espliciti e ripetuti riferimenti alla guerra e ad attacchi con armi chimiche e nucleari.

Venticinque anni dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, una guerra nucleare sul suolo europeo è un pericolo reale. La NATO ha sistematicamente accerchiato e minacciato militarmente la Russia. L'alleanza occidentale si sta apertamente preparando alla guerra. Lo scorso luglio, Der Spiegel ha citato l'ufficiale danese della NATO Jacob Larsen sostenere "Dobbiamo imparare ancora una volta come combattere una guerra totale".

L'imperialismo tedesco, che già in due occasioni ha gettato il mondo nell'abisso, in questo sta giocando un ruolo centrale. Da quando all'inizio del 2014 il governo tedesco ha annunciato la "fine della limitazione militare", la politica estera tedesca segue una traiettoria aggressiva similare a quella che precedette la I Guerra Mondiale e la II Guerra Mondiale.

Insieme a Washington, Berlino ha giocato il ruolo principale nel colpo di stato che all'inizio del 2014 ha rovesciato il presidente eletto ucraino Viktor Yanukovych e lo ha sostituito con un regime guidato dall'oligarca pro-occidentale Petro Poroshenko e basato direttamente su gruppi e milizie fascisti. Da allora, la NATO sta rafforzando le sue forze militari alle frontiere della Russia, operando strettamente con i governi ultranazionalisti ed amtirussi di Polonia, paesi baltici ed Ucraina.

All'inizio di questa estate, in Europa orientale si è svolta l'esercitazione NATO maggiore di tutti i tempi. L'Operazione Anaconda, che comprendeva 31.000 soldati, 3.000 veicoli, 105 aerei e 12 navi, simulava una guerra con la Russia. Un mese dopo, il vertice della NATO a Varsavia ha concordato di collocare diversi battaglioni ed un sistema di difesa missilistica in Romania e nei paesi baltici.

Ora la situazione militare è così tesa che un incidente, inteso o no, potrebbe dare l'avvio ad una reazione a catena incontrollabile.

Le fazioni all'interno dell'elite dominante USA che spingono per un confronto militare con la Russia stanno guadagnando forza. I falchi per la maggior parte non sono nel campo del candidato presidenziale repubblicano semi-fascista Donald Trump, ma schierati dietro alla democratica Hillary Clinton, che è appoggiata anche dall'elite dominante della Germania.

In Germania l'agitazione contro la Russia sta assumendo dimensioni isteriche. Persino il ministro della difesa Frank-Walter Steinmeier, che ha aperto la strada al ritorno del militarismo tedesco e ha giocato un ruolo principale nel colpo di stato in Ucraina, per la maggior parte dei media è troppo morbido.

La settimana scorsa il Frankfurter Allgemeine Zeitung lo ha accusato di osservare "fondamentalmente in modo differente le ragioni di Mosca" dal cancelliere tedesco Angela Merkel. "Mentre la Merkel ha permesso che le azioni di Mosca fossero definite ciniche, Steinmeier è andato a Ekaterinburg a fantasticare in un discorso", ha scritto il giornale. Ha continuato per accusare Steinmeier di rivolgersi a "coloro per i quali la comprensione per la Russia e la forte diffidenza dell'America sono sempre due lati della stessa moneta".

I due più importanti think tank di politica estera tedeschi, la Società Tedesca per la Politica Estera (DGAP) e la Fondazione di Scienze Politiche (SWP), producono un flusso regolare di documenti che accusano la Russia di aggressione, violazioni del diritto internazionale e della destabilizzazione dell'Europa.

Un documento del DGAP, scritto da Jana Puglierin della Fondazione Böll allineata al Partito dei Verdi, concludeva con la domanda che la NATO "dimostri la sua risolutezza" verso la Russia e che "operi da una posizione di forza". Questo significa, spiegava, "la limitazione del confronto con il 'contenimento'" ed una svolta verso mezzi militari con una "NATO rafforzata che possa dissuadere credibilmente la Russia", assieme al "mantenimento delle sanzioni economiche e politiche".

Il confronto con la Russia non è l'unica fonte di conflitto che minaccia guerra. Nella guerra siriana, dove le linee del fronte sono sempre più difficili da identificare, gli USA ed i loro alleati stanno preparando una escalation militare che potrebbe ampliarsi fino ad un confronto con la Russia, una potenza nucleare. Anche qui la Germania è sulla linea del fronte. Lo stesso si applica alle guerre imperialiste in altre parti del Medio Oriente e dell'Africa.

Con la crisi dell'Unione Europea, in Europa gli antagonismi nazionali stanno scoppiando ancora una volta. Mentre la Germania pretende arrogantemente di essere "egemone" e "potenza di comando" della UE, le altre potenze europee si stanno riarmando ed alimentando il nazionalismo.

Non vi è nessuna opposizione alla spinta alla guerra del governo tra i partiti dell'establishment. Al contrario, entrambe i partiti d'opposizione nel Bundestag, il Partito della Sinistra ed i Verdi, la stanno incitando ulteriormente.

La presidentessa del gruppo parlamentare del Partito della Sinistra, Sahra Wagenknecht, martedì ha accusato il governo di dare appoggio al "principe del terrore Erdogan", il presidente turco che è stato minacciato di esclusione dalla coalizione a guida USA in Siria e di sostenere le sue "indescrivibili politiche". Il portavoce affari esteri del gruppo parlamentare dei Verdi, Omid Nouripour, ha accusato il governo di una politica estera avventata. "Indebolisce l'influenza della Germania e riduce il nostro spazio di manovra se il governo federale non parla con una voce", ha dichiarato.

Il Partei für Soziale Gleichheit (Partito Socialista dell'Uguaglianza) è l'unico partito che avverta del pericolo di guerra e mobilita contro di essa i lavoratori ed i giovani. Il PSG ha posto  la lotta contro la guerra al cuore della sua campagna elettorale nelle elezioni dello stato di Berlino e che identifica chiaramente la causa del pericolo di guerra—la crisi globale del capitalismo.

"L'elite dominante tedesca non intende emergere a mani vuote dalla nuova ridivisione del mondo e dalla lotta per le materie prime ed i mercati", ha scritto il PSG nel suo manifesto elettorale. La dichiarazione elettorale ha inoltre dichiarato che "un nuovo movimento contro la guerra può essere di successo soltanto se è internazionale, se è basato sulla classe lavoratrice e se combina la lotta contro la guerra con la lotta contro il capitalismo".

Partito Socialista dell'Uguaglianza della Germania