Il Sudan, il petrolio e la crisi del Darfur
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Gli U.S.A. e la Gran Bretagna stanno cercando un pretesto per intervenure allo scopo di impadronirsi del petrolio del Sudan? |
di Enver Masud
7 agosto 2004
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La situazione in Darfur è tragica, ma non è un genocidio - il vero obiettivo di coloro che stanno cercando l'intervento militare potrebbe essere il petrolio. Secondo Alex de Waal, la "autorità mondiale" sul Sudan, Caratterizzare la guerra in Darfur come 'arabi' contro 'africani' nasconde la realtà. Gli arabi del Darfur sono neri, indigeni. Africani e musulmani - proprio come i non-arabi del Darfur . . . Fino a di recente, i darfuriani usavano il termine 'arabo' nel suo antico significato di 'beduino'. Questi nomadi che parlano arabo sono distinti dagli eredi della cultura araba del Nilo e della Mezzaluna Fertile. In Darfur l''arabismo' è un'ideologia politica, importata recentemente, dopo che il Colonnello Gheddafi ha alimentato i sogni di una 'cintura araba' attraverso l'Africa e reclutato arabi ciadiani, darfuriani e tuareg dell'ovest africano a condurre la sua invasione del Ciad negli anni '80. Ha fallito, ma l'eredità di armi, organizzazione in milizia ed ideologia della supremazia araba sopravvive. (The Observer, 25 luglio 2004) La popolazione di 40 milioni del Sudan è per il 70% di musulmani sunniti, per il 25% di fedi indigene e per il 5% di cristiani. Musulmani africani del Sudan che uccidono musulmani africani in una guerra tribale è tragico ma non può correttamente essere descritto come genocidio - distruzione sistematica da parte del governo sudanese di un gruppo nazionale, razziale, etnico o religioso. Le tensioni nel Darfur, nel Sudan occidentale, esistono sin dagli anni '70. Costretti da siccità e scarse risorse, i pastori nomadi di bestiame del nord si avventurarono in terre popolate dalle più stanziali comunità del sud. Rinnovati combattimenti scoppiarono proprio nel momento in cui stava per essere firmato un accordo di pace che avrebbe posto fine a 21 anni di conflitto tra il governo sudanese e l'Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA) nel Sudan meridionale. Le tribù del Darfur si ribellarono contro il governo lamentandosi che il governo sudanese aveva tralasciato lo sviluppo dell'area. Si presume che i ribelli, consapevoli dei termini dell'accordo di pace proposto tra il governo del Sudan e lo SPLA, sperassero di strappare un accordo favorevole a loro stessi. Il Darfur meridionale, come il Sudan meridionale, è ricco di petrolio. L'Ente Petrolifero Nazionale cinese detiene la grande concessione petrolifera nel Darfur meridionale. Si presume che dei soldati cinesi stiano proteggendo gli interessi petroliferi cinesi. Si presume anche che i ribelli del Darfur meridionale ricevano armi da fuori del Sudan. Secondo Crescent International (UK), "Gli osservatori dell'ONU dicono che hanno armi migliori di quelle dell'esercito sudanese e che stanno ricevendo rifornimenti via aerea". Al governo del Sudan, dopo essersi accordato con il Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan su un periodo di 90 giorni per porre fine al conflitto, sono stati dati 30 giorni in base ad una risoluzione ONU spinta da USA e Gran Bretagna. Al Sudan, in gran parte sottosviluppato ed appena emerso dall'oppressione coloniale, è stato dato il compito praticamente impossibile di pacificare un'area dell'estensione della Francia. Questo potrebbe essere il pretesto per ancora un altro intervento USA-britannico per il petrolio. Nel 1996, gli USA inviarono quasi 20 milioni di dollari di equipaggiamento militare in eccedenza in Etiopia, Eritrea ed Uganda per rovesciare il governo del Sudan (The Washington Post, 10 novembre 1996) e sembrerebbe che ora gli USA e la Gran Bretagna siano concorrenti della Cina, il maggiore partner commerciale del Sudan, per il petrolio sudanese. Quello di cui il Sudan, ed il Darfur in particolare, hanno ora bisogno è assistenza umanitaria - non avidità mascherata da altruismo. Nel frattempo, la comunità internazionale rimane in gran parte silenziosa riguardo all'Uganda. Laggiù il Lord's Resistance Army ha ucciso decine di migliaia di persone, spesso mutilando i loro corpi, spostando più di 1,6 milioni di persone nell'Uganda settentrionale, rapito migliaia di bambini, costringendone molti a diventare soldati o schiavi del sesso. (Voice of America, 29 luglio 2004)
