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Jim McIlroy & Chris Kerr, Caracas
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Il presidente venezuelano Hugo Chavez, nel terminare il suo travolgente discorso ad un raduno di circa 10.000 al Polihedro Stadium il 27 gennaio, ha proclamato "socialismo o morte". Il raduno era una parte della sezione latino americana del Sesto World Social Forum tenuto dal 24 al 29 gennaio a Caracas. Il forum ha attirato un pubblico di fino a 100.000 persone da tutta l'America Latina e da tutto il mondo ad una festa di più di 2.000 incontri pubblici e seminari sui temi della globalizzazione anti-imperialista e della lotta per un mondo migliore. Chavez ha detto che, diversamente da Karl Marx quando per la prima volta pubblicò il proclama per il socialismo nel 19° secolo, "a noi non rimane molto tempo". E' ora venuto il 21° secolo, "durante il quale il dilemma deve finalmente essere risolto". "Il tempo è poco. Se non cambiamo il mondo adesso, per l'umanità potrebbe non esserci nessun 22° secolo. Il capitalismo ha distrutto l'equilibrio ecologico della terra. E' adesso o mai più!", ha dichiarato Chavez. "Dovremmo andare verso la costituzione di un movimento anti-imperialista mondiale. Abbiamo già fatto dei passi in questa direzione", ha detto Chavez alla folla acclamante. Ha commentato che al precedente WSF di Porto Alegre del 2005 "avvenivano molti discorsi senza conclusioni. Non siamo qui per sprecare il nostro tempo. Dobbiamo urgentemente costruire un nuovo movimento socialista". Chavez ha tuonato contro l'impero. "E' il più malvagio impero della storia: parla di libertà mentre invade e distrugge altre nazioni ... L'impero è molto potente, ma non infallibile. Questo secolo seppellirà l'impero USA. L'impero deve affrontare il popolo del Venezuela e dell'America Latina. Esso ha già fallito in Iraq". Ha esortato il pubblico a "immaginare un mondo nel quale l'amministrazione USA dichiara pace al mondo, ritira le sue forze ed usa le sue risorse per produrre medicine e cibo per i poveri del mondo". Chavez ha contrastato il dato USA sui risultati della rivoluzione bolivariana in Venezuela, che, con l'aiuto di Cuba, in appena due anni ha insegnato a leggere a 1,5 milioni di persone attraverso Mission Robinson. "L'ingiustizia e la disuguaglianza perdono: dipende ora da noi definire la formula dell'unità per la vittoria. Abbiamo bisogno dell'unità di tutte le nostre correnti. Rispettando il diritto all'autonomia dei movimenti, compresi il movimento verde ed i vari movimenti politici e nazionali, tutti noi dovremmo riunirci in una vittoriosa offensiva contro l'imperialismo". Su un podio erano in primo piano molti personaggi di rilievo del movimento progressista internazionale, comprese Aleida Guevara (la figlia del Che) e Cindy Sheehan (la leader pacifista USA il cui figlio è stato ucciso in Iraq). Un enorme applauso ha salutato il discorso di Chavez ed il raduno includeva una stimolante interpretazione dell'inno dei lavoratori, "L'internazionale". La sollecitazione di Chavez per il bisogno di una urgente azione politica internazionale contro il capitalismo globale e l'oppressione è stato un tema importante del forum. L'intera conferenza è stata riempita dalla travolgente influenza della rivoluzione venezuelana. Lo "spirito bolivariana" è stato pervasivo proprio dal primo giorno, quando circa 20.000 attivisti hanno marciato per lanciare il WSF. La vivace e colorita marcia presentava bandiere, abiti e canti delle molte rappresentative nazionali, specialmente dall'America Latina. Una rappresentativa era un gruppo di circa 15 australiani che marciavano sotto lo striscione dell'Australia-Venezuela Solidarity Network e cantavano "Chavez, amico! Gli australiani sono con te!" Un gruppo con oratori della National Union of Workers, la fabbrica di alluminio autogestita Alcasa, organizzatori dei bilanci partecipatori in Brasile e ben noti intellettuali radicali discutevano di come la cogestione ed il bilancio partecipatorio siano armi nella lotta contro il capitalismo e nella costruzione di un socialismo democratico del 21° secolo. Ha presentato anche un dibattito sulle forze e le debolezze fino a questo punto di questi diversi esperimenti. Un altro gruppo di economisti radicali latino americani discuteva su come il progetto di integrazione latina americana noto come Alternativa bolivariana delle Americhe (ALBA) sia l'antitesi dell'Area di libero scambio delle Americhe ispirata dagli USA. I membri del comitato hanno discusso su come ALBA dava agli attivisti una alternativa strategica e concreta per la quale lottare e che deve essere una integrazione sociale di popoli a tutti i livelli piuttosto che soltanto di governi ed elite. Un altro forum molto frequentato discuteva del marxismo di Che Guevara e della sua pertinenza. Il comitato ha concluso che mentre il pensiero del Che non comprendeva tutti gli elementi del socialismo del 21° secolo, egli ha articolato la sua essenza dicendo che il socialismo deve essere centrato nello sviluppare nuovi esseri umani liberati dall'alienazione e che questo può essere ottenuto solamente attraverso la loro partecipazione attiva nella costruzione di una società libera dal capitalismo e da tutte le forme di burocrazia e gerarchia. Un altro forum ha discusso degli imponenti risultati raggiunti dalle missioni sociali del Venezuela nel migliorare la vita delle comunità povere ed il loro ruolo nel trasformare le comunità in attori sociali organizzati, consapevoli e creativi nel costruire un nuovo Venezuela socialista, dando loro così un carattere rivoluzionario in una società capitalista. Degli incontri hanno anche discusso del lavoro di solidarietà in diversi paesi e dei progetti di coordinamento delle attività di solidarietà internazionale con la rivoluzione venezuelana nel 2006. La varietà e l'ampiezza degli argomenti hanno riguardato l'intero spettro del dibattito nel movimento mondiale della globalizzazione anticapitalista. Mentre il WSF si trascina verso la conclusione, avviene la discussione sul futuro del movimento del forum sociale e sui compiti urgenti che ci stanno di fronte nell'anno a venire. Da Green Left Weekly, 1° febbraio 2006.
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