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Di
Don Quijones,
scrittore
freelance,
traduttore di Barcellona, Spagna e redattore di
WOLF STREET.
Il Messico è il suo paese acquisito.
Raging
Bull-Shit
è
il suo modesto tentativo di sfregare via la schiuma di lusinghe
propagate dai leader politici ed economici e dai loro leali media
mainstream.
Migliaia di dimostranti, sia giovani che vecchi, oggi sono scesi
nelle strade e nella piazze centrali di circa trenta città spagnole a
protestare per il diritto di protestare. E' un diritto che dovrebbe
essere rispettato in ogni democrazia che abbia rispetto di se.
Ma non in Spagna, grazie ad un nuovo disegno di legge che è sul
punto di diventare legge. Sotto il titolo orwelliano di Legge per la
Sicurezza del Cittadino, o in modo più adatto "Legge Bavaglio",
praticamente tutte le forme di protesta politica, comprese tutte le
forme non violente, saranno presto criminalizzate. Ma non con accuse
penali
–
la maggior parte dei casi criminali intentati
contro dimostranti politici vengono prontamente scartati dal
tribunale
–
ma amministrative. In
questa maniera, il governo può eludere i tradizionali controlli del
sistema giudiziario penale mentre intasca milioni in multe
amministrative.
Qui c'è una rapida classificazione delle sanzioni finanziarie che
il governo cerca di imporre (e, naturalmente, di raccogliere) per atti
di protesta politica o di disobbedienza:
•
Circondare un edificio governativo:
€30.000
•
Criticare o insultare il paese, il
governo o il capo dello stato durante una protesta o su un social media: €30.000
•
Partecipare ad una manifestazione che
non ha la precedente autorizzazione del governo: €100 – €1.000
•
Organizzare una manifestazione che
diventa violenta: €30,000
•
Partecipare in modo non violento ad
una manifestazione che va fuori controllo: €1.000
•
Rifiuto di mostrare i documenti
personali (carta d'identità, passaporto) alla polizia: €1.000
•
Caricare immagini di poliziotti
antisommossa in azione che il governo considera contro il l'onore,
l'intimità o l'immagine pubblica delle forze di polizia: €100-€1.000.
•
Prendere parte ad una manifestazione
al di fuori della sede di un partito politico il giorno delle elezioni: €30.000-€600.000.
•
Cercare di impedire lo sfratto
forzato di un residente locale, qualcosa che negli ultimi anni è
diventata pratica comune tra le comunità
:
€1.000-€30.000.
L'elenco continua senza fine mentre le multe salgono e calano tra
€100
e €600.000.
Per il governo, le nuove misure di carattere generale sono soltanto
per "difendere l'ordine pubblico", come prerequisito per "assicurare la
libertà individuale"
–
un modo tortuoso per dire che istituisce uno stato di polizia per
proteggere se stesso.
Per molti spagnoli, la nuova legge è l'affronto definitivo, che
porta gli echi fastidiosi del Tribunale dell'Ordine Pubblico che la
dittatura di Franco utilizzava per processare crimini politici come la
critica pubblica del Capo di Stato, delle corti di giustizia e del
governo; la ribellione e la sedizione; il disordine pubblico, la
propaganda illegale e la scoperta e diffusione di segreti di stato
ufficiali.
Il tradimento definitivo
Risuscitare i fantasmi dell'oscuro passato
franchista della Spagna è l'estremo rifugio di un governo canaglia che
ha rinnegato quasi tutte le sue promesse elettorali, che è impantanato
fino al collo in quasi tutti gli scandali immaginabili di corruzione
politica (ne ho scritto nell'aprile dello scorso anno:
Spain’s Descent into Banana Republicanism) e che è in larga misura direttamente
responsabile del crollo di alcune delle maggiori casse di risparmio
spagnole.
Avendo perduto tutta la legittimazione politica e la fiducia della
maggior parte dell'opinione pubblica, il regime
Rajoy
sta facendo quello che fanno i
governi più disperati quando l sono fermamente
con le spalle al muro: proteggono il loro collo e quelli dei loro
padroni industriali e finanzieri (molti dei quali portano una evidente
somiglianza agli stessi
padroni industriali e finanzieri che non molto tempo fa
godevano della zelante protezione di Franco).
Il fatto che il
regime
Rajoy
abbia una maggioranza schiacciante al
parlamento significa che ogni suo desiderio è
proprio letteralmente un ordine alla Spagna. Nonostante il fatto
che la
Legge per la Sicurezza del Cittadino sia contrastata unanimemente da
tutti gli altri partiti politici
del paese, per non parlare da più dell'80% del pubblico spagnolo, è
stata nondimeno approvata dal congresso con disinvolta facilità.
Magistratura dipendente, mass media
controllati dal governo
Ma non è soltanto nella sfera politica che
Rajoy ed altri
stanno facendo sentire la loro ingombrante presenza. Appena la
settimana scorsa, il procuratore di Stato spagnolo
Eduardo Torres Dulce
ha dato le dimissioni, citando l'interferenza esterna (cioè del
governo) nei suoi doveri. Due delle cause principali del litigio di
Torres Dulce
con il governo è stato il suo rifiuto di arrestare il caso del
tribunale contro il tesoriere capo del Partito Popolare al governo
Luís Barcenas e la
sua riluttanza a lanciare un caso penale contro il premier della
Catalogna
Artur Mas per aver
osato indire un finto referendum puramente simbolico l'11 novembre.
Il rimpiazzo di
Torres Dulce
–
un giudice dal nome di
Consuelo Madrigal Martínez-Pereda –
sarà il terzo procuratore di Stato
spagnolo
in altrettanti anni. Soltanto quanto durerà nell'incarico
dipenderà, si presuppone, dalla sua abilità e buona volontà di vedere le
cose alla maniera del governo.
Un'altra istituzione che è sotto intensa pressione perché veda le
cose attraverso le lenti (o altro!) del governo sono i mass media di
stato. Negli ultimi tre anni praticamente tutte le voci critiche delle
misure di austerità profondamente impopolari del governo sono state
purgate da entrambe la radio e la televisione
nazionale.
Il regime Rajoy
ha inoltre avuto un ruolo guida nella
rimozione di parecchi capi redattori dei quotidiani nazionali, inclusi
presumibilmente El Mundo
e La Vanguardia.
Nessuna di queste azioni è vagamente appropriata per un governo
presumibilmente democratico. D'altra parte, proprio come scrissi un anno
fa in
Fear Loathing and Collective Amnesia in
Crisis Ridden Spain,
la transizione della Spagna in una
democrazia costituzionale completa non è mai arrivata nemmeno vicina al
completamento.
Effettivamente, l'unica notizia vagamente positiva è che al governo
Rajoy sono rimasti
soltanto undici mesi di maggioranza assoluta. Dopo le prossime
elezioni il Partito popolare dovrà far parte una governo di
coalizione o essere degradato alle panche dell'opposizione. Detto
questo,
Rajoy & Co in undici mesi possono fare un
ammontare spaventoso di danni. di Don Quijones
Era tutto una grandissima menzogna e
tutti
–
eccetto gli investitori individuali
–ne erano al corrente.
Leggete...
Spanish Judge Exposes Too-Big-to-Fail Bank Robbery
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