--- "China's Involvement in Sudan: Arms and Oil," Human Rights Watch, Novembre 2003 "Darfur, Sudan: African Muslim vs. African Muslim," The Wisdom Fund, 3 aprile 2004 [n Sudan, . . . più di 30 gruppi armati combattono contro l'amministrazione centrale . . .vi sono rapporti che alcuni dei gruppi sono sostenuti da Israele, paesi europei e USA --Cumali Onal, "Oil Underlies Darfur Tragedy," Zaman Daily, 6 luglio 2004] Nima Elbagir, Sudan Says to Accept African Forces, No Peacekeepers," Reuters, 7 agosto 2004 Sam Dealey, "Misreading The Truth In Sudan," New York Times, 8 agosto 2004 "Arab League backs Sudan on Darfur," BBC, 9 agosto 2004 Norm Dixon, "Crisis in Sudan: Oil Profits Behind West's Tears for Darfur," CounterPunch, 9 agosto 2004 [Il Ministro degli Esteri Mustafa Osman Ismail . . . ha detto che le stime del governo non eccedono i 5.000 morti, inclusi 486 della polizia--Marcin Grajewski, "EU sees no genocide in Darfur," Reuters, 9 agosto 2004] Julio Godoy, "U.S. and France Begin a Great Game in Africa," Inter Press Service, 11 agosto 2004 Kim Sengupta, "The mystery of Mirair and the official answers that do not add up ," Independent, 12 agosto 2004 ["Gli americani ed i britannici vogliono utilizzare questo come una scusa per occupare il nostro paese, proprio come hanno fatto in Iraq. Come l'Iraq, noi abbiamo il petrolio".--Kim Sengupta, "We are victims too, say Darfur's Arab refugees," Independent, 13 agosto 2004] [La Casa Bianca sta cercando il favore dei militanti cristiani e dei neri intensificando l'ostilità verso l'isolato regime regime di Khartoum, . . . Secondo quanto riferito, la CIA ha fornito armi e denaro ai ribelli del Darfur. Recentemente Washington ha manifestato interesse per il Ciad, che ha petrolio e giacimenti di gas.... Il peggio della crisi del Darfur pare passato. Si lasci fare il loro lavoro ai gruppi umanitari. I continui tentativi USA di rovesciare il governo del Sudan stanno solamente peggiorando le cose. Permettiamo all'Africa di risolvere i suoi problemi.-- Eric Margolis, "Tread softly in Sudan," Toronto Sun, 15 agosto 2004] [Da una parte all'altra del globo decine di milioni di persone sono a rischio di carestie, malattie e disastri naturali, senza che nessuno vi presti molta attenzione --Sophie Arie and Jason Burke, "Who Cares?," The Observer, 15 agosto 2004] Peter Hallward, "Enough imperial crusades: L'alternativa all'intervento armato in Darfur non è la passiva rassegnazione ma il sostegno ad una soluzione guidata dall'Unione Africana", Guardian, 18 agosto 2004 Anne Penketh, "Sudan admits aiding Arab militias," Independent, 21 agosto 2004 George Monbiot, "Africans have good reason to be suspicious of British involvement in their affairs," Guardian, 31 agosto 2004 "Dispute Over Disarming of Rebels in Sudan," AFP, 5 settembre 2004 [Lo SLA . . . ha rivendicato lo scorso anno la sua prima importante vittoria nella sorprendente presa della città di El Fasher. I ribelli hanno ucciso 75 soldati governativi, rubato armi e distrutto quattro elicotteri da combattimento e due aerei Antonov, hanno detto dei funzionari governativi. Un secondo, più piccolo gruppo di ribelli chiamato Justice and Equality Movement (JEM) si è unito alla lotta contro il governo. The government in Khartoum reacted to the defeat by arming the Janjaweed to assist the army.--Emily Wax, " Sudan's Ragtag Rebels," Washington Post, September 7, 2004] Il governo di Khartoum ha reagito alla sconfitta armando il Janjaweed per collaborare con l'esercito --Emily Wax, " Sudan's Ragtag Rebels," Washington Post, 7 settembre 2004] "Sudan Says U.N. Measure Will Worsen Violence," Associated Press, 20 settembre 2004 Somini Sengupta, "Sudan Official Calls Darfur a 'Smoke Screen' for Plotters," New York Times, 29 settembre 2004 [Il Sudan ha acconsentito allo spiegamento di circa 3.500 truppe africane in più nella regione distrutta dalla guerra del Darfur.