
16 giugno 2006
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Dai primi momenti di “Sir! No Sir!” il film mi ha afferrato e gettato indietro alle vedute, ai suoni ed al sapore politico del 1968: alla lotta per fermare la guerra contro il Vietnam, alla lotta per fermare la guerra contro l'America Nera ed alle centinaia di migliaia di giovani degli USA che, mentre indossavano una uniforme di una delle forze armate, combattevano per far terminare quella guerra, combattevano il razzismo e cercavano di rovesciare la macchina da guerra degli USA. Se siete vissuti attraverso quel periodo, guardate il film per ricordare a voi stessi come è stato. Altrimenti, guardatelo per un rapido sguardo a cosa è stato possibile ed immaginate ciò che può essere possibile. La descrizione degli eventi che ha scelto di mostrare da parte del produttore e regista Dave Zeiger è stata accurata, sebbene il cuore batta più velocemente vedendo cinque anni condensati in 90 minuti. Muovendosi avanti e indietro tra più recenti interviste e filmati di archivio, lascia che i GI e gli ufficiali dissidenti e Jane Fonda raccontino le loro storie. Alcuni dei migliori filmati d'archivio sono del FTA—no Fun, Travel and Adventure ma F—k The Army—tour che la Fonda, Fred Gardner e Donald Sutherland fecero nel 1970 come una versione contro la guerra del tour USO di Bob Hope. La Fonda dovette rappresentare fuori delle basi, ma ciò nonostante recitò davanti a decine di migliaia di GI in Giappone e ad Okinawa. Zeiger stesso faceva parte di quello che era conosciuto come il "movimento della coffee-house". Questi erano attivisti contro la guerra, per la maggior parte giovani, che misero su delle “coffee houses” nelle città vicine alle grandi basi militari dove decine di migliaia di GI venivano addestrati. Zeiger stava alla coffee house di Killeen, in Texas, vicino a Fort Hood, chiamata The Oleo Strut—il nome derivante da una parte di elicottero. Non ricordo di avere mai incontrato Zeiger, ma abbiamo fatto esperienza di molti degli stessi eventi, da una angolatura diversa. Ero un organizzatore civile dal 1967 al 1971 con l'American Servicemen’s Union (ASU) e direttore di propagazione per The Bond, il giornale mensile dell'ASU—che raggiungeva decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di GI. Nell'agosto del 1968, ed ancora nell'ottobre di quell'anno, ero a Killeen and ed a Fort Hood con altri membri dell'ASU per collaborare con la difesa politica e legale dei soldati neri noti come i Fort Hood 43. La vasta estensione della resistenza “Sir! No Sir!” riesce a coprire la vasta estensione della resistenza militare. Mostra la ripulsione morale per una guerra ingiusta sentita da ufficiali come il Cap. Howard Levy, che si rifiutò di addestrare le Forze Speciali a curare i disturbi della pelle—un talento utilizzato per cercare di vincere la confidenza degli abitanti dei villaggi per meglio assassinare i leader politici del movimento di liberazione vietnamita. Esso mostra anche come i soldati neri, stufi del razzismo, si identificassero più con i vietnamiti che con i loro ufficiali bianchi e come tutti fossero influenzati dall'ondata rivoluzionaria nelle comunità nere nel 1968. Dopo che Martin Luther King Jr. venne assassinato nell'aprile di quell'anno, vi furono ribellioni in 100 città USA, alcune delle quali furono represse con l'intervento dell'esercito. Dovrebbe dunque essere una sorpresa che a Fort Hood 50 GI su 100, essendo tutti recentemente tornati da un turno in Vietnam, si tirarono indietro quando mandati a Chicago per la Convenzione Nazionale del Partito Democratico? Zeiger esamina il “fragging”—l'azione dei soldati semplici di uccidere ufficiali e sergenti particolarmente immorali, razzisti e sanguinari con granate a frammentazione. E' accaduto molte volte durante la guerra del Vietnam. Il film punta sul caso di Billy Dean Smith, un GI attivista nero che era stato evidentemente incastrato con un'accusa di fragging perché era esplicito politicamente. Infine vinse alla corte marziale, ma dopo avere passato un lungo periodo rinchiuso. Molti dei critici cinematografici della stampa corporativa hanno attaccato Zeiger perché, secondo loro, il film pareva indulgente verso il fragging. "E' favorevole alla violenza?" chiedeva uno, a quanto pare dimenticando che quelli che lo fanno sono soldati e marines addestrati per ed ai quali veniva ordinato di uccidere dei vietnamiti che non avevano fatto loro alcun male. Queste truppe hanno semplicemente aperto gli occhi e puntato le loro armi contro coloro che ordinano loro di uccidere. Ancora più recensioni hanno rimproverato Zeiger per "non avere presentato l'altra parte". Speriamo che guardi “Sir! No Sir!” tanta gente quanta ha guardato la parziale, razzista fantasticheria “Rambo” o le distorsioni della storia come “Forrest Gump”. Le voci che sentite per prime e più spesso in “Sir! No Sir!”