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La Spagna compie un gigantesco passo all'indietro, verso il suo oscuro passato

di Don Quijones • 20 dicembre 2014

 

Di Don Quijones, scrittore  freelance, traduttore di Barcellona, Spagna e redattore di WOLF STREET. Il Messico è il suo paese acquisito. Raging Bull-Shit è il suo modesto tentativo di sfregare via la schiuma di lusinghe propagate dai leader politici ed economici e dai loro leali media mainstream.

Migliaia di dimostranti, sia giovani che vecchi, oggi sono scesi nelle strade e nella piazze centrali di circa trenta città spagnole a protestare per il diritto di protestare. E' un diritto che dovrebbe essere rispettato in ogni democrazia che abbia rispetto di se.

Ma non in Spagna, grazie ad un nuovo disegno di legge che è sul punto di diventare legge. Sotto il titolo orwelliano di Legge per la Sicurezza del Cittadino,  o in modo più adatto "Legge Bavaglio", praticamente tutte le forme di protesta politica, comprese tutte le forme non violente, saranno presto criminalizzate. Ma non con accuse penali la maggior parte dei casi criminali intentati contro dimostranti politici vengono prontamente scartati dal tribunale ma amministrative. In questa maniera, il governo può eludere i tradizionali controlli del sistema giudiziario penale mentre intasca milioni in multe amministrative.

Qui c'è una rapida classificazione delle sanzioni finanziarie che il governo cerca di imporre (e, naturalmente, di raccogliere) per atti di protesta politica o di disobbedienza:

Circondare un edificio governativo: €30.000
Criticare o insultare il paese, il governo o il capo dello stato durante una protesta o su un social media: €30.000
Partecipare ad una manifestazione che non ha la precedente autorizzazione del governo: €100 – €1.000
Organizzare una manifestazione che diventa violenta: €30,000
Partecipare in modo non violento ad una manifestazione che va fuori controllo: €1.000
Rifiuto di mostrare i documenti personali (carta d'identità, passaporto) alla polizia: €1.000
Caricare immagini di poliziotti antisommossa in azione che il governo considera contro il l'onore, l'intimità o l'immagine pubblica delle forze di polizia: €100-€1.000.
Prendere parte ad una manifestazione al di fuori della sede di un partito politico il giorno delle elezioni: €30.000-€600.000.
Cercare di impedire lo sfratto forzato di un residente locale, qualcosa che negli ultimi anni è diventata pratica comune tra le comunità : €1.000-€30.000.

L'elenco continua senza fine mentre le multe salgono e calano tra €100 e €600.000. Per il governo, le nuove misure di carattere generale sono soltanto per "difendere l'ordine pubblico", come prerequisito per "assicurare la libertà individuale" un modo tortuoso per dire che istituisce uno stato di polizia per proteggere se stesso.

Per molti spagnoli, la nuova legge è l'affronto definitivo, che porta gli echi fastidiosi del Tribunale dell'Ordine Pubblico che la dittatura di Franco utilizzava per processare crimini politici come la critica pubblica del Capo di Stato, delle corti di giustizia e del governo; la ribellione e la sedizione; il disordine pubblico, la propaganda illegale e la scoperta e diffusione di segreti di stato ufficiali.

Il tradimento definitivo

 Risuscitare i fantasmi dell'oscuro passato franchista della Spagna è l'estremo rifugio di un governo canaglia che ha rinnegato quasi tutte le sue promesse elettorali, che è impantanato fino al collo in quasi tutti gli scandali immaginabili di corruzione politica (ne ho scritto nell'aprile dello scorso anno: Spain’s Descent into Banana Republicanism) e che è in larga misura direttamente responsabile del crollo di alcune delle maggiori casse di risparmio spagnole.

Avendo perduto tutta la legittimazione politica e la fiducia della maggior parte dell'opinione pubblica, il regime Rajoy sta facendo quello che fanno i governi più disperati quando l sono fermamente con le spalle al muro: proteggono il loro collo e quelli dei loro padroni industriali e finanzieri (molti dei quali portano una evidente somiglianza agli stessi padroni industriali e finanzieri che non molto tempo fa godevano della zelante protezione di Franco).

Il fatto che il regime Rajoy abbia una maggioranza schiacciante al parlamento significa che ogni suo desiderio è proprio letteralmente un ordine alla Spagna. Nonostante il fatto che la Legge per la Sicurezza del Cittadino sia contrastata unanimemente da tutti gli altri partiti politici del paese, per non parlare da più dell'80% del pubblico spagnolo, è stata nondimeno approvata dal congresso con disinvolta facilità.

Magistratura dipendente, mass media controllati dal governo

Ma non è soltanto nella sfera politica che Rajoy ed altri stanno facendo sentire la loro ingombrante presenza. Appena la settimana scorsa, il procuratore di Stato spagnolo Eduardo Torres Dulce ha dato le dimissioni, citando l'interferenza esterna (cioè del governo) nei suoi doveri. Due delle cause principali del litigio di Torres Dulce con il governo è stato il suo rifiuto di arrestare il caso del tribunale contro il tesoriere capo del Partito Popolare al governo Luís Barcenas e la sua riluttanza a lanciare un caso penale contro il premier della Catalogna Artur Mas per aver osato indire un finto referendum puramente simbolico l'11 novembre.

Il rimpiazzo di Torres Dulce un giudice dal nome di Consuelo Madrigal Martínez-Pereda – sarà il terzo procuratore di Stato spagnolo in altrettanti anni. Soltanto quanto durerà nell'incarico dipenderà, si presuppone, dalla sua abilità e buona volontà di vedere le cose alla maniera del governo.

Un'altra istituzione che è sotto intensa pressione perché veda le cose attraverso le lenti (o altro!) del governo sono i mass media di stato. Negli ultimi tre anni praticamente tutte le voci critiche delle misure di austerità profondamente impopolari del governo sono state purgate da entrambe la radio e la televisione nazionale. Il regime Rajoy ha inoltre avuto un ruolo guida nella rimozione di parecchi capi redattori dei quotidiani nazionali, inclusi presumibilmente El Mundo e La Vanguardia.

Nessuna di queste azioni è vagamente appropriata per un governo presumibilmente democratico. D'altra parte, proprio come scrissi un anno fa in Fear Loathing and Collective Amnesia in Crisis Ridden Spain, la transizione della Spagna in una democrazia costituzionale completa non è mai arrivata nemmeno vicina al completamento.

Effettivamente, l'unica notizia vagamente positiva è che al governo Rajoy sono rimasti soltanto undici mesi di maggioranza assoluta. Dopo le prossime elezioni il Partito popolare dovrà far parte una governo di coalizione o essere degradato alle panche dell'opposizione. Detto questo, Rajoy & Co in undici mesi possono fare un ammontare spaventoso di danni. di Don Quijones

Era tutto una grandissima menzogna e tutti eccetto gli investitori individuali ne erano al corrente. Leggete... Spanish Judge Exposes Too-Big-to-Fail Bank Robbery