--"Thousands more troops for Darfur," BBC News, 1 ottobre 2004] Peter Beaumont, "US 'hyping' Darfur genocide fears," Guardian, 3 ottobre 2004 Marcy Lacey, "Sudan Agrees to Resume Peace Talks With Rebels in Its South," New York Times, 8 ottobre 2004 [Un fallimento in Sudan potrebbe danneggiare gravemente i precari sforzi della Cina per diventare un protagonista globale nell'industria petrolifera. Quando Saddam Hussein venne rovesciato la Cina perse un partner importante. Recentemente, due pipeline per importare petrolio da Kazakhstan e Russia sono state perseguitate da ritardi e problemi inaspettati. Assicurarsi le forniture a lungo termine di petrolio, gas naturale, minerali di ferro, rame ed altri minerali vitali è diventata per la Cina la priorità principale e sta investendo dovunque. Un nuovo progetto è una pipeline di 600 miglia da 2 miliardi di dollari dai fondali profondi del porto di Sittwe in Birmania, che seguirà una progettata linea ferroviaria verso la provincia sudoccidentale cinese dello Yunnan. Un altro è lo sviluppo del porto di Gwadar in Pakistan, che la Cina spera di utilizzare per trasportare petrolio e gas dal Golfo. Seguirà una pipeline per lo Xinjiang oltre il passo di Karakoram.--Jasper Becker, "China fights UN sanctions on Sudan to safeguard oil," Independent, 15 ottobre 2004] [Dal 1986 il Lord's Resistance Army conduce una brutale insurrezione nell'Uganda settentrionale, colpendo i civili e rapendo bambini da utilizzare come combattenti, lavoratori o schiavi del sesso. . . . le donazioni per gli sforzi di soccorso nel Darfur sono stati di circa 120 milioni di sterline in meno di quanto necessario e che la comunità internazionale ha bisogno di fornire più supporto logistico all'Unione Africana nello spiegamento di forze nell'area del conflitto--" Northern Uganda 'world's biggest neglected crisis'," Associated Press, 22 ottobre 2004] [. . . importando il 6% del suo petrolio dal Sudan, quasi il 60% della produzione petrolifera del Sudan.--Drew Thompson, "Disaccord on Sudan could poison China-U.S. ties," International Herald Tribune, 18 novembre 2004] "Sudan leaders sign historic deal," BBC, 18 novembre 2004 Frida Berrigan, "Peace in Sudan: Good News for People or Oil Companies," Sudan Tribune, 15 gennaio 2005 [Secondo un libro pubblicato dall'Istituto Dayan per gli studi sul Medio Oriente e l'Africa intitolato "Israele ed il Movimento di Liberazione sudanese", Israele ha adottato una strategia chiamata 'tirare gli arti e poi tagliarli'. Ciò che questa politica ha comportato è stato costruire dei ponti con i gruppi di minoranza, tirarli fuori del contesto nazionale e quindi 'incoraggiarli' a separarsi. Tel Aviv sperava che questa strategia indebolisse inevitabilmente il mondo arabo, lo distruggesse ed allo stesso tempo minacciasse i suoi interessi. Perché questa strategia funzionasse, gli agenti del Mossad hanno aperto linee di comunicazione e collegamento con i kurdi in Iraq, i maroniti in Libano ed i sudisti in Sudan --"Israel's hand in Sudan's past and future," Yemen Observer, 15 gennaio 2005] Warren Hoge, "U.S. Lobbies UN on Darfur and International Court," New York Times, 29 gennaio 2005 Mark Turner, "Sudan killings in Darfur not genocide, says UN report," Financial Times, 1 febbraio 2005 Meera Selva, "Sudan ordered death squads, says warlord," Independent, 3 marzo 2005 Warren Hoge, "Unpaid Aid Pledges Endanger Sudan Peace Pact, U.N. Says," New York Times, 7 marzo 2005 [Nell'anno e mezzo passato sono morte una media di 10.000 persone al mese per malattie e per altre cause evitabili--"UN's Darfur death estimate soars," BBC, 14 marzo 2005] Abraham McLaughlin, "Africa to world: We can handle war justice ourselves," Christian Science Monitor, 18 marzo 2005 [Mentre non vi è nessun collegamento diretto tra i conflitti nel sud e nell'ovest, gli Stati Uniti, principale promotore dell'accordo, e le Nazioni Unite hanno espresso la speranza che la firma a gennaio servirà ad accelerare il processo di pace nel Darfur--Warren Hoge, " 10,000 Peacekeepers to Be Sent to Sudan, U.N. Council Decides," New York Times, 25 marzo 2005] [. . . esentato i cittadini dei paesi non parte dell'ICC da procedimento giudiziario da parte di ogni altro tribunale che il proprio, purché siano di una missione ONU in Sudan.