—almeno quelli che danno le spiegazioni più complesse della loro resistenza—sono di ufficiali dissidenti come Levy ed il Ten. Susan Schnall, del Serg. Magg. delle Forze Speciali Donald Duncan e di un gruppo di decrittatori dell'aeronautica. Le loro spiegazioni sul perché erano pronti ad affrontare la punizione sono oneste, focalizzando sulla loro ripulsione morale verso la guerra, in totale contrasto con l'ipocrisia delle amministrazioni Johnson e Nixon e degli alti gradi del Pentagono. Il film rappresenta meglio la parte del movimento degli anni '60 che non era orientato verso la classe lavoratrice e la lotta di classe, ma che aveva uno spirito rivoluzionario. una crescente solidarietà con la lotta di liberazione dei neri e con i vietnamiti ed il disprezzo per l'autorità. L'esercito nella società di classe Comunque, vi era un'altra dimensione del movimento dei GI. I militari sono uno strumento di dominio della classe capitalista sulla classe lavoratrice. La struttura dei militari riflette anche, in maniera molto più rigida che nella vita civile, le differenze di classe ed i privilegi di classe nella società. Invece che lavoratori civili, sorveglianti e capi, nell'esercito vi sono arruolati, ufficiali e generali. Le regole che impediscono la fraternizzazione e rendono l'obbedienza agli ordini una virtù fondamentale aiutano ad esacerbare queste differenze. Spezzare questo sistema rigido, spezzare la catena del comando in ogni modo ha un potenziale rivoluzionario. Non vi è nessun dubbio che l'eroica lotta del popolo vietnamita per liberare il suo paese è stata la forza propulsiva della resistenza della gente arruolata nelle forze armate USA e che la lotta di liberazione nera ha avuto un impatto aggiuntivo. Ma, in aggiunta, i GI che si sono uniti all'ASU odiavano anche essere costretti a salutare i loro ufficiali e chiamarli “sir”; odiavano gli ordini e coloro che li diramavano; odiavano il privilegio del grado e volevano eleggere i loro capi della lotta. Questo atteggiamento di classe esce dalle scene di “Sir! No Sir!” con i soldati neri. Anche in una delle interviste sul fragging con un GI bianco in Vietnam, l'intervistatore gli chiede degli atteggiamenti verso gli ufficiali ed i sergenti. "Bene", risponde il GI, "sapete che li chiamiamo 'maiali'. Questo è il nostro nome per loro". Se andate al sito www.sirnosir.com troverete l'elenco di dove il film viene mostrato e molte storie del movimento dei GI—compresi molti riferimenti agli organizzatori dell'ASU Pvt. Andy Stapp, Pvt. Terry Klug, Pvt. Tom Tuck ed altri che fecero chiaro durante il lavoro di organizzazione dal 1967 al 1974 che la battaglia dei GI contro il Pentagono è una lotta di classe. Erano anche disposti a rischiare la punizione, ma il loro obiettivo era organizzare abbastanza dei loro fratelli e sorelle di classe per vincere quella lotta. Oggi, assicuriamoci che “Sir! No Sir!” raggiunga i soldati di questa generazione in Iraq. Email: jcat@workers.org
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La classe dominante
19 giugno 2006
Los Rant
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La classe dominante domina ancora. Lo hanno fatto e lo faranno, sono i resti ed i prodotti di un antico schema piramidale della propaganda creato ed applicato da migliaia di anni per convincere la gente che per qualche ragione sa quel che stanno facendo. La gente non lo sa. Il mondo è rovinato non nonostante questa gente ma specificamente a causa loro. I bambini muoiono di fame. Un milione al mese, migliaia al giorno. Per nessuna ragione. Per nessuna ragione affatto. Ogni giorno vengono ammazzati civili e giovani soldati. Trasformati in carne sotto il sole cocente. Strappati dal petto della loro famiglia ed uccisi brutalmente. Presi a nolo dalla terra. Non togliendoli maldestramente dalle loro sofferenze ma facendoli esplodere in orge quotidiane di morte e sofferenza senza senso. Per nessuna ragione. Tutti i giorni la dignità di ogni uomo, donna e bambino sulla terra viene assalita dalla classe dominante. Ogni istituzione della società e della 'civilizzazione' ogni chiesa e scuola, ogni posto di lavoro, ogni ente governativo è progettato per schiacciare l'umanità e la dignità innate in noi tutti su base giornaliera. Per plasmarci. Ad ogni bambino è stato insegnato il suo dovere. Ad ogni essere umano 'minore' è stato insegnato di dimostrare sottomissione. Tutti hanno imparato ad arretrare e ad avere paura.
Perché le cose stanno così? La semplice risposta è che la massa è una mandria passiva, il gregge di pecore compiacenti che contano i resti insignificanti e le briciole che ricevono come doni.
Ma allora chi dirige le
pecore ad essere tosate, chi munge il gregge, chi raccoglie il
meglio dai campi?
Gli aristocratici. Coloro
che dominano. La cima del 2%. I padroni. Se questa è una società
della proprietà indovinate chi sono i posseduti. Perché alcuni sono più liberi di altri? Perché sacrifichiamo la nostra dignità, le nostre vite e le vite dei nostri figli? Perché consegniamo loro la nostra libertà? Perché ascoltiamo? Cosa pensiamo che sappiano? Oppure è solamente che sappiamo che ci distruggeranno se resistiamo?
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