
Gioco di spade
di
Chris Floyd
18 febbraio 2005
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"Dovete attaccare i civili, la gente, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta ben lontana da qualsiasi gioco politico. La ragione è piuttosto semplice: costringere ... il pubblico a rivolgersi allo stato per chiedere maggiore sicurezza". Questa è stata l'essenza dell'Operazione Gladio, una segreta campagna di terrorismo ed inganno durata decenni diretta dai servizi segreti occidentali contro i loro popoli. Centinaia di persone innocenti sono state uccise o mutilate in attacchi terroristici, a stazioni ferroviarie, supermercati, bar ed uffici, dei quali poi vennero incolpati "sovversivi di sinistra" o i loro oppositori politici. Lo scopo, come dichiarato nella succitata testimonianza giurata dell'agente di Gladio Vincenzo Vinciguerra, era demonizzare nemici designati ed impaurire il pubblico perché sostenesse sempre maggiori poteri per i capi di governo e per i loro intimi dell'elite. Rivelato dapprima dal Primo Ministro italiano Giulio Andreotti nel 1991, Gladio (dal latino per "spada"), è ancora oggi protetta dai suoi patrocinatori fondatori, la CIA ed il MI6. Ciononostante, le indagini parlamentari in Italia, Svizzera e Belgio negli anni hanno scrollato qualche frammento della verità. Questi sono stati raccolti in un nuovo libro: "NATO's Secret Armies: Operation Gladio and Terrorism in Western Europe," di Daniele Ganser, come riferisce Lila Rajiva su CommonDreams.org. Originariamente costituita come una rete di cellule clandestine da attivare dietro le linee nel caso di un'invasione sovietica in Europa occidentale, Gladio si ampliò rapidamente in uno strumento di repressione politica e manipolazione, diretta dalla NATO e da Washington. Utilizzando milizie di destra, figure del sottobosco, provocatori governativi ed unità militari segrete, Gladio non soltanto mise in atto un terrorismo diffuso, assassini e sovversione elettorale in paesi come l'Italia, la Francia e la Germania Ovest, ma pure appoggiò tirannie fasciste in Spagna e Portogallo, favorì il colpo di stato militare in Grecia e collaborò alla repressione dei kurdi in Turchia. Tra le "pistole fumanti" riportate alla luce da Ganser vi è un documento del Pentagono, il Field Manual FM 30-31B, che espone dettagliatamente la metodologia per lanciare attacchi terroristici in nazioni che "non reagiscono con sufficiente efficacia " contro la "sovversione comunista". Ironicamente, il manuale afferma che il momento più pericoloso arriva quando i gruppi di sinistra "rinunciano all'uso della forza" ed accettano il processo democratico. E' allora che "i servizi segreti militari USA devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali per convincere il governo del paese ospitante e l'opinione pubblica del realismo del pericolo insurrezionale". Naturalmente, queste "operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete", avverte il documento. In realtà, non lo farebbe per le famiglie delle 85 persone fatte a pezzi nell'attentato del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna sapere che i loro cari erano stati assassinati da "uomini all'interno delle istituzioni dello stato italiano e ... da uomini collegati alle strutture dell'intelligence degli Stati Uniti", come concluse nel 2000 il Senato italiano dopo la sua inchiesta. L'atrocità di Bologna è un esempio di quella che i capi della Gladio chiamavano "la strategia della tensione", fomentare paura per tenere la popolazione in schiavitù di "capi duri" che proteggeranno la nazione dalla sempre presente minaccia terrorista. Come Rajiva nota, questa strategia non era limitata all'Europa occidentale. Venne applicata, con raccapricciante efficacia, in America centrale dalle amministrazioni Reagan e Bush. Durante gli anni '80, squadre della morte di destra, eserciti guerriglieri e forze di sicurezza statali, armati, addestrati e riforniti dagli Stati Uniti, assassinarono decine di migliaia di persone in tutta la regione, agendo spesso con particolare ferocia in quei momenti nei quali sembravano quasi possibili soluzioni pacifiche ai conflitti. Lo scorso mese è stato ampiamente riportato che il Pentagono sta considerando un programma simile in Iraq. Quello che non è stato riferito, comunque, eccetto sulla stampa irachena, è che almeno una squadra della morte pro-occupazione è già operativa. Alcuni giorni dopo che sono stati rivelati i piani del Pentagono, un nuovo gruppo militante, il "Saraya Iraqna", cominciò ad offrire grosse somme in dollari per scalpi di insorti, fino a 50.000 dollari, riporta il giornale iracheno Al Ittihad. "La nostra attività non sarà selettiva", ha promesso il gruppo. In altre parole, chiunque essi considerino un nemico dello stato può essere una preda.
Piuttosto stranamente, proprio
mentre sembra che il Pentagono stia istituendo in Iraq operazioni in
stile Gladio, vi è stato un improvviso impeto di attacchi
terroristici ad oltraggiosamente provocatori obiettivi civili come
ospedali e scuole, riferisce il Guardian. Arrivando proprio dopo
elezioni nazionali nelle quali le fazioni di maggioranza sostengono
programmi che chiedono un termine rapido dell'occupazione americana,
lo spostamento verso massacri di alto profilo di civili ha
sottolineato il "bisogno urgente" che le forze USA rimangano
indefinitamente sulla scena, per fornire sicurezza contro la
onnipresente minaccia terrorista. Nel frattempo, i bushisti
continuano a costruire le loro da lungo tempo desiderate basi
permanenti in Iraq: cittadelle per proteggere il petrolio che i
prossimi funzionari iracheni promettono di svendere alle società
americane, e piattaforme di lancio per nuove incursioni di
dominazione geopolitica. Sebbene non infallibile, l'antico interrogativo latino è ancora la migliore guida per penetrare le tenebre sanguinose del terrorismo moderno: Cui bono? Chi ne beneficia? Quali potenze e politiche sono accresciuti dall'attacco? Perché è indiscutibile che "strategia della tensione" significa potere e profitto per coloro che pretendono di avere la chiave per la "sicurezza". E, dalle sale del Cremlino alle sponde del Potomac, questa cinica strategia è l'ideologia dominante dei nostri tempi. Annotazioni
The Pentagon's 'NATO Option'
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