--Mark Turner, "Darfur atrocities to be referred to ICC," Financial Times, 1° aprile 2005] [Il Sudan rifiuta di consegnare alcuno dei suoi cittadini preferendo la giustizia locale --"Hague takes on Darfur war crimes," BBC, 5 aprile 2005] Ken Silverstein, "Official Pariah Sudan Valuable to America's War on Terrorism," Los Angeles Times, 29 aprile 2005 [In risposta alla ribellione da parte di due gruppi armati locali, il governo del Sudan ha attaccato i civili con elicotteri da combattimento ed armato una milizia locale per distruggere dei villaggi --Editorial: "Darfur's Real Problem," Washington Post, 3 giugno 2005] David Leigh and Adrian Gatton, "Briton named as buyer of Darfur oil rights," Guardian, 10 giugno 2005 Anne Penketh, "White House described Darfur as 'genocide' to please Christian right," Independent, 2 luglio 2005 [Una fonte diplomatica francese ha detto che Khartoum sostiene il capo del FUC Mahamat Nour Abdelkerim con lo scopo di rovesciare Deby, accusato di sostenere una ribellione nella regione del Darfur in Sudan contro il governo di Khartoum --"Sudan openly supports Chad rebels," Sudan Tribune, 19 aprile 2006] Anne Penketh, "As the genocide in Darfur goes on, chaos and killing spread to Sudan's neighbours," Independent, 21 aprile 2006 [Quasi tutti sono musulmani . . . Tutti sono neri . . . E' tutto sulla politica . . . Questo conflitto è internazionale . . . L'etichetta "genocidio" ha fatto peggio--Emily Wax, "5 Truths About Darfur," Washington Post, 23 aprile 2006] "THINK ABOUT YOUR ACTIONS," Ambasciata del Sudan, 27 aprile 2006 [Dopo che nel 1956 il Sudan raggiunse la formale indipendenza dalla Gran Bretagna, il paese attraversò un periodo di lotte interne. All'inizio degli anni '70 il Sudan cominciò a muoversi in una direzione islamica radicale, respingendo le relazioni neocoloniali che gli Stati Uniti ed altri paesi europei volevano imporre. Poco dopo iniziò una ben organizzata e ben finanziata ribellione nel Sudan meridionale. Gli Stati Uniti appoggiarono il sud finanziariamente, politicamente e militarmente . . . Due movimenti armati in competizione-l'Esercito di Liberazione Sudanese ed il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza-ottennero alcune vittorie iniziali contro l'esercito sudanese. Questi due movimenti armati mantenevano la logistica e le basi di addestramento nella parte orientale del Ciad, vicino al confine con il Darfur. Una volta che iniziò la ribellione nel Darfur, il governo sudanese costituì delle contro-milizie, chiamate Jinjaweed, reclutate tra i gruppi etnici nomadi del Darfur che parlano principalmente l'arabo. L'Esercito di Liberazione Sudanese ed il Movimento per la Giustizia e l'Uguaglianza reclutarono tra i gruppi etnici del Darfur che non usano l'arabo. . . . Gli USA volevano che il Presidente Deby se ne andasse ed un nuovo presidente che dipendesse da loro, non dalla Francia --"Oil Is Behind Struggle in Darfur," Workers World, 27 aprile 2006] [ . . . la coalizione, che si è presentata come "un'alleanza di più di 130 organizzazioni di fedi diverse, umanitaria e per i diritti umani" è nata in realtà esclusivamente come una iniziativa della Comunità Ebraica Americana . . . . dopo un'inchiesta del Washington Post, il Sudan Sunrise ha modificato il suo sito web per eliminare i riferimenti agli sforzi per convertire il popolo del Darfur. Precedentemente, diceva che era impegnata in "evangelismo individuale sullo stile di vita per i musulmani darfuriani che vivono nei campi per rifugiati nel Ciad orientale" ed appellava per denaro per "portare il regno di Dio in un'area del Sudan dove la luce di Gesù splende raramente".--Yoshie Furuhashi, "'Save Darfur': Evangelicals and Establishment Jews," MRZine, 28 aprile 2006] [Gli arresti erano attesi. L'ufficio di Lantos emanò una dichiarazione stampa sugli stessi in anticipo --"Congressman Lantos Arrested At D.C. Darfur Protest," MSNBC, 28 aprile 2006] Leonard Doyle, "Sudan accepts Darfur peace deal but rebels dig in for concessions," Independent, 1° maggio 2006 [I ribelli del Darfur presero le armi contro il governo del Sudan dominato dagli arabi nel 2003, protestando per anni di marginalizzazione ed incuria --Xan Rice, "Rebels sign Darfur peace deal after two years of talks: Smaller armed groups hold out for better terms," Guardian, 6 maggio 2006] Copyright © 2004 The Wisdom Fund - Provided that it is not edited, and author name, organization, and web address (www.twf.org) are included, this article may be printed in newspapers and magazines, and displayed on the Internet.
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